Il futon
Scritto da Francesca Caruso   
giovedì 16 luglio 2015

Il futon

il_futon.jpgLa Marsilio Editore edita nella collana Mille Gru “Il futon” di Tayama Katai, un racconto dalla bellezza stilistica e narrativa.
Prima di dedicarsi a tempo pieno alla letteratura Tayama Katai fa il copista. Le sporadiche pubblicazioni dei suoi scritti non gli permettono inizialmente di guadagnare il necessario per mantenersi.

La prima opera di narrativa è “Uribatake” (Il campo di meloni, 1891), ma il suo primo ingaggio da professionista avviene con la pubblicazione di “Rakkamura” (Il paese dei fiori caduti, 1892). In seguito studia la letteratura europea, alla quale si appassiona e che l’aiuta a crescere come scrittore.
Il suo primo vero successo letterario arriva con la pubblicazione di “Jūemon no saigo” (La fine di Jūemon, 1902), con questo racconto si avvicina al naturalismo, riportando la realtà così com’è, senza fronzoli. È il 1907 l’anno della sua consacrazione con la pubblicazione di “Futon”, la sua opera più conosciuta e amata, non solo in patria.

Il racconto prende spunto da quanto accaduto in prima persona a Tayama Katai – qualche anno prima – con Michiyo, una studentessa presa come allieva.
Takenaka Tokio è un romanziere, marito e padre trentenne, che si sente inappagato dalla vita familiare, “il piacere della vita coniugale per lui era svanito da tempo. (…)
Si era stancato della banale routine quotidiana”.

Poi gli arriva la lettera di una studentessa, Yokoyama Yoshiko, che vuole diventare sua allieva e dedicarsi alla letteratura. Tokio accetta di essere suo maestro e non ci impiega molto a innamorarsi di lei, accontentandosi di starle vicino e insegnarle tutto quello che sa. Quando, però, Yoshiko lo mette al corrente di aver conosciuto un ragazzo col quale condivide un amore sacro, il cuore di Tokio si spezza.

Con “Il futon” Tayama Katai mette a fuoco quello stile naturalista approntato nelle opere precedenti.
È da considerarsi a pieno titolo il romanzo dell’io, in cui vengono descritti nei particolari i sentimenti e i pensieri più reconditi del protagonista - individuandone la psicologia - in tutta la loro onestà. Viene descritta la realtà di quanto succede in maniera schietta, senza aggiungervi elementi romantici o fantasiosi.
Secondo l’autore non bisogna distorcere il racconto con le interpretazioni soggettive, si deve invece tendere alla massima oggettività e quindi sincerità.

Ne “Il futon” c’è una realtà ineccepibile tra testo e vita reale dell’autore, il quale si mette a nudo come in una confessione, rischiando di essere criticato per aver esposto così tanto e in profondità. Il suo stile è piaciuto ai più, contaminando molti scrittori delle generazioni successive, che lo hanno preso da esempio.

Non è solo il modo onesto in cui Katai tratteggia Tokio e quanto gli accade in quel particolare periodo della sua vita ad incantare il lettore, e la storia narrata - un amore platonico dal futuro incerto, anche se non ci fosse stato il rapporto allieva/maestro a dividerli – a intrigare il lettore. Si è incuriositi da come agirà Tokio nei confronti del rivale e dell’amata, fino all’ultima intensa scena.

Il futon
Titolo originale: Futon
Autore: Tayama Katai
A cura di: Luisa Bienati
Traduzione: Ilaria Ingegneri
Casa editrice: Marsilio, 2015
Pagine: 134
Prezzo: € 13,00

Francesca Caruso