Più gentile della solitudine
Scritto da Francesca Caruso   
mercoledì 26 agosto 2015

Più gentile della solitudine

pi_gentile_della_solitudine_leggero.pngLa casa editrice Einaudi – nata nel 1933 dall’intuizione di un gruppo di amici di liceo – è protagonista sulla scena letteraria italiana per il suo fiuto infallibile nello scegliere le opere da pubblicare. “Più gentile della solitudine” di Yiyun Li è una di quelle letture che – riga dopo riga, pagina dopo pagina – ci fa addentrare in profondità tanto nelle vite dei personaggi principali quanto nel mondo che li circonda, nell’universo in cui vivono o, come in questo caso, in cui sopravvivono dopo quanto accaduto nel loro passato.

In una perfetta alternanza tra presente e passato si fa la conoscenza di Boyang, Ruyu, Moran e Shaoai. È la Pechino del 1989, scossa dalla strage di piazza Tienanmen, e la ventitreenne Shaoai è in attesa del provvedimento disciplinare che l’università intende prendere nei suoi confronti per il suo aperto dissenso. La quindicenne Ruyu arriva in città, accolta dalla famiglia di Shaoai, e fa amicizia con Boyang e Moran, di un anno più grandi. Qualcosa di molto grave - che riguarda Shaoai - sconvolgerà le loro vite, cambiandole per sempre. Vent’anni dopo il segreto che li ha divisi riaffiora.

È la solitudine ad accompagnare silenziosa e in punta di piedi queste anime senza un futuro scelto scientemente e con spirito sgombro da nubi. Boyang, Ruyu e Moran fanno i conti ogni giorno della loro esistenza con quanto accaduto a Shaoai, tutti e tre sono in fuga da se stessi, dalla propria coscienza e dalle azioni compiute.
In maniera diversa la solitudine interiore nella quale si rintanano sembra alleggerisca la loro pena, non trovando in essa né un giudice, né un ammonitore.
Chi o che cosa sia ‘più gentile della solitudine’ lo si potrà scoprire solo nell’epilogo, in cui si riesce a trovare forse un po’ di pace.
Il mistero che si cela dietro la morte di Shaoai viene svelato dall’autrice con un’andatura ricca di suspense, inarrestabile e inesorabile.
Il lettore ha il tempo di farsi un’idea di chi ha di fronte e di provare una vasta gamma di emozioni e sensazioni per ogni personaggio: vittime e carnefici in modalità e momenti differenti gli uni con gli altri.
Ci si scoprirà a odiarli, a parteggiare per loro, a essere arrabbiati, in pena o delusi dal loro modo di agire. Sono personaggi che scuotono e non lasciano indifferenti. Yiyun Li mostra quanto male si facciano gli esseri umani e, di contro, quanto alcuni di loro siano dotati di un amore e una bontà innata.
Quella raccontata è una storia che penetra sottopelle e vi rimane a lungo.

Più gentile della solitudine
Titolo originale: Kinder Than Solitude
Autrice: Yiyun Li
Traduzione: Laura Noulian
Casa editrice: Einaudi, 2015
Pagine: 328
Prezzo: € 20.00

Francesca Caruso