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Il premio PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 20 aprile 2018

Titolo: Il premio
Titolo originale: Il premio
Italia 2017 Regia di: Alessandro Gassman Genere: Commedia Durata: 100'
Interpreti: Alessandro Gassman, Rocco Papaleo, Gigi Proietti, Anna Foglietta, Matilda De Angelis, Marco Zitelli
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 06/12/2017
Voto: 5,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Rimandato...
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Il premio su Facebook

il_premio.jpgLo scrittore Giovanni Passamonte deve recarsi a Stoccolma per ritirare il premio Nobel, ad accompagnarlo in Svezia ci sono il suo fido segretario Rinaldo, da poco infortunatosi alla schiena, e i suoi due figli: Oreste, personal trainer con un passato da atleta, e Lucrezia che segue il viaggio per il suo blog. Giovanni odia viaggiare in aereo e per questo a bordo di un auto guidata da Oreste i cinque raggiungeranno la Svezia non prima di una serie di fermate proposte dallo stesso scrittore.

Gassman per il suo ‘Premio’ si regala un Proietti che tanto gli ricorda il padre, del quale l’attore romano era molto amico e sodale. Oggi a quasi 77 anni il Giovanni Passamonte di Proietti dona al Mandrake degli anni ’70 una seconda giovinezza artistica e soprattutto cinematografica, perché il film di Gassman consente a Proietti di portare sul grande schermo un personaggio che ha le stigmate del grande teatro d’autore, in perenne bilico fra dramma e commedia.
Un personaggio oltre ogni buon senso e oltre la vita di ciascuno dei suoi numerosi figli nati da differenti donne e altrettanti matrimoni. Proietti ruba la scena agli altri attori relegando lo stesso regista a ruolo di macchietta palestrata che sin troppo bene gli si addice anche ai fini della trama.

La pellicola scritta con la collaborazione di Massimiliano Bruno e dell’abile sceneggiatore Walter Lupo risulta però un gioiello a metà. A metà perchè esattamente sul guado fra caso cinematografico - difficile vedere altrove un cinismo così perfettamente mirato come quello dello scrittore disilluso perfino dal Nobel - ma equidistante anche dalla commedia e con un finale scontato e buonista che rovina una trama che avrebbe l’imprimatur per essere originale ma che a fine corsa si può dire che non funzioni.
L’idea del road - movie e dei personaggi, che perfettamente collimano con i rispettivi interpreti, al solito abilissimo Rocco Papaleo e altrettanto si può dire di Anna Foglietta, non è quindi sufficiente per salvare la terza prova da regista di un Gassman coraggioso anche per aver cercato di trattare in maniera originale il tema del rapporto fra generazioni diverse.

Trailer

 
Tonya PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 20 aprile 2018

Titolo: Tonya
Titolo originale: I, Tonya
USA 2017 Regia di: Graig Gillespie Genere: Drammatico Durata: 121'
Interpreti: Margot Robbie, Sebastian Stan, Allison Janney, Julianne Nicholson, Bobby Cannavale, Paul Walter Hauser, Caitlin Carver, Bojana Novakovic, Mckenna Grace
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 29/03/12018
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Autoriale...
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Tonya su Facebook

tonya.jpgLa vita della pattinatrice a stelle e strisce Tonya Harding narrata in prima persona da lei stessa e da chi l’ha conosciuta più da vicino.
Fin da bambina vero prodigio del pattinaggio su ghiaccio e da sempre vittima di un carattere ancora più indurito dalla presenza di un madre ingombrante che per farla allenare spese ogni dollaro che guadagnava.

La figura di Margot Robbie pare ancora più inscalfibile di quella della vera Tonya Harding, lo scricciolo - pochi centimetri oltre i 150 – di Portland. Carattere ribelle e sguardo perennemente in camera per tentare di convincere il pubblico che la colpa della quale si macchiò – l’aggressione ai danni di Nancy Kerrigan – fosse frutto di una situazione personale difficile, per non dire impossibile, da sostenere, a causa dell’assenza di una famiglia d’origine sgretolatasi quando ancora era molto piccola e sostituita da una madre violenta e irascibile che la opprimeva con richieste di estenuanti allenamenti ai quali seguivano litigi interminabili.
Una madre poi abbandonata per un marito altrettanto manesco e schizofrenico.

