A/R andata + ritorno
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 13 aprile 2015

Titolo: A/R andata + ritorno
Titolo originale: A/R andata + ritorno
Italia 2004 Regia di: Marco Ponti Genere: Commedia Durata: 96'
Interpreti: Libero De Rienzo, Remo Girone, Vanessa Incontrada, Kabir Bedi, Fabio Troiano
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 02/04/2004
Voto: 6,5
Trailer
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Buono
Scarica il Pressbook del film
A/R andata + ritorno su Facebook

ar-andata-ritorno_leggero.pngA Torino vive Dante, un pony express che da sempre desidera fare il giro del mondo anche per liberarsi della presenza di un gruppo di strozzini che lo perseguitano.
A Torino arriva Nina, hostess spagnola che ha il volo improvvisamente cancellato causa sciopero. Tolstoj, un indiano amico di Dante, oltre che cameriere del Grand Hotel, al quale quest’ultimo aveva affidato la sua abitazione, offre a Nina ospitalità nella casa di quest’ultimo. Le cose si complicano quando Dante torna improvvisamente in Italia e ad aspettarlo ci sono i soliti strozzini e una hostess.

Una moderna fiaba per due ore scarse di istrionismo puro da parte di un Libero De Rienzo da poco reduce, all’epoca, dalla splendida prestazione di Santa Maradona capace di fargli vincere il David Di Donatello.

Pontecorvo batte quindi il ferro finché è ancora caldo e ripropone nuovamente un De Rienzo per stavolta in stile one-man show, con battute al vetriolo e veloci come un colpo di frusta.
L’attore partenopeo è affiancato in questo caso da un cast di ottimi caratteristi e comprimari; da Kabir Bedi nel ruolo di un amico di origine indiana a un gruppo di strozzini che paiono usciti da ‘Tutto in una notte’ di John Landis fino al cameo di un Remo Girone che interpreta il ruolo del padre di Dante, dispensatore di consigli su come trovare armi e perpetrare facilmente una rapina per appianare i suoi debiti.

La pellicola si lascia guardare, il cast è decisamente affiatato, la sceneggiatura e l’idea di base dimostrano conoscenze cinematografiche che non lasciano scampo allo spettatore più preparato, dimostrando come il regista originario di Avigliana, ma Torinese di adozione, sia uno che con la macchina da presa ci sappia decisamente fare, così come con la stesura dei plot.

Unico limite di una buona pellicola: la grande similitudine con il precedente film di Ponti, su tutti spiccano i protagonisti e gli autori della colonna sonora, e in questo caso la scarsa capacità di trasmettere un messaggio che nel precedente Santa Maradona era stata decisamente l’arma vincente e in più, inno di una generazione che poteva essere reputata all’inizio di uno sbando.