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Il cinema Giapponese legge i classici PDF Stampa E-mail
Scritto da Federico Albani   
mercoledì 15 febbraio 2012

Il cinema Giapponese legge i classici

21 febbraio - 22 marzo 2012
Proiezioni ore 19.00
Film in versione originale con sottotitoli in inglese o italiano
ingresso libero

La rassegna presenta dieci film diretti da prestigiosi nomi del cinema nipponico, tratti da opere letterarie di importanti scrittori giapponesi del XX e XXI secolo, tra cui Jun’ichiro Tanizaki, Soseki Natsume, Yasunari Kawabata, Osamu Dazai, Kobo Abe, Shusaku Endo, Banana Yoshimoto etc.


Martedì 21 febbraio
I AM A CAT
di Kon Ichikawa
(Wagahai wa neko de aru, 1975, C, 115’, 35mm- sott. in inglese)
Tratto dal romanzo Wagahai wa neko de aru (Io sono un gatto, 1905) di Soseki Natsume Riduzione cinematografica dell’omonimo romanzo di Soseki Natsume (1867- 1916), uno dei più grandi scrittori dell’epoca Meiji (1868-1912). L’universo umano viene visto attraverso gli occhi di un gatto, voce narrante del libro e protagonista del film, osservatore ironico del modus vivendi di un insegnante di inglese e della sua cerchia di conoscenti e familiari. I personaggi descritti sono solo un pretesto per rimarcare la vita tragicomica degli esseri umani e i loro goffi tentativi di sottrarsi alle convenzioni e all’ipocrisia della società. Famoso per le trasposizioni su grande schermo di testi letterari, Ichikawa aveva realizzato vent’anni prima Kokoro (1955), tratto da un’altra famosa opera dello stesso autore. Notevole la fotografia di Kozo Okazaki, autore delle magistrali inquadrature
dei tre esemplari felini utilizzati nel film.


Giovedì 23 febbraio
THE MAKIOKA SISTERS
di Kon Ichikawa
(Sasameyuki, 1983, C, 140’, 35mm - sott. in inglese)
Tratto dal romanzo Sasameyuki (Neve sottile, 1948) di Jun’ichiro Tanizaki
Dopo aver girato Kagi (La chiave) nel 1959, Ichikawa realizza il suo secondo lungometraggio tratto da un romanzo di Jun’ichiro Tanizaki (1886-1965), grande scrittore del ‘900 noto per lo stile orientato verso un’estetica sensuale. Il film è ambientato a Osaka e Kyoto nel 1938 e segue per cinque anni le vicende matrimoniali e prematrimoniali di quattro sorelle della famiglia Makioka. Le ragazze, secondo le convenzioni del tempo e del loro status sociale, dovevano sposarsi rispettando l’ordine di età e solo dopo aver partecipato a vari o-miai, incontri ufficiali a scopo di matrimonio organizzati dalla famiglia. Le due sorelle maggiori, già maritate, tentano di trovare un marito per la terzogenita Yukiko la quale, per via del comportamento esuberante e smaliziato dell’ultimogenita, si è trovata coinvolta suo malgrado in uno scandalo sentimentale compromettente finito sul
giornale.


Martedì 28 febbraio
LA MOGLIE DI VILLON
di Kichitaro Negishi
(Viyon no tsuma – Oto to tampopo, 2009, C, 114’, DVD - sott. in italiano)
Tratto dal romanzo Viyon no tsuma (La moglie di Villon, 1947) di Osamu Dazai Melodramma tratto da un romanzo dello scrittore Osamu Dazai , scritto nel 1947. Ambientato a Tokyo nel periodo post-bellico, è la storia della sofferta relazione tra Sachi e suo marito, Joji Otani, un romanziere autolesionista, infedele e con il vizio dell’alcool. Una notte Otani ruba 5.000 yen dalla cassa del bar in cui è solito recarsi a bere; i padroni del locale lo inseguono fino alla porta di casa, minacciandolo di rivolgersi alla polizia in caso di mancata restituzione. Otani reagisce con violenza ma a calmare gli animi interviene Sachi, la quale – per
evitare ulteriori problemi – propone all’anziana coppia di lavorare nel bar fino a che i debiti del marito nei loro confronti non siano completamente estinti. Sachi viene rappresentata come una donna forte e positiva, capace di amare in modo profondo l’uomo che le provoca tanti dispiaceri, con una logica che trascende il comune sentire. Al contrario Otani incarna la figura di un uomo debole, prigioniero del vizio, incapace finanche di gestire quella celebrità che lo rende così affascinante agli occhi delle donne. Con questo film Negishi ha vinto il Premio come miglior regista alla 33esima edizione del Montreal World Film Festival.


