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IT - capitolo due PDF Stampa
Horror 1
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 12 settembre 2019

IT - capitolo due (It: Chapter Two) USA 2019 Regia di: Andrés Muschietti Genere: Horror Durata: 169' Cast: Bill Skarsgård, Finn Wolfhard, Javier Botet, Sophia Lillis, Jaeden Lieberher, Nicholas Hamilton, Megan Charpentier, Steven Williams, Wyatt Oleff, Owen Teague.
Nelle sale dal:
05/09/2019
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 6,5
L'aggettivo ideale: Riuscito...

A quasi trent’anni di distanza “il club dei perdenti”, tutti ormai cresciuti e alle prese con i problemi dell’età adulta, si riunirà it_2019.jpgnuovamente a causa di una serie di telefonate inaspettate. Pennywise, il mostro che pensavano di aver sconfitto, è tornato e con lui anche la promessa che ventisette anni prima avevano stretto.
Al tempo stesso, a quasi due anni dal precedente capitolo, esattamente come quasi tre decadi or sono era accaduto con il film diretto da Tommy Lee Wallace, si torna in sala per assistere questa volta all’entrata in scena di Bill Skarsgård, attore svedese alla sua prima interpretazione di successo, nel ruolo di Pennywise.

È proprio con l’arrivo del clown assassino che questo secondo capitolo vira quasi immediatamente in direzione dello splatter abbandonando quella che pareva l’arma in più di una prima parte spinta verso l’introspezione psicologica dei personaggi.
La bravura di Muschietti, nelle corso delle quasi quattro ore di narrazione complessive, risiede nel non dare troppo corda al romanzo di King riuscendo a discostarsene citando un'altra celebre fatica dello scrittore di Portland, quello Stand By Me – ricordi di un’estate, al quale aveva saputo già aggrapparsi due anni or sono e dal quale riesce a ripartire.
I protagonisti, tutti a parte uno, hanno deciso di abbandonare il vecchio paese non solo per colpa di quel che li aveva uniti e inevitabilmente divisi.

Esattamente come i protagonisti di Stand By Me il club si è sciolto perché Derry aveva poco da offrir loro. Le vite di Bill, Beverly, Richie, Stan, Mike e Eddie anche se vissute altrove non si sono però mai liberate dai mostri dell’infanzia che questa volta hanno le sembianze di un posto di lavoro sgradito, di un marito violento o di un mutuo da pagare e non più quello dei bulli dai quali fuggire.

Pennywise torna con il suo ghigno nel quale riflettere le idiosincrasie dell’età adulta e con lui riappare quel terrore mai dissolto di guardarsi indietro. Il nuovo cast riesce a reggere lo scontro con i predecessori e la pellicola regge ampiamente come pathos e capacità di catturare paure e attenzione mancando, ma non certo per colpa sua, l’obiettivo di essere all’altezza della prima metà a causa di una seconda parte meno coinvolgente.

Muschetti, del quale sentiremo parlare ancora, aggiunge e impreziosisce il cast con numerosi camei e citazioni di opere a lui gradite, fra tutte Peter Bogdanovich e lo stesso Stephen King, a breve nuovamente al cinema con l’atteso sequel di Shining.
Nel complesso pellicola da vedere a maggior ragione se eravate rimasti favorevolmente colpiti da quella del 2017.

 
American Animals PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 12 settembre 2019

American Animals (American Animals) USA 2018 Regia di: Bart Layton Genere: Commedia Durata: 116' Cast: Evan Peters, Barry Keoghan, Blake Jenner, Jared Abrahamson, Udo Kier, Ann Dowd.
Nelle sale dal:
06/06/2019
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 6,5
L'aggettivo ideale: Citazionista...

Quattro uomini anziani a metà di una mattina qualunque entrano nella biblioteca di un college del Kentucky, s’impossessano diamerican_animals.png alcuni libri preziosi e fuggono. Quella che a prima vista pare la scena di un film d’azione, tra le mani del regista Bart Layton, che a sei anni di distanza da “L’impostore”, finto documentario sulla scomparsa di un tredicenne e sul suo ritorno a casa, diventa un nuovo tassello per raccontare in modo differente la storia di una delle più strane, ma reali, rapine del secolo.

