Ted
Scritto da Dario Carta   
martedì 28 agosto 2012

Titolo: Ted
Titolo originale: Ted
USA: 2012. Regia di: Seth MacFarlane Genere: Commedia Durata: 102'
Interpreti: Mark Wahlberg, Mila Kunis, Seth MacFarlane, Joel McHale, Giovanni Ribisi, Patrick Warburton, Matt Walsh, Jessica Barth, Aedin Mincks, Bill Smitrovich, Patrick Stewart, Norah Jones, Sam Jones, Tom Skerritt, Brett Manley, Ralph Garman, Alex Borstein, John Viener, Laura Vandervoort, Robert Wu, Ginger Gonzaga, Jessica Stroup, Melissa Ordway, Max Harris, Zane Cowans, T.J. Hourigan, Owen Clark
Sito web ufficiale: www.tedisreal.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 04/10/2012
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Dario Carta
L'aggettivo ideale: Sconcertante
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ted_leggero.pngChissà se è nelle intenzioni del regista Seth MacFarlane ("I Griffin" in TV) mandare nel suo "Ted" un segnale sulla condizione della pop-culture americana approfittando di una ilare commedia tanto beffarda e provocante quanto diseducativa,ma sicuramente divertente,per buttare un colpo d'occhio sullo status comportamentale.
Forse MacFarlane vuole fare intuire che una società che fatica a farsi adulta,che è ostinatamente aggrappata alla cultura ludica offerta dalla tecnologia fino a ben oltre quella che Marcello Marchesi chiamava elegantemente "la mezza età",che è imbevuta all'osso dalla dilagante sindrome di Peter Pan e che privilegia il disimpegno ad un più fecondo processo di maturazione e di ricerca della sapienza,che confonde età con scontatezza,forse questa società può essere fortemente sensibile a leggere meglio il suo lavoro come metafora per questa epoca.

Forse dietro alla sguaiata satira di "Ted" il regista intende mandare nell'etere qualche informazione su una situazione culturale e sociale troppo indulgente verso gli ideali infantili e sempre più diffidente nei confronti del livello di maturità.
Allora "Ted" è il veicolo irriverente e politically incorrect di un'osservazione che ragguaglia,pur sguazzando nella rozza terminologia di un pessimo vocabolario.

Ma MacFarlane ha saputo fare un cinema certo sfrontato e surreale,ma vivace e vergognosamente fitto di caustici sottintesi. L'anno è il 1985. In una casetta dei sobborghi di Boston il piccolo John Bennett,un ragazzino solo,emarginato e bistrattato dai compagni,la notte di Natale,mentre vede cadere una stella nel cielo, esprime il desiderio che il suo orsacchiotto di peluche,che ha ricevuto in dono dai genitori,prenda vita,così che anche lui possa avere un amico per sempre.
Così avviene,con l'ovvio stupore del mondo mediatico e con Ted che presto diventa l'ospite di ogni talk-show e la presenza fissa di ogni servizio televisivo,come ogni star al suo azimut. Gli anni passano,John (Mark Wahlberg) ora ha 35 anni,un lavoro,una casa,la fidanzata Lori (Mila Kunis) e Ted. Ma l'orsetto non è il simbolo dell'innocenza. Sboccato e volgare,Ted insulta chiunque gli capiti a tiro,frequenta prostitute,è dedito a sesso e droghe e per di più è sempre tra i piedi di John e Lori,la quale aspetta da quattro anni una proposta di matrimonio da un uomo che non sa decidersi per paura di perdere l'amico. I guai sono innumerevoli,anche per via di un papà inquietante e improbabile (Giovanni Ribisi),che vuole assolutamente Ted per il figlio un po' stupido e molto grasso.

Pinocchieggiante fin dall'incipit,"Ted" è un irrispettoso omaggio all'immaginario collettivo,narrato in un cinema fatto tutto americano e generosamente imbevuto degli stereotipi culturali che marcano la crescita sociale americana e la fantasia popolare. Il complesso di mancata crescita è qui una berlina di situazioni grottesche pervase da dialoghi surreali e al limite dell'intelligente idiozia,da un intercalare da taverna,da filastrocche sconce,da conversazioni scurrili e messe in scena farsesche,congegnate in un divertissement beffardo e disinibito.

Il regista compone il lavoro con una precisione troppo affilata per correre il rischio di cadere nella gratuità volgare e lo smalto della goliardia guizza in bizzarrìe e stravaganze,in un ballo sfacciato di citazioni,battute cinefile,omaggi a ogni cinema,dalle commedie di Blake Edward,a quelle di Billy Wilder,ai thriller, ai musical,alle fiabe Disney e al melodramma e chiamando il "Flash Gordon" di Sam J. Jones del 1980 a rappresentare l'allegra brigata degli omaggi.
Teatrino insolente e sregolato,"Ted" è una spassosa e impertinente sfilata di figurine per adulti messe in scena con freschezza e irriverenza per un gioco originale e agile,i cui partecipanti ridono con mestiere dietro la maschera furba della commedia scorretta.