Distruggete Frankenstein
Scritto da Francesca Caruso   
mercoledì 25 giugno 2014

Titolo: Distruggete Frankenstein
Titolo originale: Frankenstein Must Be Destroyed!
Gran Bretagna: 1969. Regia di: Terence Fisher Genere: Horror Durata: 101'
Interpreti: Peter Cushing, Simon Ward, Freddie Jones, Veronica Carlson, Thorley Walters, Frank Middlemass, Maxime Audley, George Pravda, Peter Copley, Colette O'Neil, Geoffrey Bayldon, George Belbin, Jim Collier, Harold Goodwin, Windsor Davies
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 1970
Voto: 7,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Evolutivo

distruggete_frankenstein_leggero.png“Distruggete Frankenstein” (Frankenstein Must Be Destroyed, 1969) è il quarto film – quinto della serie prodotta dalla Hammer Film Production - diretto da Terence Fisher.
È ora disponibile in Dvd, distribuito dalla Sinister Film e Cecchi Gori Home Video.
Il Barone Victor Frankenstein si stabilisce sotto mentite spoglie nella pensione di Anna Spengler. Dopo aver carpito - da un colloquio privato tra Anna e il suo fidanzato, il dott. Karl Host - che quest’ultimo sottrae illegalmente medicinali e droghe dal manicomio, per aiutare la madre malata di Anna, il Barone li costringe ad aiutarlo.
L’obiettivo del Dottor Frankenstein è liberare il dott. Brandt – rinchiuso in manicomio – per farlo rinsavire e venire a conoscenza della formula perfezionata del trapianto di cervello, che Brandt ha portato a termine.
Purtroppo durante la fuga l’uomo si sente male e il dott. Frankenstein decide di trapiantare il suo cervello in un altro corpo, pur di ottenere la formula.

Considerato da molti il miglior film della serie di Frankenstein diretto da Terence Fisher, nonché uno dei suoi migliori, in “Distruggete Frankenstein” la figura del creatore acquista la sua definitiva immagine negativa e più malefica.
Victor Frankenstein mai come ora è cattivo, pronto a tutto pur di perseguire il suo obiettivo, così vicino dall’essere completato. Dopo tante disfatte la sua follia qui raggiunge l’apice, arrivando persino a violentare Anna. Questa sequenza è stata voluta fortemente dal produttore James Carreras, convinto che ci volesse un richiamo al sesso per accattivarsi il mercato statunitense.
A nulla sono valse le obiezioni di Fisher, di Cushing e di Carlson (Anna).
La scena è stata aggiunta in un secondo momento al copione e questo spiega perché dopo il fatto nessuno dei personaggi ne faccia menzione. Per quanto si possa ritenere eccessiva – stona un po’ col personaggio, non aggiungendo nulla di più alla figura malvagia – è una scena ‘casta’, ma che lascia intendere molto bene.
In tal senso anche le sequenze splatter non vengono mai mostrate apertamente. L’atto del segare la calotta cranica per esempio non è mai inquadrato, Fisher lo veicola sapientemente attraverso il rumore dell’arnese utilizzato dal dott. Frankenstein e immediata è la suggestione dello spettatore.

L’abilità di Fisher nel trasporre sullo schermo ancora una volta una storia su Frankenstein, mescolando creatore e creatura, è indiscussa. È una storia che non stanca, dove c’è suspense, inquietudine, novità, soprattutto nel modo in cui viene raccontata: la macchina da presa inquadra – seguendone il percorso – le gambe del misterioso individuo all’inizio del film e in effetti è l’intera sequenza iniziale a possedere una suspense alla Hitchcock (che si ritrova in un altro paio di situazioni).
È il linguaggio cinematografico utilizzato a fare la differenza. Un ottimo lavoro è stato fatto sui personaggi, in particolar modo sul barone e sul mostro. Questa creatura è un essere intelligente, “normale” e vuol vendicarsi scientemente del suo creatore, per averlo reso il mostro, che anche la moglie ritiene essere, nonostante cerchi di spiegarle i fatti. Bravo Peter Cushing nell’aver tratteggiato una naturale evoluzione del personaggio verso il male assoluto.

L’avventura di questa serie di film dedicati a Frankenstein – iniziata dalla Hammer nel 1957 con “La maschera di Frankenstein” – è a due film dalla conclusione con “Gli orrori di Frankenstein” (1970) e “Frankenstein e il mostro dell’inferno” (1974).
C’è da dire che il primo dei due è il remake del secondo film “La vendetta di Frankenstein” e una semi-parodia.
Tra le figure mostruose apparse al cinema, dai tempi del muto, Frankenstein è quella che ricorre più spesso con un numero spropositato di film - non tutti di buona fattura - prodotti da svariati paesi. Gran Bretagna e USA sono in testa, seguono Giappone, Spagna Messico, Italia, Francia, solo per citare i più prolifici.
“Distruggete Frankenstein” non può mancare nella videoteca di collezionisti, di appassionati del genere e del cinema tutto.