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L’avvocato canaglia PDF Stampa E-mail
Scritto da Francesca Caruso   
lunedì 14 dicembre 2015

L’avvocato canaglia

lavvocato_canaglia.jpgA chi ama leggere - questo Natale, sotto l’albero -  non può mancare un libro Mondadori e chi in particolar modo ama i legal thriller non può assolutamente perdersi l’ultimo di John Grisham “L’avvocato canaglia”, che differisce da molti suoi romanzi precedenti per la varietà di casi in esso affrontati.
Sul banco dei testimoni non c’è un cliente, ma piuttosto la nutrita clientela che si affida alle sapienti mani dell’avvocato di strada Sebastian Rudd.
Sebastian Rudd ama definirsi un avvocato canaglia, perché quando la controparte inizia a barare, non si tira indietro nel fare altrettanto: pronto ad usare trucchetti e mezzucci di vario genere per fare assolvere il suo cliente.

Il socio, autista e amico Partner lo aiuta nel far avverare l’impossibile. Rudd deve vedersela anche con la sua ex-moglie Judith, che aspetta solo un passo falso per sottrargli anche le 36 ore mensili che trascorre col figlio Starcher. Quando il bambino viene rapito al parco, Sebastian si troverà a fare i conti con Judith e con i suoi sensi di colpa per non essere il padre che vorrebbe per suo figlio. E se poi il rapimento fosse legato a un caso a cui Sebastian sta lavorando? Come agirà?
Grisham ha fatto un ottimo lavoro tanto nel tratteggiare il protagonista – sviluppandone la psicologia a 360 gradi e mettendo la sua vita sotto la lente d’ingrandimento – quanto le tematiche affrontate attraverso le vite dei personaggi.

Sviscera fino in fondo il rapporto genitoriale, prendendo in considerazione il punto di vista di un padre al quale si vuole sottrarre totalmente il tempo - già ridotto – col proprio figlio. E il voler stare sempre sul piede di guerra da parte della madre “anche a discapito della felicità di suo figlio”.
Spiega come molte madri si incaponiscano nel far scontare la propria sofferenza – nei confronti dell’ex-marito – al figlio, cercando di spezzare il legame col padre definitivamente.
Altro aspetto trattato è quanto spesso la giustizia sia iniqua, questo perché “i nostri legislatori spesso approvano delle leggi che sono ingiuste (…) La strada della giustizia è disseminata di ostacoli e mine, molti dei quali piazzati dagli stessi uomini e donne che affermano di voler perseguire la giustizia”. E cosi – come accade in uno dei casi giudiziari seguiti da Sebastian - un poliziotto che uccide un innocente, viene al massimo ammonito, ma un innocente può essere trasformato nel peggiore dei criminali per nascondere la verità. Non esiste ammissione di colpa, né il prendersi le proprie responsabilità per gli errori commessi, anzi se ne commettono di più gravi per insabbiare i primi.

Di ingiustizia ce ne sarà sempre – sottolinea col suo racconto Grisham – ma ogni tanto si trova la persona giusta, che fa la cosa giusta e sbaraglia temporaneamente i cattivi.
Quella de “L’avvocato canaglia” è una lettura vorace, situazioni inaspettate si avvicendano l’un l’altra fino ad un epilogo, che non si vorrebbe tale, ma che invece continuasse con un altro caso e un’altra storia, e poter scoprire cosa si inventerà ancora Sebastian per uscirne vincente.
Grisham ama il suo lavoro e questo traspare dai suoi romanzi, dalle sue storie entusiasmanti e ben articolate, dal ritmo sostenuto - di alcune scene - che non ti lascia staccare lo sguardo. “L’avvocato canaglia” è corposo, vitale e attuale.

L’avvocato canaglia
Titolo originale: Rogue Lawyer
Autore: John Grisham
Traduzione: Nicoletta Lamberti e Annamaria Raffo
Casa editrice: Mondadori, 2015
Pagine: 332
Prezzo: € 22.00 (e-book disponibile)

Francesca Caruso

 
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