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Training Day PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 20 luglio 2017

Titolo: Training Day
Titolo originale: Training Day
USA 2001 Regia di: Antoine Fuqua Genere: Drammatico Durata: 122'
Interpreti: Denzel Washington, Ethan Hawke, Scott Glenn, Cliff Curtis, Tom Berenger, Eva Mendes, Snoop Dogg
Sito web ufficiale: 
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 16/11/2001
Voto: 8
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Coriaceo....
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trainingday.jpgA Los Angeles la recluta Jack Hoyt é affiancato dall’esperto detective della narcotici: Alonzo Harris che nel corso di una giornata dovrà addestrarlo per vedere di che pasta è fatto. Jack s’imbatte fin da subito nei metodi di Harris, un poliziotto perennemente in bilico fra legalità e disonestà.

“La morte è certa … la vita no”

Parole di Alonzo Harris, effigiate in un tatuaggio inciso lungo la gamba destra e successivamente impiegate quale titolo di una biografia sportiva di buon successo. Antonie Fuqua, regista prossimo al biopic dedicato alla stella rap Tupac Shakur, qui assistito da David Ayer, anch’egli prodotto delle strade di L.A., riesce a narrare in pochi mesi di girato le gesta ben poco ortodosse di un grande Danzel Washington, premiato con la statuetta Oscar come migliore attore protagonista del 2002.

Le gesta di Harris si mischiano sullo sfondo di una città vista attraverso i suoi anfratti più caldi per i quali la troupe ha avuto la possibilità di girare senza trovare l’ostracismo delle varie gang locali. Una pellicola aiutata da un ritmo particolarmente serrato, da un grande realismo con il quale la coppia di detective Hawke e Washington si avvicina ai casi che infestano la metropoli in un susseguirsi di azioni che richiamano un altro classico, in tal caso della TV dei ‘70ies: “Le Strade di San Francisco” che vedevano l’esperto Karl Malden muoversi al fianco di un giovane Michael Douglas.
Le riprese in soggettiva di Fuqua, eseguite sui due protagonisti, s’intervallano con inseguimenti alternati da pillole di saggezza che richiamano l’addestramento dell’inesperto e giovane Samurai, Hoyt, assistito da un esperto e poco incline alla giustizia Harris, che non abbandona mai una scena senza aver dispensato qualche perla della propria conoscenza.
Una pellicola che potrà piacere a chi spera che in una vittoria del male sul bene. Si astenga chi crede nei finali troppo concilianti.

 
Il permesso - 48 ore fuori PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 20 luglio 2017

Titolo: Il permesso - 48 ore fuori
Titolo originale: Il permesso - 48 ore fuori
Italia 2017 Regia di: Claudio Amendola Genere: Drammatico Durata: 91'
Interpreti: Claudio Amendola, Luca Argentero, Giacomo Ferrara, Valentina Bellè, Antonino Iuorio, Valentina Sperlì, Ivan Franek
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 30/03/2017
Voto: 5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Occasione sprecata....
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Il permesso - 48 ore fuori su Facebook

ilpermesso.jpgQuattro detenuti del carcere di Civitavecchia ricevono un permesso di due giorni: Rossana, facoltosa figlia di una miliardaria dell’alta borghesia Romana. Luigi, ex capo della mala Romana. Donato, alla ricerca della moglie Irina che è rimasta invischiata in un giro di prostitute e Angelo, arrestato per rapina ma che non ha mai tradito i propri complici e amici. Ognuno di loro deciderà come trascorrere il tempo a disposizione prima di dover ricominciare a scontare la propria pena.

Dopo la Mossa del Pinguino, film commedia del 2013, Amendola torna dietro la macchina da presa per narrare una seconda vicenda che nulla ha a che fare con la commedia, ma che l’attore Romano ha più volte definito come maggiormente incline alle proprie corde.
Il dramma a tinte fosche generato dalla fantasia dell’ex Magistrato De Cataldo vede lo stesso Amendola fra i protagonisti in questo caso nel ruolo di un padre memore degli errori passati alla ricerca per il figlio della migliore via di fuga da un mondo, quello della malavita, per il quale non lo vede tagliato.

Al fianco di Amendola si staglia un manipolo di caratteristi e attori di buona fama: Luca Argentero silente e nel ruolo di un uomo innamorato della propria donna. A dare la voce ai rimanenti protagonisti scarcerati: Angelo, impersonato da Giacomo Ferrara, già visto in Suburra di Stefano Sollima, sempre tratto dalla penna dell’ex magistrato Tarantino; e Valentina Bellè, nella parte di Rossana, fra i protagonisti del serial I Medici, al fianco di Dustin Hoffman e Richard Madden e ormai alla sua quarta pellicola da protagonista.
Limite del film, tecnicamente girato con stacchi e piani americani degni di una fiction d’oltre oceano, è non riuscire proprio a slacciarsi da un montaggio degno di un serial, con personaggi tagliati con l’accetta e incapaci di attraversare il solco tracciato da precedenti sforzi del medesimo genere, quali: Suburra, Romanzo Criminale o Gomorra.
Un vero peccato per un’eccellente occasione sprecata.

