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È nata una stella PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
domenica 21 ottobre 2018

Titolo: È nata una stella 
Titolo originale: A star is born
USA 1976 Regia di: Frank Pierson Genere: Drammatico Durata: 130'
Interpreti: Barbra Streisand, Kris Kristofferson, Gary Busey, Oliver Clark, Martha Heflin, M.G. Kelly, Sally Kirkland, Joanne Linville, Paul Mazursky
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 17/12/1976
Voto: 6,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Corposo...
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È nata una stella su Facebook

enataunastella1976_us.jpgJohn Norman Howard, rocker in declino a causa di problemi di alcool e droga, scopre per pura coincidenza Esther, una ragazza con una voce potente e blues che si esibisce in un nightclub. Esther diventa immediatamente la priorità professionale di John al punto di lanciarla, decidere di sposarsi e diventarne l'agente.
L’invidia e l’alcool iniziano però lentamente a erodere il rapporto fra i due.

Seconda versione della pellicola firmata nel 1937 da Will A. Wellman e che nel 1976 fu attualizzata da Frank Pierson, regista con pochi film all’attivo ma tutti significativi e portati sul grande schermo da attori del calibro di Al Pacino e Paul Newman.

In tal caso il protagonista è Kris Kristofferson, attore e cantante con il viso tagliato da un’accetta e reali problemi di alcolismo che ne erosero progressivamente la voce e che pertanto non compì particolari sforzi per calarsi nel ruolo di un rocker allo sbando capace di trovare in una giovane stella un nuovo senso per la sua esistenza.

A Kristofferson si unisce la voce tonante di Barbra Streisand, anche lei immersa in una parte che le appartiene: una cantante di successo, seppure in rampa di lancio.
Un film dove l’uno è capace di autodistruggersi e l’altra di perdono e al tempo stesso spinta lontano da numerosi litigi, tradimenti e riappacificazioni temporanee, nel quale la coppia scoppia a causa d’invidie e gelosie, musica, e molti concerti, con una perfetta ricostruzione del clima che si respirava nei backstage e nelle sale d’incisione, sempre sotto l’ala protettiva di una musica in bilico fra il rock, il blues e il country tanto caro allo stesso Kristofferson.

Da vedere perché la storia funziona, nonostante la semplicità di una trama più volte ammirata al cinema. Notevole la Streisand, capace di trionfare alla notte degli Oscar per Evergreen, il tema portante della pellicola. Indimenticabile la colonna sonora che per molte settimane rimase in cima alle classifiche dell’orbe.

 
La terra dell'abbastanza PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
mercoledì 17 ottobre 2018

Titolo: La terra dell'abbastanza 
Titolo originale: La terra dell'abbastanza
Italia 2018 Regia di: Damiano D’Innocenzo, Fabio D’Innocenzo Genere: Drammatico Durata: 95'
Interpreti: Andrea Carpenzano, Matteo Olivetti, Milena Mancini, Max Tortora, Giordano De Plano, Michela De Rossi, Walter Toschi, Luca Zingaretti, Yan Lovga
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 07/06/2018
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Crudo...
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La terra dell'abbastanza su Facebook

la_terra_dellabbastanza.jpgNella periferia della capitale vivono Manolo e Mirko, compagni di classe e amici sin dall’infanzia e con molti sogni in un cassetto che a causa della loro condizione disagiata può rimanere chiuso per sempre. Una sera, e per pura distrazione, i due investono e uccidono il pentito di un clan locale guadagnandosi il rispetto di Angelo, il boss.
Su consiglio del padre di Manolo, un disoccupato ludo patico che vuole sfruttare questa fortuita occasione per cambiare vita, per i tre inizia un’esistenza del tutto differente rispetto a quello che si attendevano. Un’esistenza che li porterà a commettere omicidi e crimini per conto di Angelo e del suo clan.

Il primo lungometraggio dei gemelli D’Innocenzo è un chiaro punto fermo della loro estrazione sociale, geografica e cinematografica, molto romana e al tempo stesso altrettanto periferica, con una chiara citazione a Sliding Doors; ovvero cosa sarebbe accaduto se Manolo e Mirko, allievi della scuola alberghiera e con il semplice sogno di diventare barman o cuochi, non avessero assassinato per errore un pentito ricercato da un pericoloso clan locale?