Proprio in questo si cela la vera essenza della pellicola del regista Craig Gillespie, il quale decide di narrare la vita della Harding senza soffermarsi eccessivamente sul caso Kerrigan, ma tramite le sue parole e con l’aiuto di alcune vecchie interviste e filmati di repertorio, rigirati per l’occasione con il cast al completo. Aggiungendo a questo finto documentario l’interruzione delle scene con il dialogo in camera fra attori e pubblico. Quella alla quale si assiste è alla fine una pellicola difficile da incasellare in un solo genere.

Non si può infatti definire come semplice genere sportivo, perché prima di tutto siamo al cospetto di uno spaccato della sterminata provincia Americana. Da qui si passa velocemente a un tono più ironico fatto di sorrisi a denti strettissimi, a causa proprio di quel dramma nel quale lentamente scivola, sin dalla tenera età, la vita di una persona votata al sacrificio ma anche all’autodistruzione.
Oscar meritato per l’interpretazione di Allison Janney nel ruolo di LaVona Harding, madre di Tonya. Splendida la colonna sonora in bilico fra successi degli ‘80ies e l’heavy metal tanto apprezzato dalla ‘piccola’ Harding.
Da vedere come un piccolo gioiello di una storia che venti anni or sono fece molto scalpore.

Trailer

 
Strange Days PDF Stampa
Fantascienza
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 20 aprile 2018

Titolo: Strange Days
Titolo originale: Strange Days
USA 1995 Regia di: Kathryn Bigelow Genere: Fantascienza Durata: 146'
Interpreti: Ralph Finnies, Angela Bassett, Juliette Lewis, Tom Sizemore, Mike Wilnott, Vincent D’Onofrio, Glenn Plummer, Brigitte Bako, Joe Urla, Elliott Sanders
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 03/09/1995
Voto: 8
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Caleidoscopico...
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Strange Days su Facebook

strange-days-poster.jpgA Los Angeles vive Lenny Nero, un ex poliziotto della buoncostume e spacciatore di clips per il filo viaggio, una tecnologia illegale in grado di fare rivivere, per mezzo di un lettore cerebrale, tutte le sensazioni incise da chi precedentemente aveva indossato un particolare registratore.
A due giorni dal capodanno del 2000 Lenny si trova recapitata da Tick, il suo pusher di clips, un filmato recante un Blackjack, cioè la morte in diretta di uno dei protagonisti.
Lenny pure rimanendo profondamente contrariato dal filmato lo acquista, da quel momento per lui inizierà un viaggio che gli cambierà la vita.

La vigilia del secondo millennio attraverso lo sguardo di Kathryn Bigelow è molto simile a Blade Runner. Ancora una volta siamo in una Los Angeles perennemente avvolta in una penombra spettarle e in presenza di una bolgia di persone pronte ad affollarne disordinatamente le strade.
Se nella pellicola diretta da Ridley Scott era il test Voight-Kampff a farla tecnologicamente da padrone, in tal caso è lo SQUID la novità del momento e lo strumento per mezzo del quale vive e sopravvive Leonard ‘Lenny’ Nero, un Ralph Finnies lontano dai personaggi shakespeariani che tanto l’hanno reso famoso.

L’attore inglese aggiungendo una sana dose d’ironia e demandando a Angela Bassett la parte più fisica e concreta della coppia, riesce a tramutare un personaggio dal quale probabilmente sarebbe meglio allontanarsi molto rapidamente, in un eroe della porta accanto. È però tutta l’impalcatura della pellicola che riesce a reggersi alla perfezione: ogni personaggio è difatti perfettamente delineato, inclusa la giovane cantante Faith impersonata da Juliette Lewis e per tacere di Angela Bassett nel ruolo di una tassista per VIP, che vede in Lenny qualche cosa di più di un semplice spacciatore di vecchi ricordi.

