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Grimm - Sesta Stagione (dvd) PDF Stampa
Thriller
Scritto da Davide Sorghini   
martedì 20 febbraio 2018

Titolo: Grimm (Sesta Stagione)
Titolo originale: Grimm (Season 6)
Caratteristiche del dvd in vendita dal 07 Febbraio 2018.

Film
Le atroci forze di Black Claw sono state messe a tacere e Nick deve affrontare un avversario fin troppo familiare,grimm_6_dvd.jpg il capitano Sean Renard; forte della sua posizione come sindaco di Portland, Renard è determinato a mettere in pratica un nuovo tipo di ordine; Nick dovrà, così, trovare un modo per proteggere la sua città e quelli a lui più vicino; in particolare Kelly, il figlio avuto da Adalind.
Nel frattempo Monroe e Rosalee devranno fare i conti col fatto che, presto, avranno un bambino, che nascerà in un mondo a loro nuovo e fin troppo violento e caotico.... Criticamente posso dire che ho notato una certa fretta nel concludere alcuni passaggi dell'ultima stagione e mi riferisco in particolare al Black Claw, liquidato in due parole da Trubel e che invece avrebbe potuto essere ampliato fino a coprire senza problemi una stagione intera da solo. Questo perché dentro di sé aveva tante potenzialità da esprimere, tutte implementabili puntata dopo puntata. Invece tutto si è ridotto a un qualcosa che doveva per forza di cose chiudersi in 13 episodi. Da ammiare, comunque, la capacità degli showrunner e dei creatori della serie che hanno, con grandissima abilità, regalato a noi fan un finale da cardiopalma e una puntata che, come le altre 122 della serie, ci ha tenuti incollati alla sedia senza darci tregua se non nel finale lieto che Grimm meritava. Grimm ha rappresentato davvero un modo diverso di leggere le fiabe, un mix di horror e thriller che, superate le prime difficoltà della prima stagione, forse la meno riuscita delle sei, ha regalato a noi tutti emozioni difficili da ripetere con altre serie e parlo anche delle più blasonate. L’amalgama dei personaggi, la voglia di stupire ma anche di ironizzare hanno contraddistinto sempre lo show.
Ho pianto, riso come un bambino, ho adorato Adalind che diventava madre per due volte, amato Juliette quando tutti la odiavano perché sapevo che la sua rabbia e la sua cattiveria avevano origine da un atto d’amore.

Elenco Episodi
1 Fuggiasco
2 Il nodo della fiducia
3 Oh Capitano, mio Capitano
4 L'ospite inatteso
5 Omicidio nel parco
6 Colazione a letto
7 Amore cieco
8 Il ritorno del figlio
9 La foresta insanguinata
10 Incantesimi di sangue
11 Dove erano le cose selvagge
12 La Soluzione
13 La Fine

Video
Universal Pictures presenta la sesta stagione completa di "Grimm" solo in formato dvd e decide, anche per questa occasione, di non contare sul formato Blu Ray. La serie viene presentata con un formato video di 1.78:1 anamorfico di ottima fattura, caratterizzato da una qualità video molto elevata rispetto allo standard che il supporto offre.
I 13 episodi sono divisi su quattro dischi in un cofanetto classico formato da un'amaray con artwork interno minimale, dove sono impressi tutti gli episodi. A livello tecnico la qualità dell'immagine è ottima, con un quadro video nitido e un livello di dettaglio al di sopra di ogni aspettativa. Le immagini risultano sostanzialmente prive di particolari difetti anche nelle scene con scarsa luminosità, dove il livello di dettaglio è molto buono.
Non si riscontrano particolari problemi dovuti alla compressione, i contrasti sono buoni e il bilanciamento del bianco  ottimale. Il rumore video è circoscritto anche a fronte di un Bitrate medio che si attesta sui 6,00 Mbps.
Un ottimo prodotto anche se un riversamento in alta definizione sarebbe stao al top.

Audio
Sono presenti due tracce audio. Dolby Digital 5:1 per la lingua originale e Dolby Digital 2:0 a 48 KHZ per l'Italiano.
La qualità della traccia italiana è sufficente e la resa e adatta ad un ascolto puramente televisivo.  Complessivamente è discreta e riesce anche a creare un certo numero di effetti di ambienza. Ottimi i dialoghi, resi sempre in modo chiaro e mai inpastati.

