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Scritto da Francesca Caruso   
lunedì 14 marzo 2016

Moby Dick

moby_dick_leggero.pngCome sempre la Einaudi pubblica delle opere grandiose e preziose. In una nuova edizione ecco pubblicato uno dei romanzi che nel corso dei decenni si è fatto largo nell’immaginario collettivo - dall’anno della sua uscita nel 1851 - conquistandosi un posto di primo piano nella letteratura universale: Moby Dick di Herman Melville.
Chi non conosce – anche solo per sentito dire – il capitano Ahab e la sua caccia ossessiva per la balena bianca Moby Dick?

La storia viene narrata da Ismaele, a cui piace andare per mare. Con il suo nuovo amico ramponiere Queequeg si imbarca sul Pequod, la baleniera capitanata dal misterioso e irascibile Ahab. Il capitano è deciso a fare il giro del globo pur di stanare l’enorme cetaceo, che in passato gli ha tranciato una gamba. Ahab vuole vendetta e darà un doblone d’oro a chiunque dell’equipaggio l’avvisterà per primo. Il viaggio sarà lungo e non privo di insidie.

Melville ha voluto raccontare l’illusoria lotta dell’uomo contro la Natura, quando sfacciatamente questi pensa di poterla controllare e piegare ai propri desideri. In ogni aspetto della vita su questa terra ci sono dei limiti che l’uomo non può valicare e sarà la natura stessa a farglielo capire. Nel momento in cui l’essere umano si crede Dio, gli viene ricordato che è solo parte del creato, e che la sua superbia e ceca ottusità non porteranno a nulla di buono.

Protagonista assoluto del romanzo – più di Ahab e di Moby Dick – è il mondo marino e marinaresco. Il mare è il luogo principe dell’avventura, del mistero, luogo dai mille pericoli, che non risparmia nessuno sia esso pesce o umano. All’occorrenza inghiotte con voracità gli uni e gli altri senza lasciar tracce.
All’avventura in mare intrapresa dall’equipaggio del Pequod, Melville inframmezza sezioni e interi capitoli su quante siano le specie di balene esistenti, sul tipo di lavoro che i marinai svolgono sulla baleniera durante il viaggio, su come si vive una baleniera, portando il lettore a mettere in pausa il racconto avventuroso, che prende corpo a pezzi.
Le digressioni messe in atto infastidiranno alcuni e trasporteranno altri ancor più dentro il mondo marino - argomentato da Melville sotto diversi e minuziosi aspetti - infondendo un maggiore coinvolgimento.

Moby Dick non è una lettura da affrontare con leggerezza, spinge a una maggiore concentrazione e pazienza, con dialoghi mirati a esprimere le pecche, l’ostinazione, l’ossessione dell’uomo in imprese che saranno la sua rovina, imprese che è sbagliato intraprendere, svelandone la sua intrinseca scelleratezza.
Moby Dick è un romanzo d’avventura, è un trattato sulle balene e sulle baleniere, è una riflessione psicologica, un allegoria sulla natura umana. Melville è stato un marinaio e qui mostra tutto il suo sapere, nel quale a volte si dilunga. Pur tuttavia è un romanzo che va letto: racchiude in sé una storia potente e originale, che ha attraversato i secoli e veleggia per attraversarne molti altri.
È un romanzo immortale, che ha ispirato diversi film, miniserie tv, fumetti, animazione e videogiochi, e – differentemente da molti altri – va affrontato con uno spirito diverso.

Moby Dick o la balena
Titolo originale: Moby Dick: or, The Whale
Autore: Herman Melville
Traduzione: Ottavio Fatica
Casa editrice: Einaudi, 2015
Pagine: 673
Prezzo: € 30.00

Francesca Caruso

 
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