Alternando la presenza in scena di attori e reali protagonisti, ingaggiati nel ruolo di voci e di presenze narranti, Layton narra le decisioni che spinsero quattro studenti del medesimo college, apparentemente irreprensibili, al solito di buona famiglia e dall’aspetto quasi del tutto insignificante, di prendere la decisione di sottrarre libri d’arte raffiguranti animali del nuovo continente e dal valore di molti milioni di dollari.

I quattro, portati sullo schermo da attori che per fattezze sono molto somiglianti agli originali, e fra i quali spiccano Evan Peters e Barry Keoghan, visti anche in blockbuster recenti fra i quali la serie tv “American horror story” e “Dunkirk”, di Christopher Nolan, confessano fin dalle prime scene il desiderio nemmeno troppo recondito di dare una svolta a vite che paiono trascorrere all’interno di una bolla, al punto di decidere di sfruttare le loro conoscenze cinematografiche e le veloci ricerche su Internet per portare a segno il loro colpo del secolo’, non per vera necessità economica ma per il semplice gusto del brivido e nonostante le controindicazioni e difficoltà che progressivamente gli si pareranno contro materializzandosi causa ingenuità e inesperienza.

Pellicola che si sorseggia in maniera non certo anonima, imbevuta di molte citazioni cinematografiche frutto delle numerose ricerche necessarie alla riuscita della rapina, decisamente certosino il montaggio finale. Un film quindi, seppur passato inosservato nelle nostre sale, da recuperare soprattutto se siete veri amanti della settima arte.

 
Il traditore PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 06 settembre 2019

Il traditore (Il traditore) Italia, Francia, Brasile, Germania 2019 Regia di: Marco Bellocchio Genere: Drammatico Durata: 135' Cast: Pierfrancesco Favino, Luigi Lo Cascio, Fausto Russo Alesi, Fernanda Candido, Bebo Storti, Alessio Praticò, Marco Gambino, Maria Bruno, Fabrizio Ferracane.
Nelle sale dal:
23/05/2019
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 6,5
L'aggettivo ideale: Minuzioso...

La vita da pentito di mafia Tommaso Buscetta e le confessioni che rilasciò in presenza di Giovanni Falcone diventano nelle mani di il_traditore.jpgMarco Bellocchio, di ritorno in scena con una grande produzione internazionale, una marcia asettica e forzata di un uomo incapace di rinnegare quello nel quale ha sempre creduto ciecamente, al punto di definire altri i traditori degli ideali di ‘cosa nostra’.

Inizialmente ricostruito come le prime scene del padrino, con la finta alleanza fra le fazioni rivali dei corleonesi e dei palermitani, di cui era membro lo stesso Buscetta, e successivamente rivisto alla luce degli eventi di cronaca, dei processi minuziosamente ricostruiti e con un linguaggio del corpo e labiale dei protagonisti che rasenta la perfezione e al contempo la quasi completa impossibilità di comprenderne parole e modi di dire.

Pierfrancesco Favino riesce a trasformarsi nel suo alter ego cinematografico in una sorta di catarsi capace di farlo divenire il ‘boss dei due mondi’, ovvero un uomo semplice e che ci è presentato come ancorato a un’idea romantica e fuorviante della mafia e altresì legato a pochi saldi principi, fra cui la famiglia, che vide traditi da chi reputava suo amico e sodale.

Il regista originario di Bobbio, che già due anni or sono aveva preannunciato il suo desiderio di raccontare la storia del primo pentito di mafia, senza l’intento di giudicare ma intravedendo assieme alle sue deposizioni l’Italia degli ultimi quarant’anni, riesce a colpire nel segno.

Unica pecca l’aver lasciando forse troppo spazio ai fatti di cronaca e molto meno ad un personaggio del calibro di Buscetta, trattato come un semplice collaboratore di giustizia e meno come uomo. Il film riesce comunque a incuriosire sino in fondo sia per la bravura di Favino ma anche grazie a comprimari altrettanto all’altezza come il Giudice Falcone, impersonato da Fausto Alesi, e Totuccio Contorno, amico e pentito assieme a Buscetta e portato in scena da Luigi Lo Cascio.

