[Rec]3 Génesis
Scritto da Dario Carta   
giovedì 09 agosto 2012

Titolo: [Rec]3 Génesis
Titolo originale: [Rec]3 Génesis
Spagna: 2012. Regia di: Paco Plaza Genere: Horror Durata: 80'
Interpreti: Leticia Dolera, Javier Botet, Diego Martín, Carla Nieto, Alex Monner, Mireia Ros, Ismael Martínez, Claire Baschet, Ana Isabel Velásquez, Xavier Ruano, Itziar Castro, Emilio Mencheta, Blai Llopis
Sito web ufficiale: www.recoficial.com
Sito web italiano: www.magnetreleasing.com/rec3
Nelle sale dal: 17/01/2013     
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Divertente
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rec3_leggero.pngPresunto prequel dei due episodi precedenti - discutibile ipotesi,dal momento che in una scena del film scorrono in TV le immagini della prima pellicola - "Rec 3,Genesis" segna una scossa al sistema di Plaza e Balaguerò,registi in tandem del franchise del culto gore spagnolo.
La formula originale si scombina in una soluzione alternativa nel terzo film della serie,diretto dal solo Plaza,coautore della sceneggiatura con Luis Berdejo,compagno di scrittura di Rec,un lavoro che scompagina le fila degli aficionados della saga,divisi nelle opinioni su un titolo che stona nel coro dei due che lo precedono.
La scelta è provocatoria,certamente non casuale e inoltre stimolante per riflessioni sulla discutibilità di qualsivoglia pregiudizio sulla standardizzazione dell'inventiva del catalogo horror. La piattaforma di "Rec 3" poco si adatta alle funzioni svolte dai capitoli che lo precedono e i segnali che fornisce sono di tutt'altra natura rispetto a quelli emessi dai "Rec 1" e "Rec 2".

Plaza decide di modificare il registro e organizza un abile trucco di cinema,disorientando attese e aspettative e imbastendo dietro un titolo celebrato,una commedia nera fittamente lusingata da un faceto umorismo dark.
Ma Plaza ha la giusta intuizione e per fare questo,dopo una breve introduzione,abbandona la modalità POV e si dedica ad un più tradizionale sistema di regia,più disponibile a trasmettere quello che il regista vuole dire e in che modo lo vuole fare.

Lasciatisi alle spalle i claustrofobici corridoi e le stanze buie delle prime due storie,Plaza inizia a parlare di un matrimonio,una festa in una grande villa con parco,per celebrare le nozze di Clara (Leticia Dolera) e Koldo (Diego Martin). La regia delle riprese viene affidata al cugino Adrien e al tecnico visivo Atun,coautori del cinema-veritè di prassi,il tipico girato in abito cerimonial-popolare,fissato dall'occhio soggettivo delle steadycameras dei due incaricati.
Il filmato cesereccio non sforna le oppressive immagini rubate alle livide tenebre delle case infettate dai virus,ma si incarica del compito di introdurre la verve grottesca di una pellicola che vuole raccontare lo splatter senza credere per nulla al dramma e dar troppa confidenza al raccapriccio. L'incipit resta fedele al found footage e i personaggi,l'ambiente,le situazioni,gli spazi vengono catturati in pochi minuti di macchina a mano frenetica e intenzionalmente farraginosa e approssimativa,come in un filmato amatoriale e festaiolo frastornato da uno score pop/folk.

Quando si capisce che lo zio non è stato morso da un cane e comincia a vomitare sangue in faccia agli invitati scatenando il finimondo,il meccanismo scenico e narrativo cambia aspetto,con l'immagine dell'occhio della telecamera rotta e caduta a terra che si spegne,non senza aver prima lanciato un occhiolino alla scena finale di "Terminator".
Qui il regista,con brillante disinvoltura,inserisce i titoli di testa del film,che procederà con il tradizionale metodo di ripresa in oggettiva e che narrerà come Clara e Koldo,persosi di vista,potranno ritrovarsi sfuggendo agli zombi. "Rec 3" sdoppia la propria identità,interpolando elementi provvisori della matrice splatter con la timbrica di una comicità surreale che guizza nel racconto con le immagini della satira beffarda.

Farsa e canzonatura danzano sul palcoscenico del sangue,che di rosso ha solo il colore e lasciano che le armature di San Giorgio del drago brillino più delle zanne degli invasati cui scappa da ridere. Il teatrino grottesco di "Rec 3" chiede infine solo di ridere con una paura innocua e scherza serioso fra fantasie morbose per finta e facezie d'orrore,con trastulli di mostri e figurine che stizzano l'occhio ai giochi macabri di Sam Raimi,agli eccessi rocamboleschi di Tarantino e alle bizzarrie di Tim Burton,con i sinceri saluti del melodramma shakesperiano di Giulietta e Romeo e le note dell' Eloise di Barry Ryan.