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Roma Fiction Fest 2011
Proposte per la tv dei ragazzi
Al Roma Fiction Fest si parla di tv per i ragazzi. E’ giunta infatti al termine l’iniziativa in collaborazione con Smile Child, associazione che fa della felicità il diritto di ogni bambino.
La kermesse dedicata alla tv ha organizzato, per la prima volta, una serie di eventi e proiezioni mattutine che hanno coinvolto bambini e adolescenti di diverse scuole: con un incredibile successo e un ampio gradimento da parte dei più piccoli, che hanno visto da vicino i beniamini delle loro serie preferite e hanno potuto osservare dal vivo come si costruisce un set e come si realizza una scena.
Al convegno sulle proposte per la tv dei ragazzi sono intervenuti Fabrizio Margarina, responsabile della programmazione per ragazzi di Mediaset, Gianfranco Noveri, Vicedirettore di Rai Ragazzi e Cecilia Padula, della Turner Italia.
Tutti hanno illustrato i rispettivi prodotti: dai cartoni animati della vecchia guardia come Lupin, Heidi, la Pantera Rosa o Scooby Doo a quelli nuovi, in primis Ben 10, Lazy Town, Banane in pigiama o Casa Lallo. Programmi pensati appositamente per tutte le fasce di età: dai 3 ai 6 anni, dai 6 ai 10, per coloro che frequentano la scuola media e infine per i teenager, i più difficili da accontentare, secondo Margaria, in quanto meno fedeli, meno disponibili a seguire con costanza un dato programma.
Su questo aspetto si è soffermato Paolo Boccardelli della Luiss Business School: mantenere l’audience nel tempo, comporta infatti l’introduzione continua di novità tanto nel contenuto quanto nel cast.
Se Mediaset punta tutto sui cartoni animati, la Rai sperimenta invece vari stili di intrattenimento. Da Rai yoyo a Rai Gulp, i programmi variano infatti notevolmente: la prima rete è pensata per i piccoli, la seconda per una fascia di età maggiore. Casa Lallo è un nuovo prodotto in cui un attore si intrattiene con dei pupazzi: spin off di E’ domenica papà, il programma vanta personaggi buffi e un ritmo adatto ai più piccoli. Su Rai Gulp invece impera Lola e Virginia, il cui format è stato importato dalla Spagna.
Molti dunque i programmi presentati nel corso del convegno e le buone intenzioni ci sono.
La verità è che noi genitori non dovremmo lasciare i nostri figli in balia della televisione o, peggio ancora, del web e dei videogiochi. L’educazione parte dalla famiglia, si sa, ma anche la televisione ci mette del suo e se i programmi sono pensati appositamente per istruire i minori, allora ben vengano le nuove proposte del digitale e della tv satellitare.
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