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Dolcissime PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
domenica 11 agosto 2019

Dolcissime (Dolcissime) Italia 2019 Regia di: Francesco Ghiaccio Genere: Commedia Durata: 85' Cast: Giulia Barbuto Costa Da Cruz, Alice Manfredini, Margherita De Francisco, Fiorellino Giulia, Valeria Solarino, Vinicio Marchioni.
Nelle sale dal:
01/08/2019
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 6
L'aggettivo ideale: Incompiuto...

L’adolescenza di Letizia, Mariagrazia e Chiara, tre amiche inseparabili che frequentano un liceo di Torino, pare davvero un tunneldolcissime.jpg senza uscita, fra compagni che le ignorano e deridono, a causa dei chili di troppo, e genitori spesso assenti e disinteressati alle loro vite.
In particolare Mariagrazia soffre del legame che unisce sua madre, ex atleta a livello nazionale, ad Alice, capitano della squadra di nuoto sincronizzato della quale la madre è allenatrice.
Chiara e Letizia frattanto devono misurarsi rispettivamente con i primi drammi d’amore e la vergogna nell’esibirsi in pubblico. Unite da problemi che a quell’età paiono insormontabili alle tre amiche balena in mente l’idea d’iscriversi a una gara di nuoto sincronizzato.

Dopo sette uomini a mollo, pellicola d’oltralpe riguardante il mondo del nuoto sincronizzato impiegato come valvola di sfogo e riscatto, ancora una volta una delle discipline più difficili e dotate di grazia viene impiegata come catarsi dai propri problemi.

A dare voce a un nuovo manipolo di atleti sui generis questa volta è Marco D’amore, che smessi i panni del camorrista al soldo di Stefano Sollima, crea e firma a quattro mani, assieme al regista Francesco Ghiaccio, una sceneggiatura centrata riguardante i problemi dell’adolescenza, un momento della vita ove vincere il pregiudizio altrui è molto meno importante dell’accettarsi.

Valeria Solarino e Vinicio Marchioni prestano la loro fisicità in poche scene girate con sapiente maestria ma capaci d’inquadrare il mondo degli adulti di oggi e di come questo sappia a volte ignorare quello dei ragazzi, non capendo dove e come muoversi per riuscire ad accettare limiti e pregiudizi dei sedicenni di oggi.

Giovani donne, nello specifico, in grado di districarsi fra lo smodato uso della tecnologia, che anche in questa pellicola viene impiegata in dosi massicce, ma al tempo stesso con i soliti problemi di ogni generazione che le ha precedute.
Queste le prime note positive di una pellicola meritevole di essere vista perché capace di rimanere perennemente in bilico fra la commedia e il dramma ma che fallisce nell’incapacità delle giovani attrici, tutte esordienti o quasi, di risultare naturali e pertanto non all’altezza delle loro controparti adulte.

Al tempo stesso la velocità con la quale certi problemi spesso difficili da superare durante gli anni di scuola, vengono invece aggirati senza colpo ferire fanno pensare al desiderio di raggiungere, da parte del regista, un finale conciliante, ma comunque non scontato, che a film ultimato lascia gli spettatori con l’idea di essere di fronte a una bella occasione incompiuta.

 
Hulk PDF Stampa
Azione
Scritto da Ciro Andreotti   
domenica 11 agosto 2019

Hulk (Hulk) USA 2003 Regia di: Ang Lee Genere: Azione/Fantastico Durata: 138' Cast: Eric Bana, Jennifer Connelly, Josh Lucas, Sam Elliott, Cara Buono, Celia Weston, Nick Nolte.
Nelle sale dal:
29/08/2003
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 6,5
L'aggettivo ideale: Complesso...

Lo scienziato David Banner è ossessionato dagli esperimenti sulla rigenerazione cellulare al punto di verificare su sé stesso lehulk.jpg proprie ricerche. La scelta di David si ripercuoterà inevitabilmente su suo figlio Bruce che ne erediterà gli effetti indesiderati. Infatti una volta cresciuto Bruce diventa sia un promettente scienziato, esattamente come suo padre, ma anche una bomba a orologeria pronta a trasformarsi in un mostro verde in grado di distruggere ogni cosa, tutte le volte che viene attraversato da sentimenti di rabbia.

Rivista a molti anni di distanza questa prima fatica cinematografica del mostro color verde, e prima dell’avvento di Mark Ruffalo nei panni dello scienziato Bruce Banner, pare uscita letteralmente da un’altra era geologica della ‘fabbrica delle meraviglie’, prima di tutto generata al termine di lunghe riscritture di sceneggiatura e dissapori in seno alla produzione ma anche figlia di una visione che non prevedeva una coesione totale, in termini di Universo cinematografico Marvel.

