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Mi chiamo Francesco Totti PDF Stampa
Documentario
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 23 novembre 2020

Mi chiamo Francesco Totti (Mi chiamo Francesco Totti) Italia 2020 Regia di: Alex Infascelli Genere: Documentario. Durata: 101' Cast: Francesco Totti. 
Nelle sale dal: 
19/10/2020 
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 6
L'aggettivo ideale: Calcistico ...

Agiografia dell’ex capitano romanista narrata con la voce dello stesso Francesco Totti e girata dal cinquantatreenne Alex Infascelli, noto per numeosi videoclip e

Mi chiamo Francesco Totti.jpg

per altrettanti film non certo di cassetta ma che come Il siero delle Vanità e Almost Blue, furono favorevolmente accolti  dalla critica.
Questa volta Infascelli ci porta nel cuore della Roma giallo rossa e alla vigilia dell’ultima gara giocata dal calciatore più rappresentativo della capitale. Vera icona e metro di giudizio per ogni bandiera del passato e del futuro.

In un’epoca nella quale le bandiere sportive non sono più abituate a essere sventolate, il Totti calciatore, sempre affiancato e consigliato da amici e famigliari che appaiono in filmati di repertorio, decise di restare sempre a Roma, rifiutando le avances di club ben più prestigiosi per potersi trasformare in un’icona che nella Roma, squadra per la quale tifava fin dall’infanzia, non ha visto solo un club calcistico ma un modo per potersi affermare e restituire qualche cosa alla propria città.

Partendo dalla biografia scritta a quattro mani dallo stesso ex capitano assieme al giornalista Paolo Condò, il film prende il via in un immaginario prepartita nell’attesa di scendere in campo per l’ultima volta e dopo venticinque anni da professionista, mentre l’uomo prima, e solo poi il calciatore, si gira per ripercorrere la propria infanzia e i primi calci tirati nella scuola calcio a pochi passi da casa e poi su fino ai successi, allo scudetto vinto nel 2001, al mondiale di Germania, ai battibecchi con gli allenatori e il pubblico, alle lacrime dei tifosi e la stima degli avversari.

Documentario che sarà molto apprezzato dai tifosi giallo rossi, ma film che al tempo stesso non riesce a catturare completamente gli interessi di uno spettatore neutrale e a digiuno d’italica pedata perché, nonostante il tentativo d’Infascelli di far recitare all’ex ragazzino prodigio il ruolo d’Io narrante, la pellicola non riesce a lasciare traccia di qualche cosa che vada oltre agli eventi sportivi fino a scivolare da quest’ultima in qualche cosa di più personale.

 
Sono affari di famiglia PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 13 novembre 2020

Sono affari di famiglia (Family Business) USA 1989 Regia di: Sidney Lumet Genere: Drammatico Durata: 115' Cast: Sean Connery, Dustin Hoffman, Matthew Broderick, Rosanna DeSoto, Victoria Jackson, B.D. Wong, Luis Gùzman
Nelle sale dal:
02/02/1989
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 5,5
L'aggettivo ideale: Famigliare...

Adam McMullen, studente di biologia arrivato a un passo dalla laurea prima di abbandonare il College, si scontra ripetutamente con suo padre Vito, grossista disono-affari-di-famiglia-poster-384x576.jpg carne di New York, per le sue scelte e per aver deciso di riavvicinare suo nonno Jesse, che da sempre vive di espedienti e furti.
Adam propone a Jesse un colpo sicuro ma i due necessitano di un terzo complice e per questo hanno pensato a Vito che però non vuole più avere a che fare con suo padre.

Dustin Hoffman nel ruolo del figlio di Sean Connery, ovvero un attore poco più anziano di lui, e Matthew Broderick in quello del più giovane membro della famiglia McMullen destinata a dedicarsi ai furti e alle truffe ma senza mai sopraffazione se non reciproca.

Il film diretto da Sidney Lumet presenta una precisa spaccatura fra prima e seconda metà con un colpo che può fungere sia da svolta famigliare ma anche da svolta economica nella prima, mentre nella seconda è il legame che unisce e al tempo stesso divide Jesse, Vito e Adam che la fa da padrone.


