|
Titolo: Schermi Interattivi – Il cinema nei videogiochi
Autore: AAVV- a cura di Matteo Bittanti
Editore: Meltemi
Anno: 2008
Pag.: 360
Prezzo: euro 25,00
“Schermi Interattivi” a cura del benemerito Matteo Bittanti, i cui interventi sempre acuti e puntuali siamo abituati a leggere su riviste di settore e non, è una miscellanea di saggi di autori diversi che si ripropone di colmare un’evidente lacuna. Come sappiamo il panorama culturale italiano sconta un cronico ritardo per quanto riguarda una seria riflessione sui nuovi media, figuriamoci poi quando si tratta di conferire dignità accademica ad un argomento considerato indegno di interesse, a parte le becere strumentalizzazioni scandalistiche, come i videogiochi. Per fortuna le cose stanno cambiando, e l’editoria più attenta (vedi anche le collane “Videoludica” e “Ludologica”) sembra finalmente essersene accorta.
Dobbiamo considerare il videogioco una forma d’arte caratterizzata da una sua estetica del tutto peculiare? Quali le affinità e quali le differenze tra cinema e videogiochi? Ed è paradossalmente possibile, in tempi in cui l’uso massiccio della CGI sembra aprire al cinema nuove prospettive (basti pensare a “Sin City”, “300” o “Beowulf”, in bilico tra innovazione e kitsch digitale), teorizzare una convergenza sempre più stretta tra queste due forme espressive? A questi e ad altri interrogativi risponde questo “Schermi Interattivi”, il cui sottotitolo è “Il cinema nei videogiochi”, attraverso una serie di interventi di estremo interesse, che utilizzano gli strumenti affilati della semiotica.
Oltre ad indagini accurate che analizzano fenomeni spontanei ed inizialmente inaspettati come il modding o i machinima, cortometraggi realizzati utilizzando i motori dei giochi, oppure le dinamiche produttive dell’industria, come le inevitabili e spesso fallimentari trasposizioni da film a videogioco, il libro offre alcuni saggi specifici che non deluderanno gli appassionati di cinema, meglio se videogiocatori. Bernard Perron, già autore del fondamentale “Silent Hill. Il motore del terrore”, si occupa della struttura narrativa dei videogiochi horror, survival compreso, e delle eventuali tangenze con il rispettivo genere cinematografico, mentre Luca Castiglioni si lancia in un ardito, ma elegantemente motivato, parallelismo tra il “Road movie” e il racing game, Galen Davis, con la benedizione di Roland Barthes, prende in esame le molteplici incarnazioni di “The Warriors” (libro/film/gioco), e Barry Atkins fa un’intelligente analisi di “Blade Runner” e delle sue innumerevoli versioni, nonché dei videogiochi ad esso ispirati. Assolutamente definitivo il caustico intervento di Bittanti sugli FPS, il cui titolo, “Dal gunplay al gunporn. Breve storia tecno-visuale dello sparatutto in soggettiva”, è tutto un programma. Per concludere, “Schermi Interattivi” è un titolo altamente consigliabile anche ad un pubblico non specialistico, ma interessato sia al cinema che a quella che Bittanti, con pacatezza iperbolica, definisce “L’ottava arte”, cioè il videogame.
|