La regista divide con l’ex marito James Cameron e con il co –sceneggiatore Jay Cocks, noto al grande pubblico per aver collaborato anche alla realizzazione di Star Wars, il merito di una pellicola apparentemente pessimistica ma al tempo stesso carica di pathos e adrenalina; non ci riferiamo di certo a quella pompata nel sangue grazie alla filo trasmissione ma a quella narrata da una sceneggiatura perfettamente orchestrata fra I meandri di una città in attesa del nuovo millennio.

 
Natale da Chef (dvd) PDF Stampa
Commedia
Scritto da Davide Sorghini   
mercoledì 11 aprile 2018

Titolo: Natale da Chef
Titolo originale: Natale da Chef
Caratteristiche del dvd in vendita dal 11 Aprile 2018.

Film
Gualtiero Saporito è un grande chef ma solo nella sua testa: con i suoi arditi mix di ingredienti, cucina solonatale_da_chef_dvd.jpg schifezze ma non demorde, insistendo a proporre la sua cucina in ogni occasione e ricevendo insulti e porte in faccia. La sua tenacia, un giorno, viene premiata. Sarà il Natale alle porte? Furio Galli, proprietario di una famosissima ditta di catering, gli offre il posto di capo cuoco nella brigata che parteciperà alla gara d'appalto indetta per "sfamare" il prossimo G7. Il disegno di Furio ovviamente è losco. Per salvare la sua azienda sull'orlo della bancarotta infatti, ha promesso al suo avversario di lasciarlo vincere in cambio di un "cospicuo regalo". Gualtiero si troverà così alle prese con un aiuto cuoco che non sente i sapori, un sommelier astemio e una pasticcera che esce dalle torte anziché prepararle....
Anche quando parti motivato, convinto che non potrà essere un aborto solo sulla sfiducia, che qualcosa di buono si possa anche trovare, magari andando a scavare, stando attenti ai minimi particolari, volendo sforzarsi... no, niente: il cinepanettone è semplicemente insalvabile. Inqualificabile. Demoralizzante. Una comicità da latrina pervade la sceneggiatura di Alessandro Bencivenni, Domenico Saverni, Gianluca Bomprezzi e Neri Parenti: sesso e il nulla dominano i dialoghi e, a dire il vero, si tratta di battute a base di sesso e nulla pure goffe e stantie, non fra le migliori neppure nel loro campo insomma. E se pare inevitabile e in un certo modo giustificabile la presenza di Massimo Boldi, Enzo Salvi e Biagio Izzo (ma anche Paolo Conticini, Loredana De Nardis e Maurizio Casagrande hanno già frequentato il genere), così le vittime sacrificali sull’altare della misoginia conclamata sono qui la modella spagnola Rocio Munoz Morales e l’ex miss Italia 2003 Francesca Chillemi.
Già meno comprensibile è la necessità di comparire in un simile sottoprodotto per Milena Vukotic, mentre al critico gastronomico Gianfranco Vissani si può concedere la vanità di una goliardica comparsata cinematografica nei panni di sé stesso. La costruzione della storia è barcollante, il ritmo non esiste e tutta la trama vive di espedienti ridanciani di bassa lega finalizzati a tirarla lunga in vista del posticcio gran finale. Nella sequenza conclusiva i Grandi Capi del pianeta vengono a contatto con il nostro protagonista: e giù caricature in stile Bagaglino, con tanto di insistito primo piano dell’invadente deretano di Angela Merkel in omaggio a quel ‘culona inchiavabile’ con cui la liquidò l’allora premier italiano Berlusconi....

Video
Prodotto da Medusa, Mari Film e Ideacinema, "Natale da Chef" viene distribuito da Warner e presentato nel formato cinematografico di 1,85:1 anamorfico. La confezione è una semplice Amaray priva di Artwork interno.
Il dvd gode di una qualità video eccelsa per il tipo di supporto, e, grazie ad un Bitrate medio molto generoso che si attesta oltre i 7,50 Mbps/sec, le immagini sono sempre limpide, luminose e ricche di dettagli. Anche le riprese in penombra, riscono a regalarci un quadro video appagante che ci permette di cogliere molteplici sfumature.
Ottima la resa dei colori. Perfetti gli incarnati resi sempre in modo naturale. Un dvd perfetto!

