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Il campione PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 23 aprile 2019

Titolo: Il campione 
Titolo originale: Il campione
Italia 2019 Regia di: Leonardo D’Agostini Genere: Drammatico Durata: 105'
Interpreti: Stefano Accorsi, Andrea Carpenzano, Ludovica Martino, Mario Sgueglia, Camilla Semino Favro, Anita Caprioli, Massimo Popolizio, Sergio Romano
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 18/04/2019
Voto: 7,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Intimista...
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Il campione su Facebook

il_campione.jpgChristian è un giovane fuoriclasse della Roma che dopo essere stato redarguito più volte per le continue bravate extra calcistiche, viene minacciato da una società che da lui pretende un comportamento esemplare. Valerio è un professore di filosofia e lettere, digiuno di calcio, ed è l’uomo al quale la Roma affida Christian nel tentativo di fargli raggiungere una maturità anche morale.

Fra le mura del centro tecnico di Trigoria si srotola la vita di due personaggi tra loro molto differenti. Da un lato un giovane campione, Andrea Carpenzano nel suo ennesimo ruolo di coatto di borgata, originario del Trullo e romanista da sempre, avvezzo a scene che con il calcio hanno ben poco a che fare, circondato da una pletora di approfittatori di varia specie a cominciare da un padre ripresentatosi alla sua porta non appena il figlio ha firmato un contratto a sei zeri. E dall’altra parte Valerio, ex professore di liceo che non frequenta lo stadio e le chiacchiere da bar, se non quando gioca la nazionale, e che desidera mantenere il più grande riserbo nei confronti di un passato difficile da dimenticare.

La prima pellicola di D’agostini, scritta da un duo di sceneggiatrici (Antonella Lattanzi e Giulia Steigerwalt), è capace di dare un taglio molto intimista alle vicende di un borgataro con il talento di un campione, riuscendo a scardinare le convinzioni di chi pensa che sport e cinema siano, esattamente come i due protagonisti, difficilmente conciliabili.
Ogni aspetto della vita dell’atleta, e la solitudine con la quale si approccia alla sua professione, che prima di tutto è un gioco, dimostra quello che da sempre afferma Francesco Totti, che ha riconosciuto come il film sia la peretta sintesi della vita di un giovane atleta, ovvero come ormai giocare ad alti livelli non ti consenta di fare gruppo con i tuoi compagni di squadra a causa di insane abitudine extra calcistiche che ti fanno pensare di essere divo ancor prima che sportivo.

Un film sul calcio dove lo sport passa immediatamente in secondo piano e dove l’aspetto della presa di coscienza del protagonista è rappresentato sia da un docente problematico come Valerio, impersonato superbamente da Stefano Accorsi, ma anche da Ludovica Martino che impersona Alessia, una studentessa di medicina, e una ragazza alla quale Christian si lega perché esterna al suo giro di conoscenze e per questo capace di farlo riflettere grazie alla sua neutralità.

Complimenti ai due registi e produttori Sibilia e Rovere che dopo aver segnato gli ultimi anni con pellicole vincenti come la trilogia di Smetto Quando Voglio e Veloce come il vento, nella quale evoluiva lo stesso Accorsi, sono riusciti a credere in un progetto vincente e ben confezionato di un regista esordiente.

 
Copia Originale PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 23 aprile 2019

Titolo: Copia Originale 
Titolo originale: Can You Ever Forgive Me?
USA 2018 Regia di: Marielle Heller Genere: Drammatico Durata: 107'
Interpreti: Melissa McCarthy, Richard E. Grant, Jane Curtin, Dolly Wells, Anna Deavere Smith, Josh Evans (III)
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 21/02/2019
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Diretto...
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Copia Originale su Facebook

copia_originale.jpgLa scrittrice Lee Israel ha da poco perso il suo lavoro come correttrice di bozze presso il New Yorker e per sbarcare il lunario inizia, assistita da Jack Hock, un pusher senza fissa dimora, a creare finta corrispondenza di artisti famosi da rivendere a esperti antiquari.
Quando tutto pare andare per il meglio una prima segnalazione giunta all'FBI inizia a generare i primi sospetti riguardo le lettere venduta da Lee.

La scrittrice Lee Israel era in vita tanto odiosa come la Melissa McCarthy che la interpreta sul grande schermo? Chi l’ha realmente conosciuta è pronto a dire senza tema di smentita di sì e ad affermare che l’attrice comica originaria di Plainfield abbia saputo impersonarla come meglio non si poteva. Odiosa e al tempo stesso terribilmente sola e legata esclusivamente al suo fido gatto che accudiva come un figlio.