 
Shazam! (dvd) PDF Stampa
Avventura
Scritto da Luca Orsatti   
mercoledì 04 settembre 2019

Titolo: Shazam!
Titolo originale: Shazam!
Caratteristiche del dvd in vendita dal 28 Agosto 2019.

Film
Il sogno adolescenziale di celare - sotto le mentite spoglie di un teen problematico e magari poco socievole, shazam_dvd.jpgirrisolto, complessato, incapace di adeguarsi ai gusti di massa e alle tendenze più unanimemente irrinunciabili - la doppia personalità di un supereroe, è stata ed è probabilmente anche oggi il sogno proibito di molta gioventù non particolarmente a suo agio con l'età difficile e controversa che si ritrovano a dover, loro malgrado, gestire. A Filadelfia, ad un ragazzino di questo ultimo tipo di nome Billy, orfano e di difficile adattabilità presso le case famiglia che se lo sono visto passare dinanzi, capita di trovarsi catapultato, durante una fuga dai soliti bulli in vena di scherzi crudeli e gratuiti, in una dimensione magica, dalla cui permanenza risulta in seguito beneficiato di una doppia celata personalità: quella del supereroe Shazam: a costui sono affidati i compiti di combattere e sconfiggere i demoni autori e portavoci dei Sette Peccati capitali, liberati dal rancoroso Thaddeus Sivana, per non essere stato prescelto ai tempi della propria giovinezza come titolare di quel dono da parte dell'ormai anziano mago di nome pure lui Shazam (lo interpreta il solido e severo Djimon Hounsou, nato "schiavo" con Spielberg in Amistad, e da anni abbonato ai ruoli in costume, tra lo storico ed il fantascientifico) Se da una lato l'eroe ed il bambino dovranno prendere le misure reciproche con la massima velocità, data l'imminenza del pericolo in corso, e impossibilitati a non mostrare la sorpresa della scoperta delle proprie meravigliose, impossibili doti da superuomo, dall'altro assistiamo allo scontro definitivo e solenne, quindi cruciale, tra le forze del bene e del male. Come sfondo e presupposto, il concetto quasi santificante di una diversità, che diventa una risorsa essenziale contro la grettezza dilagante e la cattiveria senza limiti che la società è in grado di coltivare soprattutto dinanzi ad una specie omologabile e atta ad essere manipolata come è, a tutti gli effetti, quella umana. Da un personaggio dai tratti comici e disincantati di provenienza DC Comics, la DC Entertainment produce una sorta di risposta brillante e spiritosa ad un personaggio di successo della concorrente Marvel, come lo è stato Deadpool.
Il risultato è un film non proprio entusiasmante, ma, almeno a tratti, carino, sciocco ma forte di qualche scena divertente, ma certo sin troppo tirato per le lunghe, nobilitato da un cast azzeccato entro il quale spiccano, in particolare, l'eroe ingenuo ed indolente ben reso da un insolitamente muscolare Zachary Levi, il suo alter ego bambino, Asher Angel, e il cattivo per eccellenza, ben reso ancora una volta dal bravo Mark Strong, ormai abbonato al ruolo del mechant. Regia diligente senza particolari contributi artistici, a cura di David F. Sandberg, noto per gli horror movie professionali e fortunati come "Lights Out - Terrore nel buio" e soprattutto "Annabelle 2: Creation". Per farla breve, decisamente non all'altezza del primo, spassoso Deadpool della acerrima rivale Marvel, ma decisamente meglio del suo deludente seguito....

Video
Prodotto e distribuito da Warner Home Video, "Shazam" viene presentato nel formato cinematografico di 2,39:1 anamorfico. La confezione è una semplice Amaray, bella graficamente ma priva di Artwork interno.
Il dvd gode di un quadro video entusiasmante, se pensiamo al tipo di supporto, e, grazie ad un Bitrate medio molto generoso, le immagini risultano sempre estremamente definite, luminose e ricche di dettagli. Molto naturali i colori dai toni sgargianti e corposi. Anche le riprese con scarsa luminosità e di notte non risultano mai impastate e riscono a regalarci un quadro video più che dignitoso. Ottimi gli incarnati resi sempre in modo naturale. Promosso!