Giovedì 1 marzo
FIRES ON THE PLAIN
di Kon Ichikawa
(Nobi, 1959, B/N, 104’, 16mm - sott. in inglese)
Tratto dal romanzo Nobi (Lett. Fuochi in pianura, 1951) di Shohei Ooka Crudo film di guerra, ambientato sull’isola di Leyte nelle Filippine durante l’inverno del 1945, quando le Forze Alleate costrinsero alla resa l’esercito Imperiale Giapponese che, privo di armi e munizioni, fu comunque esortato a battersi fino alla fine. Gli orrori della guerra, la disperazione, gli episodi di cannibalismo sono raccontati attraverso la disperata lotta per la sopravvivenza del soldato Tamura che, sebbene provato fino allo stremo dalla malattia e dalla fame, tenta coraggiosamente di mantenere integra l’anima, resistendo alla dura
legge della giungla. Nel 1960 la rivista Kinema Junpo attribuì al film il premio per la migliore sceneggiatura e per il miglior attore protagonista, riconoscimento che andò a Eiji Funakoshi per il ruolo di Tamura, interpretato con eccezionale espressività. Il film conquistò anche la Vela d’Oro (attuale Pardo d’Oro) al Locarno International Film
Festival nel 1961.


Martedì 6 marzo

THE ECHO
di Mikio Naruse
(Yama no oto, 1954, B/N, 94’, 35mm - sott. in inglese)
Tratto dal romanzo Yama no oto (lett. Il suono della montagna, 1954) di Yasunari Kawabata
Tratto da uno dei più celebri romanzi di Yasunari Kawabata (Premio Nobel per la Letteratura nel 1968), il film
racconta il rapporto di profondo affetto che si instaura tra un uomo di mezza età e la giovane nuora. Shingo, il
sessantenne padre di Shuichi - giovane sposato da pochi anni ma già coinvolto in una relazione clandestina -
conforta e si prende cura della nuora Kikuko, che pazientemente sopporta le scappatelle del marito.
Approfittando dell’assenza del figlio, allontanatosi dalla casa paterna per andare in cerca della sorella Fusako,
fuggita perché gelosa del rapporto privilegiato che la cognata ha instaurato con suo padre, Shingo cerca di
scoprire chi sia la donna che suo figlio frequenta e scopre una dura realtà... Di lì a poco le donne rivali, la moglie
e l’amante di Shuichi, scopriranno di aspettare un bambino dallo stesso uomo, ma con reazioni del tutto diverse
che determineranno scelte altrettanto dissimili.


Giovedì 8 marzo
THE KI RIVER
di Noboru Nakamura
(Ki no kawa, 1966, C, 173’, 35mm - sott. in inglese)
Tratto dal romanzo Ki no kawa (Il fiume Ki, 1959) di Sawako Ariyoshi
Ambientato nella prefettura di Wakayama nella prima metà del XX secolo, il film - basato su materiale
autobiografico - è un penetrante ritratto di vita di tre generazioni di donne: madre, figlia e nipote. La giovane
Hana, 22 anni, va in sposa a Keisaku Shintani, discendente di una famiglia di alto lignaggio, dove impara con
umiltà e dedizione tradizioni e comportamenti aristocratici trasmessi dagli antenati di suo marito. Sua figlia
Fumio - sostenitrice di una linea di pensiero più moderna e liberale già durante gli anni del liceo - si ribella al
modo di vivere della madre, partecipando attivamente al movimento femminista. Nel frattempo il padre
Keisuke, pur preoccupato dell’atteggiamento provocatorio della figlia, prosegue la sua carriera fino a diventare
consigliere comunale e poi membro del governo nazionale. Dopo il matrimonio con un banchiere e la nascita del
primo figlio, Fumio cambia del tutto atteggiamento e si dedica amorevolmente alle faccende domestiche. Il
tempo trascorre, il Giappone entra in guerra e subisce la sconfitta: queste vicende segnano negativamente la
vita della famiglia Shintani che perde prestigio e proprietà terriere. Mentre osserva il carattere calmo e docile
della nipote Hanako, così diversa dall’esuberante Fumio, Hana ripensa al lontano passato e alle preoccupazioni
vissute a causa dell’indole ribelle della figlia. Vicende che toccano un arco temporale di circa 50 anni,
attraversando le epoche Meiji, Taisho e Showa. Musiche di Toru Takemitsu.


Martedì 13 marzo
THE WOMAN IN THE DUNES
di Hiroshi Teshigahara
(Suna no onna, 1964, B/N, 122’, 35mm - sott. in inglese)
Tratto dal romanzo Suna no onna (Donna di sabbia, 1962) di Kobo Abe
Jumpei Niki, insegnante di liceo, si reca in un villaggio in riva al mare per collezionare alcune specie di insetti che
vivono nella sabbia. Giunta la sera e perso l’ultimo autobus utile per tornare a Tokyo, Jumpei accoglie i
suggerimenti di alcuni residenti che lo invitano a pernottare in paese offrendo il loro aiuto per trovare una
sistemazione. Lo indirizzano in casa di una donna, la cui abitazione è in fondo a una buca di sabbia, alla quale si
accede con una scala di corda. La mattina seguente il professore è pronto a lasciare il rifugio ma si accorge che la
scala di accesso non è più al suo posto e che non ha appigli per uscire. E’ in trappola, insieme alla donna che ogni
notte è costretta a raccogliere la sabbia che si infiltra dalle fenditure dei muri e del soffitto per poi gettarla
all’esterno la mattina successiva; la sopravvivenza dell’intero villaggio dipende, infatti, dall’integrità di ogni
singola cavità. Jumpei cercherà di fuggire da quell’assurda situazione ma…


