HOME arrow RECENSIONI:
Giovedì 16 Luglio 2020
Cinemalia Menù
HOME
RECENSIONI:
PROSSIMAMENTE:
LE NOSTRE RECENSIONI:
IN DVD:
GLI INEDITI
CULT MOVIE
I FILM NELLE SALE
ARTICOLI CINEMA:
CINEMA & CURIOSITA':
IL CINEMA ASIATICO
LIBRI & CINEMA
COLLABORA CON NOI:
CONTATTI:
STAFF:
NEWS & RUMORS:
SERIE TV:
HOME VIDEO:
Recensioni Blu Ray
crawl_banner.jpg
Informativa sui Cookie
Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies che ci permettono di riconoscerti. Scorrendo questo sito o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'utilizzo di cookies. Informativa
Cerca in Cinemalia
Anteprima TFF
Kimyona Sskasu - Uno strano circo (2005)
Noriko No Shokutako - Noriko's Dinner Table (2005)
Jisatsu Saakuru - Suicide Club (2002)
Tsumetai Nettaigyo - Pesce freddo (2010)
Ai No Mukidashi - Love Exposure (2008)
Chanto Tsutaeru - Be sure to share (2009)
Ekusute - Hair extension (2007)
Koi No Tsumi - Colpevole d'amore (2011)
Libri & Cinema
L’ombra del sicomoro NEWS
Libri … che passione!
Assolutamente musica
Nero su Bianco
Se i gatti scomparissero dal mondo
Stanley Kubrick
La strana storia dell’isola Panorama
L’assassinio del commendatore - Libro secondo
Il bacio in terrazza
Il caso Fitzgerald
L’assassinio del commendatore
I dieci amori di Nishino
Le avventure di Gordon Pym
Kurt Vonnegut, Harrison Bergeron, USA 1961
Il circolo Pickwick
Fino a dopo l’equinozio
Un canto di Natale
Ranocchio salva Tokyo
Bruno Giordano. Una vita sulle montagne russe
La versione di C.
I quarantuno colpi
La ragazza dell’altra riva
Peep Show
Il Paradiso delle Signore
La passione del dubbio
Il fatale talento del signor Rong
Il labirinto degli spiriti
Il mestiere dello scrittore
Nero Dickens – Racconti del mistero di Charles Dickens
L'informatore
Via dalla pazza folla
luomo_invisibile_banner.jpg
Ultime recensioni inserite ordinate per data
La gente che sta bene PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 16 luglio 2020

La gente che sta bene (La gente che sta bene) Italia 2014 Regia di: Francesco Patierno Genere: Commedia Durata: 105' Cast: Claudio Bisio, Diego Abatantuono, Margherita Buy, Jennipher Rodriguez, Emanuela Grimaldi, Carlo Buccirosso, Raul Cremona, Claudio Bigagli, Federico Basso.
Nelle sale dal:
30/01/2014
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 7,5
L'aggettivo ideale: Arguto...

Umberto Dorloni, avvocato Milanese di successo e con una vita professionale piena di soddisfazioni, ha anche una bella famigliala-gente-che-sta-bene.jpg composta dalla moglie Carla e dai due figli Giacomo e Martina.
Quando però anche su di lui s’avventa la crisi l’occasione per evitarla è affidarsi a Patrizio Azzesi, il più famoso avvocato d’Italia che gli chiederà di collaborare con il suo studio.

Federico Baccomo, avvocato Milanese proprio come Umberto Dorloni, alias Claudio Bisio, dona modificandolo a uso e consumo della settima arte, il suo secondo romanzo e permettendo al regista Napoletano Francesco Patierno di tramutarlo nella sua quarta pellicola piena di colpi di scena e pathos, nel corso della quale il protagonista diventa prima carnefice e in seguito vittima degli eventi che lo colpiranno.

Bisio riesce a catturare le due anime del film in perenne bilico, fra commedia e dramma, alternando battute e uscite infelici e incarnando sia l’anima della classe legale, ma anche quella dei liberi professionisti, veri avventurieri dei nostri giorni in grado di muoversi dalla sconfitta alla vittoria nell’arco di una sola giornata.