Extra
Ottimo il comparto degli extra, con più di quaranta minuti di materiale da visionare. Gli extra sono inseriti nel quarto disco.
"Dietro le quinte con David Giuntoli" (6,15) Breve dietro le quinte commentato da David.
"Addio a Grimm" (8,54) La fine della serie.
"Il viaggio del Grimm" (5,52) Breve featurette sull'evolversi del Grimm.
"Bestiario" (6,22) Rassegna di tutti i Grimm visti nei vari episodi.
"Il Blog di Wu" (10,02)
"Papere sul set" (11,35)
"Scene eliminate"

Trailer

 
Fabrizio De Andrè - Principe libero PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 15 febbraio 2018

Titolo: Fabrizio De Andrè - Principe libero
Titolo originale: Fabrizio De Andrè - Principe libero
Italia 2017 Regia di: Luca Facchini Genere: Drammatico Durata: 193'
Interpreti: Luca Marinelli, Valentina Bellè, Elena Radonicich, Davide Iacopini, Gianluca Gobbi, Lorenzo Gioielli, Anna Ferruzzo
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 23-24/01/2018 In TV nelle serate del 13 e 14 Febbraio 2018 su RAI1
Voto: 5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Complesso...
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Fabrizio De Andrè - Principe libero su Facebook

fabriziodeandrprincipelibero.jpgÈ ormai pomeriggio post pranzo. Un uomo e sua moglie salutano parenti e amici all’interno della loro proprietà. La sera si avvicina e la casa è ormai solitaria e spenta. Dal piano superiore la donna avverte un rumore. Certa di trovare il marito sale la scala dell’abitazione, ma ad attenderla trova un uomo con passamontagna e una doppietta. È la notte del 27 di agosto 1979. La notte nel corso della quale rapirono Fabrizio De André e sua moglie Dori Ghezzi.

Il De André sovrainteso da Dori Ghezzi, e disegnato dal quasi esordiente Luca Facchini, è la risultante delle passioni che contraddistinguevano un uomo in perenne bilico fra l’amore per la bottiglia e per un tabacco consumato in maniera compulsiva, un fiero appassionato delle storture altrui intraviste ai margini di una Genova post bellica e lungo le strade pendenti della città vecchia - quelle che gli autoctoni chiamano Caruggi - capaci di celare case di appuntamento e osterie di dubbia fama, sapendo perfettamente che la casa del padre - un eccellente Ennio Fantastichini, nel ruolo di Giuseppe De Andrè – l’avrebbe nuovamente accolto alle prime luci dell’alba.

Il film per la TV, scritto da Luca Facchini, in collaborazione con Giordano Meacci e Francesca Serafini, ci proietta nella vita di un personaggio monumentale che nessuno, seppur a quasi venti anni dalla scomparsa, aveva ancora pensato di portare sullo schermo.
Ad impersonarlo un più che somigliante Luca Marinelli, noto al grande pubblico per il villain di Lo chiamavano Jeeg Robot. L’attore romano si dimentica del proprio accento, ripulendolo da quasi ogni inflessione, cimentandosi personalmente nell’uso di quella chitarra tanto amata da Faber, calandosi anima e corpo nella parte di un uomo combattuto fra le proprie origini e la sua arte, ma anche amante di uno stile di vita che mal si conciliava con quello di marito e successivamente padre. Marinelli risulta essere il miglior protagonista credibile e possibile per una parte come questa, riuscendo nel difficile tentativo di restituire credibilità alla figura complessa dell’uomo De Andrè.

Ma lo sforzo del protagonista non risulta alla fine sufficiente. Il limite dello sceneggiato risulta essere proprio il tentativo di restituire al grande pubblico il De André maggiormente conosciuto.
Resta meritevole quindi il tentativo di Facchini e di tutto il cast, fra cui spicca l’amico storico di De André: Paolo Villaggio, con il quale il cantante iniziò la propria carriera accompagnandolo a teatro con la chitarra. Le difficoltà manifestate nelle ultime due decadi non sono altro che la logica conseguenza di un personaggio difficile da imprigionare in un film e men che meno in uno sceneggiato per la TV nazional popolare.

Trailer

 
Il contagio PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 15 febbraio 2018

Titolo: Il contagio
Titolo originale: Il contagio
Italia 2017 Regia di: Michele Botrugno e Daniele Coluccini Genere: Drammatico Durata: 105'
Interpreti: Vinicio Marchioni, Anna Foglietta, Vincenzo Salemme, Giulia Bevilacqua, Lucianna De Falco, Daniele Parisi, Michele Botrugno
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 28/09/2017
Voto: 5,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Frammentato...
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Il contagio su Facebook

ilcontagiothecontagion.jpgAlla periferia della capitale, in un condominio popolare, vive un gruppo di persone composto da una varia umanità alla quale si sono da poco aggiunti Bruno e Flaminia, una coppia desiderosa di farsi accettare dagli altri condomini.
Alla vita del palazzo sono legati anche: Carmine, boss dello spaccio che collabora con Bruno e che desidera mettere le mani sul business dei migranti e della costruzione di case di accoglienza per profughi, e Walter, uno scrittore molto vicino a uno degli inquilini.