Giovedì 15 marzo
SILENCE
di Masahiro Shinoda
(Chinmoku, 1971, C, 130’, 35mm - sott. in inglese)
Tratto dal romanzo Chinmoku (Silenzio, 1966) di Shusaku Endo
Adattamento cinematografico da un romanzo di Shusaku Endo, sceneggiato da Shinoda insieme all’autore, il film
esplora il violento conflitto culturale originato dall’arrivo dei missionari Gesuiti in Giappone nella seconda metà
del XVI secolo. La regia eccellente di Shinoda - affiancata da una colonna sonora piuttosto inquietante firmata da
Toru Takemitsu – permette di dare espressione cinematografica a una materia per natura inaccessibile alla
macchina da presa, celata nei paradossi spirituali interiori dei personaggi. E’ la storia di due missionari
portoghesi, Rodrigo e Galupe, approdati in Giappone nella seconda metà del XVII secolo per ristabilire la
legittimità di una comunità cristiana costretta ormai alla clandestinità e avere notizie di un certo Padre Ferreira,
giunto vent’anni prima e arrestato dalle autorità giapponesi.


Lunedì 19 marzo
TSUGUMI
di Jun Ichikawa
(Tsugumi, 1990, C, 105’, 16mm - sott. in italiano)
Tratto dal romanzo Tsugumi (Tsugumi, 1989) di Banana Yoshimoto
E' la storia di due ragazze molto diverse, Maria e Tsugumi, che condividono un'estate intensa e coinvolgente in
una cittadina di mare. Maria - l'io narrante nell'omonimo libro di Banana Yoshimoto da cui è tratto il film
(Tsugumi, 1989) - è una ragazza dolce e disponibile che a 19 anni ha lasciato il paese d'origine nella provincia di
Izu per frequentare l'università a Tokyo. Dopo qualche anno decide di tornare in paese per le vacanze e ritrova
Tsugumi, bellissima ragazza dal carattere egocentrico e un po' collerico, costretta a vivere a Izu a causa dei suoi
gravi problemi di salute. Così, nel romanzo, la descrive Maria: “Quando si arrabbiava sul serio, Tsugumi si faceva
di ghiaccio. Le succedeva solo nei momenti in cui andava davvero su tutte le furie. Non nei quotidiani attacchi
d'ira, quelli in cui andava in giro sbraitando a destra e a sinistra, ma quando fissava qualcosa dal profondo del
cuore con lo sguardo pieno d'odio, tanto da trasformarsi in un'altra persona.” (trad. di Alessandro G. Gerevini, cfr.
sotto). Accanto a loro si muovono altri due personaggi, Yoko, la sorella di Tsugumi e Kyoichi, il ragazzo che
frequenta, in un complesso intreccio di emozioni e sentimenti, talvolta anche contrastanti, che rendono il film
intenso e interessante dal punto di vista della psicologia giovanile.


Giovedì 22 marzo

RINCO’S RESTAURANT
di Mai Tominaga
(Shokudo katatsumuri, 2010, C, 118’, 35mm - sott. in inglese)
Tratto dal romanzo Shokudo katatsumuri (Ristorante dell’amore ritrovato, 2008) di Ito Ogawa
Il dolore per l’improvvisa rottura della relazione con il fidanzato indiano - che l’ha piantata senza motivo,
svuotando completamente la casa in cui vivevano da qualche tempo - lascia la giovane Rinco sgomenta e
letteralmente senza parole, colpita da “afonia psicogena” provocata da shock emotivo. La ragazza decide di
tornare nel paese di origine, in campagna, e di rifugiarsi presso la casa materna, da dove era fuggita all’età di 15
anni senza farvi più ritorno. Con sé ha solo un barattolo di nukadoko (pasta fermentata a base di crusca di riso),
ereditato dalla nonna e conservato con amorevole cura: l’unico oggetto rimasto nella casa vuota, l’unico oggetto
da cui ripartire per ritrovare se stessa. Non riuscendo a parlare, né tantomeno a risolvere i vecchi conflitti con la
madre Ruriko, si dedica alla cucina, sua grande passione. Da lì l’idea di aprire un ristorante in cima alla montagna
del piccolo paese natìo, un ristorante atipico, dove i piatti sono creati sul momento, “ritagliati su misura” dei
clienti; cucinare diventa un gesto catartico per Rinco, ma anche per i suoi avventori... Un film delicato e
rigenerante tratto dall’omonimo best seller di Ito Ogawa (uscito in Giappone nel 2008, 260.000 copie vendute in
Giappone, Premio Bancarella della cucina 2011), diretto con il tocco femminile di Mai Tominaga che sceglie per il
ruolo di protagonista la popolare star Kou Shibasaki, famosa in Giappone anche come talento culinario,
affiancata dalla bravissima Kimiko Yo nel ruolo di Ruriko, l’eccentrica madre di Rinco.


Info: Istituto Giapponese di Cultura – via A. Gramsci, 74 00197 Roma Tel. 06 3224794 fax 06 3222165
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