La maschera di Frankenstein
Scritto da Francesca Caruso   
lunedì 17 febbraio 2014

Titolo: La maschera di Frankenstein
Titolo originale: The Curse of Frankenstein
Gran Bretagna: 1957. Regia di: Terence Fisher Genere: Horror Durata: 83'
Interpreti: Christopher Lee, Peter Cushing, Hazel Court, Robert Urquhart
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 1960
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Apripista

la-maschera-di-frankenstein.jpgÈ disponibile in Dvd la Special Edition de “La maschera di Frankenstein” (The Curse of Frankenstein, 1957), distribuita dalla Sinister Film e Cecchi Gori Home Video, con interessanti contenuti extra. Lo si trova in offerta sul portale dei collezionisti di cinema: www.dvd-store.it
La Hammer Film Production realizza questo remake del film “Frankenstein” (1931) della Universal Pictures, ottenendo un successo strepitoso al botteghino, tanto da indurla a farne un filone e a dedicarsi ad altri mostri, come Dracula e la Mummia.
Alla regia c’è il suo pupillo Terence Fisher, che dirige Peter Cushing nei panni del Barone Frankenstein e Christopher Lee in quelli del mostro.

Nell’Inghilterra ottocentesca il Barone Victor Frankenstein, sbattuto in prigione per omicidio, desidera raccontare la sua storia ad un prete. È interessato fin da giovane a fare esperimenti scientifici col suo tutore Paul Krempe. Un giorno i due riescono a riportare in vita un cagnolino. Questo risultato spinge Victor a voler creare l’essere umano perfetto.
Si ingegna per reperire un cadavere, al quale abbinerà organi, arti e un cervello dalla mente brillante. Paul segue l’esperimento fino al punto in cui scorge nell’amico la follia del suo proposito. Victor non demorde, la sua ossessione lo porterà faccia a faccia col mostro che ha creato e che si rifiuta di distruggere.
La Hammer Film Production ha dovuto modificare molte cose ad iniziare dal trucco del mostro per non farlo somigliare a quello della Universal, che detiene i diritti dell’originale ed è contraria al suo sfruttamento.
Le differenze sono svariate in quanto “La maschera di Frankenstein” è uno dei primi film horror a colori ed uno dei primi ad aver messo nell’inquadratura bulbi oculari, mani mozzate e altro ancora. Inoltre si mette in primo piano il creatore del mostro, dando spazio alla sua ossessione. Il Barone perde di vista ciò che è il bene.

Ossessionato dal raggiungimento del suo obiettivo arriva ad uccidere per avere ‘un cervello geniale’ e continuare indisturbato il suo esperimento. Il vero mostro è Victor e la sua malvagità, mentre la creatura al suo cospetto è inoffensiva, incatenata al muro gli obbedisce come un cagnolino bastonato. Nei film realizzati in questi anni – siano essi fanta-horror o horror gotici – viene sottolineato come il mostro sia l’uomo, piuttosto che gli esseri da lui creati direttamente o meno. Rispetto al bianco & nero, il colore consente una maggiore suggestione e raccapriccio nel vedere per esempio il sangue.
Il colore dei costumi – in più di un’occasione – ricopre un significato specifico. Salta agli occhi il mantello verde indossato da Victor, nel momento in cui esce o rientra dall’aver recuperato pezzi di cadavere, sottolineando la morte che lo accompagna.
Poi c’è la vestaglia vermiglia di Paul, indossata in uno dei momenti più tesi del racconto, ad indicare il sangue che sarà versato. All’uscita in sala una parte della critica rimprovera al film l’utilizzo di elementi horror disgustosi, eccessivi (per quegli anni), oggi “La maschera di Frankenstein” è un classico elogiato da tanti cineasti e addetti ai lavori, considerato l’apripista di quello che sarà il nuovo filone horror dagli anni ’70 in poi: lo splatter.

La restaurazione del film ha permesso la reintroduzione dell’inquadratura dei bulbi oculari, all’epoca censurata, mentre è andata perduta quella in cui si vedeva una testa mozzata sciogliersi nell’acido in primo piano. Il fascino di questo personaggio letterario perdura dalla pubblicazione del libro nel 1818 fino ad oggi.
Dalle pagine scritte da Mary Shelley prende forma a teatro, per poi essere trasposto al cinema. Il primo film è del 1910 - anche se Frankenstein non è quell’iconica creatura che porterà sullo schermo il regista James Whale nel 1931 - l’ultimo è “I, Frankenstein” (2014). L’atmosfera è ricca di tensione e di suspense, con bravi attori e una storia ben sviluppata.
È un film per gli appassionati di cinema, e in particolare del genere horror.