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Epic - Il mondo segreto |
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Animazione
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Scritto da Daria Castelfranchi
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mercoledì 22 maggio 2013 |
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Titolo: Epic - Il mondo segreto
Titolo originale: Epic
USA: 2013. Regia di: Chris Wedge Genere: Animazione Durata: 1204'
Interpreti: (Voci) Jason Sudeikis, Steven Tyler, Amanda Seyfried, Pitbull, Colin Farrell, Beyoncé Knowles, Josh Hutcherson, Judah Friedlander, Aziz Ansari
Sito web ufficiale: www.epicthemovie.com
Sito web italiano: www.epicilfilm.it
Nelle sale dal: 23/05/2013
Voto: 8,5
Trailer
Recensione di: Daria Castelfranchi
L'aggettivo ideale: Avvincente
Epic - Il mondo segreto su Facebook
Dai creatori dell’Era Glaciale e di Rio, una nuova, esaltante avventura.
Niente più animali alle prese con i cambiamenti climatici o pappagalli in via di estinzione. Quella messa in scena da Chris Wedge in Epic – Il mondo segreto, è la perfetta commistione di avventura, azione e romanticismo.
Non solo il 3D è di quelli che arricchiscono quanto rappresentato ma la cura dei dettagli, vedi le nervature delle foglie, è davvero strabiliante.
Figure fantastiche e leggiadre abitano la foresta: dalla splendida regina Tara ai fiori, che si rivelano ben presto minuscole persone abbigliate di foglie e petali iridescenti.
Gli stessi Leaf Men hanno armature composte da fogliame e combattono contro i Bogani – ricoperti da carcasse di insetti - intenzionati a distruggere la foresta e a portarla alla decomposizione.
Una vera e propria battaglia epica tra le forze del bene e del male in cui la giovane MK si trova invischiata per caso.
Nel rincorrere il suo cane nella foresta, la ragazza – figlia di una sorta di scienziato pazzo che ha scoperto l’esistenza delle piccole creature e ne ha fatto una vera e propria ossessione – si imbatte nella regina morente che le affida il suo erede, un baccello di ninfea.
Da questo momento in poi, la difesa del piccolo fiore è vitale per la salvaguardia della foresta.
Figure leali e caparbie come Ronin e Nod si accompagnano a buffe lumache: uno convinto di essere un playboy, l’altro deciso a diventare un Leafmen, mentre la giovane MK lotta contro il dolore per la mancanza della madre e il desiderio di riallacciare i rapporti con lo strambo padre, il Professor Bomba.
Nessun momento morto all’interno della narrazione: il ritmo resta sostenuto per tutti e 104 i minuti e fantastico e avventura si fondono alla perfezione in un film appassionante e divertente al tempo stesso.
E alla fine, in un’originale miscela di fantasy e usanze contemporanee, MK, tornata alle sue dimensioni, sfrutta i marchingegni creati dal padre per rimanere in contatto con i suoi amici della foresta, e parla con loro attraverso una rivisitazione casereccia di skype. Forse i più piccoli potrebbero spaventarsi quando entra in scena Mandrake, il cattivo di turno, ma dai 5 anni in su, il divertimento è assicurato per maschietti e femminucce.
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Muffa |
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Drammatico1
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Scritto da Domenico Astuti
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martedì 21 maggio 2013 |
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Titolo: Muffa
Titolo originale: Küf
Turchia, Germania: 2012. Regia di: Ali Aydin Genere: Drammatico Durata: 95'
Interpreti: Ercan Kesal, Muhammet Uzuner, Tansu Biçer
Sito web ufficiale: www.kuffilmi.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 01/05/2013
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Domenico Astuti
L'aggettivo ideale: Immobile
Muffa su Facebook
Arriva nelle sale un piccolo film turco dallo stile neorealista che ricorda per ritmi e per immobilità un certo Cinema italiano degli Anni Quaranta/Cinquanta.
Leone del Futuro all’ultima Mostra di Venezia, e giudicato positivamente dalla nostra critica, è in realtà un film per stoici: per chi gradisce storie forti di desolazione, afasia e senso di colpa. Ma anche raccontando la solitudine infinita di un uomo, ormai vicino alla pensione, vedovo e attaccato ad una sola speranza non proprio serena, si potrebbe dire che la vita non è fatta comunque solo di silenzi e lunghe passeggiate.
Se l’intenzione del regista – da lui dichiarata – era l’uomo visto con gli occhi di
Dostoevskij, possiamo dire che quei silenzi ‘ psicologici ‘ potevano anche
essere un po’ rumorosi. Basri è un uomo di circa sessantanni, soffre forse di epilessia, vive da solo in una casa modesta di un villaggio di montagna desolato della Turchia interna.