La pellicola ci sa restituire il mondo di un’autrice che ruota da sempre nel campo dell’editoria ma che a causa di un carattere impossibile, e di una vena artistica che ormai latita da tempo, non riesce più a trovare un modo per guadagnarsi da vivere.
Il mondo di Lee è anche quello che gira attorno alle librerie antiquarie e che grazie a queste gli permetterà di ricominciare a guadagnare nel mentre che consuma numerosi bourbon ini bar di quart’ordine in compagnia del suo (quasi) amico, ma sicuro approfittatore, Jack Hancock; un Richard Grant in grado di muoversi fin troppo bene nel ruolo di un pusher senza casa e incapace di qualunque moralità al punto di trovarsi candidato alla statuetta Oscar come miglior attore non protagonista.

La fotografia di Brandon Trost ci riesce a restituire una New York intravista solamente in rare occasioni e attraverso le sapienti inquadrature viste nelle pellicole di Woody Allen e il risultato finale è anche molto attuale a causa della guerra a tutto campo che si combatte nel tentativo di smascherare possibili false notizie, rappresentando al tempo stesso uno scorcio sulla vita depravata e sconfitta di un’antieroina dei nostri giorni che però ha saputo rimediare a tutto quello che aveva guadagnato illegalmente.

Oltre a Grant il film dell’eclettica scrittrice e regista Marielle Heller, nota per aver diretto Diario di una teenager e per aver partecipato in veste di attrice a La preda perfetta ha saputo imporsi e candidarsi alla notte degli Oscar sia in termini di sceneggiatura non originale; scritta a quattro mani da Nicole Holofcener e Jeff Whitty e basata sulle memorie della stessa Lee Israel, sia nella categoria di migliore attrice protagonista, grazie alle indubbie qualità di un’eccezionale Melissa McCarthy.

 
Cafarnao - Caos e miracoli PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Stefano Priori   
martedì 16 aprile 2019

Titolo: Cafarnao - Caos e miracoli 
Titolo originale: Capharnaüm
Libano, USA 2018 Regia di: Nadine Labaki Genere: Drammatico Durata: 120'
Interpreti: Zain Alrafeea, Yordanos Shifera, Boluwatife Treasure Bankole, Kawsar Al Haddad, Fadi Youssef
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 11/04/2019
Voto: 5
Recensione di: Stefano Priori
L'aggettivo ideale: Surreale...
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Cafarnao - Caos e miracoli su Facebook

cafarnao_caos_e_miracoli.jpgA Beirut una città fantasma, così ce la mostra la Regista Libanese Nadine Labaki, tutto è Caos. La crudezza delle immagini che la scenografia supporta, ricorda il ruolo del reporter di guerra. In questa esemplificazione, la regista ci mostra il degrado in cui la popolazione e i protagonisti vivono, che sembra essere più uno stigma che una fase introspettiva.
Forse un film documentaristico avrebbe reso con più forza le stesse immagini.

E' un film con un altissimo ritmo di immagini e di sequenze. E la macchina a mano genera dopo un'ora e mezza, una certa nausea. Un film necessita più di poesia che di durezza, la sceneggiatura invece ci racconta il disagio di Zain, un bambino 12 enne, che chiede al giudice all'inizio del film, di condannare i suoi genitori per averlo messo al mondo.

Questo aspetto epico non ci convince come dato di fatto, perchè sotto questa condanna ricadrebbe l'intera Beirut. E la Regista Libanese, mostra nella prima parte del film, degli spezzoni di filmati, più che una sceneggiatura completa. Zain a casa sua, prima di entrare in carcere, vive solo un disordine affettivo e umano. Risulta fortemente scontata la visione dei bambini che giocano con fucili di legno, come lo è la visione di Assad 30 enne, che vuole prendere in sposa la sorella di Zain, Sahr ancora bambina.

Queste circostanze, ci sembrano poco convincenti e mostrano come dato della realtà Araba, promiscuità, inganno, e coercizione sui bambini, come unico dato di fatto. Zain difende se stesso dall'inizio alla fine del film, dalla crudezza della realtà che incontra e da un alone impermeabile, che sembra essere solo una vista infernale. Nasce una domanda, ma la realtà che Nadine Labaki ci mostra è realistica o la realtà è uno stigma usato per le ragioni intinseche del film? Il popolo Arabo è davvero solo questo? Quello che ne viene fuori è imbarazzante.

Dopo la partenza solitaria di Zain in pullmann, lo spettatore vive un momento poetico. Zain sulla ruota panoramica guarda il mare dall'alto. Poi il rapporto prolungato di Zain con la ragazza madre Etiope e suo figlio Yonas mostra ancora dei tratti poetici che danno alla seconda parte del fim una sua scorrevolezza. Ma cosa dire a Nadine Labaki. Perchè incentrare la sceneggiatura su un bambino che a 12 anni diventa subito adulto nel film e nella vita, con una coscienza oltremodo irreale. Tecnicamente un uso diverso della macchina da presa avrebbe imposto più credibilità all'intero film.