A fargli da alter ego Diego Abatantuono nel ruolo di un collega famoso e altrettanto gradasso che in Umberto vede un possibile socio ed erede.
La trama si dipana quindi su due livelli narrativi che entro la fine diverranno ben quattro. Le vite private e professionali di Umberto, con una famiglia trascurata e le certezze di benessere che diventeranno via via sempre più evanescenti.

E dall’altro lato il suo essere sprezzante che si modificherà con il trascorrere della narrazione. Entro la fine ogni tassello si posizionerà senza sbavature esattamente dov’è più opportuno che fosse permettendo a Federico Baccomo di ripresentarsi sul grande schermo, a due anni di distanza dal precedente Studio Illegale, in uno stile ancor più impeccabile.

 
Festival PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 13 luglio 2020

Festival (Festival) Italia 2020 Regia di: Pupi Avate Genere: Drammatico Durata: 93' Cast: Massimo Boldi, Gianni Cavina, Massimo Bonetti, Irene Grazioli, Paola Quattrini, Cinzia Monreale, Lorenzo Flaherty, Margaret Mazzantini, Elide Melli, Totò Cascio, Claudio G. Fava, Vincenzo Mollica, Gianluigi Rondi.
Nelle sale dal:
27/09/1996
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 7
L'aggettivo ideale: Intenso...

Nei primi anni ‘80 Franco Melis è un comico di successo che non ha mai pensato al domani se non come a una giornata successiva all’oggi.festival.jpg
Dieci anni dopo il suo successo se n’è andato esattamente come la fama, il denaro e la sua famiglia. Inaspettatamente però un film drammatico di un regista esordiente, per il quale Franco ha fatto da protagonista, viene selezionato per la cinquantaduesima mostra del cinema di Venezia e per lui s’inizia a parlare di un’interpretazione degna della coppa Volpi.

C’è molto, anzi tanto Franco Melis nella figura di Massimo Boldi, prestato per una volta al cinema drammatico in una catarsi che lo issa a protagonista di una pellicola dedicata a un mondo effimero che i fratelli Avati conoscono bene. Il Melis tratteggiato da Boldi è vittima di una comicità che per alcuni istanti s’intravede e che si rifà fin troppo chiaramente alla sua, dall’altro lato, rispetto a Boldi, Melis ha avuto tutto dalla carriera ovvero molta fama, denaro, la trascuratezza per gli affetti e i classici capricci delle star.

Difficile tifare per lui, perché Melis non è di certo un personaggio positivo al quale ispirarsi, sempre pronto, esattamente come chi lo snobba, a girare le spalle a chiunque, in lui però si possono comunque intravedere la caduta e la risalita dopo un periodo segnato da gravi problemi personali sfociati nell’abuso di stupefacenti.
Una risalita favorita dagli strani meccanismi che offre il cinema dei festival il quale per una volta gli consentirà curiosamente di ambire al titolo di miglior attore protagonista di una pellicola drammatica e d’autore.

Come spesso capita Avati completa la pellicola con dettagli che fra le sue mani diventano imprescindibili come una fotografia quasi sempre declinata in chiaro scuro. Musiche, firmate da Pino Donaggio, capaci di sottolineare ogni momento del film e comprimari altrettanto essenziali come Gianni Cavina, nel ruolo di un agente tuttofare e amico del protagonista, di Isabelle Pasco, in quello della nuova fidanzata di Melis e da mostrare a uso e consumo della stampa, e di Margaret Mazzantini nella parte dell’ex moglie Carla dalla quale Franco vorrebbe tornare.

A pellicola ultimata il solo difetto che vi si può trovare è, da parte di Avati, l’aver scelto di fare, a distanza di poco più di dieci anni, una sorta di seguito ideale o di una copia di Regalo di Natale.
Un seguito ben lontano dal mondo delle carte, ma altrettanto legato a quello delle finte amicizie e di un passato pronto a ritornare a bussare alla porta del protagonista.

 
Kill Chain - Uccisioni a catena (dvd) PDF Stampa
Thriller
Scritto da Luca Orsatti   
domenica 12 luglio 2020

Titolo: Kill Chain - Uccisioni a catena
Titolo originale: Kill Chain
Caratteristiche del dvd in vendita dal 25 Giugno 2020.