Audio
Troviamo una traccia audio Dolby Digital 5.1. dall'ottima dinamica e perfetta per il tipo di film. Ricca di dettaglio. Un plauso va fatto alla pulizia del suono che ci regala dialoghi cristallini per tutta la durata del film, non facendoci perdere nessuna battuta. Interessanti i buoni effetti di ambienza nelle varie scene e ottima riproduzione della colonna sonora.

Extra
Comparto extra sufficiente per il genere di film, troviamo un'esaustivo "Backstage" (15,53) e le "Papere" (0,52) sul set.

Trailer

 
Omicidio al Cairo PDF Stampa
Thriller1
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 06 aprile 2018

Titolo: Omicidio al Cairo
Titolo originale: The Nile Hilton incident
Svezia, Danimarca, Germania, Francia 2017 Regia di: Tarik Saleh Genere: Thriller Durata: 106'
Interpreti: Hichem Yacoubi, Fares Fares, Mari Malek, Yasser Ali Maher, Ahmed Selim, Hania Amar, Mohamed Yousry, Slimane Dazi, Ger Duany
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 22/02/2018
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Corposo...
Scarica il Pressbook del film
Omicidio al Cairo su Facebook

omicidio_al_cairo.jpgIn un elegante albergo del Cairo una cameriera diventa involontaria testimone dell’omicidio di una cantante di successo. A seguire le indagini Nourredine, poliziotto corrotto che estorce dai commercianti denaro in cambio di protezione.

Premiato all’ultima edizione del Sundance Film Festival la pellicola del regista Tarik Saleh, il cui titolo tradotto richiama semplicemente a una trama noir, è anche e in realtà una chiara denuncia nei confronti del recente passato, un passato che sette anni or sono condusse alla cosiddetta ‘primavera araba’.
Nel film la rivolta di piazza Tahir sta montando sullo sfondo di una metropoli vittima dell’estorsione sia di una ristretta cerchia di affaristi sia da parte delle stesse forze dell’ordine.

I protagonisti, nessuno dei quali innocente, rimangono inizialmente tutti avvinghiati alle loro idee e usanze, fino a una presa di coscienza che assume le sembianze di un detective corrotto e che come altri suoi colleghi preferisce regolarmente girarsi dalla parte opposta.

Nourredine, impersonato dall’attore Fares Fares, diviene la valvola di riscatto esattamente nel momento in cui s’imbatte nel classico caso che potrebbe valere la carriera di ogni poliziotto.
Un caso scomodo e che se fossimo a molte centinaia di miglia porterebbe per esempio ‘Dirty’ Harry Callaghan a imbracciare la sua 44 magnum ma che invece, nel nostro caso, porterà Nouuredin a trasformarsi definitivamente: una cameriera ha assistito al selvaggio omicidio di una cantante.

Il colpevole fa parte di un gruppo di ricchi affaristi. A nessuno può far comodo sapere che l’assassino è un ricco uomo d’affari vicino al presidente Mubarak, ma per il detective la misura è ormai colma e non ci si può più girare dall’altra parte.
Sia il regista sia il protagonista, entrambi egiziani di origine danese, hanno dovuto affrontare non poche difficoltà per narrare una storia che trae la propria linfa da un vero fatto di cronaca nera.
Un delitto compiuto nel 2009 e che vide i colpevoli realmente fin troppo vicini, se non dentro, le stanze del Rais Hosni Mubarak. Proprio per tali ragioni le difficoltà del regista si sono concretizzate a pochi giorni dall’inizio delle riprese, quando il governo gli impedì di girare nella capitale costringendo lui e la troupe a migrare in Marocco.

Una pellicola che una volta vinti i primi dubbi scorre veloce e che affonda le proprie radici in due solchi: sia nel thriller hard-boiled alla Philip Marlowe, impossibile non notare la disillusione di un protagonista decisamente molto simile a quella del personaggio generato dalla fantasia di Raymond Chandler, ma anche in un secondo solco che cavalca la più evidente delle denunce politiche.

Trailer

 
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