Probabilmente nulla di tutto quello che ne è conseguito; ma va anche detto che la risposta citata da Max Tortora, come al solito efficace e a breve distanza di tempo dalla sua eccellente interpretazione del padre di Stefano Cucchi in Sulla mia Pelle, crediamo sia la migliore chiave di lettura possibile per descrivere questa particolare situazione:… E daje per una volta c’avemo, avuto un po’ de culo ’ a questo s’aggiunge la desolante periferia romana dove si muove un boss che pare un amico ma che non lo è; Luca Zingaretti in versione cupa e lugubre ma anche a suo modo benevola e bonacciona, capace di dividere una cena in compagnia dei propri sodali e di ordinare la gambizzazione di uno che ha sgarrato facendolo passare per stupido.

Completano la pellicola i due quasi esordienti Matteo Olivetti e Andrea Carpenzano capaci di completarsi a vicenda come le due facce di una sola medaglia, ovviamente sbagliata. Unico difetto evidente di un’opera prima troppo prematuramente uscita dalle sale ma perfettamente confezionata in termini di ritmi e situazioni, seppure troppo gergale, e in alcuni passaggi anche di difficile comprensione, a causa della frammentazione della narrazione, è l’aver scelto troppo tardivamente l’ennesima rilettura della periferia, romana nello specifico, pur riuscendo a catturare l’attenzione degli spettatori grazie a un’idea iniziale, l’omicidio fortuito spacciato per volontario, decisamente molto originale.

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Dante va alla guerra PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 08 ottobre 2018

Titolo: Dante va alla guerra 
Titolo originale: Dante va alla guerra
Italia 2018 Regia di: Roberto Albanesi Genere: Commedia Durata: 80'
Interpreti: Stefano Galli, Ivan Brusa, Roberta Nicosia, Paolo Riva, William Angiuli, Claudio Abbiati
Sito web italiano:
Nelle sale dal: Inedito
Voto: 6,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Particolare...
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Dante va alla guerra su Facebook

dante_va_alla_guerra.jpgIn un piccolo paese della sterminata provincia Italiana vive Dante, ragazzo che senza nessuno scopo preciso arriva alla fine di ogni giornata sempre senza aver concluso nulla di particolare. Dante osservando in camera si sofferma a parlarci di sé narrandoci cosa lo attragga, cosa odia e che cosa lo unisca ai suoi coetanei.
Fra una narrazione e la seguente, fra una giornata e la successiva, Dante ancora non sa che un incontro inatteso con un ragazzo problematico e sognatore: Ignazio Virgilio “Faga” Fagaroni, gli cambierà la vita per sempre.

Se dovessimo analizzarlo da un punto di vista sociologico Dante sarebbe un NEET, cioè una persona non dedita alla ricerca di un lavoro ma nemmeno a nessuna attività formativa, più semplicemente quello che molti definirebbero un misto di nullafacente complessato che sin da piccolo, per sua stessa ammissione, ha vissuto ostracizzato da tutti i suoi compagni a causa di possibili problemi di apprendimento.

Dall’altro lato Ignazio è un animo semplice e problematico al tempo stesso, ma con una visione della vita che non appartiene a Dante grazie all’assenza di stereotipi e convinzioni imposti da altri e dalla società.
La pellicola breve e veloce cattura l’attenzione per un tema trattato con leggerezza e comicità, fra flashback ai limiti del surreale e sogni cantati; fra didascalie, decisive per spiegare in cosa consistano le rispettive fobie di Dante e Ignazio, e le continue citazioni fra il letterario, difficile non notare il secondo nome di ‘Faga‘, e il cinematografico, perennemente in bilico fra le battute di vecchi film di Nanni Moretti e l’amore viscerale per CLERKS, di Kevin Smith, e il primo Tarantino condito da dialoghi sfinenti.

Unica pecca la poca visibilità che questa prova girata con pochi denari e con il cast che si è velocemente riciclato in qualunque ruolo cinematografico possibile, e in perenne bilico fra il film e il documentario, sarà a esclusivo uso e consumo di pochi appassionati dei cinema d’essai.