Ciò nonostante la pellicola firmata da Ang Lee, fra le meno remunerative al botteghino e in termini di appeal su critica e pubblico, risulta ben strutturata e centrata. Con protagonisti che sanno muoversi su fondali color verde necessari per le inevitabili sfuriate causate dalle trasformazioni di dottor Banner, impersonato da un Eric Bana troppo velocemente accantonato dal ruolo di uno scienziato carico dei soliti super problemi che contraddistinguono i super eroi Marvel, ma anche capace di donare al personaggio quel pathos e quei drammi personali che poi vennero esaltati al meglio nel reboot del 2008 da Ed Norton.

Il film risulta chiaramente diviso in due parti necessarie per esprimere prima le difficoltà del personaggio e del suo alter ego, e l’evolversi dei rapporti fra genitori e figli e fra ex fidanzati, in tal caso la collega di Banner: Betty Ross, impersonata da Jennifer Connelly. Nella seconda metà invece la pellicola da completamente spazio a Hulk e all’azione e quindi agli effetti speciali.

Film che quindi pur non avendo brillato a causa della completa assenza di controllabilità da parte di Banner rispetto al suo alter – ego, non a caso dopo la riscrittura del 2008 il personaggio ricompare solamente affianco agli altri Avengers, ma che al tempo stesso non va disprezzato per la capacità di offrire dignità a uno dei personaggi su carta fra i più complessi da trasporre a causa della sua inevitabile natura.

 
Avengers: Endgame PDF Stampa
Fantasy
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 02 agosto 2019

Avengers: Endgame (Avengers: Endgame) USA 2019 Regia di: Anthony Russo e Joe Russo Genere: Fantasy Durata: 181' Cast: Robert Downey Jr., Chris Evans, Mark Ruffalo, Chris Hemsworth, Scarlett JOhansson, Jeremy Renner, Don Cheadle.
Nelle sale dal:
24/04/2019
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 7
L'aggettivo ideale: Coerente...

A qualche anno di distanza dallo scontro con Thanos l’unica soluzione percorribile per debellare gli effetti del guanto dell’infinitoavengers_endgame.jpg nelle sue mani è data da Scott Lang (Ant - Man) il quale, dopo essere sfuggito dal regno quantico, ove era stato imprigionato negli ultimi cinque anni, ne consiglia l’uso agli altri Avengers per viaggiare nel tempo e impossessarsi delle gemme prima che queste arrivino a Thanos.

Un voto decisamente migliore rispetto alla penultima fatica del mondo dei Vendicatori, perché per i meno giovani è questo il nome del super gruppo di eroi che a metà dei ’70 invase le edicole della penisola. Più convincente del precedente Avengers: Infinity War, vittima di troppi scontri che ne minarono la comprensione e quindi grazie a una trama più lineare, per quanto succube dei continui spostamenti spazio temporali dei protagonisti, e più intuitiva.

Una trama che inoltre lascia ancora molte porte aperte per futuri sviluppi sia per avventure di ciascun componente degli Avengers, come del resto è accaduto con la nuova puntata dedicata all’arrampicamuri, per l’occasione nel corso di una trasferta itinerante nel vecchio continente, ma anche per una nuova esperienza corale, perché le possibili minacce pronte a volersi impossessare del pianeta terra sono sempre dietro l’angolo.

Ventiduesimo titolo firmato dalla casa delle meraviglie che da qualche anno, dopo il passaggio alla Disney, è anche distributrice della pellicola, e pietra angolare delle future esperienze fatte ancora una volta da molti effetti speciali, molti scontri, per l’occasione intergalattici, ma anche da interpretazioni mai banali.

Non dimentichiamoci difatti dei super problemi che da sempre affliggono i personaggi di casa Marvel, incarnati in questo caso dal solito conflitto con il proprio passato che da sempre colpisce Tony Stark, sempre splendidamente interpretato con pathos e tormento da Robert Downey jr. capace di personalizzarlo al punto che ci risulta ormai difficile vederlo diviso dal suo alter ego cinematografico. Da non mancare se siete appassionati del genere cine fumettistico.
Consigliamo invece astensione per tutti gli altri.

 
Il testimone invisibile PDF Stampa
Thriller1
Scritto da Ciro Andreotti   
mercoledì 31 luglio 2019

Il testimone invisibile (Il testimone invisibile) Italia 2018 Regia di: Stefano Mordini Genere: Thriller Durata: 102' Cast: Riccardo Scamarcio, Miriam Leone, Fabrizio Bentivoglio, Maria Paiato, Nicola Pannelli, Sergio Romano, Paolo Sambo, Gerardo De Blasio. Nelle sale dal: 13/12/2018
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 8
L'aggettivo ideale: Potente...