Come lavoro fa il sorvegliante dei binari della stazione, cammina senza tregua per controllare eventuali problemi sulla rete e se trova una gomma d’auto che brucia o qualcos’altro la allontana. Ha perso la moglie anni prima a causa del dolore della scomparsa del loro unico figlio arrestato per motivi
politici e finito chissà come, e forse per questo vive ancora lui, non si è ancora arreso alla vita o forse è l’ultimo motivo di vita: ogni mese da diciotto anni scrive al Ministro degli Interni e alla Questura locale per sapere dove sia finito suo figlio Seyfi con la speranza almeno di ritrovare il corpo per seppellirlo e così portargli dei fiori sulla tomba. Ma da diciotto
anni non riceve risposte concrete, anzi l’unica cosa che ottiene sono convocazioni al commissariato, lunghi interrogatori e qualche tortura.
Nel
resto del tempo se ne sta talmente da solo, incupito, che quando qualcuno gli fa una domanda impiega del tempo per rispondere perché ormai le parole non gli escono più con naturalezza e giunge sino ad assistere inerme alla morte di un balordo ubriaco perché non ha la forza di avvertirlo che sta sopraggiungendo un treno.
Per sua fortuna giunge al comando di polizia un nuovo commissario, Murat, anche lui un po’ afasico e tetro che pare compenetrarsi del dolore del genitore e dopo alcuni interrogatori che gli fa gli comunica che il corpo del figlio è all’obitorio di Istambul: c’è solo da fare un esame del Dna per avere la conferma definitiva.
Basri parte, fa quello che deve fare e alla fine riceve una scatola di legno non più grande di un metro con i resti del figlio
che riporta a casa. Non fa domande, non vuole sapere cosa sia successo, non piange né qualsiasi altra cosa che farebbe un uomo in vita; nel suo soggiorno di casa guarda la scatola messa sul tavolo, senza nemmeno controllare cosa ci sia e si alza per fare qualcosa con i soliti gesti meccanici e il viso completamente abulico.
Il regista ha dichiarato di essere partito da una storia vera, quella dei desaparecidos in Turchia per motivi politici, giovani arrestati e fatti
sparire dall'esercito per aver espresso idee diverse da quelle del governo, ma Aydin si è subito distanziato dal fatto di cronaca politica e ha preferito seguire un uomo e indagarlo nel suo dolore senza tuttavia mostrare un apparente commozione o sofferenza.
La descrizione della provincia turca è simile allo smarrimento che prova il protagonista e ci descrive un Paese “ svuotato “, quasi in decomposizione come è il figlio del protagonista, morto da chissà quanto tempo. Il titolo “ Muffa “ è una conseguenza dello stato delle cose di questo Paese a cavallo tra Europa e Asia.
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Fast & Furious 6 |
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Azione
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Scritto da Marzia Gandolfi
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martedì 21 maggio 2013 |
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Titolo: Fast & Furious 6
Titolo originale: Fast & Furious 6
USA: 2013. Regia di: Justin Lin Genere: Azione Durata: 130'
Interpreti: Vin Diesel, Paul Walker, Dwayne Johnson, Michelle Rodriguez, Jordana Brewster, Tyrese Gibson, Ludacris, Sung Kang, Luke Evans, Gina Carano, John Ortiz, Gal Gadot, Elsa Pataky, Rowena Diamond, Kim Kold, Lee Asquith-Coe, David Ajala, Clara Paget, Alex Martin, Stephen Marcus, Denis Khoroshko, Jason Statham, Joe Taslim
Sito web ufficiale:
Sito web italiano: www.fastandfurious6.it
Nelle sale dal: 22/05/2013
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Marzia Gandolfi
L'aggettivo ideale: Mozzafiato
Fast & Furious 6 su Facebook
La 'famiglia' di Dominic Toretto, arricchita in modo esagerato con una rapina ai danni del boss brasiliano Hernan Reyes, è sparsa per il mondo a godersi la refurtiva: qualcuno diventando papà, qualcun altro sognando una vita insieme e qualcun altro ancora promettendo paradiso e champagne a donne avvenenti.
Tutto sembra procedere noiosamente bene quando l'agente Luke Hobbs bussa alla porta di Dom in cerca di aiuto e in cambio di un favore. Una banda di piloti mercenari sta mettendo a segno una serie di spettacolari rapine che nascondono un piano più minaccioso e ambizioso. Il braccio destro di Owen Shaw, leader carismatico dell'organizzazione criminale, è Letty Ortiz, compagna storica di Dom creduta morta durante una missione.
