Il gioco degli specchi
Scritto da Ilaria Mutti   
domenica 11 novembre 2012

Titolo: Il gioco degli specchi
Titolo originale: Il gioco degli specchi
Italia: 2012. Regia di: Carlo di Carlo Genere: Documentario Durata: 120'
Interpreti:
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: Festival di Roma 2012
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Ilaria Mutti
L'aggettivo ideale: Analitico
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“Il gioco degli specchi”, il documentario di Carlo di Carlo, in seconda serata al Festival Internazionale del Film di Roma.

il_gioco_degli_specchi_leggero.pngDa sempre uomo di cinema, sceneggiatore e regista, Di Carlo ha avuto il privilegio di formarsi alla scuola dei grandi, da Visconti a Pasolini e ad Antonioni col quale strinse anche un rapporto di amicizia, destinato a durare negli anni. Oggi presenta al Festival un originale spaccato della Storia d’Italia, dal primissimo dopoguerra agli anni ’80, visto da quel particolare angolo di osservazione che è stato il Cinema d’epoca.

E ha voluto chiamare il suo lavoro “Il gioco degli specchi” per la continua interazione che si viene inevitabilmente a stabilire fra cinema e realtà, perché, se è vero che il cinema se ne appropria, elabora e riflette la realtà, spesso avviene anche l’inverso ed è la realtà a impadronirsi del cinema , a interpretarlo o a strumentalizzarlo e qualche volta persino a riconoscersi in esso.

Il materiale utilizzato da De Carlo viene dall’Archivio dell’Istituto Luce, quello che realizzava lo storico cinegiornale, più o meno settimanale, che, fino all’avvento della Televisione, si proiettava nelle sale, prima dell’inizio del film.
Sul senso di questa analitica e lunga ricerca così si è espresso Di Carlo: “Dallo straordinario e inesauribile Archivio dell’Istituto Luce, abbiamo annotato il cinema non come prodotto confezionato, ma il cinema come sentimento della vita.
E poi la vita nazionale, la spirale della politica, la sfera del costume che muta, la strada, la piazza, il mondo del lavoro….
Una dopo l’altra le immagini selezionate… ricomposte e riconfigurate per renderne più serrato il senso e più vivo il ritmo del racconto, diventano una partitura che, proprio nei testi dei sonori originali, acquista forza e rilevanza…"

E così torna a sfilare per noi, che diamo nuovi significati e vediamo con occhi che forse non sono più quelli di una volta, (e qui ricomincia il gioco degli specchi) la storia della 1° Repubblica e dei suoi uomini simbolo, da Pier Paolo Pasolini a Moro, fino ai grandi temi sociali come il lavoro o i problemi delle donne, per poi arrivare a captare quei particolari sguardi che il cinema dedica a se stesso, dalle immagini di Totò che esce dalla cabina elettorale all’intenso, indimenticabile viso di Anna Magnani.
Poi, dopo la commozione, che accompagna la visione del film, viene il momento della riflessione e si capisce alla fine come questo documentario, che attraversa il tempo del “come eravamo,” può diventare anche un monito al nostro turbolento e smemorato presente.