Ancora una volta Coluccini e Botrugno portano sullo schermo, dopo Et in Terra Pax, girato nel 2010 lungo il serpentone di Corviale, un nuovo capitolo della caduta negli inferi di una città che di eterno ha ormai ben poco. L’omonimo romanzo di Walter Siti, alter ego nemmeno troppo nascosto del ‘professore’ interpretato superbamente da Vincenzo Salemme, è scandagliato in ogni suo anfratto restituendo continuità narrativa a un romanzo scritto sotto forma di capitoli tra loro uniti solo da una visione d’insieme e quindi visti come una sorta di diario della periferia romana.

Il film a visione ultimata restituisce al pubblico una Roma che è ben distante dal centro storico più celebrato e da copertina e lambito solamente quando ci si avvicina al mondo della politica e del potere, restituendo allo spettatore una visione non certo possibilista per un presente costellato da droga, degrado urbano e, ancor prima, degrado morale di una metropoli descritta però in maniera troppo stereotipata come se ci si trovasse davanti a un telegiornale o a una puntata di Suburra.
Proprio in questo manca il film presentato lo scorso anno al Festival di Venezia, perché seppur in presenza di un cast di primo livello; oltre a Salemme da sottolineare l’eccellente prova di Vinicio Marchioni, che pur ripercorrendo i medesimi solchi di Romanzo Criminale – La serie questa volta decide di dare anima e volto a un ruolo distante anni luce del criminale che lo ha reso celebre, calandosi nella parte di uno spiantato perennemente a caccia di denaro.

La pellicola pur essendo guidata dalle migliori intenzioni si perde quindi in una narrazione frammentaria, dettata dalla probabile difficoltà di restituire coesione a un romanzo non facile da tramutare in sceneggiatura, al quale si aggiunge la presunzione di una morale pseudo - Pasoliniana incarnata dal ruolo di Salemme che s’abbandona a pensieri in libertà sul significato delle periferie rispetto alla vita di coloro che le popolano. Un vero peccato che però costa a una valida idea iniziale la credibilità da parte di un genere già esplorato in numerose occasioni.

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La vedova Winchester PDF Stampa
Horror 1
Scritto da Anna Maria Pelella   
martedì 13 febbraio 2018

Titolo: La vedova Winchester
Titolo originale: Winchester
USA, Australia 2018 Regia di: Michael Spierig, Peter Spierig Genere: Horror Durata: 100'
Interpreti: Helen Mirren, Sarah Snook, Jason Clarke, Angus Sampson, Eamon Farren, Laura Brent, Tyler Coppin, Emm Wiseman, Dawayne Jordan, Jeffrey W. Jenkins, Xavier Gouault, Jeff Lipary, Homero Lopez
Sito web ufficiale: www.starwars.com/the-last-jedi/
Sito web italiano: www.winchestermovie.com
Nelle sale dal: 22/02/2018
Voto: 5
Recensione di: Anna Maria Pelella
L'aggettivo ideale: Riciclato....
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La vedova Winchester su Facebook

loc_winchester.jpgSarah Winchester, vedova del figlio del fondatore della famosa Winchester Repeating Arms Company e erede della quota di maggioranza della società, si convince del fatto che la sua famiglia sia vittima di una maledizione causata dagli spiriti inquieti di tutte le persone morte per mezzo delle armi fabbricate dalla sua azienda, per questo costruisce ininterrottamente stanze nella sua casa con l’intento di placarne le ire.
A causa del comportamento della donna, giudicato bizzarro dai soci dell’industria, il dottor Eric Price viene ingaggiato per valutare lo stato di salute mentale della vedova con il fine di estrometterla dalla società.

Sarah è una donna che ha molto sofferto a causa della morte del marito e della figlia, vive con una nipote e il figlio di lei nella sua casa in continua espansione e, se non fosse che i soci dell’azienda di famiglia la giudicano impazzita, potrebbe tranquillamente dedicarsi alla sua attività di ampliamento della struttura e sperare così di evitare il destino di morte violenta e prematura che pare perseguitare la sua famiglia.

