Castaway On The Moon
Scritto da Francesca Caruso   
martedì 28 maggio 2013

Titolo: Castaway On The Moon
Titolo originale: Kimssi pyoryugi
Corea del Sud: 2009  Regia di: Lee Hae-jun Genere: Drammatico Durata: 116'
Interpreti: Min-hee Hong, So-yeon Jang, Jae-yeong Jeong, Ryeo-won Jeong, Gyo-hwan Koo, Jeong-won Lee, Yeong-seo Park, Kyeong-jin Min, Sang-hoon Lee, Sang-hoon Lee, Sang-il Lee, Ri Min, Hak Seon, Mi-kyeong Yang
Sito web:
Nelle sale dal: Inedito in blu-ray
Voto: 7,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Sorprendente

castaway_on_the_moon_leggero.pngÈ disponibile in una doppia edizione Blu-ray e Dvd, il vincitore del 12esimo Far East Film Festival di Udine (2010), distribuito dalla collaudata ditta Tucker Film e CG Home Video.
Ci sono i film brutti, che sarebbe stato meglio non realizzare mai, ci sono quelli che piacciono ad un certo tipo di pubblico, diventando di nicchia, ci sono le pellicole osannate da critica e pubblico per la loro bellezza e conosciute da chiunque, e poi ci sono quelle opere come “Castaway on the Moon” (Kimssi Pyoryugi, 2009) - che possiedono un appeal e delle qualità innegabili per l’originalità e la freschezza della storia, per come questa viene raccontata, per la bravura degli attori - che dovrebbero meritatamente appartenere alla categoria dei più osannati ed essere tra quelli universalmente più conosciuti e purtroppo invece riescono a ritagliarsi uno spazio, per fortuna abbastanza ampio, nella categoria degli apprezzati da pochi.

“Castaway on the Moon” segue le vicende di un impiegato che, sommerso dai debiti, decide di farla finita, buttandosi da un ponte sopra il fiume Han. Kim Seung-geung riprende i sensi sulla riva di un’isoletta situata nel bel mezzo del fiume. Inizialmente disperato, incapace di nuotare, l’uomo farà di questo luogo solitario la sua casa.
Nel frattempo in un condominio dalla parte opposta del fiume qualcuno lo osserva – giorno dopo giorno – con un teleobiettivo, fino a quando non si mette in contatto con lui.
Il regista e sceneggiatore Lee Hey-jun mette a fuoco un dramma umano, instillandovi momenti ilari, commoventi, frustranti, giocosi, fantasiosi e alcuni più che reali, come la scena in cui Seung-geung tenta di spiegare la situazione bizzarra in cui si trova alle persone che gli rispondono al cellulare, le quali pensando ad uno scherzo non lo prendono sul serio e/o non lo ascoltano nemmeno. Due sono i protagonisti indiscussi: Seung-geung e la piccola isola sulla quale è naufragato.

Dopo mezz’ora circa viene introdotta l’altra figura che dividerà con loro la ribalta: Kim Jung-yeon. Nella parte iniziale Lee Hey-jun evidenzia lo smarrimento e la perdita di qualsiasi speranza per il futuro del protagonista. Seung-geung non pensa ci sia una via d’uscita, il senso di abbandono che prova ora è solo il proseguimento di una situazione già in atto. Poi le cose si evolvono, prendono un’altra piega, ritrova qualcosa che aveva perso da tanto tempo: il piacere per le piccole gioie della vita, come un piatto fumante di spaghetti con i fagioli. Gli spaghetti sono il simbolo della rinata speranza, che inconsapevolmente il naufrago trasmette a Jung-yeon, che da tre anni si è volontariamente rinchiusa in camera da letto, senza entrare in contatto con nessuno, nemmeno con i suoi familiari. È il racconto di due disadattati che trovano nell’altro il giusto equilibrio.

Ad interpretare questo Robinson Crusoe contemporaneo è stato chiamato Jung Jae-young, che dà prova di essere perfetto per la parte. È semplicemente fantastico, alterna la comicità alla commozione, la rabbia alla disperazione, la felicità alla sorpresa con bravura e sagacia, portando lo spettatore a mettersi nei suoi panni. Quella davanti alla quale ci si trova è anche una storia d’amore in divenire. Due anime affini si scorgono e si cercano. Il protagonista tratteggiato da Lee infonde calore e positività, catturando l’attenzione e il cuore di Jung-yeon e del pubblico. Inoltre pone l’accento su quanto faccia bene ritrovare un sano contatto con la natura e quanto non lo sia altrettanto crearsi una vita virtuale.

Ci sono detrattori del film che vedono superflua la figura della ragazza, c’è chi non la vede giustamente descritta, chi considera il finale non appropriato. Sono tutte considerazioni, con le quali si può essere in disaccordo o meno, che appartengono ad un gusto personale. L’intento di Lee Hey-jun è stato quello di scrivere e portare sullo schermo qualcosa di più di un Robinson Crusoe, volendo sorprendere ed emozionare da più fronti.
“Castaway on the Moon” non sarà perfetto, ma è un film di elevata fattura.