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Dogman PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 18 giugno 2018

Titolo: Dogman 
Titolo originale: Dogman
Italia, Fracia 2018 Regia di: Matteo Garrone Genere: Drammatico Durata: 100'
Interpreti: Marcello Fonte, Edoardo Pesce, Nunzia Schiano, Adamo Dionisi, Francesco Acquaroli, Alida Baldari Calabria, Gianluca Gobbi
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 18/05/2018
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Crudo...
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Dogman su Facebook

dogman.jpgMarcello, proprietario di un centro di toelettatura per cani, risiede in un quartiere popolare dove occasionalmente spaccia per arrotondare i suoi introiti. Oltre agli altri abitanti della zona, Marcello è amico anche di Simone, detto Simoncino, ex pugile cocainomane con il quale svilupperà un rapporto di sudditanza che sfocerà in tragedia.

Matteo Garrone porta sul grande schermo ‘il piccolo’ Marcello Fonte, scovato quasi per caso all’ingresso del cinema Palazzo di Roma, luogo dove ancora oggi presta servizio in qualità di custode. Lo veste da (pseudo) mostro della porta accanto completando efficacemente la trilogia dei casi di cronaca nera ripresi e riscritti per il grande schermo.

Trilogia iniziata nel 2000 con L’imbalsamatore e proseguita quattro anni più tardi con Primo Amore. In tal caso la riscrittura riporta alla mente il caso De Negri, che a metà degli anni ’80 fece scalpore per la spietata vendetta alla quale lo stesso De Negri sottopose il suo ex - complice.

Il Marcello portato sullo schermo da Fonte prende dal caso di cronaca solamente la professione del killer e poco altro. Stiamo parlando di certo di un uomo mite ma non immacolato. Fiducioso nella vita e nel prossimo, ben voluto da tutti, e non incline alla violenza oltre che un padre diviso che per la figlia sarebbe pronto a tutto così come un amante premuroso nei confronti del mondo dei cani, che ha saputo dargli di che vivere dignitosamente.
Al tempo stesso, pur essendo uno spacciatore ben noto agli abitanti del quartiere, Marcello è anche uno sprovveduto che probabilmente non capisce chi si trova di fronte ovvero un uomo - l’irriconoscibile e abilissimo Edoardo Pesce - che picchia ancor prima di riflettere e che ha la mente annebbiata dall’uso degli stupefacenti, e al tempo stesso quanto di più vicino a quel regno animale che proprio Marcello tanto apprezza.

Ancora una volta Garrone usa Castel Volturno, come già capitato in Gomorra e ne l’imbalsamatore, per immaginare la periferia degradata nella quale si muove l’umanità del quartiere, fra la sabbia e il mare, i parchi giochi deserti e i palazzi in perenne costruzione e frutto della speculazione edilizia.
Il lavoro del regista Romano rilegge la cronaca nera riuscendo a riproporla in chiave morale e personale dando libero sfogo a una violenza psicologica e non fisica, attraverso lo sguardo di un uomo che alla fine capirà cosa significhi la vera solitudine a causa di una scelta non voluta. Eccellente tutto il cast fra i quali spiccano numerosi caratteristi di film di genere ‘periferico’ quali Francesco Acquaroli e Adamo Dionisi, oltre al già citato Pesce.

Miglior attore protagonista, al Festival di Cannes, per l’interpretazione di Marcello Fonte. Da vedere se in futuro le nuove prove del quasi quarantenne attore originario di Archi sapranno essere all’altezza di questa prima fatica.

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Un sogno chiamato Florida PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 07 giugno 2018

Titolo: Un sogno chiamato Florida 
Titolo originale: The Florida Project
USA 2017 Regia di: Sean Baker Genere: Drammatico Durata: 115'
Interpreti: Willem Dafoe, Brooklynn Prince, Bria Vinaite, Christopher Rivera, Valeria Cotto, Aiden Malik, Carl Bradfield
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 22/03/2018
Voto: 6,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Reale...
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Un sogno chiamato Florida su Facebook

un_sogno_chiamato_florida.jpgUn gruppo di ragazzini di sei anni vive in un hotel vicino alla luccicante Disney World di Orlando. Figli di madri disoccupate, o impiegate saltuariamente, si trovano a trascorrere le vacanze estive giocando con quello che può offrire l’ambiente che li circonda.

Fra i palazzi semideserti e le ‘macerie’ del Magic Castle Hotel, e il degrado dell’ambiente circostante, si muovono quattro ragazzini fra i quali spicca la piccola Monee - Brooklynn Prince - scelta come i suoi giovani colleghi grazie a una selezione su Instagram.
Monee è figlia di una ragazza madre con marito assente e impiegata occasionalmente nella grande periferia a stelle e strisce. Solo Bobby, il tuttofare dell’albergo, sorveglia la vita sia dello stabile sia dei suoi abitanti, cercando di fungere da collante per l’esistenza di ognuno di loro.

