Walesa, l'uomo della speranza
Scritto da Francesca Caruso   
sabato 07 giugno 2014

Titolo: Walesa, l'uomo della speranza
Titolo originale: Walesa Czowiek Z Nadziei
Polonia: 2013. Regia di: Andrzej Wajda Genere: Drammatico Durata: 127'
Interpreti: Robert Wieckiewicz, Agnieszka Grochowska, Maria Rosaria Omaggio
Sito web ufficiale:
Sito web italiano: www.nomadfilm.it/walesa
Nelle sale dal: 06/06/2014
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Sincero
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walesaczowiekznadziei_leggero.png“Wałęsa – L’uomo della speranza” è l’ultima fatica di uno dei massimi esponenti del cinema polacco Andrzej Wajda.
Da sempre interessato a parlare, nelle sue opere, di avvenimenti della storia recente e della vita contemporanea polacca, con questo film permette a chi non lo conoscesse di entrare in contatto con il Premio Nobel per la Pace – ricevuto nel 1983 – Lech Wałęsa.

Il film inizia con l’arrivo della giornalista, scrittrice e attivista Oriana Fallaci all’appartamento di Wałęsa per intervistare l’uomo che ha fatto la differenza non solo a Danzica. Il suo attivismo ha raggiunto un eco a livello internazionale.
Da semplice elettricista a leader carismatico viene tratteggiato il suo percorso di maturazione politica e la sua vita familiare. Andrzej Wajda porta avanti contemporaneamente e con la medesima enfasi sia le proteste degli operai per ottenere migliori condizioni di lavoro e una paga più giusta sia la relazione tra Wałęsa e sua moglie Danuta, con i loro otto figli e i problemi quotidiani che non sarebbero spariti con un colpo di spugna.

Mostra la forza di una donna, che sa stare accanto a suo marito e lo fa rimanere con i piedi per terra, ricordandogli le sue priorità. Molto bella la sequenza in cui fa sloggiare da casa giornalisti e varie personalità, che arrivavano a qualsiasi ora del giorno. In questo sfogo - nei confronti del marito - Danuta esprime tutta la sua risolutezza e la sua grande umanità. Ad interpretarla in maniera perfetta è l’attrice Agnieszka Grochowska.
Robert Więckiewicz, e Grochowska hanno fatto un ottimo lavoro nel portare in scena i coniugi Wałęsa. Per il regista questo è stato il soggetto più difficile della sua carriera, ma ammirando Lech Wałęsa, non ha potuto fare a meno di realizzarlo.

“Vorrei che il film lo rispecchiasse” ha dichiarato. L’intento è stato quello di lanciare un monito a tutti coloro che lo vedranno, soprattutto ai giovani: “a volte bisogna lottare per la libertà, a volte difenderla, ma nessuna circostanza può essere una scusa per non contemplarla” ha spiegato.
Il film inizia con l’intervista della Fallaci che introduce il racconto di Wałęsa. Wajda non tralascia nessun passaggio dei punti chiave del suo cammino – istillandovi un po’ di humour per alleggerire alcune situazioni – interrotto però da sprazzi di intervista che spezzano il racconto e non vi aggiungono nulla di rilevante.
Questa è l’unica pecca di un film che merita di essere visto, se ne apprezza tanto il protagonista quanto la regia. Autore instancabile e appassionato Andrzej Wajda inizia la sua carriera cinematografica nel 1954 con “Generazione”.

Solo negli anni duemila rallenta un po’, realizzando dal 2002 ad oggi 88enne quattro film. Quattro sono i film che hanno ricevuto la Candidatura agli Oscar come Miglior Film Straniero e nel 2000 gli è stato consegnato l’Oscar Onorario per celebrare i conseguimenti della sua carriera.
Con “Wałęsa – L’uomo della speranza” contribuisce ancora una volta a rendere l’arte cinematografica un bene inestimabile, al quale non si può rinunciare e che avvicina e arricchisce - col suo linguaggio universale - tutti i popoli.