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Noi Siamo Tutto PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Domenico Astuti   
sabato 23 settembre 2017

Titolo: Noi Siamo Tutto
Titolo originale: Everything, Everything
USA 2017 Regia di: Stella Meghie Genere: Drammatico Durata: 96'
Interpreti: Nick Robinson, Taylor Hickson, Ana de la Reguera, Amandla Stenberg, Peter BensonFerzetti
Sito web ufficiale:  www.everythingeverythingmovie.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 21/09/2017
Voto: 5,5
Recensione di: Domenico Astuti
L'aggettivo ideale: Adolescienziale
Scarica il Pressbook del film
Noi Siamo Tutto su Facebook

noisiamotutto.jpgNoi siamo tutto è tratto dal Best-seller statunitense Everything, Everything di Nicola Yoon ( pubblicato in Italia da Sperling & Kupfer ), un romanzo romantico e struggente che è stato tradotto in ben 38 Paesi. La giovane regista giamaicana-canadese Stella Meghie, alla sua seconda opera ( Jean of the Joneses, 2016 ), ex agente di pubbliche relazioni nell’industria della moda a New York, realizza un film molto scorrevole, ben girato e montato ma purtroppo risulta troppo patinato, con interni da loft di studio d’architettura, immagini da ente del turismo e con dialoghi così brevi e condensati da apparire in alcuni passaggi tipici da frasi da baci perugina.

Sembra un film che potrà piacere a degli adolescenti tra i dodici e i diciotto anni, per il suo romanticismo, con le prima esperienza sentimentale-sessuale dei due protagonisti e per gli attori assai funzionali alla storia, lei carina se non sexy, con le gambe sempre in mostra e con una fisicità prorompente, lui sul genere easy e delicato che risulta corretto in tutto ciò che fa, nonostante viva in una famiglia a pezzi ( il padre alcolizzato lo picchia e picchia sua moglie ): insomma il racconto di due drammi veri e forti raccontati con la leggerezza di un episodio di un Don Matteo qualsiasi.

Negli Stati Uniti tuttavia il pubblico ( un prodotto che si può annoverare con la saga di Twilight ) è andato ben oltre quello degli adolescenti ed è piaciuto perfino ai quarantenni, probabilmente perché fa leva su un linguaggio diretto, a volte lirico, e così avvenendo inventando una nuova categoria di pubblico, il New Adult.

Maddy Whittier ( Amandla Stemberg ) è una bella diciottenne che non è mai uscita di casa per una grave malattia detta SCID ( un’immunodeficienza combinata grave ). Vive in una villa asettica con la madre dottoressa che è spesso fuori per lavoro ed è assistita da Carla un’infermiera che è diventata quasi un’amica. La sua malattia non le permette di uscire nemmeno per qualche minuto da casa e vive il mondo solo attraverso la televisione e soprattutto internet. Naturalmente sogna a occhi aperti il mondo, di poter vedere il mare e che la sua gabbia di vetro possa andare in frantumi. Legge molti libri, li recensisce, segue un corso di architettura, e fino adesso sembra che trovi un equilibrio in tutto questo.
Ma nella casa accanto arrivano dei nuovi inquilini e in particolare un suo coetaneo, Olly Bright ( Nick Robinson ) che ha la finestra della sua camera proprio di fronte alla casa di lei; il ragazzo è incuriosito da Maddy e, nonostante sappia della sua malattia, entra in contatto via internet con lei, la chiama al telefono, si mostra dall’altra parte del vetro della casa ed è sempre gentile e simpatico. Per Maddy, Olly è il mondo che entra in lei e se ne innamora quasi subito; chiede a Carla, se di nascosto alla madre Olly può venire a trovarla e la donna, dopo un diniego, accetta.
E così, successivamente, quando la ragazza resta una sera solo in casa invita il ragazzo a stare con lei. Maddy innamorata si convince che rimanere chiusa in casa non è vivere, compra due biglietti per Maui, un’isola delle Hawaii, e scappa con Olly, lasciando una lettera alla madre. Questo viaggio pericoloso le svelerà qualcosa che cambierà completamente la sua vita…

Nonostante un film che in fondo risulta una melassa hollywoodiana, una nota a merito sono gli attori protagonisti, in particolare Amandia Stemberg ( a solo 18 anni ha già alle spalle ben sei film e 3 serie tv ) che è il punto di forza della storia per freschezza e naturalezza. Un gradino inferiore, ma molto naturale e credibile, Nick Robinson ( 22 anni e alle spalle già sette ruoli cinematografici ). Da segnalare anche la madre ( Anika Noni Rose ) e l’infermiera ( Ana de la Reguera, attrice messicana conosciuta per alcune telenovelas e per alcune serie tv statunitensi, oltre che per una decina di film ).

