Damasco '25
Scritto da Francesca Caruso   
mercoledì 29 agosto 2012

Titolo: Damasco '25
Titolo originale: Scirocco
USA: 1951. Regia di: Curtis Bernhardt Genere: Avventura Durata: 98'
Interpreti: Humphrey Bogart; Lee J. Cobb; Marta Toren; Everett Sloane; Gerald Mohr; Zero Mostel
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 1952
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Noir
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damasco_25_leggero.png“Damasco ‘25” è un film noir del 1951 ed è disponibile in Dvd, distribuito dalla Columbia Pictures e Cecchi Gori Home Video.
Diretto da Curtis Bernhardt, il film è tratto dal romanzo ‘Coup de Grace’ di Joseph Kessel.
Il cavallo di razza Humphrey Bogart ha come sua nemesi Lee J. Cobb e ad affiancarli c’è la giovane e bella Märta Torén.
L’attrice svedese raccoglie successo a Hollywood e poi si trasferisce in Italia, dove recita in diversi film fino al 1957, anno della sua morte, avvenuta per emorragia cerebrale, a soli 31 anni.

Nella Siria del 1925 è in atto una sanguinolenta resistenza che vede contrapporsi i militari francesi, che occupano Damasco, ai ribelli che li vogliono fuori dalla loro terra. Harry Smith rifornisce di armi i ribelli, quando però viene scoperto, cerca di fuggire, ma si ritrova intrappolato. Unica via d’uscita è la proposta del colonnello Feroud, che lo ricatta, chiedendogli di organizzare un incontro col capo dei ribelli in cambio di un lasciapassare.
Il film per alcuni aspetti sembra voler ricreare l’atmosfera di “Casablanca” (1942) di Michael Curtis e non è un male, in effetti ripercorre quei film in cui il protagonista è un uomo all’apparenza duro e distaccato, che non ha tempo per i sentimentalismi, tanto meno per il patriottismo, scoprendosi poi una persona di buon cuore, che aiuta la fanciulla in difficoltà, della quale si invaghisce, e in più compie un gesto nobile salvando un uomo – magari il rivale – che rischia la vita. Il protagonista diventa così un eroe suo malgrado. È quello che accade in “Damasco ‘25” e tutto avviene in maniera tale da far emergere le personalità dei tre protagonisti, lasciando che il resto sia solo un pretesto per farli agire.

La struttura può in effetti far ricordare questo o quel film, ma rientra nella normalità di quei noir in cui l’azione si svolge su uno sfondo fatto di due fazioni belligeranti.
Per quanto riguarda i personaggi, Violette –la donna del colonnello - non nasconde chi è e ciò che vuole, Feroud e Harry, invece, dimostrano inizialmente di essere ambigui. Se da un lato Feroud non vuole un inutile spargimento di sangue e aspira a venire a patti, promuovendo una tregua col capo dei ribelli, dall’altro non esita a schiaffeggiare e minacciare Violette, che vuole lasciarlo. Harry vive d’illegalità, ma a tempo debito mostra gentilezza e riguardo nei confronti della donna.
Ci sono tutti gli elementi per godersi un film noir, in cui fino all’ultimo istante si parteggia e si spera per il malcapitato eroe.
E quando tutto finisce, ci si aspetta quasi un ulteriore ‘colpo di grazia’ del titolo del romanzo.
Humphrey Bogart veste ottimamente i panni di Harry Smith, non è un caso che sia una delle icone del cinema statunitense.
A distanza di anni dalla sua scomparsa – avvenuta nel gennaio del ’57 – il piglio imbronciato e sfacciato, che caratterizza i suoi personaggi, gli hanno reso merito.
Qui è riuscito a mantenere saldi e credibili i vari aspetti di Harry. Inoltre come afferma Violette in una scena del film: è un uomo che ha fascino, non è bello, sottolineandolo ben due volte, ma è affascinante.

E per una frazione di secondo queste parole sembrano essere riferite all’attore e non al personaggio. Harry dimostra di avere coraggio, generosità e nobiltà d’animo, che sono valori costanti dei personaggi interpretati da Bogart.
Inoltre il successo con le donne, nonostante non sia particolarmente bello, e il carisma che possiedono i suoi personaggi gli ha permesso di essere apprezzato sia da un pubblico maschile, che si identifica con lui, che da un pubblico femminile, che rimane catturato dal suo ‘savoir faire’.
“Damasco ‘25” è un film ben congegnato, che poggia sulle spalle di Bogart, in primis, e di Lee J. Cobb. I due insieme hanno saputo trasmettere il giusto tono del film.