HOME arrow Recensioni Novità
Mercoledì 29 Marzo 2017
Informativa sui Cookie
Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies che ci permettono di riconoscerti. Scorrendo questo sito o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'utilizzo di cookies. Informativa
Cinemalia Menù
HOME
Recensioni Novità
Anteprime Gratuite
I film che usciranno
Recensioni film
Recensioni dvd
Gli Inediti
Cult Movie
Sorridi con noi
Prossimamente
Luoghi Comuni
Articoli Cinema
Cinema & Curiosità
Il Cinema Asiatico
Libri & Cinema
Collabora con noi
Contattaci
Staff
Feed Rss
News & Rumors
Serie Tv
Recensioni Blu Ray
Cerca in Cinemalia
Pubblicità
Anteprima TFF
Kimyona Sskasu - Uno strano circo (2005)
Noriko No Shokutako - Noriko's Dinner Table (2005)
Jisatsu Saakuru - Suicide Club (2002)
Tsumetai Nettaigyo - Pesce freddo (2010)
Ai No Mukidashi - Love Exposure (2008)
Chanto Tsutaeru - Be sure to share (2009)
Ekusute - Hair extension (2007)
Koi No Tsumi - Colpevole d'amore (2011)
Libri & Cinema
Il mestiere dello scrittore
Nero Dickens – Racconti del mistero di Charles Dickens
L'informatore
Via dalla pazza folla
Gli assalti alle panetterie
Bianca come la luna
Theodore Boone – Mistero in aula
Rashōmon
L’angelo della tempesta
Vento & Flipper
Guida cinica alla cellulite
I Sette Savi del Bosco di Bambù
Diario di Murasaki Shikibu
Moby Dick
Vita di un ragazzo di vita
Lost souls. Storie e miti del basket di strada
Grotesque
Il ventaglio di Lady Windermere
L'avvocato canaglia
La strana biblioteca
Radio Imagination
L’odore della notte
Theodore Boone – Il fuggitivo
Il gigante sepolto
Più gentile della solitudine
Il gatto venuto dal cielo
Un weekend da sogno
Il futon
Pioggia sul viso
Una storia crudele
Tokyo Noir
La signora di Wildfell Hall
Giulia 1300 e altri miracoli
Una più uno
Prossimamente
Ultime recensioni inserite ordinate per data
Hell or high water PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
mercoledì 29 marzo 2017

Titolo: Hell or high water
Titolo originale: Hell or high water
USA 2016 Regia di: David Mackenzie Genere: Drammatico Durata: 102'
Interpreti: Dale Dickey, Ben Foster, Chris Pine, William Sterchi, Jeff Bridges, Katy Mixon, Gil Birmingham
Sito web ufficiale: www.hellorhighwater.movie/
Sito web italiano:
Nelle sale dal: Inedito
Voto: 6,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: On the road
Scarica il Pressbook del film
Hell or high water su Facebook

hell_or_high_water_leggero.pngDue fratelli, di cui uno appena uscito di prigione, rapinano banche per salvare la fattoria di proprietà della loro famiglia. Sulle loro tracce si mette un esperto ranger prossimo alla pensione. Un po’ Butch Cassidy e Sundance Kid, con una colonna sonora che affonda le proprie radici nel profondo sud.
Un Jeff Bridges imbolsito e prossimo alla conclusione della carriera ma pur sempre efficace con il suo fare lentamente caracollante. Il sogno americano che s’infrange contro un muro di debiti contratti con banche e agenzie di mutui, facile intravedere fra le pieghe di paesaggi industriali i cartelli delle agenzie di prestito vera rovina del sogno a stelle e strisce di cui sopra.

Date queste premesse lo scozzese David Mackenzie, alla sua prima pellicola in territorio USA, riesce a narrare una storia di disperazione on the road che affonda i propri ricordi nel passato di una famiglia spiantata e con interlocutrici altre vite che affondano le loro esistenze nella medesima disperazione fatta di povertà e polvere del deserto.

