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Elementary (Quinta Stagione) (dvd) PDF Stampa
Thriller
Scritto da Davide Sorghini   
giovedì 26 luglio 2018

Titolo: Elementary (Quinta Stagione)
Titolo originale: Elementary (Season 5)
Caratteristiche del dvd in vendita dal 04 Luglio 2018.

Film
Elementary è una rivisitazione in chiave moderna del personaggio di Sherlock Holmes e del suo aiutante Watson.elementary_5.jpg Gioca su questo ma cambia le regole. Sherlock Holmes è pazzo, ecco tutto. Abbiamo di fronte un personaggio nuovo, fuori dagli schemi, con un'intelligenza straordinaria, che vive la vita come vuole senza pensare alle conseguenze. Le sue follie e le sue perversioni lo portano ad abusare di alcool e droghe. Per potersi riprendere da questo periodo e ritornare sulla retta via, il padre decide di affibiare a Sherlock un baby sitter. Ecco che entra in gioco Watson. Un uomo? No, una donna....
Nella quinta stagione è stato introdotto un nuovo personaggio, Shinwell Johnson, estremamente importante per Joan e cardine di tutta la serie. Shinwell è un ex membro di una gang, la SBK (South Bronx Killas), appena uscito di prigione che molti anni prima era stato curato e salvato da Joan dopo che gli avevano sparato. Adesso lo scopo di quest’uomo è quello di redimersi, di distruggere la sua ex gang facendo l’informatore dell’FBI ed infine poter godersi la vita insieme alla figlia. Smantellare una gang così ben radicata, però, non è affatto facile. L’uomo verrà quindi aiutato sia da Joan che da Sherlock in un susseguirsi di colpi di scena. Peculiarità interessante di questa stagione è la capacità di mettere Joan ancora più in primo piano rispetto a Sherlock.  Tra i tanti casi da risolvere, nel corso delle varie puntate, Joan si accorge che Sherlock è piuttosto strano e pensa che sia tornato a drogarsi. Il problema, però, sembra essere un altro. Sherlock vede e parla con una signorina spuntata dal nulla, che lo pressa con domande e lo importuna sempre più frequentemente. Purtroppo questa donna misteriosa altri non è che una figura nella mente di Sherlock, che assomiglia terribilmente alla madre e che crea tanta confusione in lui.... C’è qualcosa che non va in Sherlock, dorme più del solito, dimentica le cose, ha le allucinazioni  e decide quindi di fare una TAC. L'esito di questo delicato esame lo scopriremo nella sesta stagione inoltre un’altra delicata questione resterà sospesa in questo finale. Joan non ci sta a farla passare liscia a Tyus Wilcox, e come darle torto! Quello sbruffone è stato odioso quanto una puntura di zanzara in piena notte!....

Video
Universal Pictures, anche in questo caso, sceglie di continuare a uscire con la quinta stagione completa di "Elementary" solo in formato dvd e di non contare sul formato Blu Ray. La serie è presentata con un formato video di 1.78:1 anamorfico molto buono, caratterizzato da una qualità video convincente per il tipo di supporto. I 24 episodi sono divisi su sei dischi in un cofanetto classico formato da un'amaray con artwork interno minimale, dove sono impressi tutti gli episodi. A livello tecnico la qualità dell'immagine è valida, con un quadro video abbastanza pulito e privo di particolari difetti e anche le scene con scarsa luminosità risultano buone e con un rumore video contenuto. Non si riscontrano particolari problemi, i contrasti sono buoni con un discreto bilanciamento dei bianchi. Il Bitrate medio si attesta sui 4,6 Mbps.

Audio
Sono presenti due tracce audio in formato Dolby Digital 5:1 per Inglese e Italiano dalla buona dinamicità. In questo caso rispetto alla stagione precedente, che era in semplice Dolby 2.0, troviamo un'audio di qualità nettamente superiore. La traccia italiana ha una buona dinamica con un uso inetressante di tutti i canali. I dialoghi risultano sempre chiari e la colonna sonora è resa egregiamente. Peccato per l'assenza dei sottotitoli sia in Inglese che in Italiano.

Extra
Comparto extra assente. Un vero peccato!