 
Il medico di campagna PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 11 luglio 2017

Titolo: Il medico di campagna
Titolo originale: Médecin de campagne
Francia 2016 Regia di: Thomas Lilti Genere: Commedia Durata: 102'
Interpreti: François Cluzet, Marianne Denicourt, Christophe Odent, Patrick Descamps, Guy Faucher, Margaux Fabre, Julien Lucas, Yohann Goetzmann, Josée Laprun, Philippe Bertin, Géraldine Schitter, Isabelle Sadoyan, Félix Moati, Michel Charrel, Lismène Joseph, Merwan Baghdadi
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 22/12/2016
Voto: 6,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Utopistico
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Il medico di campagna su Facebook

il_medico_di_campagna_leggero.pngIl dottor Wermer è un medico di campagna con un’abnegazione totale nei confronti dei propri pazienti che visita abitualmente e per i quali fa anche ambulatorio all’interno della sua abitazione. Quando anche lui si ammala, e nonostante non voglia, Wermer inizia a essere assistito da Nathalie, una dottoressa da poco laureatasi ma con molti anni di pratica come infermiera e che dovrà sostituirlo in ogni aspetto della sua professione.

L’ex dottor Thomas Lilti porta sul grande schermo le proprie conoscenze del mondo medico per narrare le gesta di François Cluzet, nel ruolo di un serafico e solitario dottore di un piccolo paese della Normandia.
Un medico di quelli baciati dal dono della scienza quale ‘missione al servizio della comunità’ che vede gravare sulle proprie spalle tutta la vita dei pazienti del circondario per i quali usa tutte le energie a propria disposizione, e le dovute precauzioni, per riuscire a curarli e seguirli nel migliore dei modi e con i quali il livello di empatia che si viene a creare va oltre il rapporto paziente – medico.
Un rapporto che risulta essere l’opposto di quello che dimostra nei confronti di Nathalie Delezia, un’eccellente Marianne Denicourt; sua possibile sostituta giunta dalla città per assisterlo e lentamente prenderne il posto.

La pellicola firmata da Lilti si sofferma, e non poco, sul senso di comunità sia rurale sia umana che si crea fra gli abitanti del piccolo paese, che velocemente riescono ad accogliere anche l’arrivo della nuova dottoressa, inizialmente osteggiata ma immediatamente adottata come una nuova amica della porta accanto. Il solo dubbio, o quasi, sollevato dalla pellicola: chi fra gli spettatori non vorrebbe un rapporto così umano con il proprio medico curante?

 
Spider – Man: Homecoming PDF Stampa
Azione
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 11 luglio 2017

Titolo: Spider – Man: Homecoming
Titolo originale: Spider – Man: Homecoming
USA 2017 Regia di: Jon Watts Genere: Azione Durata: 133'
Interpreti: Tom Holland, Michael Keaton, Marisa Tomei,  Jon Favreau, Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow
Sito web ufficiale: www.spidermanhomecoming.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 06/07/2017
Voto: 6,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Innovativo
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Spider – Man: Homecoming su Facebook

Il ritorno dell’Arrampicamuri....

theamazingspiderman3.jpgL’ingegner Adrian Toomes è tagliato fuori dall’appalto per lo smaltimento rifiuti provocati dai combattimenti degli Avangers. Toomes è allontanato a causa dell’arrivo delle Starks Industries e per questo decide di impiegare le proprie conoscenze per trafficare in armi.
Nel frattempo il quindicenne Peter Parker rimane in attesa della sua prima missione come membro degli Avangers vivendo la sua vita fra le lezioni scolastiche e i pensieri per la sua compagna di scuola Liz.

Il terzo reboot, o quarto includendo le primissime uscite dell’arrampicamuri, questa volta omette la genesi del personaggio interpretato dal britannico e poco più che ventenne Tom Holland, già visto nelle medesime vesti in ‘Capitan America: Civil War’. Il nuovo Peter Parker è questa volta impegnato a persuadere il proprio mentore Tony Stark, ancora una volta impersonato da Robert Downey Jr., che sia all’altezza giusta per missioni migliori che sventare semplici rapine, questo anche se Stark nutre forti dubbi nei confronti di un giovane abile ma ancora troppo impulsivo.

La pellicola di Jon Watts, qui al suo primo blockbuster, arriva sul grande schermo aggiungendo nuova linfa alle precedenti uscite firmate da Marc Webb e ancor prima da Sam Raimi; incastonandosi nel multi - verso Marvel e sganciandosi contemporaneamente dai tratti e dalle storie prettamente su carta, ad esempio dimenticatevi la zia May impersonata da anziane signore e osservate Marisa Tomei nei panni di una donna single e responsabile per un quindicenne liceale con ottimi voti ma dalle troppe e inevitabili assenze.