Una caccia all’uomo alla fine del tutto ignorata dalla notte degli Oscar e dalla distribuzione di casa nostra, in Italia la pellicola è disponibile solo sulla piattaforma Netflix, ma anche una storia già narrata in altri frangenti: Paul Newman e Robert Redford nel ruolo tragicomico di Cassidy e Sundance, ma anche da Michael Douglas in Un giorno di ordinaria follia.
Lo sceneggiatore Taylor Sheridan traduce la disperazione degli USA in una storia esaltata da una fotografia che offre piani americani e campi lunghi capaci di enfatizzare la vastità desertica di paesaggi ai margini della civiltà. Oltre a questo, un’ eccellente colonna sonora scritta da Nick Cave e Warren Ellis, e all’ottimo Bridges, la pellicola purtroppo non si sofferma molto sui rapporti di solidarietà familiare o lavorativa, offrendo quindi troppo poco per ambire a qualche premio significativo nonostante una storia ben narrata e con tutti i prodromi del western sui generis.

Trailer

 
Elle PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Domenico Astuti   
lunedì 27 marzo 2017

Titolo: Elle
Titolo originale: Elle
Francia, Germania, Belgio 2016 Regia di: Paul Verhoeven Genere: Drammatico Durata: 130'
Interpreti: Isabelle Huppert, Virginie Efira, Christian Berkel, Alice Isaaz, Anne Consigny, Laurent Lafitte, Jonas Bloquet, Vimala Pons
Sito web ufficiale: www.sbs-distribution.fr/international-sales-elle
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 23/03/2017
Voto: 6,5
Recensione di: Domenico Astuti
L'aggettivo ideale: Nero
Scarica il Pressbook del film
Elle su Facebook

elle_leggero.pngSin dalla comparsa sulla scena cinematografica olandese, Verhoeven, si è mostrato un regista fuori dagli schemi, un po’ provocatore; inseriva sesso esplicito con leggerezza e divertimento, aveva quella bonomia che rendeva i suoi lavori originali, alternativi, anche irriverenti, ma senza una reale profondità. Ricordiamo Gli Strani amori di quelle signore ( 1971 ) ma soprattutto Fiore di carne ( 1973 ) e il pruriginoso Kitty Tippel ( 1975 ).
Con i suoi primi film ha scoperto due attori diventati anche loro alternativi Rutger Hauer e Monique van de Ven. Poi dopo altri film tra cui bisogna ricordare Il quarto uomo ( 1983 ) si può parlare di periodo americano, in cui ha radicalizzato la commistione sesso e violenza e passerà alla storia come il regista di Robocop e di Basic Istint.

Negli Stati Uniti insomma si è ben inserito nello star system lasciando qualche traccia ma certo non realizzando alcun film indipendente o alternativo. Adesso, a quasi ottant’anni, ritorna in Europa e gira un film francese, uno di quei film che avrebbe diretto con più suspense e sagacia un maestro come Chabrol o si fosse voluto un film più analitico, Haneke.
Perché per realizzare un film nero, scorbutico e fuori dagli standard come questo, serve un regista che abbia una reale idea di regia e di feroce critica verso la gentile borghesia francese. Invece Verhoeven ci sembra un puro esecutore di una sceneggiatura assai interessante ma che estremizza delle storie rendendole più grottesche che amare, tutte uguali moralmente e in fondo per un amorale come lui sembra divenire più un esercizio di stile che non un film che lascia una vera traccia. Infatti in alcuni passaggi psicologici sembra più di assistere ad un film alla Bunuel surrealista che non a un film nerissimo e di dura critica ai valori di una classe sociale ormai in declino. E nonostante la naturale bravura di una grandissima attrice come Isabelle Hupper in alcuni momenti la sua mimica, che dovrebbe mostrare indifferenza anche al pericolo, si mostra un po’ fissa e indeterminata. In fondo si può capire da film del genere a che livello politico ed estetico è giunto il cinema europeo. Per il resto una gran bella fotografia, della musica condivisibile, un buon montaggio e un cast d’attori che singolarmente funziona ma che quando interagisce con il proprio partner sembra improbabile.

