Giuliano Montaldo - Quattro volte vent'anni
Scritto da Alessia Vegro   
lunedì 12 novembre 2012

Titolo: Giuliano Montaldo - Quattro volte vent'anni
Titolo originale: Giuliano Montaldo - Quattro volte vent'anni
Italia: 2012. Regia di: Marco Spagnoli Genere: Documentario Durata: 73'
Interpreti:
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: Festival di Roma 2012
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Alessia Vegro
L'aggettivo ideale: Estroso
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giuliano_montaldo_leggero.pngGiuliano Montaldo ripercorre la vita del regista e intellettuale che ha iniziato una carriera nel cinema come attore per poi esordire alla regia nel 1962 con Tiro al Piccione. Spagnoli, mixando abilmente immagini dei set e materiali d'archivio con documenti e immagini private, fa narrare allo stesso cineasta italiano la sua passione per il cinema ed il suo utilizzarla come strumento di ricerca sul piano civile.

Autore di titoli come Sacco e Vanzetti, L'Agnese va a morire, Giordano Bruno, Il giocattolo, la serie televisiva Marco Polo e i più recenti I demoni di San Pietroburgo e L'industriale, Montaldo ha conosciuto i più influenti cineasti italiani che per l'occasione si prestano a parlare con lui di fronte ad una macchina da presa, permettendo di ripercorrere decenni della storia del nostro cinema. Spagnoli, critico e giornalista cinematografico, è noto per i successi ottenuti grazie ai suoi precedenti lavori, a partire da Hollywood sul Tevere (2009), Hollywood Invasion (2011) e Giovanna Cau – Diversamente Giovane (2011).

In questa nuova opera ci propone le riprese fatte a Montaldo seguendolo nella sua vita, privata e pubblica, lungo le strade delle due città che lo hanno profondamente segnato: Genova e Roma. Lo fa senza invadere, senza influire sull'uomo ma lasciando sia lo stesso protagonista ad esprimersi. Il risultato è l'immagine di un cineasta che sa essere un gentiluomo elegante ma contemporaneamente incline alla battuta e curioso nei confronti del prossimo.
Montaldo, dal canto suo, dialoga con il pubblico e non lo esclude neanche quando s'immerge in conversazioni private con la moglie o il collega Ennio Morricone.

Risulta così un documentario scorrevole, sentito, che richiama alla memoria la storia del cinema italiano ponendosi nel dietro le quinte. Il tutto confezionato con ritmo ed una leggerezza che si stempera ogni tanto in qualche accenno di malinconia.
Viene voglia di conoscere personalmente il protagonista e riprendere in mano le sue opere, per ricordare un passato non troppo lontano e far rivivere sullo schermo le grandi opere che hanno segnato la storia italiana.