Colpito dalla notizia e deciso a saperne di più, Dom accetta di aiutare i federali negoziando l'amnistia per sé e per la squadra. Scaldati i motori si lancerà all'inseguimento di Shaw e dei suoi accoliti. Una corsa che vale la vita, l'amore e il ritorno a casa.
Uscita dal ghetto losangelino, ma ostinata a 'rincasare' per un barbecue, la famiglia di Dominic Toretto accende i motori per la sesta volta, guidando ad alta velocità per le strade del mondo. Saturo di adrenalina, ruote sgommanti, esplosione testosteronica e una verve autodenigratoria, Fast & Furious 6 è diretto di nuovo da Justin Lin e 'guidato' da Vin Diesel, irriducibile fuorilegge rasato a cui chiediamo ancora un altro giro. E lui, cowboy urbano senza paura e molto carburante consumato, ci accontenta, raddoppiando la posta e allargando la famiglia a un nuovo e piccolo Toretto. Driver di nuovo 'in amore' con la ritrovata Letty, Diesel è corpo esagerato che non delude mai.
Generoso e fedele (al codice) condivide la scena con la massa enfatizzata di Dwayne Johnson, 'roccia' contro cui si frange la megalomania del villain di Luke Evans, moschettiere a cavallo convertito ai cavalli. Asfalto rovente e motori su di giri, il sesto capitolo parte a tutta birra, rallentando a metà percorso e impennando nella volata finale, dove trova un 'abbraccio' acrobatico e trattiene sulla pista un Boeing smisurato.
L'ipertrofico Diesel, che ha dimostrato con Sidney Lumet (Prova a incastrarmi) di essere qualcosa di più di un culturista con ambizioni attoriali, resta il cuore, la carne e i muscoli sempre tonici di una serie longeva che non ci pensa davvero ad 'accostare', rilanciando dopo i titoli di coda con Jason Statham. Con un cliffhanger e un appuntamento rinnovato termina l'ennesima avventura del clan Toretto e di una gioventù ultrabruciata senza scopo e col vizio della corsa clandestina.
Corse che rimpiangono la polvere delle backstreets mentre sollevano la polvere di stelle di una Londra dove tutto è davvero possibile, anche un amore 'smemorato' e memore.
Nel turbo giro, in cui finiscono inghiottite le star di turno, resiste Paul Walker, ex poliziotto infiltrato e amico fraterno di Toretto, e rientra Michelle Rodriguez, moglie del divo tutta curve pericolose e grinta sporca. I due eroi 'fendiaria' danno vita e gas all'ennesima avventura mozzafiato che non risparmia in stravaganza e propellente, frullando girandole meccaniche, accelerate pirotecniche e inseguimenti da sballo.
Tutto quello che Fast & Furious 6 promette nel trailer lo mantiene, pilotando un cast che tiene la scena come le macchine la strada. Infine, e da tradizione, nei titoli di coda si raccomanda allo spettatore di non emulare gli esercizi acrobatici dello schermo, rispettando il codice stradale incorreggibilmente infranto da una combriccola di irresistibili spacconi.
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Nero infinito |
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Thriller1
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Scritto da Gabriele Niola
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martedì 21 maggio 2013 |
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Titolo: Nero infinito
Titolo originale: Nero infinito
Italia: 2013. Regia di: Giorgio Bruno Genere: Thriller Durata: 83'
Interpreti: Francesca Rettondini, Rosario Petix, Riccardo Maria Tarci, Egle Doria, Giovanna Crisciuolo, Ruggero Deodato, Giuseppe Calaciura, Claudio Fragasso, Enzo G. Castellari
Sito web ufficiale: www.neroinfinito.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 23/05/2013
Voto: 4
Trailer
Recensione di: Gabriele Niola
L'aggettivo ideale: Sciatto
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Nero infinito su Facebook
Due agenti della polizia sono incaricati di indagare su una serie di omicidi il cui svolgimento e le cui dinamiche sembrano ricalcare le storie dei libri di una nota scrittrice, al momento all'opera sul suo nuovo romanzo.
Nero e infinito come una moltiplicazione continua e senza termine del colore che identifica sia la cronaca più spietata che quel cinema confinante con la criminalità spicciola.