Un film che una volta terminato non si fa di certo rimpiangere proprio perché il regista originario di Filadelfia ha voluto reggerlo quasi esclusivamente sulle capacità di dialogo e il rapporto tra due mostri sacri, mentre la narrazione latita pesantemente in termini di sceneggiatura.

Un peccato causa un cast di primo livello e un timoniere che in passato e meglio di altri ha saputo narrare il mondo della criminalità e quello dei rapporti di famiglia pieni di contrasti.

 
Hagazussa: La strega (dvd) PDF Stampa
Horror
Scritto da Davide Sorghini   
martedì 10 novembre 2020

Titolo: Hagazussa: La strega
Titolo originale: Hagazussa
Caratteristiche del dvd in vendita dal 16 Settembre 2020.

Film
Nel XV secolo, Albrun vive nelle Alpi prendendosi cura di una mandria di capre da quando sua madre è morta, vent’anni prima.hagazussa.jpg
Un giorno, però, Albrun si rende conto di come nelle profondità del bosco si nasconda una presenza sinuosa che trasformerà la sua realtà in un incubo.

Il giovane Feigelfeld, austriaco, classe 1988, al di là della riuscita o meno di questo misterioso “Hagasuzza”, è un talento. Questo film sfiora a tratti la videoarte di Grandrieux, per esempio, e il nostro trentenne riesce a tenere le briglia di un prodotto certamente ambizioso e coraggioso. Complimenti. Detto questo, entrando nel merito di “Hagazussa”, dico subito che è un film ostico e fin troppo misterioso. Che concede pochi appigli e lascia che siano i simbolismi e l’estetica a far sì che, alla fine, sia un film molto interessante. Difficile pure metterlo in qualche categoria, anche se certamente l’horror, sui generis, è la casella più semplice da riempire.

Le Alpi Austriache, un medioevo suggerito dalla peste e dai costumi, la natura preponderante e decisiva, e il racconto di una crescita, quella di Albrun, isolata con la madre, presunta strega, in un casolare in mezzo ai boschi. Film diviso in quattro parti, “Ombra”, “Corno”, “Sangue” e “Fuoco”, di cui la seconda è decisamente la migliore e il perno centrale dell’opera. Un Cinema, se si vuole, differente per ogni segmento, arrivando fino all’allucinazione delle ultime due sezioni, quelle decisamente più complesse.

Un’opera affascinante e gotica, paludosa e sensuale, scura e disperata, dove i paesaggi dominano sulle pulsioni, sulle credenze popolari e sulla fede. Pochissimi dialoghi, molta materia sul fuoco che brucia lento, forse troppo. Non tutto è centrato, Feigelfeld si affida troppo ai simbolismi e al folklore, ma quando la notte si schiarisce, la luce brilla molto intensa. Non per tutti.

Video
Il film prodotto da Deutsche Film viene distribuito per il mercato Home Video da Blue Swan e presentato nel formato cinematografico di 1,39:1 anamorfico. La confezione presa in esame è una semplice Amaray, bella graficamente ma priva di Artwork interno. Siamo di fronte a un dvd di ottima fattura che testimonia la cura in fase di encoding. Le immagini risultano sempre definite e brillanti con una paletta cromatica naturale. Le riprese tra la neve godono di una luminosità entusiasmante, corpose e ricche di dettagli. Fedeli gli incarnati. Dvd di qualità!

Audio
Comparto audio ben sfruttato. Troviamo due traccie in Dolby Digital 5.1. in lingua originale e Italiano. Analizzando la pista sonora in Italiano possiamo constatare che ci troviamo di fronte a una traccia di qualità, dalla buona dinamica e ricca di dettagli in linea con il tipo di codifica.
Il campo sonoro è ben realizzato e ci permette di immergerci nelle nelle varie scene e di ascoltare dialoghi sempre chiari per tutta la durata del film.

Extra
Comparto extra assente. Peccato!.

 
Restiamo amici PDF Stampa
Commedia1
Scritto da CIro Andreotti   
giovedì 29 ottobre 2020

Restiamo amici (Restiamo amici) Italia 2019 Regia di: Antonello Grimaldi Genere: Commedia Durata:87' Cast: Alessandro Roja, Libero De Rienzo, Violante Placido, Sveva Alviti, Gioia Libardoni, Ivano Marescotti.
Nelle sale dal: 
04/07/2019
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 5,5
L'aggettivo ideale: superfluo ...