Credo che su Zain la regista abbia esercitato una violenza inconscia per ottenere il meglio da lui, che risulta certamente molto bravo ma che è allo stesso tempo caricato di una responsabilità enorme.
L'uso di una Steadycam sarebbe stato più opportuno per raccontare il film. In fondo a me il film non dispiace nello stile, ma appare alquanto ancorato a una visione occidentale del mondo Arabo. Il finale poi è disancorato da ogni logica sequenziale filmica, le immagini risultano movimenti di camera a mano esagerati, che raccontano la realtà in un senso poco credibile. In realtà tutto è caos.

Trailer

 
Seal Team (Prima Stagione) (dvd) PDF Stampa
Azione
Scritto da Luca Orsatti   
domenica 14 aprile 2019

Titolo: Seal Team (Prima Stagione)
Titolo originale: Seal Team (Season 1)
Caratteristiche del dvd in vendita dal 10 Aprile 2019.
Acquista l'edizione dvd del film al miglior prezzo!

Film
Seal Team, creata da Benjamin Cavell, è una serie che ruota intorno alle pericolose missioni del Team Bravo,seal_team_1.jpg un’unità d’elite dei Navy SEAL: sotto la guida del comandante in capo speciale Jason Hayes, la squadra affronta le minacce che potrebbero abbattersi sul loro Paese, progettando piani e incursioni piene di rischi in ogni parte del mondo e, tornati a casa, affrontano il peso dell’uniforme che indossano insieme alle loro famiglie.... È una serie d'azione, di unione, e ci fa vedere come i soldati tra loro si danno forza per affrontare le tragedie che incontrano quotidianamente sul loro cammino. Sono più di semplici colleghi o amici, sono una vera e propria famiglia.
Una famiglia che anche se non di sangue è reale.
Ci insegna anche che chi si arruola nell’esercito, lo fa per dedizione e amore verso il proprio Paese e sono disposti a correre qualunque sacrificio, anche la morte. Hanno degli ideali e per loro ogni missione ha un unico obiettivo: non fallire. Molte volte quando tornano dalle famiglie, in realtà, sono ancora aggrappati ai ricordi delle missioni appena compiute; dove, hanno rischiato di morire o hanno perso un loro compagno. Ritornare alla vita di tutti i giorni non è mai facile per loro, seal_team_2.jpgsoprattutto inserirsi nuovamente nel nucleo familiare, dopo magari mesi e mesi di assenza.
Menzione d’onore, va per me, assolutamente, ad un importante membro del team: il cane che accompagna i nostri soldati in tutte le missioni, andando in avanscoperta, rischiando per primo la sua vita per salvare i suoi compagni umani da eventuali pericoli!
Serie tv ben realizzata e interessante, con episodi singoli autoconclusivi, anche se c’è comunque in sottofondo una storia con un filo conduttore.
Visivamente la serie impressiona: i colori sono taglienti, tanti chiaroscuri in cui sguazzano alla perfezione i flash degli M4 e dei laser di puntamento, più gli scorci di paesaggi lontani dal portellone spalancato di un elicottero da combattimento.
Uno dei punti di forza maggiori è la cura dei dettagli, sia nelle azioni, che in tutto quello che circonda o ricopre i protagonisti. Gli equipaggiamenti provengono dalla quasi sterminata marea di marchi e modelli utilizzati dai veri operatori, aspetti che un occhio esperto coglie al volo riconoscendo lo sforzo compiuto nella ricostruzione storica, e che uno spettatore occasionale apprezza inconsciamente mentre si gode una scena palesemente ben fatta. Non per nulla il successo mediatico e la copertura pubblicitaria della serie gode dell’effetto volano delle ditte sponsor di ogni fotogramma: accanto alla pubblicità della casa cinematografica, si associano le case di equipaggiamenti e accessori, molte davvero di nicchia anche per il mercato militare, che fanno rimbalzare sui social, IG in primis, i fotogrammi in cui campeggia il proprio prodotto.... Non per nulla forse l’unica pecca sono quei frame che strizzano l’occhio per i millisecondi giusti al mondo delle inquadrature pubblicitarie. Ma sono inezie. Seal Team è la serie che aspettavamo......