Film
Ormai da anni Nicolas Cage è diventato frequentatore assiduo del mondo dei Direct to video, spesso con alterne fortune che gli hannokill-chain-dvd-2.jpg consentito di lavorare a discrete bombe come Mandy così come a progetti meno riusciti come quello di cui vi parlo oggi , Kill Chain – Uccisioni a catena, diretto da Ken Sanzel e disponibile su Amazon Prime Video e nel catalogo home-video di Koch Media.

Cage torna nei panni del gestore di hotel (come in looking glass) per fare da anfitrione in una serie di storie che si snodano attorno a lui, in una strana notte che vede coinvolti poliziotti, femme fatale e mercenari.
Quasi fosse un film antologico il buon Nic in un prologo lancia circa 40 min di flashback dove lui non appare mai, che aprono una serie di sotto-trame dedicate ad altri personaggi e che sembrano quasi scollegate.
Ovviamente queste storyline sono destinate a convergere e quale modo migliore per farlo se non la ricomparsa di Cage con relativo spiegone per riprendere le fila e districare la matassa? le pedine del puzzle di Kill Chain – Uccisioni a catena vanno al loro posto, con qualche martellata di troppo, frutto di forzature evidenti che mettono moltissimi dubbi sulla credibilità finale della trama....

Al netto delle forzature evidenti di trama e forse qualche movimento fastidioso di camera di troppo in alcune scene, del film di Sanzel si può salvare in larga parte la scelta estetica visto che l’hotel che fa da background agli eventi e alla scazzottata finale è adattissimo a quello che il film vuole mettere in scena.
Nicolas Cage convince nel suo ruolo, alla guida di un cast che a differenza sua non sembra proprio aver tanta voglia. Peccato solo che la confusione dello script sia troppa per dare un buon giudizio a Kill Chain – Uccisioni a catena, ma pazienza Cage avrà di sicuro un altro titolo in arrivo con cui rifarsi.

Video
Il film prodotto e distribuito da Koch Media, viene presentato nel formato cinematografico di 1,77:1 anamorfico.
La confezione presa in esame è una semplice Amaray, bella graficamente e provvista di gradevole Artwork interno dove troviamo Nicolas Cage dietro il bancone del bar. Il dvd gode di un quadro video ottimo, se pensiamo al tipo di supporto e, grazie ad un Bitrate medio corposo, le immagini risultano gradevoli, sufficientemente luminose e abbastanza dettagliate. Naturali i colori dai toni caldi.
Le riprese con scarsa luminosità risultano leggermente impastate, ma nel complesso riscono a regalarci un quadro video dignitoso. Buoni gli incarnati resi sempre in modo naturale.

Audio
Comparto audio molto buono.Troviamo due traccie per la lingua italiana in Dolby Digital 5.1. e DTS 5.1  di pregevole fattura. Analizzando la pista sonora in DTS constatiamo un'ottima dinamicità e una ricchezza di dettagli adeguata al tipo di film. Campo sonoro pulito che ci permette di immergersi nelle scene d'azione  con grande impatto e di ascoltare dialoghi sempre chiari per tutta la durata del film. Notevole la riproduzione della colonna sonora.

Extra
Comparto extra purtroppo inesistente.

 
Il primo Natale PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
mercoledì 01 luglio 2020

Il primo Natale (Il primo Natale) Italia 2019 Regia di: Salvatore Ficarra, Valentino Picone Genere: Commedia Durata: 103' Cast: Salvatore Ficarra, Valentino Picone, Massimo Popolizio, Roberta Mattei, Giacomo Mattia.
Nelle sale dal:
19/12/2019
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 6,5
L'aggettivo ideale: Arguto...

Salvatore, un ladro specializzato in furti di opere religiose, decide di derubare la parrocchia di Padre Valentino, parroco di un piccoloil-primo-natale.jpg comune in provincia di Palermo che come ogni anno, in occasione del Natale, sta organizzando un presepe vivente assieme ai suoi parrocchiani.
Quando Valentino si accorge che Salvo lo sta derubando inizia a inseguirlo fino a quando, dopo aver attraversato un canneto, i due si ritroveranno catapultati in un lontano passato poco prima della nascita di Cristo.

Sfruttando il salto nel tempo, tema caro al cinema Italiano che nella sua migliore espressione produsse nel 1984 Non ci resta che piangere, Ficarra e Picone confezionano la loro sesta fatica cinematografica capace, in occasione delle ultime feste natalizie, di divenire il loro miglior incasso di sempre.

