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La forma dell'acqua - The Shape of Water PDF Stampa
Fantasy
Scritto da Mirko Trincato   
mercoledì 09 settembre 2020

La forma dell'acqua - The Shape of Water (The Shape of Water) USA 2017 Regia di: Guillermo Del Toro Genere: Fantasy Durata: 119' Cast: Sally Hawkins, Michael Shannon (II), Richard Jenkins, Doug Jones, Michael Stuhlbarg.
Nelle sale dal:
14/2/2018
Recensione di: Mirko Trincato Voto: 8
L'aggettivo ideale: Visionario...

La pellicola del 2017 che rivela al mondo pop cinematografico la bravura visionaria del regista messicano Guillermo Del Toro, già conosciuto per la la_forma_dellacqua.jpgsceneggiatura della trilogia de "Lo Hobbit" e per il Labirinto del Fauno e i due capitoli di Hellboy e Pacific Rim.

Tra il cast della pellicola troviamo: Sally Hawkins, Michael Shannon, Richard Jenkins, Octavia Spencer, Zelda Fuller, Michael Stuhlbarg.

Baltimora, 1962, piena Guerra fredda. Elisa Esposito è una donna affetta da mutismo che lavora come addetta alle pulizie in un laboratorio governativo dove avvengono sperimentazioni a scopi militari.

La pellicola di Del Toro viaggia con dei toni fiabeschi e riesce a farsi ammirare al grande pubblico.
Una fiaba per adulti ben riuscita, dove si connubia con molta efficacia nel mondo dark-gotico, in precedenza visto e rivisto dal geniale regista Tim Burton. La pellicola è ambientata nel periodo della guerra fredda, quindi ci troviamo all'interno del conflitto russo-americano, dove tutto si dirotta anche per le motivazioni finali dei personaggi.

La pellicola si nutre di molti spunti interessanti, tra tutti di base troviamo l'empatia tra le dichiarazioni d'intenti.
Di base le diversità fanno da riflessioni in un mondo misogino e nichilista e vengono viste (fortunatamente) come un arricchimento sociale e culturale.

L'anfibio, Elisa, Giles (il suo amico omosessuale) e Zelda (la sua collega afroamericana) fanno parte degli "esclusi" di un mondo fin troppo categorizzato e "categorizzante".

 
Richard Jewell (dvd) PDF Stampa
Drammatico
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 08 settembre 2020

Titolo: Richard Jewell
Titolo originale: Richard Jewell
Caratteristiche del dvd in vendita dal 27 Agosto 2020.

Film
Ad Atlanta nel 1996, Richard Jewell, guardia di sicurezza in servizio durante un concerto che precedeva i giochi Olimpici, scoprì perrichard_jewell_dvd.jpg caso uno zaino abbandonato affianco a una panchina e contente un ordigno pronto a esplodere. Di propria iniziativa decise di fare evacuare la zona scongiurando una strage e limitandone i danni. I media lo dipinsero subito come un eroe, ma iniziarono anche a insinuare che Jewell avrebbe potuto essere l’attentatore. Dopo Sully e The Mule Eastwood prosegue nel narrare la propria versione dell’America. Quella dei fatti di cronaca magari dimenticati o depositati nella memoria delle masse per l’eccesso di informazioni o semplicemente passate in secondo piano a distanza di molti anni. Questa volta il Texano dagli occhi di ghiaccio si cimenta esclusivamente dietro la macchina da presa, consegnando al monumentale Sam Rockwell il ruolo di un amico avvocato che capisce immediatamente dove il sistema vorrebbe trascinare il caso.
A Kathy Bates il prezioso e diffilce ruolo di madre di un uomo di oltre trent’anni che vive ancora con lei. E al trentatreenne e mastodontico Paul Walter Hauser la parte di un uomo appassionato non di legge ma ‘della legge’ e con l’idea fissa di entrare nel mondo delle forze dell’ordine per poter essere veramente utile alla sua comunità. Talmente certo di questa convinzione al punto di essere così zelante dal trovare uno zaino abbandonato e pieno d’esplosivo e trovare anche la forza di fare evacuare una zona salvando molte vite. Diventando eroe per un giorno e vittima del sistema il giorno dopo.
Se Chesley Sullenberger era l’uomo che svolse il proprio dovere e venne quasi condannato e Earl Stone era invece l’insospettabile che faceva da corriere per il cartello messicano dei narcos per poter arrivare a fine mese, ebbene Richard Jewell è l’evidente summa dei due. Condannato ancora prima di subire un processo e perseguitato dall’FBI, pur in assenza di prove evidenti. Ma anche l’uomo della porta accanto esattamente come lo era Stone. Se questi era un colpevole Jewell divenne invece la vittima designata e facile da condannare perché in una società competitiva come quella USA ancora viveva con la madre, credendosi un uomo di legge pur essendo un semplice sorvegliante. Completano il cast Jon Hamm, nella parte di un detective dell’FBI desideroso di trovare un colpevole dove non c’è e Olivia Wilde nel ruolo di una reporter che voleva a tutti i costi uno scoop degno di questo nome. Solito pugno nello stomaco e guanto di velluto per Eastwood, finale conciliante, meno, molto meno, quello del vero Jewell.