Poliziesco e thriller nelle loro accezioni più strette e di genere sono infatti l'ispirazione di questo film che in nessun momento fa mistero di voler ritrarre più che dei personaggi degli archetipi narrativi, poliziotti e criminali che non esistono nella realtà ma che sono stati formati nei decenni dal cinema.
Tuttavia l'operazione intellettuale non trova attuazione pratica.
La riflessione sul genere e sui suoi meccanismi canonizzati e cristallizzati dal cinema rimane al grado zero, ovvero quello del mero racconto di una storia, senza possibilità di ulteriori livelli di lettura. E anche volendo considerare Nero infinito unicamente come una storia, messa in immagini e racconta per il gusto di intrattenere, è impossibile non notare un tono sciatto e monocorde che appiattisce e annulla tutto.
Se un budget infelice è quel che nega al film la possibilità di avere attori di livello (cioè capaci di interpretare e non solo ripetere le battute), gli altri comparti invece non hanno scuse per una cronica mancanza di idee e di attenzione (le quali, è noto, non vanno pagate). Fotografia, montaggio e sceneggiatura (per soffermarsi sui più fondamentali) sembrano non essere diretti in alcuna maniera. Non solo non contribuiscono allo svolgimento della storia lasciando indizi, suggerendo o di volta in volta facendosi carico di rilasciare informazioni sulla trama, ma a tratti paiono remare contro il film, per come sono stranianti e modellati su un immaginario raffazzonato di brutta televisione.
Nero infinito sembra così guradare al cinema peggiore, basato su strutture che quasi mai hanno dato vita a racconti interessanti. Non si tratta di genere o serie B (che anzi sarebbe la matrice migliore), quanto di un immaginario poliziesco di marca statunitense a psicologia zero, non certo quello problematico (in bilico tra ordine disordine) ma quello autoesaltante, sicuro della propria morale, trincerato dietro occhiali scuri a specchio, culto della personalità e marcato da inseguimenti insensati.
Se già i modelli sono sconfortanti una loro imitazione sciatta e senza fantasia cosa può essere?
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La città ideale |
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Drammatico1
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Scritto da Ciro Andreotti
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mercoledì 15 maggio 2013 |
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Titolo: La città ideale
Titolo originale: La città ideale
Italia: 2012. Regia di: Luigi Lo Cascio Genere: Drammatico Durata: 105'
Interpreti: Luigi Lo Cascio, Catrinel Marlon, Luigi Maria Burruano, Massimo Foschi, Alfonso Santagata, Aida Burruano, Roberto Herlitzka, Manuel Zicarelli
Sito web ufficiale: www.lacittaidealefilm.it
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 11/04/2013
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Splendente
Scarica il Pressbook del film
La città ideale su Facebook
Michele Grassadonia è un architetto ecologista di Palermo che vive senz’acqua corrente e in completa assenza di energia elettrica e che giudica Siena, la città dove risiede ormai da molti anni, la ‘sua città ideale’.
Una sera di pioggia Michele si fa prestare un’auto ibrida per passare a prendere una persona, nel corso di quella sera rimarrà però vittima di un errore giudiziario che gli farà lentamente cambiare idea sul senso di verità e di giustizia.
Debutto alla regia per un Luigi Lo Cascio con chiare velleità Kafkiane e per il quale la figura di Michele Grassadonia, architetto ecologista tutto d’un pezzo, pare scritta decisamente su misura. A fare da sfondo alle (dis)avventure di questo personaggio sui generis una Siena a tinte grigie; maestosa la fotografia di Pasquale Mari capace di restituirci una città ben diversa da come siamo abituati a vederla, cui si aggiunge una scenografia molto lugubre, esattamente come i personaggi nei quali s’imbatte Michele: dai famigliari dell’involontaria vittima dell’incidente stradale, sino ai due avvocati che inizialmente desiderano dissuaderlo dal confessare quel che veramente è accaduto, pena il finire in un gorgo giudiziario dal quale sarà estremamente difficile uscirne.
Il ritmo è incalzante, per quanto la narrazione e la compostezza di tutti i protagonisti sia molto misurata. Il desiderio di capire come, e se, si concluderà l’ingiustizia cui è sottoposto Michele e se questi rivedrà le proprie posizioni la fa però da padrona, scatenando nello spettatore il desiderio di arrivare nel più breve tempo possibile al termine del film.
Una menzione d’onore da dedicare a Luigi Maria Burruano, caratterista siciliano non nuovo a parti quanto meno ambigue, qui nel ruolo di un avvocato decisamente abile nel manipolare verità, clienti e giustizia a proprio piacimento.
Da vedere se desiderate imbattervi in uno splendido giallo dell’animo umano.
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