Elle è un adattamento cinematografico del romanzo del 2012 " Oh..." scritto da Philippe Djian ( edito in Italia da Voland ).
Siamo in una Parigi meno riconoscibile e quasi anonima, Michèle, produttrice di videogiochi, quasi cinquantenne e divorziata è appena tornata a casa e nessuno l’aspetta tranne un uomo con relativo cappuccio che la violenta malmenandola.
Ma lei invece di piangere, lamentarsi, rimette a posto la stanza con calma, poi si va a fare una doccia e riprende la vita come sempre. E’ una donna forte, capace di giudizi taglienti, ai limiti del cinismo e di successo, continua a lavorare e a dirigere un gruppo di giovani che la detestano senza nemmeno nasconderlo tanto, fa sesso con Robert marito della sua cara amica e socia con cui ha anche un’attrazione, ed ha un figlio Vincent, un ragazzo che lavora in un McDonald’s, un giovane molto sfasato e fidanzato con Josie in attesa di un figlio che risulterà non suo.
Tuttavia lo stupro le ha lasciato un segno e decide di andare a comprare un martello e uno spray urticante, poi a cena a ristorante con il suo ex marito Richard, sceneggiatore senza fortuna, forse per mancanza di talento, la sua amica-socia e il marito conversando comunica che è stata stuprata, naturale meraviglia degli astanti ma poi si passa a ordinare la cena.

La vita prosegue normalmente e così conosciamo gli altri del mondo di Elle, la madre Irène, una specie di caricatura patetica e grottesca della femme fatale, fidanzata di Ralf, un ragazzo marchettaro che intende sposare, contro il volere della figlia, veniamo a sapere che il padre è da oltre trent’anni in prigione per aver massacrato una mattina 27 persone e adesso aspetta la grazia.
E poi c’è nella palazzina di fronte una classica coppietta dolce e borghese, Patrick e Rebecca, con cui Michéle scambia gentilezze e qualche chiacchiera. Ogni tanto però continua a pensare all’uomo che l’ha stuprata, immagina che possa essere uno sceneggiatore di cui ha criticato il lavoro, oppure un uomo che vuole vendicarsi di qualche ipotetica ingiustizia subita, uno sconosciuto senza volto e identità. Nel frattempo viene a sapere che il suo ex marito convive con una studentessa universitaria e decide di conoscere Helene.
E intanto la vita continua arriva il Natale e tutte queste persone si ritrovano invitate a casa sua per la sera del 24. Sembra così un po’ la data di demarcazione di un cambiamento di Michèle, decide di aiutare il figlio e anche la madre che vuole che lei vada a trovare suo padre in carcere e come desiderio di accordargli il suo perdono.
E poi ci sono Patrick e Rebecca, lei prova una malsana attrazione, per il bancario, anche se insulso.
Tutto lentamente sembra tornare a posto. Naturalmente ci saranno tre morti, qualche spiegazione spiacevole, qualche abbandono e qualche riavvicinamento. Tanto in questa società qualsiasi cosa è possibile e ogni intenzione praticabile.

Trailer

 
Life - Non oltrepassare il limite PDF Stampa
Fantascienza
Scritto da Davide Sorghini   
giovedì 23 marzo 2017

Titolo: Life - Non oltrepassare il limite
Titolo originale: Life
USA 2017 Regia di: Daniel Espinosa Genere: Fantascienza Durata: 103'
Interpreti: Jake Gyllenhaal, Rebecca Ferguson, Ryan Reynolds, Hiroyuki Sanada, Ariyon Bakare, Olga Dihovichnaya, Alexandre Nguyen
Sito web ufficiale: www.lifemovie.com
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 23/03/2017
Voto: 6,5
Recensione di: Davide Sorghini
L'aggettivo ideale: Incompiuto
Scarica il Pressbook del film
Life - Non oltrepassare il limite su Facebook

life_poster_leggero.pngLife: Non oltrepassare il limite racconta la storia dell’equipaggio di una stazione spaziale internazionale in procinto di fare una delle scoperte più importanti della storia: raccogliere la prima prova di una vita terrestre su Marte. Quando l’equipaggio inizia a svolgere le prime ricerche sul campione, capirà di trovarsi di fronte una forma di vita più intelligente e pericolosa del previsto....
Life - Non oltrepassare il limite (precisazione scomoda, che chiarisce anzitempo l'approccio non ottimistico alla materia) è uno di quei film che esistono giusto per confermare quanto siano significative le fonti a cui attinge. A conti fatti è un Alien (e fin qui nulla di nuovo) post-Gravity; anzi, è proprio il primo progetto consapevole del fatto che dal film di Cuarón per un po' non si torna indietro. Un riferimento che non viene affatto mascherato, ma sin dalle prime battute proprio: Life si apre su un pianosequenza tecnicamente notevole, interno alla stazione anziché in esterni come per Gravity. Emerge qui l'altro rimando, non meno eludibile per certi versi, ossia quello al già citato film di Ridley Scott; mentre ci sembra un po' più forzato il ricorso a La cosa di Carpenter, dato che trattasi di altro film, che tratta proprio altre tematiche e perciò ha altre implicazioni.