Il dottor Price è un convinto scettico e curiosamente è lui che la donna sceglie per dar prova della sua sanità mentale accettando di ospitarlo nella sua casa in continua espansione e lasciando a lui il compito di giudicare la situazione. Ovvio che trattandosi di una casa famosa per le sue bizzarrie e di un nome più volte usato anche in serie tv piuttosto popolari, lo spettatore non può certo aspettarsi un’esperienza tesa a mostrare il trionfo della scienza sulla superstizione.
Sarah Winchester ha ragione sin da subito e il dottor Price incredibilmente si trova nella condizione di vedere con i suoi occhi quello che, fino a quel momento, aveva dato per certo non esistesse. La casa è in realtà un teatro in cui la donna ricostruisce la storia, e il fine ultimo della rappresentazione è quello di placare l’inquietudine e il rancore delle persone la cui vita è stata troncata da un’arma Winchester.

L’atmosfera è tesa e claustrofobica, nonostante l’immensità della casa, tetro grembo nel quale alberga un inconoscibile destino, mentre la storia procede spedita verso un epilogo che il ricorso ai temi classici salva dall’ovvio, ma solo per spingerla direttamente nella direzione dell’omaggio citazionista. Helen Mirren alla sua prima prova sulle orme delle grandi attrici del passato dalla carriera in fase discendente, le quali a volte vengono riciclate in ruoli che spesso ne mortificano il talento e ne sminuiscono la capacità espressiva, non sfugge al destino delle sue precedenti colleghe: la sua interpretazione è anche troppo misurata e sottotono per una donna palesemente in bilico sull’abisso, come se avesse dovuto spegnere il suo altrove brillante talento e affidare la sua Sarah a una sonnolenta espressione di distacco indotto da psicofarmaci.
Jason Clarke non ha questo problema, a lui si richiede già un’espressione da abuso di farmaci e pertanto il suo dottor Price è un triste e cinico amante del laudano cui affida il compito di placare i suoi sensi di colpa per un passato che lo consegna di volata tra le braccia del fantasma di turno. Una menzione speciale va al sempre efficace Eamon Farren che con pochi tratti delinea un personaggio inquietante e ambiguo cui è affidato l’unico colpo di scena dell’intera sceneggiatura.

Nel complesso si tratta di un onesto prodotto, certo privo di originalità ma il cui punto forte, oltre il sacrificio della carriera della Mirren, sta nel suo voler semplicemente riassumere i temi classici col fine di mostrare che, nonostante la messa in scena sia del tutto lineare e senza il minimo guizzo di genio, il passare del tempo non ne ha offuscato del tutto l’efficacia.

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Non è un paese per giovani PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 08 febbraio 2018

Titolo: Non è un paese per giovani
Titolo originale: Non è un paese per giovani
Italia, Spagna 2016 Regia di: Giovanni Veronesi Genere: Drammatico Durata: 105'
Interpreti: Sara Serraiocco, Sergio Rubini, Nino Frassica, Filippo Scicchitano, Giovanni Anzaldo
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 23/03/2017
Voto: 5,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Leggero...
Scarica il Pressbook del film
La battaglia dei sessi su Facebook

non__un_paese_per_giovani.jpgSandro è un poco più che ventenne che vorrebbe fare lo scrittore. Luciano un suo coetaneo che vorrebbe aprire un’attività a Cuba. I due lavorano come camerieri in un ristorante e una volta vinte le iniziali diffidenze Luciano convince Sandro a lasciare l’Italia per partire alla volta di Cuba.

Mutuando il titolo di un vecchio successo dei fratelli Coen, tratto dall’omonimo romanzo di Cormac McCarthy, Veronesi cerca di dimostrare come la nostra penisola sia ben poco idonea a raccogliere sogni e bisogni dei venti - trentenni a caccia di speranza e lavoro.

Il regista originario di Prato che già cerca di narrare questo malessere, non più sottotraccia, attraverso la sua trasmissione omonima in onda quotidianamente in radio, cerca di raccontare una fuga che in altre epoche poteva essere appannaggio di Gabriele Salvatores e della sua banda di sodali e come destinazione spedisce il duo Anzaldo – Scicchitano, con l’aggiunta di Sara Serraiocco, oltre oceano e in una Cuba da cartolina, fra tentativi di trovare fortuna e possibilità concrete di ricrearsi e reinventarsi una vita.

Il tentativo di Veronesi è però non dei più felici, trasformando le idee iniziali, cariche di speranza e possibilità - la pellicola è introdotta da servizi dei TG con interviste ai cervelli in fuga - in una narrazione fine a se stessa.
Non bastano quindi l’eccellente prova di tutti gli attori, fra cui spicca Sergio Rubini in versione edicolante - pugliese, anch’egli in fuga dalla propria terra e dalle sue origini e anche di un trio di ormai non più giovani promesse, ma di attori ormai affermati, per salvare un film che rimane in bilico fra il potrei ma non riesco, e uno dei più classici fuori tema da compito del liceo.

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