 
Stronger, io sono più forte PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 19 luglio 2018

Titolo: Stronger, io sono più forte
Titolo originale: Stronger
USA 2017 Regia di: David Gordon Green Genere: Drammatico Durata: 116'
Interpreti: Jake Gyllenhaal, Tatiana Maslany, Miranda Richardson, Richard Lane Jr., Clancy Brown, Lenny Clarke, Patricia O’Neil
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 04/07/2018
Voto: 5,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Melenso...
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Stronger, io sono più forte su Facebook

stronger_io_sono_pi_forte.jpgIl 15 aprile del 2013, sulla linea del traguardo della maratona di Boston, due ordigni esplosero uccidendo tre persone e ferendone oltre duecento.
Affianco agli ordigni c’era Jeff, un operaio che per riconquistare la sua ex ragazza si era posizionato sul traguardo con in mano un cartello.
A causa dell’esplosione Jeff perse le gambe, ma grazie alla sua preziosa testimonianza fece arrestare uno degli attentatori e non perdendosi d’animo riuscì, dopo un lungo periodo di terapia, a condurre nuovamente una vita normale.

La tragedia della maratona di Boston aveva già fatto la sua apparizione fra le pellicole degli ultimi anni grazie a Peter Berg e al suo Boston - Caccia all’uomo, anche in quel caso fonte storica del film fu un romanzo (Boston Strong) che narrava della ricerca dei colpevoli e della loro cattura.
Questa volta è invece il racconto narrato dal punto di vista delle vittime quello al quale dare voce e importanza, e l’eccellente prova di Jake Gyllenhaal, nel ruolo di un uomo normale, fa decisamente da contraltare a un film che lentamente si trascina verso una trama fatta di patriottismo in salsa USA e in assoluto contrasto con il desiderio del protagonista di lasciarsi alle spalle la tragedia della quale è stato vittima.

L’attore originario di Los Angeles per preparare la pellicola ha trascorso molto tempo sia con Jeff Bauman, sia con la sua numerosa famiglia, riuscendo a capire meglio cosa fosse accaduto alla vita di un uomo normale improvvisamente menomato e salito alla ribalta come un vero eroe.
Gyllenhaal risulta alla fine del periodo trascorso con Bauman come la sua perfetta copia e il regista David Green sfrutta tale similitudine per raccontare sia del suo dramma, sia di quel che accade subito dopo e nei mesi seguenti, ovvero come si diede il là al circo mediatico che costrinse lo stesso Bauman a trasformarsi nella ‘speranza bianca della città di Boston’, una sorta di eroe senza gambe chiamato a ogni talk show e manifestazione sportiva e fermato per strada da fans urlanti.
A tutto questo s’aggiunge l’inevitabile difficoltà di un sopravvissuto per miracolo al riadattarsi a quello che la vita potrà offrirgli, con la conseguenza di inevitabili crisi personali e familiari.

La prova di Gyllenhaal non è però sufficiente per salvare un film che non dovrebbe essere solamente la storia di una riabilitazione; una pellicola alla fine incapace di dare il giusto risalto sia alle crisi del protagonista, sia all’uso eccessivo che il mondo dei media fece della sua figura.

Trailer

 
Schegge di paura PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 12 luglio 2018

Titolo: Schegge di paura
Titolo originale: Primal Fear
USA 1996 Regia di: Gregory Hoblyt  Genere: Drammatico Durata: 130'
Interpreti: Richard Gere, Ed Norton, Laura Linney, John Mahoney, Frances McDormand, Alfre Woodward Terry O’Quinn, Andre Braugher, Stanley Anderson
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 17/05/1996
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Cupo...
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Schegge di paura su Facebook

schegge_di_paura.jpgL’arcivescovo di Chicago Richard Rushman è da poco stato assassinato nel suo appartamento con settantotto coltellate quando il primo e solo sospettato viene arrestato mentre sta cercando la fuga fra i campi.
Il sospetto è Aaron Stampler un chierichetto orfano e diciottenne imbrattato di sangue e che conosceva molto bene l’arcivescovo. A occuparsi della difesa di Aaron interviene Martin Vail, un brillante penalista famoso per le sue vittorie impossibili.

Una sceneggiatura a quattro mani ispirata dal romanzo thriller Primal Fear, di William Diehl, il quale nel 1996 portò in dote una storia come spesso siamo stati abituati a vederci offerta dal mondo della settima arte.

Un legal thriller cupo e ben strutturato senza apparenti colpi d’ala per una sentenza che pare scolpita nella roccia: come può il chierichetto balbuziente Aaron Stampler essere innocente? Martin Vail, avvocato penalista del foro di Chicago è per una volta certo dell’innocenza del suo assistito, dopo che per anni si è professato interessato solo alla sentenza dei giudici e dopo aver impresso alla sua carriera l’aurea di uomo di legge alla quale ha sempre tentato di applicare la massima secondo cui ogni imputato ha diritto alla migliore difesa possibile ed è inizialmente giudicabile solo come un semplice sospettato.