Video
Il film prodotto e distribuito da Warner Home Video, viene presentato nel formato cinematografico di 2,39:1 anamorfico.
La confezione presa in esame è una semplice Amaray, bella graficamente ma priva di Artwork interno. Il dvd gode di un quadro video ottimo, se pensiamo al tipo di supporto e, grazie ad un Bitrate medio che si attesta su i 5 Mmps le immagini risultano gradevoli, sufficientemente luminose e abbastanza dettagliate. Molto naturali i colori dai toni caldi. Le riprese con scarsa luminosità risultano meno definite, ma nel complesso riscono a regalarci un quadro video dignitoso. Buoni gli incarnati resi sempre in modo naturale.

Audio
Comparto audio nella media.Troviamo tre traccie in Dolby Digital 5.1.per Inglese, Italiano e Francese. Analizzando la pista sonora in Italiano constatiamo una discreta dinamicità e una sufficiente ricchezza di dettagli in linea con il tipo di codifica. Campo sonoro pulito che ci permette di immergersi nelle nelle varie situazioni e di ascoltare dialoghi sempre chiari per tutta la durata del film.

Extra
Comparto extra composto da un unica featurette intitolata "The real story of Richard Jewell" (6,22) che ci racconta la storia di Richard Jawell attraverso varie testimonianze.

 
Re per una notte PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Mirko Trincat   
giovedì 03 settembre 2020

Re per una notte (The King of Comedy) USA 1983 Regia di: Martin Scorsese Genere: Commedia Durata: 109' Cast: Robert De Niro, Rupert Pupkin, Jerry Lewis, Jerry Langford, Diahnne Abbott, Rita Keane, Sandra Bernhard, Masha, Shelley Hack, Cathy Long, Ed Herlihy.
Nelle sale dal:
1984
Recensione di: Mirko Trincato Voto: 8
L'aggettivo ideale: Notevole...

La pellicola narra le vicende di Rupert Pumpkin,aspirante comico,che cercherà di parlare in tutti i modi con Jerry, il presentatore di un famoso show.reperunanotte1.jpg
La pellicola vanta della regia di Martin Scorsese , nel cast troviamo Robert De Niro nei panni di Rupert Pumpkin e Jerry Lewis nei panni del presentatore Jerry Langford. Jerry è un adulatore delle masse,un uomo ricco e fortunato e molto seguito dal pubblico;si dovrà scontrare contro l'invadenza sconfinata dei suoi ammiratori.

 

Tra la folla riesce ad intrufolarsi nella macchina di Jerry e gli fa capire che sarebbe stato pronto per fare il comico direttamente nel suo show.
Lo lascia con la promessa che ascolterà il master di un suo monologo.
Da lì parte un viaggio che disorienta lo spettatore,un alterazione dello scenario e della razionalità, dove Scorsese ne raffigura il tutto con estrema maestria.

Rupert immagina cose che non esistono e sopratutto ne frutta delle convinzioni; cosa assai peggiore. Cosa è disposto a fare per ottenere il tanto agognato successo?

 

La pellicola vive di uno spaccato. Nella prima parte, troviamo la voglia del protagonista nel riuscire ad avverare il proprio sogno. Mentre nella seconda parte della pellicola,troviamo un Rupert folle,assai comico, ma illuso da un mondo che non girava dalla sua parte. Il tempo scandisce la trepida attesa e Rupert con la sua squilibrata follia si prende gioco di tutti, ma anche di sé stesso.

Abbiamo qui un De Niro straordinario,dove con il suo inesauribile talento, tira fuori una delle miglior interpretazioni della sua splendida carriera.

Ci troviamo di fronte ad una delle pellicole più riuscite del regista Martin Scorsese, alla fine ne sono tutte

 
Il re di Staten Island PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 25 agosto 2020

Il re di Staten Island (The King of Staten Island) USA 2020 Regia di: Judd Apatow Genere: Commedia Durata: 130' Cast: Maude Apatow, Marisa Tomei, Bel Powley, Pamela Adlon, Steve Buscemi, Pete Davidson, Bill Burr, Domenick Lombardozzi.
Nelle sale dal:
30/07/2020
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 6
L'aggettivo ideale: Catartico...

Scott è un ventiquattrenne appassionato di tatuaggi che abita a Staten Island assieme a sua madre Margie, vedova ormai dail_re_di_staten_island.jpg diciassette anni, e a sua sorella Claire, prossima alla partenza per il college. Quando Margie inizierà a frequentare un uomo che come il padre svolge la professione di vigile del fuoco, la vita di Scott subirà un brusco contraccolpo.