Trailer

 
Memories of Murder (dvd) PDF Stampa
Thriller
Scritto da Francesca Caruso   
martedì 19 settembre 2017

Titolo: Memories of Murder
Titolo originale: Salinui chueok
Caratteristiche del dvd in vendita dal 07 Marzo 2013.

Film
“Memories of Murder”(2003), Link co-scritto e diretto dall’abile Bong Joon-ho, è disponibile in Dvd Dolmen Homememories_of_murder_-_dvd.cover.jpg Video, distribuito da CG Entertainment. È la seconda regia e sceneggiatura di Bong, dopo l’esordio di tre anni prima, nel 2000, con “Barking Dogs Never Bite”. Il cineasta è molto apprezzato in Italia tra gli appassionati del cinema asiatico e non solo, sono infatti usciti sul mercato italiano in dvd e Blu-ray: “The Host” (2006), “Madre” (2009), “Snowpiercer” (2013), rispettivamente suo terzo, quarto e quinto film. “Memories of Murder” si basa sulla storia vera accaduta in Corea del Sud tra il 1986 e il 1991, quanto un serial killer ha seminato morte, stuprando e uccidendo 10 donne, a Hwaseong, nella provincia di Gyeonggi.
In una cittadina di campagna viene rinvenuto il cadavere di una giovane donna. Poco tempo dopo ne viene trovato un altro. La polizia impreparata è più interessata a trovare un capro espiatorio, che il vero colpevole. Durante gli interrogatori i sospettati vengono trattati in maniera brutale per estorcere loro una confessione, che non sta in piedi. Per aiutare nelle indagini arriva da Seoul il detective Seo Tae-yoon, con una diversa tecnica investigativa. Inizialmente Seo si scontra con i metodi brutali del detective Park Doo-man, poi si verificano altri omicidi, che sembrano avere diversi elementi in comune, e i due detective si impegneranno a fondo per catturare il colpevole. L’inutilità dei loro sforzi porta il detective Seo all’esasperazione e ad agire come il collega. Il serial killer sembra essere imprendibile. “Memories of Murder” è uno dei migliori crime-story coreani degli anni 2000, la pellicola ha ottenuto una lunga serie di riconoscimenti e un grande successo al Box Office.
Il lavoro fatto da Bong Joon-ho è accurato, ha saputo creare un’atmosfera tesa e misteriosa dalla prima all’ultima inquadratura, che lascia agghiacciati e stupefatti; e un’atmosfera esasperante e pervasa da un senso di impotenza durante tutto il corso delle indagini. Ogni vicolo cieco in cui si imbatte la polizia porta con sé quella frustrazione che prova anche lo spettatore, impotente e confuso come i due detective.
Molto bravi i due attori principali, in special modo Song Kang-ho, che interpreta il detective dai metodi brutali, ma con un’attenzione per i dettagli. L’attore è conteso dai migliori registi sudcoreani, che lo vogliono come protagonista nelle proprie opere. Il bravissimo Song Kang-ho è uno degli attori cinematografici più famosi in Patria ed è molto apprezzato all’Estero, grazie a film quali: “Mr. Vendetta” di Park Chan-wook, “Il buono, il matto, il cattivo” di Kim Ji-woon (distribuito da CG Entertainment) o “Snowpiercer”. Bong Joon-ho e Song Kang-ho sono a lavoro ancora una volta insieme nel film di prossima uscita, nel 2018, “Parasite”.

Video
Il dvd “Memories of Murder” è prodotto da Dolmen Home Video, distribuito da CG Entertainment, e viene presentato nel formato 1.85:1 anamorfico. Film del 2003 ha una qualità dell’immagine più che buona. Un ottimo lavoro è stato fatto dal direttore della fotografia, Kim Hyung-ku, in particolar modo, per come ha reso sinistre e misteriose le sequenze durante la pioggia battente in notturna e per come ha illuminato gli indumenti di color rosso indossati dalle vittime o dalle presunte future tali. Altro merito va al montaggio di Kim Sun-min, che crea suspense e frustrazione, sia nei momenti di stasi, che in quelli in cui è l’azione a parlare.

