Grace di Monaco
Scritto da Francesca Caruso   
venerdì 16 maggio 2014

Titolo: Grace di Monaco
Titolo originale: Grace of Monaco
Francia, U.S.A., Belgio, Italia: 2014. Regia di: Olivier Dahan Genere: Drammatico Durata: 103'
Interpreti: Nicole Kidman, Tim Roth, Milo Ventimiglia, Parker Posey, Paz Vega, Frank Langella, Derek Jacobi, Geraldine Somerville, Nicholas Farrell, Robert Lindsay
Sito web ufficiale: 
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 15/05/2014
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Principesco
Scarica il Pressbook del film
Grace di Monaco su Facebook

graceofmonaco_leggero.pngFilm d’apertura del Festival di Cannes 2014, “Grace di Monaco” è il secondo biopic per il regista Olivier Daham, che nel 2006 realizza il film sulla vita di Edith Piaf “La vie en rose”, rendendolo noto al pubblico di tutto il mondo.
La pellicola racconta un anno della vita della Principessa Grace, iniziando dal momento in cui Alfred Hitchcock la va a trovare a Monaco per offrirle il ruolo della protagonista in “Marnie”.
Grace Kelly è propensa ad accettare, ma Grace di Monaco entra in crisi.
È un momento critico per il Principato, minacciato dall’ingerenza del presidente francese Charles De Gaulle, che vuole annettere Monaco con la forza.

Il Principe Ranieri è messo alle corde, ma la Principessa Grace ha un’idea che potrebbe funzionare per evitare il peggio. Ciò che Daham ha voluto mettere in evidenza è il dibattimento interiore di una donna che da star del cinema si ritrova a dover vivere una vita a cui non era preparata. Descrive i suoi dubbi nel proseguire su quella strada. Era impensabile per Grace non poter essere mai se stessa. Una cosa è recitare su un set, altra cosa farlo nelle vita di tutti i giorni. Eppure riesce a conciliare il ruolo di madre, moglie e Principessa dal 1956 al 1982 (anno della sua morte), sacrificando il suo desiderio di tornare a Hollywood.

Nel ritratto fatto dallo sceneggiatore Arash Amel emergono la fragilità, la solitudine, il tormento interiore, la perdita della libertà di parlare e fare ciò che ritiene più giusto, il desiderio di riprendere la sua vecchia vita. Non importa se ogni aspetto raccontato sia perfettamente attinente alla realtà, ciò che conta e coinvolge è come il tutto viene descritto, si prova empatia per la donna, si conosce cosa c’è o ci può essere dietro una facciata regale e si comprende che nulla è come appare.

La famiglia reale prende le distanze dall’opera di Daham. Alcune sequenze e determinati dialoghi lasciano trapelare situazioni che non ci si aspetterebbe: la descrizione del rapporto cupo col padre, o quello distante emotivamente con la madre, la figura di Francis Tucker, guida spirituale di Grace, consigliere di Ranieri III, senza stare - come Tucker stesso ammette - dalla parte di nessuno, e diverso altro.
Un ottimo lavoro è stato fatto da Tim Roth nel delineare il Principe Ranieri III, ci è entrato dentro e vi è rimasto fino alla fine.
Nicole Kidman ha impersonato bene la Principessa Grace con la sua algidità, non riesce però a catturare pienamente lo spettro emotivo della donna, il passaggio tra una sfumatura e l’altra.
È un film piacevole, che fa addentrare in luoghi scintillanti e sfarzosi, frequentati e conosciuti da pochi. C’è l’intento anche di sfatare l’idea che le favole, le vere favole esistono nella realtà, quelle si trovano solo nei libri.