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BlacKkKlansman PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 08 ottobre 2018

Titolo: BlacKkKlansman 
Titolo originale: BlacKkKlansman
USA 2018 Regia di: Spike Lee Genere: Drammatico Durata: 135'
Interpreti: John David Washington, Adam Driver, Laura Harrier, Topher Grace
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 27/09/2018
Voto: 9
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Potente...
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BlacKkKlansman su Facebook

blackkklansman.jpgNel 1978 a Colorado Springs, nel commissariato di polizia locale, è presente un solo agente di colore: Ron Stallworth. Ron viene spostato quasi immediatamente dall’archivio al lavoro sotto copertura e da una sua intuizione nasce un’indagine che farà infiltrare il suo collega Philippe all’interno del Ku Klux Klan.
Ron è la voce telefonica che contatta gli associati del Klan, mentre Philippe colui che fisicamente si espone perché di pelle bianca. L’indagine, fra rischi e pericoli, procede fino a quando David Duke, gran maestro del Klan e in ascesa nel mondo della politica, non arriva in città per il rito d’iniziazione dei nuovi iscritti.

L’ultima pellicola di Spike Lee saccheggia a piene mani dalla biografia dell’ex poliziotto Ron Stalleworth, e dalla sua avventura come infiltrato telefonico fra le pieghe del movimento suprematista della razza bianca ovvero il Klan, questo prima dello scioglimento ufficiale a causa della bancarotta che lo colpì nei primi anni ‘80.

Il lavoro politico che è alle spalle di questo inno al cinema e alla cultura di colore, ma che prende il via dallo stesso odio che può colpire anche altre minoranze, è un opera certosina fondata sullo humour creatosi da situazioni che di comico non avrebbero nulla, come le continue conversazioni telefoniche che coinvolgono Ron e il gran maestro del Klan: David Duke, certo di riuscire a capire se la persona con cui parla è di pura razza ariana solamente grazie all’inflessione della voce dell’interlocutore.
Dall’altro lato Lee riesce a mostrarci come non vi siano poi grandi differenze fra persone di origine etnica diversa, basta infatti analizzare i legami di cameratismo che progressivamente Ron genera con parte dei suoi colleghi e con il movimento studentesco di colore, o l’odio che scorre indifferentemente alle riunioni del KKK o agli incontri dei leader politici afroamericani. John David Washington aggiunge, a una pellicola dal ritmo incalzante nonostante le oltre due ore di durata, un agente Stallworth senza particolari apici interpretativi ed è forse questa l’unica sbavatura in un film che invece riesce a trovare in Adam Driver un protagonista vincente: un infiltrato credibile e un uomo di origine ebraica che improvvisamente si trova catapultato in un mondo che lo odia esattamente come il suo collega Ron.

Un’altra piacevole scoperta è il David Duke impersonato da Topher Grace, ovvero un politicamente moderato dietro al quale si nasconde un iscritto al partito nazista americano e che fra le mura solide e bianche di una villa di periferia e di fronte ad un pubblico debitamente selezionato, non nega mai la legittimità delle sue convinzioni suprematiste.
Una pellicola che narra una storia tanto assurda quanto vera, un calcio ben assestato, senza nemmeno troppi giri di parole, all’America di oggi: il film si conclude difatti con le riprese degli scontri di Charlottesville e con i commenti a caldo sia del presidente Trump ma anche del redivivo David Duke.

Trailer

 
Suits (Sesta Stagione) (dvd) PDF Stampa
Drammatico
Scritto da Francesca Caruso   
venerdì 05 ottobre 2018

Titolo: Suits (Sesta Stagione)
Titolo originale: Suits (Season 6)
Caratteristiche del dvd in vendita dal 19 Settembre 2018.