Espinosa, va detto, riesce a tenerci col fiato sul collo, accordandosi molto bene col titolo del film: la vita è al centro del progetto, intesa come sopravvivenza. Ma malgrado la maggior parte delle scene che coinvolgono l'entità aliena siano girate con criterio, altrove si segnalano limiti nemmeno poi così secondari.
Ponendosi come una rimasticatura di opere di un certo spessore ma non solo, Life avrebbe potuto approntare un discorso più approfondito sul nostro relazionarci con una scoperta del genere, mentre invece la scrittura non tenta nemmeno di superare il cliché dell'uomo-vittima, finanche stupida, rispetto all'alieno, sì informe ma esponenzialmente letale.
La lotta per la sopravvivenza sembra riguardare solo quest'ultimo, mentre i membri dell'equipaggio non solo sono inermi ma prendono le decisioni più sbagliate, secondo una delle dinamiche più inflazionate nel genere, ossia che il conflitto debba scaturire solo ed esclusivamente da errori grossolani; in questo caso l'umanità del biologo, la cui imperizia davvero non si spiega diversamente e, anzi, c'è da credere che sia stata finanche volontaria.

In una certa qual misura però questo gioco al massacro, fatto di gabbie da cui si entra e si esce a seconda degli sviluppi, non passa sopra le nostre teste senza nemmeno sfiorarci: certo, quand'anche i meccanismi del racconto debbono fare affidamento in maniera così strutturale al film di Scott ci si comincia a domandare perché non integrare pure dell'altro, purché non siano inquadrature superflue (cos'è quella soggettiva dell'alieno?).
No, quell'altro, forse, sta in certe soluzioni visive interessanti, su tutte la morfologia dell'alieno, che per quasi tutto il film è piuttosto vaga e sfuggente, il che ha certamente senso e genera l'effetto giusto. Diciamo di più: è la cosa più azzeccata del film, dato che, a pensarci bene, la forma della creatura si fa carico di tutto il peso rispetto a quanto Life ha da offrire lato horror (in questi termini sì, Carpenter non è citato a caso). La mancata definizione, con la relativa difficoltà di prevederne i movimenti, incarnano il mistero per eccellenza, che terrorizza e affascina al tempo stesso.

Peccato non avere "umani" all'altezza della situazione, per così dire; non nel senso di più abili, più brillanti, più capaci, s'intenda. A confronto con l'alieno loro sono piante, parassiti senza raziocinio alcuno, un ribaltamento che non sembra sinceramente voluto, cercato. Tutto ciò può rivelarsi problematico, poiché venendo meno il fatto che la vita pulsi solo nel carnefice e non nelle prede si corre il rischio di compromettere l'intensità della minaccia in misura variabile rispetto alla sensibilità di chi guarda. Buono proprio perché beffardamente funzionale il finale, malgrado l'eludere del tutto le conseguenze di un contatto del genere dal nostro punto di vista, quello degli umani, ci privi dell'unico appiglio che abbiamo per entrare con tutte le scarpe in quel contesto, in quella situazione, sprecando un'opportunità non da poco.
Il che non sarebbe un peccato nel caso in cui non vi fossero stati i presupposti per osare, mentre invece ci pare che non solo quelli ma pure gli strumenti fossero a disposizione per poter portare il racconto su un altro livello.

Quel che abbiamo non è male, ma la palese mancanza d'ambizione mal si concilia con un discorso che invece dovrebbe anelare alla grandezza, senza stiparlo in un seppur notevole sforzo tecnico e qualche trick altrettanto riuscito (so cosa state pensando, solo che Gravity è capostipite in tal senso) ma che in generale collocano Life nell'ambito della sufficienza; che non è mediocrità ma ci si avvicina quanto allo spirito, le intenzioni, le stesse di chi ha una paura matta di sbagliare, di farla fuori dal vaso. Non ci lascia in pace infatti l'idea che non di rado sia meglio aver peccato per eccesso senza aver ottenuto in toto ciò a cui si anelava piuttosto che averlo fatto per difetto ed essere andati sul sicuro. Nel primo caso non esiste fallimento, nel secondo non ne siamo mica così sicuri.