Audio
Comparto audio che svolge egregiamente il proprio lavoro.Troviamo una traccia Dolby Digital 5.1. particolarmente squillante, ricca di dettagli e adeguata al tipo di film. Campo sonoro pulito che ci permette di godere di dialoghi cristallini per tutta la durata del film. Interessanti i discreti effetti di ambienza che si possono percipire nelle varie scene e buona la riproduzione della colonna sonora.

Extra
Comparto extra in linea col tipo di edizione, infatti troviamo solo una breve featurette dal titolo "Who is Shazam?" (6,00) dove ci viene illustrato il fumetto e la sua trasposizione sul grande schermo.

 
Il grande spirito PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 30 agosto 2019

Il grande spirito (Il grande spirito) Italia 2019 Regia di: Sergio Rubini Genere: Commedia Durata: 113' Cast: Sergio Rubini, Rocco Papaleo, Ivana Lotito, Geno Diana, Alessandro Giallocosta, Ilaria Cangiolesi, Antonio Andrisani, Cosimo Attanasio.
Nelle sale dal:
09/05/2019
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 6,5
L'aggettivo ideale: Onirico...

Tonino, soprannominato barboncino, è un piccolo criminale di Taranto spesso dileggiato dai suoi complici e ormai usatoil_grande_spirito.jpg semplicemente come palo. Al termine di una rapina la refurtiva rimane nelle sue mani e fiutando la possibilità di riscattare una vita fatta di stenti decide di scappare braccato dagli ex complici e da una loro banda rivale.

Durante la fuga trova rifugio all’interno di un solaio dove vive Renato, uno strano personaggio che si finge un Indiano dal nome di battaglia di Cervo Nero. Un western urbano firmato, pensato e scritto a più mani grazie anche all’aiuto dello stesso Rubini, ormai giunto alla sua tredicesima pellicola, e che questa volta ha deciso di dedicare alla sua regione d’origine un’opera quasi del tutto interpretata in dialetto e con sottotitoli indispensabili per captare discorsi pronunciati alla velocità della luce.

Una pellicola al tempo stesso capace di essere letta su differenti piani narrativi.
Il primo costruito come fuga fra i tetti della città e quindi visto in termini ascensionali. Un altro che vede Tonino come protagonista di una guerra fratricida fra bande criminali. Il terzo, forse il più tristemente subdolo e mediaticamente celebrato, le ciminiere dell’ILVA capaci di avvelenare l’aria di Taranto.

Ad attendere Tonino nella sua fuga sui tetti e subito pronto a scollegarlo dai problemi di ogni giorno, c’è Renato, un povero “MI-NO-RA-TO”, come ama scandire lo stesso Tonino, che nel ladro vede “L’uomo del destino” arrivato grazie all’intervento del ‘Grande Spirito’, oltre che un amico dal quale non saprà separarsi facilmente.

Rocco Papaleo si cala perfettamente nel ruolo di un personaggio che frequenta esclusivamente i tetti della periferia e le proprie fantasie e che ormai è mal sopportato da vicini ed è anche del tutto abbandonato a sé stesso a causa della scomparsa del padre morto per colpa dei fumi dell’ILVA.
Esattamente come Tonino anche Renato desidera la fuga da una quotidianità che ormai non gli appartiene più, con numerosi rapporti ormai corrosi esattamente come nel caso del suo sodale.
Completa l’opera una fotografia magistrale della periferia di Taranto firmata da Michele D’Attanasio e una colonna strumentale e malinconica di Ludovico Einaudi, esattamente come la vita dei due protagonisti. Film onirico e al tempo stesso tremendamente ancorato alla vita di tutti i giorni e per questo di difficile classificazione perché sempre in bilico fra dramma e commedia.

 
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