Amour
Scritto da Francesca Caruso   
giovedì 30 maggio 2013

Titolo: Amour
Titolo originale: Amour
Francia, Germania, Austria: 2012. Regia di: Michael Haneke Genere: Drammatico Durata: 127'
Interpreti: Jean-Louis Trintignant, Emmanuelle Riva, Isabelle Huppert, Alexandre Tharaud, William Shimell, Ramón Agirre, Rita Blanco, Carole Franck, Dinara Droukarova, Laurent
Sito web ufficiale: www.sonyclassics.com/amour
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 25/10/2012
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Intimo
Scarica il Pressbook del film
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amour_leggero.pngOsannato da pubblico e critica, “Amour” è ora disponibile in Dvd - distribuito da CG Home Video - ricco di contenuti di approfondimento esclusivi: un estratto dal film di Serge Korber “Jean-Louis Trintignant puorquoi je vis”, un’introduzione al film di Philippe Rouyer, coautore del libro “Haneke per Haneke”, il Making of e il Trailer.
Reduce da una scorpacciata tra i più importanti premi vinti nelle manifestazioni cinematografiche a cui ha partecipato, “Amour” ha segnato la stagione cinematografica 2012/2013, come ha fatto nella precedente “The Artist” di Michael Hazanavicius.
Ai Golden Globe e agli Oscar ha vinto nella categoria Miglior Film Straniero, a Cannes si è portato a casa la Palma d’Oro, come ha fatto in precedenza “Il Nastro Bianco”. Ai Premi César, tenutisi lo scorso 22 febbraio, si è aggiudicato 5 dei premi maggiori: Miglior Film, Miglior Regia, Miglior Sceneggiatura, Miglior Attore e Miglior Attrice Protagonista.

Anne e George sono due anziani professori di musica, che si amano profondamente. Dopo un’operazione chirurgica dall’esito non auspicato, la vita di Anne e George cambia.
Lui si prenderà cura della sua amata fino alle estreme conseguenze cui porterà il suo stato di salute. Michael Haneke è sensibile ai moti del cuore tanto quanto ai sentimenti più intimi e profondi dei propri personaggi. Li esprime con una dignità straordinaria.
Non è una coincidenza che gli attori da lui diretti nei suoi film abbiano vinto il premio più ambito per loro in un festival.
Un esempio su tutti è Isabelle Huppert, che ottiene il premio come Migliore Attrice Protagonista per “La Pianista” nel 2001 sia al Festival di Cannes sia agli European Film Awards. Oggi per “Amour” Jean-Louis Trintignant e Emmanuelle Riva hanno conquistato il suddetto premio ai César e agli European Film Awards, Riva se l’è aggiudicato anche ai BAFTA.
Le intense interpretazioni di Trintignant e Riva avvalorano per l’ennesima volta la loro bravura.

Questi riconoscimenti sottolineano sicuramente le capacità degli attori, ma anche la sapiente guida di Haneke, che cura, valuta e costruisce ogni inquadratura, ogni primo piano, ogni emozione al fine di creare il miglior climax possibile e farlo percepire senza filtri agli occhi di chi guarda, come fosse un testimone in prima persona dell’evento in atto. Ad Haneke bastano pochi minuti iniziali e un momento decisivo per catturare l’attenzione e far addentrare lo spettatore in questa vita a due, fatta di piccole cose e di un amore incondizionato e resistente a tutto.
Il regista e sceneggiatore tratteggia un uomo che rimane accanto alla sua compagna e se ne fa carico per amore, per devozione, per gratitudine, per condivisione, per poter passare con lei tutto il tempo possibile. Inoltre mostra in maniera incisiva, ma con delicatezza, quanto faccia stare male non essere più autosufficienti, non avere le energie e la forza di poco tempo prima, sentirsi un peso, arrivando a non sopportare più un se stessi, a non riconoscersi più e non voler vedere allo specchio cosa si è diventati, come accade ad Anne. Haneke non giudica i suoi personaggi, tanto meno ciò che provano e fanno.

Bisogna passarlo l’inferno prima di puntare il dito a cuor leggero. Sembra essere questo il monito che Haneke vuol esprimere. Da molti definito un capolavoro, “Amour” è certamente un film che non si dimentica facilmente.
Nell’arco di due ore si diventa figli, allievi, vicini di casa di questa coppia di anziani, che vivono con dignità e riserbo il loro amore fino alla fine. Molto bella è la chiusura del film, in cui escono di scena accommiatandosi come se fosse un’uscita di breve durata e da un momento all’altro vederli riaprire quella porta, dalla quale sono entrati e usciti migliaia di volte.