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Bong Joon–ho, Premio alla carriera della nona edizione del Florence Korea Film Fest PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Albani   
martedì 29 marzo 2011

Bong Joon–ho, premio alla carriera della nona edizione del Florence Korea Film Fest

Tavola rotonda di confronto tra thriller Italiano e coreano. Tra gli ospiti il regista italiano Ruggero Deodato
In anteprima italiana il documentario di Leonardo Cinieri Lombroso sulla storia del cinema coreano.

"Federico Fellini e Luis Bunuel sono i registi europei che piu' ho apprezzato e hanno influenzato la mia carriera cinematografia". Sono le parole del maestro del cinema coreano Bong Joon-ho, campione d'incassi in patria, oggi a Firenze, per ritirare il premio alla carriera cinematografica della nona edizione del Florence Korea Film Fest, la rassegna internazionale di cinema sud coreano in corso nel capoluogo toscano fino al 2 aprile al cinema Odeon con il concerto dei Bye Bye Sea, unica data in Europa del famoso gruppo pop coreano.

Bong Joon-ho è uno dei registi più influenti del cinema coreano ed è riuscito a imporsi sia all'attenzione della critica internazionale che del pubblico, come dimostrano i suoi successi al botteghino “The Host” (2006) e “Mother” (2009). Quest’ultimo, considerato il vero capolavoro del maestro, sarà proiettato domani alle ore 20.00, dopo la consegna del premio: il film racconta di Do-Joon, un ragazzino ritardato, iper protetto dalla madre, che si vede accusato di un omicidio. La madre incredula comincerà un percorso d’indagini personali per dimostrare l’innocenza del figlio a ogni costo.

"Otto e mezzo di Fellini – ha raccontato Joo-ho – e' un film con molta energia e forza interiore. E' un film magico. L'Italia e la Corea del Sud sono piu' vicine di quello che si pensa grazie al cinema infatti i sentimenti che rappresentiamo sono gli stessi: amore, odio e il rapporto con i genitori. Sono curioso di capire comunque come saranno percepiti i miei film dal pubblico italiano". "Ultimamente – racconta il regista coreano – ho visto 'Buongiorno notte' di Marco Bellocchio sull'omicidio Moro e ho percepito la complessita' politica che vivete in Italia". Il Korea Film Fest, in corso a Firenze fino al 2 aprile, presenta, per la prima volta in Italia, la retrospettiva completa dei suoi film.

La quinta giornata del Festival inizia alle ore 11.00 con la proiezione di “Through Korean Cinema” (2010), di Leonardo Cinieri Lombroso, un documentario che traccia la storia della cinematografia coreana secondo cinque step ritenuti emblematici e cinque artisti fondamentali che hanno costellato, dagli anni ’50 ad oggi, il panorama coreano. (Ingresso libero).

Il regista Leonardo Cinieri Lombroso sarà presente alla tavola rotonda (ore 17.00 presso il Cinema Odeon, sala degli specchi, ingresso libero) per un confronto sul genere thriller coreano e italiano, con i registi Bong Joon–ho, Lee Kyo-man e Ruggero Deodato.

Alle ore 15.00 sarà proiettato “Teamwork” (2010), un cortometraggio di Hong Seo-yun che racconta di un’anziana signora che sul letto di morte grida improvvisamente: “Corri, corri!”. Tutti rimangono stupiti tranne sua nipote che sa a cosa allude la nonna.

Alle ore 15.12 “Wish” di Lee Seong-han (2009): un ragazzo decide di far parte di una delle più efferate e violente gang del suo liceo, i “Monster”.

Segue alle ore 17.30 “A Barefoot dream” (2010) di Kim Tae-gyun che racconta la storia di un ex campione di calcio, con una carriera da allenatore in fallimento. Decide di trasferirsi in un piccolo e povero Stato indonesiano per diventare coach di una squadra giovanile: l’impresa sembra impossibile, ma l’esperienza gli darà grandi e inattese soddisfazioni, oltre che una impagabile lezione di vita.

A chiudere la serata, alle ore 23.00, “Hahaha” (2010) di Hong Sang-soo: il film racconta di un regista, Jo Moon-kyeong, che vuole lasciare Seoul per andare a vivere in Canada.  Giorni prima della partenza incontra un vecchio amico, critico cinematografico: scopriranno che le  loro storie si sono continuamente sfiorate.

 
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