La vita estiva di questi bambini è descritta con uno sguardo in soggettiva che parte dal loro modo di affrontare il mondo vuoto e noioso di tante giornate estive, fra fast food e lavanderie a gettone, supermarket e ballatoi dell’albergo, aggiungendo a questo mix un Willem Dafoe capace d’incarnare il vero ‘angelo custode’ dell’ambiente, in grado di offrire sia un consiglio così come di riparare un quadro elettrico.

Lo sguardo verso il mondo di chi vive ai margini è ricreato dal regista Sean Baker con un fare documentaristico già più volte esplorato dal cinema sia di oggi che di ieri. Ciò nonostante il poco più che quarantenne Baker riesce a confezionare una bella prova dove il cinismo di chi vive ai margini è incarnato alla perfezione dai giovani protagonisti, prima di un finale amaro e fin troppo deterministico. Una pellicola che sarà amata molto da chi è capace d’apprezzare il lato meno patinato degli States e i finali ben poco scontati.

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Ippocrate PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
mercoledì 06 giugno 2018

Titolo: Ippocrate
Titolo originale: Hippocrate
Francia 2014 Regia di: Thomas Lilti Genere: Drammatico Durata: 102'
Interpreti: Vincent Lacoste, Jacques Gamblin, Reda Kateb, Marianne Denicourt, Félix Moati, Carole Franck, Philippe Rebbot, Julie Brochen, Jeanne Cellard, Thierry Levaret
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 07/06/2018
Voto: 6,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Veritiero...
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Ippocrate su Facebook

La classe medica va in prima linea....

ippocrate.jpgIl giovane tirocinante Benjamin, figlio del professor Barois, sta iniziando il suo primo stage nell’ospedale dove presta servizio anche il padre.
La sua vita professionale è tutt’altro che semplice perché per quanto certo di diventare un eccellente medico deve scontrarsi sia con l’indubbio talento di Abdel, stagista di origine Algerina, ma ben poco incline a “fare gruppo” con i colleghi; con la naturale diffidenza di questi ultimi nei suoi confronti; con le proprie incertezze, quelle dei pazienti e delle loro famiglie.

La vita del mondo delle corsie di un ospedale della capitale francese narrata dal suo interno e premiata con numerose candidature al premio Cezanne.
Questa una rapida sintesi del mondo degli ospedali nuovamente posti sotto la lente d’ingrandimento dal medico e regista Thomas Lilti; anche autore de “Il medico di campagna”, film del 2016 con protagonista François Cluzet, che desiderava, in tono ironico ma non troppo, narrare le difficoltà della classe medica nel rapportarsi con una piccola comunità rurale.

In questo caso è la vita di un comune ospedale che viene presa di mira, con le comuni rivalità che si creano fra i vari colleghi, alternate a dubbi e incertezze di un giovane tirocinante, favorito dal padre primario e al tempo stesso intimamente spaventato dall’ incredibile responsabilità alla quale sta andando incontro. Da sottolineare come solamente una difficoltà nella distribuzione di questa pellicola ci dona ora un lavoro che oltralpe aveva già spopolato quattro anni or sono.

L’uso della macchina a mano e l’abilità dei protagonisti, soprattutto il giovane Vincent Lacoste nel ruolo di Benjamin e Reda Kateb, in quello di Abdel, con il quale Benjamin crea un rapporto di sudditanza che pare sostituire l’affetto paterno, consentono al film di catturare lo sguardo attento anche di chi non è fortunatamente avvezzo al mondo delle corsie d’ospedale.
Da vedere anche se alla fine è questa volta il fare documentaristico di Lilti che prende inevitabilmente il sopravvento, forse catturato dall’idea di poter narrare una storia che sente principalmente come ‘sua’.

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End of Justice - Nessuno è innocente PDF Stampa
Thriller1
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 05 giugno 2018

Titolo: End of Justice - Nessuno è innocente
Titolo originale: Roman J. Israel, Esq.
USA 2017 Regia di: Dan Gilroy Genere: Thriller Durata: 122'
Interpreti: Denzel Washington, Colin Farrell, Carmen Ejogo, Lynda Gravatt, Amanda Warren, Hugo Armsotrong, Tony Plana, DeRon Horton
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 31/05/2018
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Idealista...
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End of Justice - Nessuno è innocente su Facebook

end_of_justice_nessuno__innocente.jpgL’avvocato Roman J. Israel, attivista dei diritti civili e da sempre socio di un piccolo studio di Los Angeles, si batte al fianco del suo amico e collega William Jackson per migliorare la qualità del mondo che lo circonda.
Quando William rimane vittima di un infarto per Roman la sola soluzione professionale percorribile è accettare la proposta di lavoro di George Pierce, giovane avvocato allievo di William che ha una visione molto differente del mondo della legge.