Audio
Il dvd ha un comparto audio soddisfacente con cinque distinte tracce: una in Italiano 2.0, una in Italiano 2.0 con sottotitoli in italiano per non udenti, una in Italiano Dolby Digital 5.1, una in Italiano Dolby Digital 5.1 con sottotitoli in italiano per non udenti, una in Coreano Dolby Digital 5.1 con sottotitoli in Italiano. I dialoghi sono puliti e ben calibrati, gli effetti sonori e ambientali sono resi adeguatamente rispetto a ogni scena, tanto da far immergere lo spettatore completamente nell’atmosfera creata, che si interrompe solo al suo epilogo.

Extra
Per ciò che riguarda i contenuti speciali, il dvd ne contiene diversi e tutti apprezzabili: il Making of e un’intervista al regista, un backstage addizionale e il Trailer Originale sottotitolato in italiano.

Francesca Caruso

 
Cuori Puri PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 18 settembre 2017

Titolo: Cuori Puri
Titolo originale: Cuori Puri
Italia 2017 Regia di: Roberto De Paolis Genere: Drammatico Durata: 105'
Interpreti: Selene Caramazza, Simone Liberati, Barbora Bobulova, Stefano Fresi, Edoardo Pesce, Antonella Attili, Federico Pacifici, Isabella Delle Monache
Sito web ufficiale: www.cuoripuri-ilfilm.it
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 23/05/2017
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Realistico....
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Cuori Puri su Facebook

cuoripuri.jpgA Roma vivono Agnese, che frequenta la parrocchia, fa volontariato, desidera arrivare vergine al matrimonio, ed è figlia di una donna che l’ha cresciuta con una profonda devozione religiosa; e Stefano, un ragazzo dal passato difficile, figlio di una coppia di sfrattati e custode di un parcheggio confinante con un campo rom. Quando i due s’incontreranno la loro vita, non sarà più la stessa.

L’opera prima del quasi quarantenne De Paolis, al suo primo lungometraggio e dopo anni di gavetta a suon cortometraggi, arriva a Cannes riuscendo a narrare una periferia Romana differente da quella vista di recente nelle fiction e pellicole di casa nostra.
Attraversando le vite degli abitanti dei quartieri dormitorio dell’urbe, pieni di emarginazione figlia dalla vicinanza fra etnie, convinzioni e culture differenti De Paolis analizza e riesce a narrare le vite di questa periferia, raccontata non solo attraverso scippi e furti ma anche tramite l’impegno a distinguersi dalla massa da parte di due ragazzi dall’animo puro e nonostante due passati, e altrettanti presenti, non certo fra i più semplici.

Due ragazzi differenti nei modi e nelle frequentazioni, fra i quali spicca l’amico di Stefano: Lele, uno splendido Edoardo Pesce che pare sbarcato sul set dopo le riprese di un episodio di Romanzo Criminale di Sollima, e Stefano Fresi nei panni di un parroco molto moderno nei modi di raccontare e rileggere le sacre scritture.

I due eccellenti protagonisti: Simone Liberati, visto anche in ‘Il Permesso – 48 ore fuori’, di Amendola, e la debuttante Selene Caramazza, per raggiungere l’apice della credibilità per prepararsi hanno frequentato il mondo del volontariato parrocchiale e i parcheggi al fianco dei campi nomadi, accentuando ancora di più quel realismo che li insegue per tutto il film, un realismo esasperato da riprese asfissianti e in soggettiva.
Un film che è quindi una pennellata di delicato realismo e che rischia di sfociare nel dramma, ma che di certo può essere utile per spiegare al meglio quello che siamo e cosa possiamo diventare.

Trailer

 
Gold – La grande truffa PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 15 settembre 2017

Titolo: Gold – La grande truffa
Titolo originale: Gold
USA 2016 Regia di: Stephen Gaghan Genere: Drammatico Durata: 121'
Interpreti: Matthew McConaughey, Bryce Dallas Howard, Toby Kebbell, Rachael Taylor, Edgar Ramirez, Bruce Greenwood, Corey Stoll, Lora Martinez-Cunningham, Timothy Simons, Stacy Keach, Bill Camp, Michael Landes, Macon Blair, Kristen Rakes
Sito web ufficiale: www.gold-film.com/
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 04/05/2017
Voto: 6,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Veritiero....
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Gold – La grande truffa su Facebook

gold_la_grande_truffa.jpgNegli anni ‘80 l’imprenditore Kenny Wells decide di investire nell’impresa mineraria del geologo Micheal Acosta alla ricerca di una vena aurifera nella giungla indonesiana.
Acosta, con l’aiuto di Wells, scopre uno dei giacimenti più proficui di sempre.
La società che i due fonderanno inizia a essere quotata in borsa per molti milioni di dollari ma la vita dei due, proprio quando pare immune da pericoli, inizierà a cambiare repentinamente.