Film
La Universal Pictures Home Entertainment è stata veloce a rendere disponibile nei negozi musicali e negli storesuits_6.cover.jpg online la sesta stagione di “Suits”, per tutti gli appassionati, che se la possono gustare comodamente a casa, tutte le volte che vogliono, a due mesi di distanza dell’uscita a luglio della quinta. Scelta pregevolissima, soprattutto perché questa sesta stagione risulta essere ancora più appassionante della precedente (se fosse possibile).
Spedito in prigione da Anita Gibbs, Mike si trova faccia a faccia con dei criminali pericolosi, e deve fare i conti con Frank Gallo, che si rivelerà il peggiore, in quanto vuol vendicarsi di Harvey, che lo ha fatto condannare. Quale migliore vendetta per Gallo di arrivare ad Harvey attraverso Mike? Quest’ultimo dovrà guardarsi continuamente le spalle se vuole sopravvivere, e in questo otterrà l’aiuto del suo compagno di cella, che si rivelerà essere una pedina fondamentale per lui. Sean Cahill si mette in contatto con Harvey, proponendogli un accordo: Mike potrà uscire di prigione immediatamente, se riuscirà a far testimoniare il compagno di cella contro il suocero, il quale si è arricchito sulle spalle della povera gente con l’insider trading. Più facile a dirsi che a farsi, Harvey e Mike avranno vari ostacoli da superare, che metteranno Mike in serio pericolo, e quand’anche Mike uscisse di prigione quale lavoro l’attenderà da pregiudicato? Non c’è episodio che non tenga sulla corda e anche in questa stagione vengono affrontate diverse tematiche importanti: dalla corruzione all’interno di un penitenziario al rifiutarsi di offrire un lavoro ad un pregiudicato. Non importa per quale crimine una persona sia finita dentro, il solo fatto di essere stato in prigione crea diffidenza e pregiudizio, qualcosa con cui non si vuol avere niente a che fare, neanche dare l’opportunità di spiegare. Nonostante padre Walker dia l’opportunità a Mike di insegnare nella propria parrocchia, i genitori dei ragazzi chiedono il suo allontanamento senza ascoltare spiegazioni. Si parla della pena di morte e di come Rachel e Jessica facciano il possibile per salvare un innocente ad una manciata di giorni dall’esecuzione. E poi – tematica più leggera – non rinunciare al proprio sogno.
Chiunque dia una possibilità di realizzarlo, bisogna accettarla al volo e impegnarsi fino allo stremo per perseguirlo, per non dover rimpiangere nulla in seguito, avendo tentato il tutto per tutto. Harvey e Mike si troveranno ad impegnarsi separatamente, ma sarà bello quando si ritroveranno di nuovo fianco a fianco per neutralizzare un nemico disonesto. Questa sesta stagione è davvero poderosa, ricca di emozioni ed entusiasmante.
Da avere assolutamente!!....

Video
Il cofanetto dvd di “Suits 6” contiene tutti i 16 episodi della stagione su quattro dischi, prodotto e distribuito dalla Universal Pictures Home Entertainment  viene presentato nel formato anamorfico 1.78:1. La fotografia conferma il suo alto livello. L’effetto giorno è perfettamente naturale, come pure l’illuminazione degli interni nel penitenziario. Ben illuminato l’incarnato dei volti e le scene in notturna sono perfettamente calibrate. La durata complessiva dei 16 episodi è poco meno di 11 ore. Il cofanetto è confezionato in un’Amaray trasparente e possiede un Artwork interno, in cui sono presenti Harvey e Mike e la sinossi di ciascun episodio.

Audio
Il comparto audio di questa sesta stagione di “Suits” è essenziale e soddisfacente: possiede il Dolby Digital 5.1 sia per l’Italiano che per l’Inglese, ed è provvisto dei sottotitoli in italiano. I dialoghi sono puliti e ben calibrati, gli effetti sonori e ambientali sono resi adeguatamente rispetto a ogni scena. La colonna sonora scelta per questa stagione è più essenziale e ridotta rispetto alle precedenti, tanto da passare in secondo piano, un effetto probabilmente voluto, visto il tono più drammatico degli eventi. Il doppiaggio italiano è impeccabile, come per tutte le precedenti stagioni di “Suits”.

Extra
Unico neo è la mancanza nel cofanetto dvd di contenuti speciali. Non sarebbe dispiaciuto potersi godere qualche apparizione promozionale degli attori principali, o il trailer. Chissà forse il cofanetto della settima stagione ci riserverà qualche chicca.

Francesca Caruso

 

 
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