Il regista Gregory Hoblit dona alla pellicola un ritmo lento scosso solo da una serie di colpi di scena imprevedibili e inaspettati, a questo aggiunge la prima interpretazione ufficiale di Ed Norton, non reduce da corsi di recitazione e che proprio nel corso di quella stagione arrivò sorprendentemente ad un solo passo dalla statuetta Oscar come miglior attore protagonista.

Tutto questo salva dall’anonimato una pellicola nella quale Gere interpreta un avvocato senza particolari sbavature e con un cinismo che è secondo solamente all’efferatezza del crimine per il quale è imputato Aaron.
La psicologa Frances McDorman e l’avvocato Laura Linney si accodano a Gere e a un film che facilmente potrebbe essere trasposto anche sulle assi di un palco data la scelta di girare quasi esclusivamente in interni.
Pellicola nel complesso imperdibile per ammirare il talento indiscusso di Ed Norton.

 
Broadway Danny Rose PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 12 luglio 2018

Titolo: Broadway Danny Rose
Titolo originale: Broadway Danny Rose
USA 1984 Regia di: Woody Allen Genere: Drammatico Durata: 86'
Interpreti: Woody Allen, Mia Farrow, Nick Forte, Sandy Baron, Jackie Gayle, Morty Gunty, Howard Storm, Danny Aiello, Paul Greco
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 20/09/1984
Voto: 6,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Delicato...
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Broadway Danny Rose su Facebook

broadway_danny_rose.jpgLa vita di un anonimo agente di Broadway viene narrata, nel corso di una cena, da coloro che hanno lavorato con lui. Il racconto si sofferma in particolare sul rapporto che legava Danny al cantante italo americano Lou Canova.

Per una volta Allen non fa necessariamente ridere ma riflettere sul senso del dietro le quinte del mondo dello spettacolo, popolato da un sottobosco di attori e saltimbanchi uniti attorno al tavolo a narrare dei rispettivi successi e di un assente celebre, l’agente teatrale Danny Rose, ex attore e battutista esattamente come molti dei presenti e passato successivamente a dirigere le vite professionali di molti di loro con un particolare ricordo del legame, fra vittima e carnefice, che lo legò all’ingrato cantante Lou Canova, velocemente reso celebre e per il quale Danny sacrificò letteralmente tutto sé stesso.

Fra talenti sprecati e talenti assenti e un legame fraterno che per tutta una vita può unirti ai tuoi sodali, in una sorta di limbo che ti può imprigionare nel sottobosco di un mondo a luci e ombre, composto da coloro che ce l’hanno quasi fatta ma senza veramente farcela, il film viene attraversato per tutta la sua breve durata da una sana vena malinconica per il dietro le quinte di un mondo ormai scomparso.
Commetterebbe quindi un grave errore chi vi s’avvicinasse pensando di ridere a ogni piè sospinto, e non che Allen si faccia attendere, ma sempre con il fine mai nascosto di farti pensare.
Un’opera delicata e dedicata come sempre a New York e alla giovinezza del regista. Non va dimenticato che proprio Allen proviene da quel mondo di mezzo che ancora vive accompagnato dal suo fido clarinetto. Eccellente la scelta di riprendere in un bianco e nero necessario per fare risaltare i tempi passati.

Di certo una pellicola meno celebre e celebrata di altre ma altrettanto godibile ed efficace; con una Mia Farrow, all’epoca compagna del regista, per una volta nella inconsueta veste di femme fatale e un manipolo di ottimi caratteristi a fare da spalla a Danny Woody Rose.

 
Il giovane Karl Marx PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Chicco D'Aquino   
giovedì 05 luglio 2018

Titolo: Il giovane Karl Marx
Titolo originale: Le jeune Karl Marx
Francia, Germania, Belgio, 2017 Regia di: Raoul Peck Genere: Drammatico Durata: 112'
Interpreti: August Diehl, Stefan Konarske, Vicky Krieps, Olivier Gourmet, Hannah Steele, Eric Godon, Rolf Kanies, Stephen Hogan, Niels-Bruno Schmidt, Ulrich Brandhoff, Denis Lyons
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 05/04/2018
Voto: 7
Recensione di: Chicco D'Aquino
L'aggettivo ideale: Empatico...
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Il giovane Karl Marx su Facebook

il_giovane_karl_marx.jpg

Nome:Karl
Cognome:Marx
Da oltre due secoli queste otto parole, brevi, si sono fatte breccia tra coloro che da sempre hanno aspirato ad una società libera e fraterna. Quasi una sorta di scherzoso scioglilingua, ilkarlmarxpensiero è stato riferimento esistenziale, “mantra”escatologico per milioni di sfruttati di ogni latitudine. Se Treviri nel 1818 vide la nascita del futuro scienziato sociale e anni dopo gli angusti paesi del cosiddetto socialismo (ir)reale, scimmiottandone i principi, ne hanno anzitempo decretato la fine, burocratizzandone il pensiero non altrettanto si può dire dell’interesse che la sua sfaccettatisima analisi continua a suscitare.