La carriera di Matthew McConoughey s’impreziosisce dell’ennesimo personaggio al limite di tutto: di qualunque genere di morale, di realtà e lealtà, di scrupoli e per molti versi più vero del vero e per questo romanzato.

Dopo il Ron Woodroof di Dallas Buyers Club, l’agente di borsa apparso in the Wolf of Wall Street e di molti altri personaggi, per l’attore originario del Texas arriva anche l’imprenditore minerario Kenny Wells; protagonista di una storia che pesca, come spesso avviene nel cinema d’oltre oceano, dalle reali vicissitudini dell’economia, che si stia parlando di truffe o grandi successi, di storie all’ombra della borsa di Wall Street, come il caso citato poco sopra, o della costruzione di un impero che è creato su basi di carta straccia.

La sceneggiatura firmata da Massett e Zinman romanza una delle truffe miliardarie più celebri degli anni ’90 e che per molto tempo era rimasta celata nei cassetti di Hollywood prima che fosse portata al cinema solamente ora e grazie allo sforzo dello sceneggiatore e regista Stephen Gaghan, scelto dopo le precedenti rinunce di Paul Haggis e Spike Lee. Gaghan riesce a dare libero sfogo alla recitazione del premio Oscar McConaughey così come alle doti degli altri protagonisti: Dalla moglie di Wells, impersonata da Bryce Dallas Howard, fino a Michael Acosta, portato sul grande schermo dal venezuelano Édgar Ramirez.

Incentrando la narrazione maggiormente su quest’ aspetto e molto meno sulla storia; trasformando la pellicola in un’opera che si fa apprezzare proprio per le capacità del cast, per gli ettolitri di scotch consumato e le miriadi di sigarette fumate, ma che forse segna il passo per una vicenda troppe volte raccontata, ovvero quella di un personaggio e di una storia degna di un grande affresco novecentesco che narri come sia possibile salire sino al cielo e altrettanto velocemente abbandonarlo.

Trailer

 
Singles - L'amore è un gioco PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 15 settembre 2017

Titolo: Singles - L'amore è un gioco
Titolo originale: Singles
USA 1992 Regia di: Cameron Crowe Genere: Commedia Durata: 101'
Interpreti: Bridget Fonda, Campbell Scott, Kyra Sedgwick, Sheila Kelley, Matt Dillon, Bill Pullman, James LeGros, Eric Stoltz
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 18/09/1992
Voto: 8
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Sincero....
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Singles - L'amore è un gioco su Facebook

singles_lamore__un_gioco.jpgNella Seattle dei primi anni ’90 sei ragazzi, tre ragazze e altrettanti ragazzi, vivono le loro esistenze fra speranze, problemi economici e storie di amore.

Un po’ di Friends, con la Torre ad Ago di Seattle a fare da sfondo al posto del Brooklyn Bridge della Grande Mela, e la musica Grunge come forma di emancipazione da quasi ogni problema della propria esistenza post-adolescenziale.
È questa la veloce sintesi del film pensato, scritto e diretto da Cameron Crowe all’epoca alla sua seconda regia e che trasuda amore sincero per il mondo musicale Underground che proprio in quegli anni, siamo nel 1992, stava attraversando l’apice del proprio successo.

Ad affiancare il regista californiano un manipolo di attori, che non rappresentano di certo quel che negli ’80 poteva essere identificato con il Brat Pack composto da Rob Lowe e soci e che non riuscirono quindi a diventare icone della loro generazione, rappresentando invece grazie a questa pellicola una felice eccezione in carriere che escluso Matt Dillon non seppero riscattare il loro ruolo da comprimari.

Un’ottima colonna sonora, riproposta proprio in questi giorni al termine di una lunga rimasterizzazione, aggiunge alle gesta della Seattle anni ‘90 un tono di sontuosità acuita anche dalla presenza di numerosi artisti, fra cui spiccano il compianto Chris Cornell dei Soundgarden, e i Pearl Jam, presenti con tre membri in altrettante brevi apparizioni. Completano la narrazione scene girate con il protagonista rivolto in camera, intento a spiegare le sue decisioni per una serie di situazioni che riviste oggi potrebbero suonare come un agrodolce amarcord per chi era ancora adolescente nei non troppo lontani ’90ies.

Trailer

 
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