Nymphomaniac vol. 1
Scritto da Francesca Caruso   
giovedì 03 aprile 2014

Titolo: Nymphomaniac vol. 1
Titolo originale: Nymphomaniac vol. 1
Danimarca: 2013. Regia di: Lars von Trier Genere: Drammatico Durata: 110'
Interpreti: Charlotte Gainsbourg, Stellan Skarsgård, Stacy Martin, Shia LaBeouf, Christian Slater, Jamie Bell, Uma Thurman, Willem Dafoe, Jens Albinus, Connie Nielsen
Sito web ufficiale: www.nymphomaniacthemovie.com
Sito web italiano: www.nymphomaniacilfilm.it
Nelle sale dal: 03/04/2014
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Tormentato
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nymphomaniac_parte1_leggero.pngSono passati due anni dall’ultimo film di Lars von Trier “Melancholia”, intervallo di tempo che ricorre spesso nella sua filmografia e necessario per dare corpo alle sue storie, dove affronta tematiche di spessore, mai banali, argomentate con il piglio schietto, controcorrente e scomodo che lo contraddistingue.

In “Nymphomaniac” racconta la storia di Joe, ninfomane per sua stessa ammissione.
Una sera Seligman trova Joe in un vicolo distesa a terra. In lei ci sono evidenti lesioni da pestaggio, l’uomo la porta a casa per curarla e si fa raccontare la sua storia. Sono state realizzate due versioni, ognuna delle quali divisa in Vol. I e II, per attirare quanti più finanziatori possibile e facilitarne la distribuzione, lasciando così piena libertà espressiva all’autore.

La versione di quattro ore è quella che ha subito i tagli dei primi piani di genitali – troppo espliciti per superare la censura – attuati dagli stessi montatori del regista che ha dato il via libera.
La versione di 5 ore e mezza sarà distribuita successivamente in quelle parti del mondo in cui la censura lo permette. L’autore segue la sua protagonista dai primi passi nel conoscere il sesso, e il piacere che da esso può trarne, fino all’età adulta.

Ciò che lo spettatore comprende capitolo dopo capitolo (la prima parte è costituita da cinque capitoli, la seconda da tre) è quanto Joe si senta sola. Il sesso è un surrogato col quale cerca di riempire il vuoto esistenziale che l’accompagna. In ogni uomo cerca un appagamento che puntualmente non arriva, non come vorrebbe o si aspetta. Molto bella e significativa la scena in cui fa l’amore con l’unico uomo di cui sia stata innamorata, Jerôme, a cui dice di non sentire nulla.
Nulla. Quella ricerca del piacere tanto agognato– che inizia per gioco – quel rifiutare di innamorarsi per non soffrire, non la portano da nessuna parte. Joe non è felice, né soddisfatta di ciò che fa o che è diventata. È un’anima in pena che pensa di meritare quanto gli è accaduto, come spiega a Seligman.

Quella tratteggiata dall’autore è un’anima che vuol trovare il suo posto nel mondo e lo fa nell’unico modo da lei appreso.
Il sesso espresso nel film è funzionale alla storia raccontata dall’autore e questa è la versione soft. Si può solo immaginare quanto possa essere più esplicita la versione lunga.
Per la produttrice Louise Vesth “Nymphomaniac” parla della tante cose che succedono alle persone. Lars von Trier porge lo sguardo su come molti – oggi - affrontano la sessualità e le relazioni.
Pone l’accento sulla maggiore consapevolezza che le giovanissime hanno del proprio corpo, scollata però dalla maturità psicologica ed emotiva.
Lo stesso dicasi del potere che le donne esercitano sul maschio col sesso.

In Danimarca il film è uscito il 25 dicembre 2013, nelle sale italiane il primo e il secondo volume usciranno rispettivamente il 3 e il 24 aprile 2014. Quella che ad una prima occhiata superficiale può sembrare - a qualcuno - un mero esercizio sessuale su celluloide, non coglie negli occhi, nelle parole e negli atteggiamenti della protagonista la sua sconfinata umanità, piena di errori, ma sempre in cerca di qualcosa che la faccia stare bene o, almeno, meglio. Il cineasta snocciola un’ossessione reale e più comune di quanto si pensi, tanto per le donne quanto per gli uomini.
Il cuore del film sono le conversazioni tra Seligman e Joe. Nonostante alcune situazioni possano risultare poco credibili – eccessive ed eccentriche – conferiscono tuttavia incisività ai sentimenti della protagonista. In fondo ciò che Joe vuole è provare un’emozione.