Il veleno del dragone (Drug War)
Scritto da Ilaria Mutti   
domenica 18 novembre 2012

Titolo: Il veleno del dragone (Drug War)
Titolo originale: Du zhan
Hong Kong, Cina: 2012. Regia di: Johnnie To Genere: Azione Durata: 140'
Interpreti: Louis Koo, Honglei Sun, Michelle Ye, Suet Lam, Yi Huang
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: Festival di Roma 2012
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Ilaria Mutti
L'aggettivo ideale: Cino-americano
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Sorpresa! Era “Drug War” di Johnnie To, il secondo film “segreto” del Festival di Roma

drugwar_leggero.pngDal poliziesco al thriller con una virata finale nel più puro stile “gangster story”, così si presenta l’ultimo film di Jonnie To.
E l’argomento ben si presta ai generi dell’action film di cui Jonnie To è maestro, tutto congegnato com’è sulla droga, i traffici illegali, i mille tentacoli della Mafia.
C’è un trafficante di droga, Chou, quasi una mezza tacca, che pesto e malconcio cade nelle mani della polizia, dato che è andato a schiantarsi contro la vetrina di un negozio, dopo che il laboratorio - raffineria di droga è saltato in aria, insieme a sua moglie e suo cognato.

Ha gioco facile il poliziotto che lo cattura, dato che, in Cina, per gli spacciatori c’è la pena di morte. A Chou, sotto ricatto perché spera di aver salva la vita, non resta che andarsi a infiltrare nei gangli pericolosi delle grandi cosche, per dare al poliziotto le carte giuste per sgominare un grandioso traffico di stupefacenti.
Niente andrà come deve andare ma alla fine c’è una sparatoria talmente pirotecnica, rapida e tutta colpi di scena affidata a una grande mattanza da fare invidia al collega più prossimo di To, Quentin Tarantino. Si tratta indubbiamente di un film spettacolare,ma anche aspro e inquietante, con un finale a sorpresa spietato e feroce.

Un’opera che ci riporta ai migliori film di To, dove il suo occhio distaccato registra, con spoglia oggettività, gli intrighi, gli interessi, il male dell’intero pianeta Cina. Stilisticamente è anche un film ai limiti del grottesco, con gli operai sordomuti che raffinano droga, i poliziotti che fanno i finti mafiosi, una recitazione tutta esagerazioni volute e un montaggio tagliente che accompagna ed esalta la rapidità dell’azione. Forse quello che manca è lo scarso approfondimento dei personaggi, che non sempre risultano ben scavati nelle loro caratteristiche e nei loro ruoli.
Si è parlato di grande novità a proposito di questo film, novità che ovviamente non è nell’argomento, già tante volte trattato in ogni genere di film, quanto piuttosto nel fatto che “Drug War” sia stato girato nella Cina continentale, dove l’argomento droga è proibito. Poi è riuscito persino a superare la censura ed è arrivato, del tutto indenne, al Festival di Roma.
Ma del resto la Cina sta cambiando, al 18° Congresso del Partito Comunista si è parlato liberamente della dilagante corruzione, altro argomento tabù, e adesso pare che sparisca anche la falce e il martello…