Trailer

 
NCIS Los Angeles Sesta Stagione (dvd) PDF Stampa
Azione
Scritto da Davide Sorghini   
martedì 21 marzo 2017

Titolo: NCIS Los Angeles (Sesta Stagione)
Titolo originale: NCIS Los Angeles (Season 6)
Caratteristiche del dvd in vendita dal 08 Marzo 2017.

Film
N.C.I.S. Los Angeles è una serie televisiva statunitense prodotta dal 2009 e nata come spin-off della serie NCIS –ncis_los_angeles_dvd_leggero.png Unità Anticrimine. La serie è stata creata da Shane Brennan, ed è interpretata da LL Cool J, Daniela Ruha, Adam Jamal Craig, Peter Cambor, Rocky Carroll, Chris O’donnell, Linda Hunt, Barrett Foa.
La squadra NCIS di Los Angeles vede come uomo di punta G. Callen, un enigmatico agente famoso per il suo talento nel ricoprire incarichi sotto copertura. Nelle indagini è affiancato dall'agente speciale Samuel "Sam" Hanna, ex Navy SEAL della United States Navy che lavora nell'unità di sorveglianza speciale; parla correntemente l'arabo ed è un esperto di cultura mediorientale.
Fanno parte della squadra anche lo psicologo Nate Getz, l'investigatrice forense Kensi Blye e l'agente di collegamento con la polizia Marty Deeks; completano la squadra l'esperto informatico Eric Beale e l'analista Nell Jones. Tutti loro sono capitanati da Hetty Lange, donna misteriosa e dalle mille risorse, cui in seguito viene affiancato il burbero assistente Owen Granger.
Questa nuova e esaltante stagione ci farà ritrovare gli agenti speciali G. Callen e Sam Hanna nell’assolata California, esattamente dove li avevamo lasciati alla fine della quinta stagione: intrappolati in un sottomarino pronto a sferrare uno degli attentati terroristici più grandi di sempre su San Diego....
Il compito di salvare i colleghi e l’intera città sarà, ovviamente, di "Hetty" Lange (Linda Hunt), Marty Deeks (Eric Christian Olsen) e Kensi Blye (Daniela Ruah)..... Questa sesta stagione denuncia una certa stanchezza di sceneggiatura rispetto alle precedenti specialmente nella seconda parte dove troviamo un certo numero di episodi più banali e meno accattivanti. La coppia Kensi Deeks che e' quella, secondo il mio pensiero, che da un valore aggiunto alla serie, non e' stata sfruttata a dovere nonostante ci fossero elementi interessanti da sviluppare e gli altri personaggi sono leggermente caduti di tono. Nel complesso comunque il divertimento è assicurato e i colpi di scena, anche se in tono minore, non mancano....

Elenco episodi:
1. Un grande problema (Deep Trouble-Part II)
2. Rete segreta (Inelegant Heart)
3. Il presidio (Praesidium)
4. Il terzo coro (The 3rd Choir)
5. Fondi neri (Black Budget)
6. Acaccia di Navy Seal (Seal Hunter)
7. Chi è la talpa (Leipei)
8. L'uomo grigio (The grey man)
9. Veleno (Traitor)
10. La caduta degli dei (Reign Fall)
11. La truffa (Humbug)
12. L'uomo della posta (Spiral)
13. L'adempimento del dovere (In The Line Of Duty)
14. I tunnel (Black Wind)
15. La cellula (Forest For The Trees!)
16. Data di scadenza (Expiration Date)
17. Somiglianze (Savoir Faire)
18. Combattere le ombre (Fighting Shadows)
19. Gelosie tra geni (Blaze of Glory)
20. Furore (Rage)
21. Fedeltà alla famiglia (Beacon)
22. Il cecchino (Field of Fire)
23. Strane alleanze (Kolcheck A.)
24. Il cerchio si chiude (Chernoff K.)

Video
Prodotto da Paramaunt e distribuito da Universal Pictures la serie tv viene presentata solo in dvd, senza la possibilità di averla anche nel formato Blu Ray. I 24 episodi sono divisi su sei dischi in un classico cofanetto Slipcase formato da un'amaray contenente tutti i dvd. Semplice ma gradevole l'artwork interno dove sono impressi tutti gli episodi e la loro breve trama. A livello tecnico la qualità dell'immagine è particolarmente buona e questo grazie ad un Bitrate medio che si attesta su 6,0 Mbps, che per il tipo di supporto non è male.
Il quadro video è sufficientemente pulito e privo di particolari difetti e anche le scene con scarsa luminosità risultano soddisfacenti, riuscendo a cogliere un certo numero di dettagli anche nelle zone più buie.
I contrasti sono buoni con un buon bilanciamento dei bianchi che permette di esaltare le scene più luminose, specialmente quelle in piena luce del sole. Buona la resa dei colori, sempre omogenei e naturali.