Dal lato opposto della barricata vedrete un villain interpretato da un Michael Keaton che torna ai cine comics a quasi trent’anni di distanza dal Batman crepuscolare con Jack Nicholson. Il Toomes di Keaton trasuda malvagità e umanità al tempo stesso, difficile non esserne rapiti fra morali degne di un politico di chiara fede democratica (“loro ci permettono solo di mangiare i loro avanzi e non sono certo meglio di noi”) e primi piani su uno sguardo perennemente sogghignante che alla fine gli consentiranno di rubare la scena al pur ottimo Holland. Una pellicola che anche se come tutti i cinefumetti trascina lo spettatore in un universo lontano può piacere per una morale finale e colpi di scena molto interessanti.

 
The Darkness (dvd) PDF Stampa
Horror
Scritto da Davide Sorghini   
giovedì 29 giugno 2017

Titolo: The Darkness
Titolo originale: The Darkness
Caratteristiche del dvd in vendita dal 07 Giugno 2017.

Film
I Taylor rientrano da una vacanza nel Gran Canyon. Il figlio più piccolo porta con sé dei sassi trovati in una dellethe_darkness_dvd.jpg caverne un tempo usata per la venerazione degli spiriti da parte delle prime civiltà di indiani d'America.
I sassi finiranno però per trasformare la casa dei Taylor in un posto inquietante, luogo di eventi soprannaturali e sempre più inspiegabili....
Tra gli 'Echi mortali' di case infestate dagli spiriti ed i 'Dark Skies' di un'adduzione aliena formato famiglia, il plot di questo quarto lungometraggio del regista Australiano Greg McLean finisce per ripetere lo schema di un assedio domestico alla Tob Hooper (Poltergheist) in cui l'unità minima del modello ideale del sogno americano viene messo a dura prova da forze misteriose e potenti che vorrebbero disgregarlo.
Ovviamente non stiamo parlando delle tentazioni fedifraghe di un marito alle prese con una avvenente collaboratrice nè della problematica gestione di un figliolo introverso con il pallino per il collezionismo di cianfrusaglie, ma di pericolosi spiriti Anasazi in grado di metterti a soqquadro la cucina ed aprirti un portale nel soggiorno in collegamento diretto con l'aldilà. Solo un pretesto purtroppo per una storia più che telefonata dove i pochi soprassalti della paura sono annegati nel mare di noia di un minutaggio neanche troppo lungo (solo 92') ed in cui la banalità delle soluzioni visive viene amplificata dall'insipienza di un montaggio che fa la spola tra le scene d'ufficio e quelle di casa, tra una corsa al pronto soccorso ed una chiamata ai vigili del fuoco, tra i sassi sotto al letto ed i murales sulla parete attrezzata.
Una famiglia destinata a salvarsi dalle maledizioni indiane attraverso il solito rituale di interazione multimediale con una dimensione parallela quando c'è chi intorno a loro rischia grosso o finisce per rimetterci le penne.
Insomma una sit-com a sfondo horror che si dimentica ben presto degli spazi aperti con cui era iniziata (dall'autore di Wolf Creek c'era da aspettarsi molto di più) per tuffarsi anima e corpo nella rivalsa eroica di un pater familias che si fa perdonare inadempienze e scappatelle con i generosi slanci di un sacrificio personale di cui non ci sarà ovviamente bisogno. Non bastasse la piattezza di dialoghi e situazioni, ad aggravare le cose un casting particolarmente stereotipato tra l'avvenenza di una ancora piacente quarantenne come Radha Mitchell e l'impietoso cerone che non riesce a camuffare l'imminente ingresso nelle senescenza per un decotto tombeur de femmes come Kevin Bacon; tra le fregole della solita adolescente di Lucy Fry e la chiusura emotiva del giovane David Mazouz, caso clinico di particolare antipatia per cui si è indecisi tra il lettino dello psichiatra ed i paramenti di un buon esorcista.....

Video
Prodotto dalla Blumhouse Productions e Chapter One Films, il film distribuito da Universal Pictures è presentata con un formato video di 2.35:1 anamorfico di ottima fattura, che denota una certa cura svolto in fase di encoding e che permette di ottenere un quadro video particolarmente positivo. La confezione è una semplice Amray, priva di artwork interno. Girato in digitale e grazie a un Bitrate medio che si attesta sui 6,90 Mbpts, particolarmente elevato per il titpo di supporto, le immagini risultano brillanti e pulite, prive di particolari difetti e artefatti. Anche nelle scene con scarsa luminosità la qualità è buona e il dettaglio soddisfacente. Ottimi i colori e gli
incarnati resi in modo stremamente naturale. Nel complesso un ottimo dvd che ci regala una visione molto gradevole!

Audio
Sono presenti cinque tracce audio in formato Dolby Digital 5:1. per Inglese, Italiano, Francese, Tedesco e Spagnolo. Esaminando la traccia Italiana ci troviamo difronte a un Dolby squillante e particolarmente dinamico. Corposo e attento a creare un discreto campo sonoro avvolgente, con una cura particolare per la colonna sonora. Ottimo l'uso del canale centrale che permette di ascoltare dialoghi sempre estremamente chiari anche nelle scene più concitate.

Extra
Sufficiente i contenuti speciali dove troviamo le "scene eliminate" e un "finale alternativo"
PS: Finale alternativo da guardare assolutamente! 

Trailer

 
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