Alla fine ho deciso di vivere
Scritto da Francesca Caruso   
martedì 16 ottobre 2012

Alla fine ho deciso di vivere

Jean-Louis Trintignant, protagonista di ‘Amour’, si racconta

trintignant_copertina_leggero.pngIl 25 ottobre 2012 esce nelle sale italiane il film vincitore del 65esimo Festival di Cannes, “Amour” di Michael Haneke.
Per l’occasione la Mondadori pubblica il libro “Alla fine ho deciso di vivere” (dal 2 ottobre nelle migliori librerie), racconto autobiografico del protagonista della pellicola, Jean-Louis Trintignant. In una lunga e straordinaria intervista con André Asséo l’attore si racconta come non mai, parlando a cuore aperto e in maniera sincera e sentita del suo amore per il teatro, per il cinema, per la poesia, per il vino, e delle altre mille passioni che hanno caratterizzato la sua vita.

Jean-Louis Trintignant è ritornato nuovamente sul set – probabilmente per l’ultima volta – dopo il suo volontario allontanamento dal cinema avvenuto diversi anni fa. È stato il carismatico Michael Haneke, come ne parla nel libro, a convincere l’attore a dire di si ad “Amour”: “sono rimasto subito colpito dalla sua intelligenza, dalla sua cultura, dal suo umorismo e dalla sua sensibilità” spiega Trintignant.
Attraverso lo scorrere delle domande e delle risposte viene a crearsi un racconto molto personale, i due interlocutori parlano in maniera trasversale di una miriade di situazioni, trattando diversi argomenti: cosa si aspettava di diventare quando ha iniziato il suo percorso artistico, come costruiva un personaggio e di quanto gli piacesse l’improvvisazione, avere la possibilità di modificare la performance sera dopo sera a teatro.
Tante sono le riflessioni sul mestiere dell’attore, che il lettore può ritrovare in queste pagine.
Trintignant è convinto che ci si deve migliorare sempre, in quanto il pubblico si merita sincerità. Ha lavorato con grandissimi nomi del cinema (e del teatro), con molti dei quali ha instaurato un rapporto d’amicizia. Bernardo Bertolucci, Federico Fellini, Vittorio Gassman, Marcello Mastroianni, Ugo Tognazzi, Brigitte Bardot, Funny Ardant, François Truffaut, Krzysztof Kieślowski rappresentano solo una breve carrellata di una lista notevole di nomi, volti e amici per l’attore.
Per tutti ha speso parole dettate dalla sua sensibilità, quella di una persona che osserva coloro che lo circondano e ascolta più che parlare. La sua timidezza lo ha portato ad essere un uomo defilato, – come ammette – il suo modo di pensare e di vivere la vita non gli hanno permesso di ottenere quegli onori e gloria di tanti suoi colleghi, ma come ci tiene a precisare “sarei potuto diventare un attore ben più importante, ma ho sempre optato per le pellicole che mi piacevano e che avevo voglia di girare in quel determinato momento”. La sua carriera cinematografica è costellata di personaggi che ha saputo rendere unici. Ha iniziato in teatro, amore che non abbandona mai, poi arriva il cinema.
La sua prima esperienza avviene col film S.O.S Lutezia (1956) di Christian Jaque, ma il film che fa breccia nel cuore del pubblico è quello al fianco di Brigitte Bardot “Piace a troppi” (aka “E Dio creò la donna”) di Roger Vadim. In Italia la notorietà arriva con “Il sorpasso” diretto da Dino Risi, che lo vede recitare al fianco di Vittorio Gassman. La sua è una filmografia lunga e variegata, in cui si mescolano ruoli di primo piano a ruoli secondari, ma sempre di spessore. Nel corso della vita ha dovuto affrontare grandi dolori, che lo hanno segnato profondamente: mentre girava “Il Conformista” diretto da Bernardo Bertolucci ha trovato sua figlia Pauline morta nella culla, era il 1970, e poi ha perso la sua amata figlia Marie, percossa fino a morire dal fidanzato ubriaco, il 1° agosto 2003. Trintignant trascorre due mesi senza dire una parola, incapace di compiere anche il gesto più semplice, “la vita intorno a me trascorreva senza che me ne accorgessi.
Al termine di questo lungo periodo ho scelto di vivere. Di tornare a vivere”. Quello davanti al quale il lettore si troverà è un libro pieno di ricordi meravigliosamente descritti, a tratti commovente.
Trintignant lascia trasparire l’autenticità dei suoi sentimenti e di ciò in cui crede e ha sempre creduto. Si legge tutto d’un fiato e si fa la conoscenza non solo dell’artista, ma soprattutto dell’uomo, dei suoi ricordi, dei suoi amori, delle sue passioni, di una vita vissuta intensamente.

Alla fine ho deciso di vivere
Titolo originale: Du côté d’Uzès
Autore: Jean-Louis Trintignant con André Asséo
Traduzione: Elena Cappellini Casa editrice: Mondadori, 2012
Pagine: 196
Prezzo: € 18,00

Francesca Caruso