Godzilla
Scritto da Francesca Caruso   
giovedì 15 maggio 2014

Titolo: Godzilla
Titolo originale: Godzilla
USA: 2014. Regia di: Marc Webb Genere: Fantascienza Durata: 123'
Interpreti: Aaron Taylor-Johnson, Ken Watanabe, Elizabeth Olsen, Juliette Binoche, Sally Hawkins, David Strathairn, Bryan Cranston, CJ Adams, Brian Markinson, Richard T. Jones, Victor Rasuk, Al Sapienza, Patrick Sabongui, Primo Allon, Carson Bolde, Jeric Ross, Warren Takeuchi, Jake Cunanan, Ken Yamamura, Raj K. Bose, Christian Tessier, Peter Dwerryhouse
Sito web ufficiale: www.godzillamovie.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 15/05/2014
Voto: 7,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Ammonitivo
Scarica il Pressbook del film
Godzilla su Facebook

godzilla_2014_leggero.pngPer festeggiare il 60esimo anniversario quale regalo migliore da fare agli innumerevoli fan se non un film nuovo di zecca sul Re dei Mostri di fama planetaria, Godzilla? “Se si andasse a domandare in giro per il mondo del profilo del dinosauro gigantesco che incombe su una città, tutti saprebbero di chi si tratta – non importa se abbiano visto il film di Godzilla o meno” ha spiegato il regista Gareth Edwards.

Edwards traspone sullo schermo una sceneggiatura di Max Borenstein ispirata al personaggio creato nel 1954 da Ishirō Honda e Takeo Murata.
Il film si dipana nel corso di due decenni, si sviluppa in continenti diversi e racconta la storia del giovane tenente Ford, che si troverà suo malgrado faccia a faccia con degli esseri mutanti giganteschi, i quali risvegliatisi dal loro letargo, minacciano di proliferare e distruggere il pianeta.

Queste creature desteranno il dinosauro atomico Gozilla, che li combatterà per ristabilire l’equilibrio naturale. Ciò che chiarisce subito il regista con questo film è l’importanza della tematica portata avanti grazie al mostro, metafora - tanto nel 1954 quanto oggi, nel 2014 - dello squilibrio che vive il pianeta, provocato dall’uomo con il suo comportamento sconsiderato nell’utilizzare l’energia atomica. Sessant’anni fa ha rappresentato un ammonimento per l’uso della bomba atomica, che ha visto il Giappone colpito al cuore, oggi mette in guardia dal non ripetere gli stessi errori. Ancora fresco è il ricordo del disastro avvenuto alla centrale nucleare di Fukushima l’11 marzo 2011 causato dal terremoto e tsunami.

In “Godzilla” appare una figura che fa da collante col film capostipite: il dott. Serizawa, raffigurante la memoria di quanto accaduto in passato e la coscienza di ciò che va fatto per ripristinare l’ordine delle cose. Ad interpretarlo un eccellente Ken Watanabe, sul viso del quale si può cogliere ogni emozione, ogni sfumatura.
Per quanto riguarda l’aspetto tecnico, gli effetti speciali fanno egregiamente la loro parte, ciò che ammalia è soprattutto Godzilla con la sua imponente mole, le sue pinne dorsali, i suoi occhi, ogni dettaglio del suo corpo è reso perfettamente.
A contribuire alla bellezza del film non si può non citare la fotografia di Seamus McGarvey, che ha creato nella seconda parte un’atmosfera rarefatta e sospesa, che immerge completamente lo spettatore nell’intreccio narrativo.
Ogniqualvolta Godzilla appare lascia impressa una sensazione positiva, lo spettatore avverte subito che sarà al suo fianco fino alla fine. Lo inciterà a vincere gli altri esseri e trarrà piena soddisfazione nell’epilogo.

La colonna sonora composta da Alexandre Desplat è stimolante, con un crescendo nei momenti clou che sortisce l’effetto designato. L’intento di Edwards è stato quello non solo di riportare in vita ancora una volta Godzilla, ma anche creare una realtà emotiva che coinvolgesse lo spettatore e delle tematiche che lo facessero riflettere.

“Godzilla” non è un semplice film sui mostri, è molto di più. Lo è stato quello di Ishirō Honda e lo è questo.
Non si può non ascoltare e capire il suo messaggio, chiaro e forte nelle parole del dott. Serizawa: “L’arroganza dell’uomo è pensare di avere la natura sotto il proprio controllo e non l’esatto contrario”.
Imperdibile per gli amanti del genere e per coloro che sono curiosi di conoscerlo un po’ più da vicino. Farà venir voglia di recuperare “Godzilla” di Ishirō Honda.