E se resta difficile districarsi tra libri celebrativi e rievocativi, biografie più o meno fedeli e dotti saggi, tutti protesi chi a glorificare o vituperare le formidabili intuizioni sull’evoluzione della società capitalista e le sue leggi di funzionamento si segnala in controtendenza il bel film diretto da Raoul Peck, regista haitiano, Ministro della Cultura ad Haiti sotto la Presidenza di Rene Laval, di cui si ricorda Lumumba(2000) e I am not your negro (2016).

Il film narra con leggerezza ed empatia gli anni giovanili del teorico anticapitalista, dagli slanci ideali alla concretezza del lavoro sul campo nel tentativo di saldare teoria e prassi, nel pensiero e nell'azione dirompentemente rivoluzionaria. Non senza timori e tremori viene affrontata con grazia e partecipazione l’inizio della gigantesca elaborazione teorica del giovane Marx, dall’eredità del pensiero hegeliano alla collaborazione con l’altrettanto giovane Fredrich Engels, rampollo di un industriale di Barmen, che aveva iniziato indagare e solidarizzare con le classi subalterne.
Spedito a Brema per un tirocinio nella fabbrica di un amico del padre, conosce la dura realtà della classe operaia tedesca e del lumpenproletariat e ne è folgorato.Conosciuto Marx inizia insieme a stendere alcuni capisaldi della dottrina marxista, permeata di quel materialismo storico che nel Manifesto del partito comunista troverà la sua enucleazione più vivace e in cui vengono fissati i principi base, le idee-forza con i quali si sarebbe infiammata l’azione politica e sociale del proletariato.

Il film descrive con soavità gli anni burrascosi del sodalizio (e il titolo avrebbe potuto essere benissimo La vita dei giovani Marx ed Engels) tra i poco più che ventenni pensatori, indugia sapientemente sugli ardori idealisti, sui bruniani eroici furori e ne fa un ritratto controcorrente, molto terreno, concreto, vivo e dinamico.
Dagli amori contraccambiati con passione da altrettante compagne che ne condivisero difficoltà ed entusiasmi, spesso senza una lira, Marx e frequentemente Engels, disallineato rispetto ai diktat dell’ultraconservatore padre, persistono nel loro sforzo titanico, di studio delle contraddizioni del capitalismo, dove la speculazione più accesa si fonde con la necessità di adottare soluzioni pragmatiche a problemi contingenti.

Di qui la trama narrativa si dipana in un turbinìo di incontri con il nascente proletariato di fabbrica e uno dei suoi rappresentanti più in vista, Prouhdon con il quale non mancherà di polemizzare anche aspramente. Alcune sequenze restano impresse (l’inizio è folgorante anche se terribile) sia per l’accuratezza nella ricostruzione ambientale, sia per un uso sapiente della fotografia e del colore, a volte pastellato e in altre dalle tonalità più accese, a significare momenti diversi e contrastanti.
La recitazione è convincente e tutti gli attori si dimostrano all’altezza, con leggiadria professionale, impersonando senza complessi d’inferiorità personaggi che hanno fatto la storia. Anche se questa storia, in seguito imboccherà strade tortuose e contraddittorie rimane il tentativo generoso, lo sforzo impari di due giovani intellettuali che non esitarono a rimboccarsi le maniche e a far lavorare la mente per l'emancipazione delle classi sfruttate.

E in tempi politicamente grigi, liquidi può essere utile parafrasando il celebre incipit del “Manifesto”stravolgendolo e travolgendolo:uno spettro avanza per l’Europa, lo spettro del sovranismo. ll finale sui titoli di coda riaccende una fiammella sulle note di "like a rolling stone" e seppur in dissonanza spazio-temporale c'azzecca, conferma il vendittiano, ”troppo breve da dimenticare” e resiste nell'immaginario collettivo di mille anime in rivolta che, ancora inquiete agitano invisibilmente i cieli e le strade di tutto il mondo.

Trailer

 
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