Il regista Dan Gilroy imprigiona Denzel Washington in una nuova parte da Oscar, candidatura per la statuetta come miglior attore protagonista, e gli fa portare sul grande schermo un avvocato idealista e fermo alle convinzioni di una giovinezza trascorsa sulle barricate.
Pieno di difetti ed eccentricità e da quasi quarant’anni amico di un socio che lo preferisce a dirigere lo studio e a preparare quei casi che sarà lui a portare in aula, perché lo reputa incapace di rapportarsi con il resto del mondo forense

Dal lato diametralmente opposto si pone il giovane avvocato George Pierce, l’eccellente Colin Farrell, proprietario di quattro studi legali e numerosi dipendenti, al quale Roman si deve inevitabilmente legare nel momento in cui l’amico di sempre viene a mancare.
In quel preciso istante la vita di Roman, assieme alle sue certezze, saranno catapultate in una nuova realtà patinata e Washington sarà in grado di regalare a questo Don Chisciotte pieno d’ideali cavallereschi lo spaesamento dovuto al cambio radicale di stile lavorativo al quale non desidera abdicare in termini morali.

Gilroy offre al pubblico la sua seconda prova girata a quattro anni di distanza da Lo Sciacallo – Nightcrawler.
Il risultato è un nuovo thriller in tal caso con maggiori implicazioni esistenziali e con un protagonista ancora una volta solo e altrettanto solitario, ma molto più politicizzato.
Un opportunista quasi per contrappasso rispetto a tutta la sua cornice esistenziale che si ravvedrà solo sulle ultime curve del film. Un opera che risulta quindi divisa a metà con un eroe inizialmente puro e duro e che può, di fronte a numerosi ripensamenti, rivedere le proprie posizioni senza per questo arrivare a rinnegarle completamente.

Da vedere per ammirare una prova eccezionale di Washington e per respirare l’aria delle cancellerie dei tribunali dove, secondo le parole dell’Idealista Roman: “si possono decidere, in maniera più o meno corretta, le sorti di un’intera nazione”.

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Ogni maledetta domenica PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 05 giugno 2018

Titolo: Ogni maledetta domenica
Titolo originale: Any given sunday
USA 1999 Regia di: Oliver Stone Genere: Drammatico Durata: 150'
Interpreti: Al Pacino, Cameron Diaz, Dennis Quaid, James Woods, Jamie Foxx, LL Cool J, Matthew Modine, Jim Brown, Charlton Heston, Ann Margret, Aaron Eckhart, John C. McGinley, Lawrence Taylor, Bill Bellamy, Andrew Bryniarski, Lela Rochon, Lauren Holly
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 07/04/2000
Voto: 8,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Veritiero...
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Ogni maledetta domenica su Facebook

ogni_maledetta_domenica.jpgI Miami Sharks, allenati dal leggendario coach Tony D’amato, sono a un passo dall’esclusione dai Play – off. Il loro storico veterano, il quarterback Jack ‘Cap’ Rooney, si è infortunato, così come la sua riserva. Dalla panchina esce per sostituirli lo sconosciuto Willie Beamen trasformandosi immediatamente nella più incredibile sorpresa della stagione.

Il mondo dello sport professionistico come non lo si era mai visto prima e nonostante la grande ritrosia per una disciplina che non è minimamente parte del nostro bagaglio culturale. Oliver Stone, presente nel ruolo di un commentatore TV molto tagliente, rimodella il racconto di Logan e Pyne facendolo suo, grazie a una formula collaudata di adrenalina per le partite, delle quali non si perde alcun dettaglio, e schemi di gioco. Un film nel quale alle scene di allenamento si alternano il mondo degli affari, del giornalismo sportivo d’assalto, dei medici privi di scrupoli, capaci d’iniettare dosi letali di antidolorifici nel corpo di uomini pronti a tutto pur di guadagnare bonus milionari per carriere veloci e piene di ombre.

Nel centro di tutto questo si muove coach Tony D’amato, un uomo proveniente da un altro football e che ormai si sente fuori posto in un ambiente che l’ha visto protagonista per trent’anni e numerosi titoli. Ostracizzato da una proprietaria, Cameron Diaz, che ha visto crescere fra le braccia del padre ma con la quale ha grandi divergenze di opinione.
Stone riesce a confezionare, grazie ad Al Pacino e un cast stellare, la storia dietro le quinte del mondo dei professionisti dello sport a stelle e strisce impegnati, come da discorso motivazionale finale di coach D’amato, a guadagnarsi un centimetro per volta a caccia di quella meta che può fare la differenza.

L’impianto del film è assolutamente di primo livello, le scene delle gare sono da incorniciare per la credibilità che sanno offrire. Ogni tassello è assolutamente al posto giusto e i milioni di dollari che piovono sulle teste, spesso vuote oltre lo sport professionistico, di atleti usati come carne da macello è quanto di più spettacolare e veritiero sia mai stato offerto del mondo del cinema contemporaneo. Pellicola assolutamente imperdibile sia per amanti della palla ovale che non.

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