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Premiazione Festa del Cinema di Roma PDF Stampa E-mail
Scritto da Ilaria Mutti   
sabato 27 ottobre 2007

PREMIAZIONE FESTA DEL CINEMA DI ROMA.

Ennio Morricone è “l’unico” elemento italiano che caratterizza la premiazione della Festa del Cinema di Roma 2007. Il concerto diretto dal Maestro si articola su quattro suite: la prima tratta da Per le antiche scale, Bugsy e H2S, la seconda da La città della gioia e Nostromo, la terza da Sicilio e altri frammenti e la quarta suite include musiche di Mission.
Dopo il concerto Ennio Morricone non nasconde la sua disapprovazione per i detrattori della festa del cinema. «Roma ha diritto alla Festa del Cinema», ha detto il premio Oscar alla carriera per le colonne sonore che hanno accompagnato alcuni dei più grandi capolavori del cinema e continua affermando «Sono orgoglioso di chiudere con un mio concerto la Festa del Cinema di Roma.
Io sono romano, abito a Roma, e Roma ha il legittimo diritto di fare un suo festival, o Festa del cinema, come vogliono chiamarla qui. Roma ha sempre avuto una sua tradizione legata al cinema. Il cinema è nato a Roma, è qui che sono stati fatti i più grandi film della storia del cinema, è stata un punto di riferimento per tutti. Perché mai non avrebbe dovuto avere un suo festival?»
Ma nonostante l’omaggio di Ennio Morricone al cinema i veri sconfitti di quest’edizione sono i registi e interpreti italiani. Ne' 'L'Uomo privato ' di Emidio Greco, ne' 'La giusta distanza' di Carlo Mazzacurati hanno ottenuto riconoscimenti dalla giuria popolare presieduta dal premio Oscar bosniaco Danis Tanovic. Il film di Mazzacurati, tuttavia, ha portato a casa due premi di contorno; per Giuseppe Battiston, che nel film del regista padovano recita la parte di Amos, si e' infatti aggiudicato il premio Lara (Libera associazione rappresentanza di artisti) per il miglior attore o attrice italiana, mentre Valentina Lodovini, la protagonista femminile del lavoro di Mazzacurati, ha vinto il premio L'Oreal per il miglior maquillage. Contrariamente a qualche indiscrezione della vigilia, niente riconoscimenti neanche per Monica Bellucci, fattasi bionda nel ruolo di Manouche per il francese 'Le deuxieme souffle' di Alain Corneau.
E’ il film canadese 'Juno' a vincere la seconda edizione della Festa internazionale del cinema di Roma. La giuria popolare di 50 membri, presieduta da Danis Tanovic, ha premiato il lavoro del regista Jason Reitman con questa motivazione: "Il film ha suscitato un'ondata di emozioni fra i componenti della Giuria e l'accoglienza del pubblico ha reso tale reazione ancora piu' tangibile. Racconta la storia di un'adolescente alle prese con una gravidanza non desiderata che affronta la situazione in un modo tutto suo. Il personaggio di Juno e' egregiamente interpretato da Ellen Page che, insieme agli altri attori del cast, presenta una storia convincente con risvolti di humour".
Il Premio Speciale della Giuria e' andato al film 'Hafez' del regista iraniano Abolfazl Jalili.
"La Giuria e' orgogliosa di poter tributare questo riconoscimento a un film veramente unico nel suo genere. La Giuria ha particolarmente apprezzato la componente mitica che e' il nucleo centrale dell'opera e l'uso di uno stile di narrazione innovativo. Poesia, ritmo, simboli nel film svelano la dualita' dell'amore nei confronti di Dio e della comunita'. Hafez ci mostra come la forza dell’uomo si opponga al fanatismo della tradizione, una vicenda che presenta un forte legame a questioni di attualita' politica e religiosa".
Il Premio Marco Aurelio alla migliore interprete femminile e' stato assegnato a Jiang Wenli per il film Li Chun (And the Spring Comes) del regista cinese Chang Wei Gu. "Le sue eccezionali doti d’attrice - si legge nelle motivazioni della giuria - le consentono di identificarsi completamente con il personaggio. Ci presenta il personaggio di una donna che deve fare i conti con una realta' bloccata, da cui si sente soffocare, riuscendo a non esserne sopraffatta. Il personaggio di Wang Cailing esprime la sofferenza dell'artista frustrata che trova il coraggio di seguire una strada diversa. Jiang Wenli costituisce il fulcro della storia e esprime grande eleganza e fascino".
Il Premio Marco Aurelio al miglior interprete maschile e' stato assegnato a Rade Sherbedgia per Fugitive Pieces di Jeremy Podeswa con la seguente motivazione: "La Giuria ha l'onore di assegnare il premio a un attore eccezionale proveniente da una regione martoriata dell'Europa.
Il suo personaggio dà prova di grande umanita' nei confronti di un ragazzino, nonostante questo atto lo esponga a dei rischi. Il film inizia proprio con questo atto di coraggio. Rade recita la sua parte con sensibilita' e credibilita' e pone il suo personaggio al centro di un film di ottima fattura".
Il Premio Fastweb per la sezione Première è andato invece a “Into the wild”, diretto da Sean Penn, tratto dal romanzo di Jon Krakauer Nelle terre estreme. L'uscita del film è prevista per il 21 settembre 2007 negli Stati Uniti; il film è tratto da una storia vera: il film racconta la storia vera diel neo-laureato Christopher McCandless, che nel 1992, abbandonò la civiltà e tutti i suoi averi per affrontare l'immensa natura dell'Alaska, quattro mesi dopo fu trovato morto accanto al suo diario.
Si chiude così questa edizione che ha visto sfilare sul red carpet quasi tutto il cinema nazionale e molte star internazionali. Molte polemiche, molto gossip e molti articoli per i film proiettati e per i suoi protagonisti, ma il vero successo della Festa è venuto dal pubblico che ha affollato le sale esprimendo il proprio gradimento ai film proiettati.
Il sipario scende e già si pensa al 2008.

 
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