Il grande colpo
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 16 marzo 2015

Titolo: Il grande colpo
Titolo originale: The Big Hit
USA: 1998. Regia di: Kirk Wong Genere: Azione Durata: 91'
Interpreti: Mark Whalberg, Lou Diamond Phillips, Christina Applegate, Avery Brooks, Elliott Gould, Antonio Sabato Jr., Lela Rochon, Sab Shimono, Robin Dunne
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 20/11/1998
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Conciso
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il_grande_colpo_1998_leggero.pngMelvin è un sicario che detesta essere giudicato male dalle altre persone, per questo motivo cerca sempre di accontentare tutti dalla fidanzata, ai colleghi sino alla sua amante, la quale regolarmente gli sfila denaro senza tregua; per tale motivo Melvin si fa persuadere da Cisco, un suo collega, a rapire la figlia di un uomo facoltoso per domandargli un riscatto. Qualche cosa nel piano non andrà però per il verso giusto.

Un film d’azione che oltre tre lustri or sono passò ‘sotto copertura’, senza un particolare successo al botteghino, ma che a distanza di molti anni ancora riesce a mietere nicchie di pubblico attratto da una pellicola fatta di azione, risate e molta commedia.
Il tutto in salsa asiatica, si perché il regista Kirk Wong semisconosciuto in occidente, ma che si avvalse all’epoca di un cast esclusivamente ‘Made in USA’, è originario di Hong Kong, e del cinema di quei lidi, primo fra tutti l’ormai americanissimo John Woo.

Il regista ha saputo trarre insegnamenti e capacità di prim’ordine, riuscendo a unire azione e battute a raffica, una trama serrata e un finale a sorpresa, ma non troppo; con characters delineatisi in pochi minuti di girato e con una trama che si snoda rapida e decisa in appena 90 minuti e poco più.
Nel cast spicca Mark Wahlberg che sa aggiungere alla pellicola la solita faccia da schiaffi e un talento recitativo che sarebbe sbocciato definitivamente solo nella pellicola sempre di pura matrice asiatica ‘The Departed’, di Martin Scorsese, remake del film, per l’appunto originario di Hong Kong, ‘Infernal Affairs’.
Oltre al Bostoniano Whalberg è da segnalare la presenza di Elliott Gould, caratterista valido per qualunque trasposizione, che si parli di un film di Robert Altman oppure di una commedia noir come questa.
Un film quindi ancora apprezzabile, ma forse troppo manieristico e imprigionato in un cliché che sin dalle primissime battute lo fa incasellare in un genere ben preciso.