Il giovane imprenditore milanese Adriano Doria nel corso di una serata dovrà creare la propria linea di difesa assieme a Virginiail_testimone_invisibile.jpg Ferrara, penalista nota per non aver mai perso una causa. Doria è accusato dell’omicidio di Laura Vitale, la sua amante, trovata morta in una camera d’albergo nel quale Adriano era al suo fianco svenuto.

Pensare lateralmente per riuscire a trovare risposte a qualunque enigma.
È questa la chiave di lettura di una pellicola passata colpevolmente in sordina nel corso dello scorso inverno e che una volta riscoperta ci restituisce una trama attenta, ben bilanciata, con protagonisti che non sbagliano battute e tempi di recitazione, fra i quali spiccano Riccardo Scamarcio, nuovamente diretto da Mordini dopo Pericle il Nero, e anche un eccellente Fabrizio Bentivoglio.
Una pellicola nel corso della quale ogni inquadratura è unita una lentezza non certo macchinosa ma necessaria ad impreziosire una trama che si muove e si riannoda in un eterno flash-back.

Le confessioni di Adriano Doria sono difatti sentenze che velocemente si sposano al paesaggio livido e invernale nel quale si dipana la sceneggiatura scritta e diretta da Stefano Mordini che rimette mano al film spagnolo del 2016: Contrattempo, diretto da Oriol Paulo, e distribuito in Italia solamente grazie a Netflix, riscrivendone la trama a quattro mani assieme ad Alessandro Catoni e donandogli una veste italiana ma con un taglio altrettanto internazionale degno di una pellicola di Kurosawa.

Facile vedere nelle versioni progressivamente contrastanti di Adriano Scamarcio Doria le pieghe di Rashomon, o al tempo stesso di Schegge di Paura, pellicola giocata perennemente sul duplice piano di colpevolezza e innocenza. Film che colpisce come un diretto al centro dello stomaco, che appassiona sino all’ultima inquadratura, e per il quale si può trovare un difetto solamente perché perfettamente ricalcato sull’originale.

 
Spider-Man: Far From Home PDF Stampa
Azione
Scritto da Ciro Andreotti   
mercoledì 24 luglio 2019

Spider-Man: Far From Home (Spider-Man: Far From Home) USA 2019 Regia di: Jon Watts Genere: Azione/Fantastico Durata: 130' Cast: Tom Holland, Michael Keaton, Marisa Tomei, Jon Favreau, Jake Gyllenhaal, Samuel Jackson, J.B Smoove, Jacob Batalon, Martin Starr. Nelle sale dal: 10/07/2019
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 7
L'aggettivo ideale: Ironico...

A distanza di vari mesi dalla conclusione dell’ultimo combattimento con gli Avengers Peter Parker si appresta a viaggiare inspider_man_far_from_home.jpg direzione Europa con la sua classe. La prima tappa del viaggio di Peter è Venezia dove lo attende un mostro acquatico che viene distrutto da Quentin Beck, alias Mysterio, un nuovo possibile membro della squadra degli Avengers.

Mentre Umberto Tozzi canta sullo sfondo del volo che unisce la tratta New York - Venezia un adolescente è pronto a tornare alle prese con i classici drammi di quell’età, fra problemi di cuore che paiono irrisolvibili ma ancora più difficili da superare se ad affrontarli è un arrampica muri con le fattezze di Tom Holland, in perenne lotta con ogni nemico pronto a soverchiare il globo.

Nuovo episodio ben calato nel marvel cinematic universe firmato nuovamente da Jon Watts, già autore del primo e precedente reboot del tessiragnatele, ancora presente un Tom Holland ancor più sicuro delle proprie possibilità nel ruolo che fu di Tobey Maguire e Andrew Garfield ma che ancora una volta viene privato del ruolo di protagonista dall’antagonista di turno ovvero Quentin - Jake Gyllenhaal – Beck. Gyllenhaal, nei panni di un supereroe proveniente da un’altra dimensione, replica quello che in precedenza era accaduto alla presenza di Michael Keaton, capace di enfatizzare lati oscuri e giustificazioni del senso di essere diventato un villain senza rimpianti, ma solo per necessità personali.

Alla stessa maniera Back denuncia una profondità di emozioni che appartengono anche al giovane Parker, ma declinate in un’età molto più adulta e distanti dalla voglia adolescenziale di volersi divertire come ogni suo coetaneo.

Ironia e molti effetti speciali in un viaggio itinerante fra Berlino, Praga, Venezia, Londra e Parigi completano una pellicola che fa ben sperare per il continuo della serie dell’eroe creato da Stan Lee.
Con l’augurio che non si voglia nuovamente pensare a un nuovo reboot ma che si prosegua lungo la strada maestro tracciata da Watts e soci.

 
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