Audio
Purtroppo per quanto riguarda la traccia audio si è fatto un passo indietro rispetto alle precedenti stagioni.
Infatto troviamo un semplice Dolby Dygital 2:0 per Italiano e Inglese dalla qualità televisiva e nulla più.
Nonostante questa scelta, la resa complessiva e sufficiente per ricreare un piccolo campo sonoro.
I dialoghi risultano sempre chiari anche nelle scene dove l'azione è più concitata.

Extra
Nessun contenuto speciale, nemmeno il trailer. Peccato!

 
Il diritto di contare PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 20 marzo 2017

Titolo: Il diritto di contare
Titolo originale: Hidden Figures
USA 2016 Regia di: Theodore Melfi Genere: Drammatico Durata: 127'
Interpreti: Taraji P. Henson, Octavia Spencer, Janelle Monáe, Kevin Costner, Kirsten Dunst, Jim Parsons, Mahershala Ali, Aldis Hodge, Glen Powell, Kimberly Quinn, Olek Krupa, Ariana Neal, Saniyya Sidney, Zani Jones Mbayise
Sito web ufficiale: www.foxmovies.com/movies/hidden-figures
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 08/03/2017
Voto: 6,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Solido
Scarica il Pressbook del film
Il diritto di contare su Facebook

ildirittodicontare_leggero.pngNei primi anni ’60, in piena “corsa dello spazio”, alla NASA esisteva una divisione di “Matematiche di colore” dedite a calcolare le traiettorie dei lanci degli astronauti.
A fare parte di questa divisione c’erano anche le tre amiche e colleghe Katherine Johnson, Dorothy Vaughn e Mary Jackson. Ognuna di loro contribuì sia ai calcoli per il lancio in orbita dell’astronauta John Glenn sia per permettere alle donne di colore di affermarsi professionalmente e di cancellare le prime barriere razziali.

Favola USA sconosciuta a chi scrive e a chi, probabilmente, come lui non ne aveva mai sentito parlare, ma favola che in realtà non è perché saldamente ancorata a solide basi quanto i numeri di cui narra. Il regista Theodore Melfi, non disprezzabile per il suo precedente St. Vincent, racconta una bella storia infarcendola di retorica americana immersa nell’epoca della segregazione razziale con le persone di colore da un lato mentre i Russi, dall’altro, sono pronti a scagliarsi nello spazio in modo rapido e tecnologicamente avanzato.

Nel frattempo alla NASA le menti più brillanti del mondo scientifico stavano inanellando una serie d'insuccessi preoccupanti, l'unica soluzione pareva essere incarnata in tre donne di colore che erano pronte sia a contare per mestiere, essendo tutte laureate in materie scientifiche, ma anche ad affrancarsi dalla visione segregazionista alla quale erano sottoposte, con acqua per il caffè, bagni, posti nei bus ben distinti da quelle a disposizione della moltitudine bianca.

Melfi tramuta quindi il romanzo d’origine in una storia a lieto fine dove la matematica e la scienza sono un valido pretesto per dimostrare come non conti il colore della pelle ma quello che questa cela. Costner, nel ruolo di un capo che sa vedere le abilità dietro sesso e colore di provenienza, svolge il suo compito senza sporcarsi troppo la giacca.
Abilissime le tre attrici che impersonano le tre protagoniste, menzione evidente per la candidata agli Oscar Octavia Spencer, già vista in The Help, pellicola del 2011 che la vide vincere l’ambita statuetta, mentre questa volta esce dalla notte di Los Angeles a mani vuote.

Un’ultima nota piena di curiosità; la matematica Katherine Johnson, la sola ad essere ancora in vita e presente anche la notte degli Oscar, pare aver decisamente apprezzato la storia sia su carta sia sul grande schermo. Amen.

Trailer

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 9 di 4352

 

Ultime Recensioni...
feed_logo.png twitter_logo.png facebook_logo.png mail_logo.png



Ultimi Articoli inseriti
Il Cinema Asiatico
Gli articolii più letti
Archivio per genere