American Sniper
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 26 gennaio 2015

Titolo: American Sniper
Titolo originale: American Sniper
U.S.A.: 2014. Regia di: Clint Eastwood Genere: Azione Durata: 134'
Interpreti: Bradley Cooper, Sienna Miller, Jake McDorman, Luke Grimes, Navid Negahban, Keir O'Donnell, Kyle Gallner, Sam Jaeger, Brando Eaton, Brian Hallisay, Eric Close, Owain Yeoman, Max Charles, Billy Miller, Eric Ladin, Marnette Patterson, Greg Duke, Chance Kelly
Sito web ufficiale: www.americansnipermovie.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 01/01/2015
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Buono a metà....
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La solitudine del numero uno....

american_sniper_leggero.pngChris Kyle è cresciuto da suo padre per proteggere le persone che gli stanno vicine e che ama. Chris Kyle ha da poco conosciuto Taya e si è appena sposato ma deve partire per il fronte perché Chris è anche un navy seals e quando imbraccia un fucile di precisione sa fare perfettamente una cosa: sparare per uccidere.

Chi fosse Chris “The legend” Kyle ce lo spiega Clint Eastwood con la sua ultima pellicola, la terza riguardante l’inferno della guerra: dopo ‘Flags of our Fathers’ e ‘Letters From Iwo Jima’.
In questo terzo episodio bellico è il corpo visibilmente muscoloso di Bradley Cooper che cerca di indirizzarci attraverso le pieghe della mente di un ragazzo cresciuto con i più sani principi americani, in difesa della bandiera e degli oppressi e che per questo non esita molto, almeno nella pellicola.
Ben differente fu la scelta del vero Kyle, di spostarsi dai rodei Texani fino all’inferno dell’Iraq; soffrendo per ogni ritorno a casa, a causa del desiderio di non abbandonare mai i propri commilitoni.
Nonostante una moglie da poco sposata, che gli darà due figli, Chris si sentiva a casa solamente in Iraq con la chiara difficoltà di ritrovare una propria dimensione al momento di rincasare in patria a causa di un ritorno con il cuore in gola per ogni missione che gli avrebbe portato via qualche amico, congedato o morto che fosse.

Eastwood non giustifica, ma dipinge la parabola di un uomo che apparentemente non sembra avere cedimenti ma che può intravedere nel viso stranito del fratello Jeff, anch’egli nell’esercito, ma molto meno sicuro di sé, il dubbio di una nazione imbevuta di convinzioni belliche in difesa di un ideale che può anche andare a scapito della propria salute mentale o fisica; emblematica la misurazione della pressione cardiaca del protagonista che in presenza della ginecologa che sta per comunicargli il sesso del figlio si trova a combattere con un battito che sfiora i 200.

Cooper aiuta Eastwood sparando con precisione chirurgica a nemici che come lui hanno il medesimo desiderio di difendere la propria nazione e le persone che amano, fingendosi allegro ad ogni ritorno in patria, ma con il perenne dubbio che la tensione che cova possa deflagrare in qualche cosa di peggio.
Sienna Miller, è infine abile nel ruolo di Taya, una moglie desiderosa di riabbracciare un marito che si trova perennemente con la mente in mezzo all’inferno di Falluja. La Miller riesce a disegnare in modo credibile il dramma di chi resta, di chi vive con l’ansia di perdere un proprio congiunto per un conflitto che solo apparentemente è combattuto per la difesa della propria nazione.

Una pellicola di guerra ben girata, ma che proprio per questo forse dedica troppo tempo alle operazioni belliche e molto poco al difficoltoso rientro alla normalità di Kyle dipinto come un eroe di guerra quasi senza macchia e con non troppa paura, tanto coerente con i propri principi, ma che comunque per amore della propria famiglia preferì tornare a condurre una vita da civile congedato con il massimo degli onori.