Anvil! The Story of Anvil
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 12 ottobre 2012

Titolo: Anvil! The Story of Anvil
Titolo originale: Anvil! The Story of Anvil
USA: 2008. Regia di: Sacha Gervasi Genere: Documentario Durata: 80'
Interpreti: Tom Araya, Tiziana Arrigoni, Malcolm Dome, Kevin Goocher, Glenn Gyorffy, William Howell, Nigel Hudson, Scott Ian, Steve 'Lips' Kudlow, Robb Reiner, Chris Tsangarides
Sito web ufficiale: www.anvilthestoryofanvil.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 19/03/2012
Voto: 8
Trailer
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Fedele
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anvilthestoryofanvil_leggero.pngFra i ‘70 e gli ’80 gli Anvil erano una rock band ad un passo dal diventare famosa e degna erede di Black Sabbath e Led Zeppelin. Il destino però può giocare brutti scherzi e tutta la fama raccolta in anni di dura gavetta può andare persa, esattamente come una manciata di polvere spazzata via da una folata di vento.

Un rockumentary che prima di essere una pellicola dedicata ai fan dello speed metal è la storia di due protagonisti di questo genere, gente che per la musica avrebbe fatto e fa ancora di tutto, ovvero Steve ‘Lips’ Kudlow e Robb Reiner, che a 50 anni abbondantemente compiuti ancora cavalcano il loro sogno, suonando in locali di quart’ordine e senza mai dimenticarsi di essere i precursori di un genere che però ha concesso fama e denari ad altri protagonisti: Antrhrax, Megadeth e Slayer, solo per citare i più prestigiosi.
Gruppi che sempre, anche nel corso del documentario, non hanno mai negato la loro venerazione per ‘l’incudine’ (Letteralmente: Anvil).
Nel frattempo però per il duo di ciqnuant’enni si è ormai aperta la porta dei ricordi e delle occasioni perdute, perché ora il difficile è scontrarsi con la vita di tutti i giorni fatta di bollette da pagare e di lavori precari, mentre il rock può essere giudicato solamente poco più di un semplice passatempo.

Sacha Gervasi, sceneggiatore di The Terminal (id. – 2004) appassionato sincero e disinteressato del genere, si ricorda però di questo gruppo canadese semi sconosciuto ai più, ma non certo ai cultori del genere come lui.
Spinto dalla curiosità di scoprire dove siano terminati i propri idoli va alla loro ricerca ritrovandoli in sala di incisione esattamente come agli apici della carriera, perche gli Anvil in raltà non si sono mai fermati.
Li segue nelle torunee e nella vita quotidiana, fatta di litigi, di piccole gioie e di poche soddisfazioni; filmandone interviste e concerti, paragonati prontamente con quelli ‘Sold Out’ degli ’80, raccogliendo anche testimonianze dei gruppi che al duo canadese devono parte del loro stile.
Presentato in decine di festival cinematografici, Anvil è come detto un fedele spaccato per i cultori dei generi musicale e documentaristico, corredato da un libro (“Metallo su Metallo”) che narra le gesta di Reiner e ‘Lips’, i due componenti originari del gruppo, ma anche di altri gruppi che come gli Anvil avevano toccato il cielo con un dito salvo poi cadere nel precipizio del “…poteva essere ma non è stato..”.
Pubblicato in italia nella collana “Real Cinema Feltrinelli” Anvil è un rockumenatry da non perdere se siete appassionati di storie di vita che possano, al tempo stesso, farvi appassionare, ridere e piangere.
Tutto questo prima, molto prima, che essere una banale, seppure splendida, storia per appassionati di heavy metal.