Il duo comico riesce sfruttando stereotipi comici rodati e aggiungendovi una sceneggiatura solida e scritta a quattro mani assieme ai soliti sodali Guaglianone e Testini a sfornare la loro prima pellicola non solamente natalizia ma che partendo da questo argomento cerca di trattare numerosi temi tutti declinati con i prodromi della commedia, a cominciare da cosa sia il Natale e cosa la religione e come questa vada unita alla voglia di agire.
Come il singolo desideri credere in qualche cosa di soprannaturale al quale affidarsi e al quale aggiungere anche una critica nei confronti del mondo dell’accoglienza.

Declinando il tutto in termini fiabeschi e con una ricostruzione d’ambienti e di costumi perfette e curiosamente affidate a colui che grazie alla pellicola di Benigni e Troisi, del quale i due siciliani da sempre si sono professati grandi appassionati, deve la sua affermazione definitiva, ovvero il pluripremiato Francesco Frigeri.

Film che quindi seppur possa essere banalmente scambiato per una fiaba per famiglie diviene, grazie ai continui cambi di registro dettati dell’onnipresente azione fisica comune a tutte le pellicole del duo siciliano, un modo per trattare diversi argomenti declinati in maniera molto intelligente.

 
Odio l'estate PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 25 giugno 2020

Odio l'estate (Odio l'estate) Italia 2020 Regia di: Massimo Venier Genere: Commedia Durata: 110' Cast: Aldo Baglio, Giovanni Storti, Giacomo Poretti, Lucia Mascino, Carlotta Natoli, Maria Di Biase, Massimo Ranieri, Michele Placido.
Nelle sale dal:
30/01/2020
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 6
L'aggettivo ideale: Classico...

Aldo, Giovanni e Giacomo sono tre genitori che stanno per partire da Milano con destinazione Puglia per trascorrere le vacanze estiveodio_lestate.jpg assieme alle loro famiglie. Aldo è padre di tre figli, perennemente a casa in mutua e sposato con Carmen della quale è molto innamorato.
Giovanni è proprietario di un negozio di calzature, sposato con Paola e padre di Alessia. Giacomo è un dentista affermato, sposato con Barbara e padre del dodicenne Ludovico. Le tre famiglie pur non conoscendosi dovranno coabitare a causa di un errore dell'agenzia che a tutti ha prenotato la stessa villetta.

L’ultima pellicola di Massimo Venier, ritornato a dirigere dopo oltre quindici anni i tre quasi inseparabili Aldo, Giovanni e Giacomo, non aggiunge molto al repertorio o ai precedenti successi del trio milanese, ma ne rappresenta invece un punto definitivo e fermo nella loro già sufficientemente vasta filmografia e dopo alcuni anni a inseguire il successo attraverso nuove formule.
Dimenticate quindi le loro ultime uscite e ripensate invece ai loro primi successi con l’aggiunta di una sorpresa finale e un cameo gentilmente donato da Massimo Ranieri nel ruolo di sé stesso oltre a numerose autocitazioni ripescate dal loro più remoto passato.

A questo s’aggiunga il ripercorrere i medesimi stereotipi che da sempre li contraddistingue, ovvero Giovanni nel ruolo del preciso ai limiti della pignoleria, Giacomo in quello di un padre e marito dedito al lavoro e del tutto fuori dalla vita famigliare e ignaro delle passioni del figlio, per finire con Aldo, genitore e marito presente ma anche vittima di numerosi acciacchi veri o inventati che lo fanno credere un parassita alle spalle della moglie.

Il cast di supporto è perfettamente allineato con i tre protagonisti a partire dalle rispettive famiglie per finire con Michele Placido nel ruolo di un ufficiale dei carabinieri con il desiderio di liberarsi definitivamente di ogni turista di passaggio nel suo paese. Non troverete quindi molto di nuovo in quest’ultimo film e rispetto ai primi AG&G, al tempo stesso però ne sarete probabilmente rassicurati riguardo possibili scelte future.

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 9 di 4711

 

Ultime Recensioni...
feed_logo.png twitter_logo.png facebook_logo.png instagram.jpeg
paypal-donazione.png
Ultimi Articoli inseriti
Il Cinema Asiatico
Gli articolii più letti
Archivio per genere