Il dottor Alessandro Colonna si trova a quarant’anni a vivere da single assieme a suo figlio Giacomo. Quando il suo migliore amico Gigi gli domanda di raggiungerlolocandina.jpg in Brasile, dove abita, perché a un passo dalla fine, Alessandro non se lo fa ripetere due volte.

Una volta arrivato Alessandro viene informato da Gigi che lo scopo del suo viaggio è riuscire a incassare l’eredità paterna vincolata al fatto che Gigi possa dimostrare di avere avuto dei figli. Per questo Alessandro dovrà spacciare Giacomo per il figlio dell’amico.

L’ultima pellicola di Antonello Grimaldi, regista noto per aver esplorato diversi generi, dalla commedia al dramma passando per il serial televisivo in prima serata, si pone esattamente a metà strada fra la commedia,  il dramma e un noir a tinte leggerissime, con un’eredità da incassare e i bilanci di una vita trascorsa nella routine quotidiana.

Il romano Alessandro Roja e il Tarantino Riondino si spartiscono il ruolo dei protagonisti nella parte di una coppia di vecchi amici sin dai tempi della scuola e che dopo molti anni si ritrovano nel più inusuale dei contesti, ai due s’aggiunge Libero De Rienzo, cognato ingombrante e dal presente famigliare e professionale decisamente deludente e che per una volta non sa colpire con la sua innata comicità.

Nel complesso per quanto si sorrida e si rimanga catturati da una storia che viaggia a due velocità, da un lato una vita e i bilanci provenienti dal passato, e dall’altro la caccia a un’eredità difficile da incassare, rimane proprio l’incertezza di genere a rendere la pellicola un pot pourri difficile da classificare e da comprendere fino in fondo.

Un peccato per via di un bel cast mal impiegato incapace di smuovere lo sguardo dello spettatore anche più volenteroso.

 
Si muore solo da vivi PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 26 ottobre 2020

Si muore solo da vivi (Si muore solo da vivi) Italia 2020 Regia di: Alberto Rizzi Genere: Commedia Durata: 94' Cast: Alessandro Roja, Francesco Pannofino, Neri Marcorè, Amanda Lear, Ugo Pagliai, Andrea Gherpelli, Paolo Cioni, Alessandra Mastronardi. 
Nelle sale dal: 
18/06/2020
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 6,5
L'aggettivo ideale: Musicale...

I Cuore Aperto sono stati una funky band emiliana scioltasi per decisione del loro front man Orlando. Dopo vari anni Orlando si ritrova in un baratro fatto di ricordi del passato inclusi quelli riguardanti Chiara, la sua ex fidanzata. Sarà l’arrivo del terremoto dell’Emilia con la morte del fratello e il doversi occupare della nipote undicenne, Angelica, che lo spingeranno a riformare la band e a cercare di superare i suoi problemi.

locandina_si muore.jpg

Dopo I più grandi di tutti, pellicola del 2011 firmata da Carlo Virzì, Alessandro Roja, ancora una volta spiantato e talentuoso, si trova a occupare un palco tornando nuovamente dietro il microfono di una band, questa volta funky, desiderosa di riformarsi per cercare nuove fortune. In entrambi i casi è la forza della disperazione a portare gli ex sodali a rincontrarsi cercando di ricreare le medesime atmosfere di molti anni pima.

Intreccio e commedia in bilico fra i personaggi delle pellicole di Luciano Ligabue, tutti incredibilmente emiliani, e I Blues Brothers, con una band ricreatasi da poco ma senza che si siano incontrate le medesime incredibili difficoltà di Elwood e Jake. La band vede l’intreccio di musica e musicisti di primo piano, cinematografico, con componenti che vanno da Francesco Pannofino a Neri Marcorè, sino a Paolo Cioni, caratterista noto al pubblico tv grazie al serial I Delitti del Bar Lume. Commedia d’esordio leggera, godibile e consolatoria, oltre che dotata di un'eccellente colonna sonora, del regista Alberto Rizzi, che fa ben sperare per il prosieguo della sua carriera.

 
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