L’immaturità e gli atteggiamenti con i quali il ventiquattrenne Scott Carlin affronta gli impegni della vita sono i medesimi che colpirono il giovane comico Pete Davidson a partire dai suoi otto anni, ovvero quando il padre, vigile del fuoco in servizio alla caserma di Staten Island, scomparve nel crollo delle twin towers. Prendendo il là da questa vicenda il cinquantatreenne Judd Apatow, regista trasversale ed esistenzialista, sue le pellicole 40 anni vergine e Un disastro di ragazza, confeziona una nuova catarsi narrativa all’ombra della Grande Mela.

Una catarsi figlia del tempo che passa senza che le sbandate della vita di un giovane uomo, incarnate sotto forma di un nuovo uomo nella vita della madre e di una sorella che lo sta lasciando per frequentare il college, possano scuoterlo fino a farlo crescere.

Pete Davidson, deus ex machina di una pellicola dedicata al padre Scott, offre trasporto personale e battute per un personaggio cucito sulla sua esperienza e al quale Marisa Tomei aggiunge una figura materna comprensiva e protettiva dalla quale il giovane non vorrebbe staccarsi troppo facilmente, il tutto sullo sfondo del borough meno celebrato della Mela.

Il risultato finale porta a interrogarsi se non fosse possibile fare di più e di meglio rispetto a un trascorso che avrebbe meritato ben altra narrazione con la certezza che troppi sono i punti rimasti in sospeso all’interno di un film finto giovanilista.

 
La casa dalle finestre che ridono PDF Stampa
Horror 1
Scritto da Mirko Trincato   
martedì 25 agosto 2020

La casa dalle finestre che ridono (La casa dalle finestre che ridono) Italia 1976 Regia di: Pupi Avati Genere: Horror Durata: 110' Cast: Gianni Cavina, Lino Capolicchio, Giulio Pizzirani, Francesca Marciano, Bob Tonelli.
Nelle sale dal:
30/01/2014
Recensione di: Mirko Trincato Voto: 7
L'aggettivo ideale: Cult...

In un paesino sperduto, arriva un restauratore, per sistemare un affresco ( orrido) all'interno di una chiesa, dove vieneposter-film-la-casa-dalle-finestre-che-ridono.jpg raffigurato un uomo sacrificato e ucciso da un coltello. Misteri e ombre, fanno parte di un passato, che si ripercuote sempre di più nel luogo e allora Stefano, comincerà ad indagare.... Colui che aveva disegnato l'affresco; personaggio particolare, non proprio distinto . Ogni popolano dava una visione diversa e nessuno ci vedeva molto chiaro. Aveva due sorelle che abitavano in Brasile e il Legnani era una persona disturbata mentalmente, dove si rispecchiava la sua "affezione", all'interno delle sue opere molto disturbanti. Arriva qualcosa di strano; ripulendo l'affresco, scopre che oltre all'uomo sacrificato, ci sono due donne; ritornando la mattina, non le trova più.

Il film narra le vicende del restauratore Stefano che si troverà a combattere le sue paure e cercherà a tutti i costi di vederci chiaro. Dove non c'è ombra, il tetro mondo che lo circonda non fa da riparo, anzi questa reticenza lo fa confondere. Le sorelle del pittore, vengono raffigurate con "onore", come una tipologia "politica", simile ai membri di cosa nostra; aiutate dalle radici rurali, che con l'omerta', fanno da scudo alla veridicità dei fatti.
La pellicola si presenta come un soft-horror con un'elevata presenza gotica e con una radice popolare emiliana. La difficoltà nel percepire e nel valutare l'ignoto, fa paura, più dei mostri con i trucchi prostetrici. Per molti tratti del film, questa rincorsa verso il macabro, rende inquieto Stefano; si trasforma in un "giallo" dalle atmosfere noir. Le sorelle del Legnani vivono grazie alle morti degli abitanti, dove rimangono impietriti e soli. Nella pellicola non troviamo giovani, e sopratutto non troviamo bambini. Un territorio recluso da anziani dove non c'è crescita, ma troviamo un distacco, che porta soltanto alla reclusione.

Il regista emiliano confeziona un horror di stampo made in italy, con naturalezza, passando da una visione politica, fino ad un viaggio interiore delle nostre paure e del male che ci circonda. Il padre dell'horror gotico italiano, tira fuori una storia di spessore, ove il terrore fortunatamente precede l'orrore; solo Pupi li sa fare; poi a distanza di anni tornerà nel campo "horror" con il Signor Diavolo nel 2019.

Tra il cast oltre la regia di Pupi Avati, abbiamo Lino Capolicchio,Francesca Marciano, Gianni Cavina. La pellicola si trova su YouTube in buona qualità e se si ricerca il primo Pupi Avati thriller/horror, si possono trovare molte sue pellicole su Prime Video. Possiamo identificare senza problemi questa pellicola del 1976, come un "cult" del cinema horror italiano.

 
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