Godzilla
Scritto da Francesca Caruso   
domenica 12 gennaio 2014

Titolo: Godzilla
Titolo originale: Gojira
Giappone: 1954. Regia di: Ishirō Honda Genere: Fantascienza Durata: 98'
Interpreti: Haruo Nakajima, Katsumi Tezuka, Akira Takarada, Momoko Kôchi, Takashi Shimura, Akihiko Hirata, Fuyuki Murakami, Sachio Sakai, Toranosuke Ogawa, Ren Yamamoto, Miki Hayashi, Takeo Oikawa, Seijiro Onda
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 1957
Voto: 7,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Primordiale

godzilla_1954_leggero.png“Godzilla” (Gojira, 1954) è il capostipite della serie che ha per protagonista il dinosauro atomico, diretto da Ishirō Honda, che lo ha scritto insieme a Takeo Murata. Mentre in America furoreggiano ‘I Mostri Universal’ e una serie di fanta-horror di successo quali “Assalto alla Terra”, “20.000 leghe sotto i mari” e diversi altri, in Giappone il produttore della Tōhō Tomoyuki Tanaka pensa alla creazione di un mostro nipponico.

Per la sua creatura Tanaka trae ispirazione dal film statunitense “Il risveglio del dinosauro” (The Beast from 20.000 Fathoms, 1953). Il film avrà nel corso dei decenni 28 sequel, il remake americano del 1998 e quello di prossima uscita (prevista in Italia per maggio 2014) in concomitanza con i festeggiamenti del suo 60esimo anniversario.

Misteriose esplosioni di pescherecci al largo delle coste giapponesi, vicino all’isola di Odo, creano tensioni e preoccupazione tra gli abitanti del villaggio isolano.
Nessuno riesce a capire da cosa siano causate. In seguito alla devastazione di buona parte del villaggio, viene chiamato il paleontologo Kyohei Yamane, affiancato dalla figlia Emiko, a visionare le tracce di quello che sembra essere un mostruoso animale.
Durante la perlustrazione la creatura fa la sua apparizione e si scopre essere un dinosauro alto 50 metri. Sopravvissuto all’estinzione nei fondali marini il dinosauro ha assorbito le radiazioni degli esperimenti nucleari praticati dagli americani, diventando un distruttore atomico.
La sua avanzata demolitrice sembra inarrestabile…
“Godzilla” non è solo un film di fantascienza, è permeato da un atto di denuncia dell’utilizzo dell’energia nucleare come risorsa in un conflitto bellico. Ishirō Honda sottolinea come una scoperta scientifica di portata mondiale nelle mani sbagliate possa essere nociva per l’uomo e il suo habitat: chiarisce bene questo punto il giovane scienziato Serizawa in una sequenza del film.
Il nome originale del mostro è Gojira ed è la combinazione di due parole giapponesi: gorira (gorilla) e kujira (balena), per enfatizzarne la forza distruttiva e l’immensa mole. Ishirō Honda opera un lavoro egregio.

Tra i diversi lavori svolti nel settore cinematografico fa da secondo alla regia di “Cane randagio” ad Akira Kurosawa, col quale collaborerà in futuro in diverse produzioni. L’opportunità che decreta il suo passaggio alla regia gli viene data dalla Tōhō, che lo assume nel 1951. Per questa azienda gira il film che lo rende immortale: “Godzilla”. Durante la sua carriera realizza film di diverso genere, ma quelli su Godzilla divengono una costante, ne gira 8, l’ultimo è “Distruggete Kong! La Terra è in pericolo”, col quale conclude l’attività registica. Nel 1980 riprende la collaborazione con Kurosawa, consigliandolo nei suoi ultimi progetti cinematografici.
La Tōhō ha investito ingenti capitali nel progetto, ben riposti visto il grandioso successo al botteghino ottenuto a livello nazionale. All’estero la pellicola è incorsa in diverse vicissitudini: la sua popolarità non è passata inosservata a Hollywood, che si è prodigata nel comprarne i diritti e poterlo distribuire in tutto il mondo, apportando tuttavia dei tagli di alcune sue parti e aggiungendone di nuove (per andare – secondo loro - incontro ai gusti occidentali). Le riprese delle nuove sequenze sono state affidate a Terry O. Morse, con protagonista l’attore Raymond Burr, snaturando però il film.

Questa versione arriva in Italia nel 1957. Vent’anni dopo il collezionista e regista Luigi Cozzi, non potendo utilizzare l’originale giapponese per una questione di diritti, cura la riedizione italiana avvalendosi della versione americana, rimontata e allungata di 20 minuti. Vi inserisce materiali di repertorio, tra i quali stralci di documentari della Seconda Guerra Mondiale.
Edita col titolo “Godzilla – Il re dei mostri” la pellicola trova il favore del pubblico, ma poi se ne perdono le tracce, pubblicata ai tempi in VHS.
Finalmente la versione originale nella sua interezza arriva in Italia prima in VHS firmata Yamato Video, poi in Dvd nel 2003 in un cofanetto che contiene sia l’edizione giapponese sottotitolata, sia quella americana col doppiaggio italiano, distribuito dalla Cecchi Gori Home Video. Con alcuni dei film sopracitati “Godzilla” condivide qualche aspetto: è presente lo scienziato e la spiegazione che questi fa di chi sia la creatura e come sia giunta ad essere così attraverso delle diapositive; inoltre le cause della trasformazione sono dovute alle detonazioni nucleari e alle radiazioni disperse sul territorio e nell’aria, situazioni simili ad “Assalto alla Terra” (1954).

Un aspetto proprio di Honda, invece, è mostrare come i politici si preoccupino di non far trapelare la notizia perché potrebbe nuocere agli affari internazionali, piuttosto che pensare alla popolazione. Per ciò che riguarda gli aspetti tecnici è stata realizzata con cura tanto la scenografia quanto la creatura, che - per le risorse dell’epoca - non hanno nulla da invidiare a quelle del 1998, nonostante non vi siano gli effetti speciali ipertecnologici di oggi. I tecnici hanno fatto un lavoro artigianale certosino.
L’artificio si nota nei primi piani della creatura giurassica, in particolar modo negli occhi, il resto ottiene l’effetto voluto. La colonna sonora dei titoli di testa predispone l’animo dello spettatore a divenire inquieto per ciò che si appresta a guardare.
Non bisogna dimenticare la sceneggiatura con le tematiche etiche affrontate, l’atmosfera e la bravura degli attori che rendono questo primo film una gemma imperdibile. Amato dalla critica e dal pubblico è uno di quei film che mette d’accordo tutti.