Elenco episodi:
1) Tip of the Spear - [Obiettivo di alto valore]
2) Other Lives -  [Altre vite]
3) Boarding Party -  [Centaurus]
4) Ghosts of Christmas Future - [Fantasmi di un Natale futuro]
5) Collapse - [Collasso]
6) The Spinning Wheel - [La ruota della vita]
7) Borderlines - [Confini]
8) The Exchange - [Lo scambio]
9) Rolling Dark - [Cassa di birra]
10) Pattern of Life - [Il reclutatore]
11) Containment - [Contenimento]
12) The Upside Down - [Il recupero]
13) Getaway Day - [L'imboscata]
14) Call Out - [L'uomo misterioso]
15) No Man's Land - [Terra di nessuno]
16) Never Get Out of the Boat - [Mai scendere dalla barca]
17) In Name Only - [Schiavitù]
18) Credible Threat - [Minaccia credibile]
19) Takedown - [La cattura]
20) Enemy of My Enemy - [Nemico del mio nemico]
21) The Graveyard of Empires - [La tomba degli imperi]
22) The Cost of Doing Business - [Il prezzo da pagare]

Video
Prodotto da Paramaut Pictures e distribuito da Universal Pictures la serie tv viene presentata, per il nostro mercato, solo in dvd senza contare sul supporto in alta definizione. I 22 episodi sono divisi su sei dischi in un cofanetto classico formato da un'amaray trasparente con un semplice artwork interno dove sono impressi tutti gli episodi e la loro breve trama. La serie è presentata con un formato video di 1.78:1 anamorfico. A livello tecnico la qualità dell'immagine è sufficiente ma non riesce a raggiungere le caratteristiche di altre edizioni analizzate in passato. Con tutta probabilità la causa è da imputarsi a un Bitrate medio particolarmente basso che oscilla dai 2 i 3 Mbps.
Il quadro video è fondamentalmente privo di macro difetti ma le immagini risultano abbastanza morbide e portate a nascondere i vari particolari. I contrasti sono nella media e il punto di bianco risulta ben bilanciato, permettendo di esaltare le scene più luminose. Colori naturali.

Audio
Sono presenti quattro tracce audio in formato Dolby Digital 5:1. La qualità è molto buona e la resa complessiva riesce a coinvolgere durante la visione, creando un ottimo campo sonoro che avvolge lo spettatore. Sempre all'altezza l'uso del canale centrale che permette di ascoltare dialoghi chiari anche nelle scene dove l'azione è più concitata.

Extra
Comparto extra soddisfacente, suddiviso nel primo e sesto disco.
"Promo lancio" (2,34) (Disco 1) Featurette di puro stampo promozionale che ci introduce alla serie.
"Seal Team: Introduzione alla prima stagione" (21,20) (Disco 6) Interessante featurette, ricca di aneddoti, che ci racconta di questa prima stagione, attraverso interviste e dietro le quinte.
"Il cane caporale: Dita" (5,01) (Disco 6) Featurette incentrata sul cane Dita.
"Missione: Esplorazione del set" (5,24) (Disco 6) Il set dove sono stati girati gli episodi.
"Sul set" (2,40) (Disco 6)
"Papere" (2,33) (Disco 6)

 
In guerra PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 12 aprile 2019

Titolo: In guerra 
Titolo originale: En guerre
Francia 2018 Regia di: Stéphane Brizé Genere: Drammatico Durata: 112'
Interpreti: Vincent Lindon, Mélanie Rover, Jacques Borderie, David Rey, Olivier Lemaire, Rufin Sipi, Bruno Bourthol, Sébastien Vamelle, Jean-Noël Tronc, Valérie Lamond
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 15/11/2018
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Potente...
Scarica il Pressbook del film
In guerra su Facebook

in_guerra.jpgUna multinazionale francese dopo aver garantito la piena occupazione di tutta la forza lavoro decide all’improvviso di chiudere senza preavviso. Laurent Amédéo, uno degli operai, è anche il sindacalista che si siede al tavolo delle trattative nel tentativo di impedire questa decisione.

Vincent Lindon prosegue nella sua personale ricerca dal retrogusto antropologico e riguardante gli ultimi della specie.
Dopo aver sondato il tema degli immigrati e quelli di un uomo che pur di lavorare è disposto a essere guardia giurata all’interno di supermercato, questa volta l’attore francese, ancora una volta diretto dal regista Stéphane Brizé, letteralmente rappresenta una fascia, il mondo degli operai, impegnati in una lotta impari contro una multinazionale intenta a lasciare 1100 persone senza stipendio e nonostante le molte promesse spese in precedenza.

Lindon, ormai avvezzo a parti di tale tipo, riesce nuovamente incastonare il suo viso tagliato con l’accetta in quello di un operaio intento a dichiarare guerra al suo posto di lavoro aggiungendoci non solo le trattative che sfociano spesso in rivalità personali ma anche la vita privata di un manipolo di uomini con le loro speranze appese a un semplice filo.

Una pellicola candidata alla palma d’oro del festival di Cannes 2018, dal retrogusto amaro senza molte chiavi di lettura che vadano poco oltre il titolo. Un film che rapisce per la cruda realtà filtrata dalle finestre di una fabbrica e dalla vita di un gruppo di persone.

Trailer

 
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