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Gossip PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 06 ottobre 2020

Titolo: Gossip (Gossip) USA: 1999. Regia di: Davis Guggenheim Soggetto: Greg Poirer Sceneggiatura: Davis Guggenheim, Theresa Rebeck  Genere: Drammatico Durata: 90' Cast: James Marsden, Lena Headey, Norman Reedus, Kate Hudson, Eric Bogosian, Sharon Lawrence, Chris Ralph, Joshua Jackson.
Nelle sale dal: 18/08/2000
Recensione di
: Ciro Andreotti Voto: 5,5
L'aggettivo ideale: Fake 

Travis, Derrick e Cathy, tre compagni di appartamento e di un prestigioso college, decidono, per un seminario dedicato al giornalismo, di occuparsi di comegossip-1.jpg siano create le notizie per mezzo dei pettegolezzi e iniziano quindi a spargere una falsa voce riguardante Naomi Preston, ragazza ricca e antipatica accusata ingiustamente di aver avuto una relazione con Beau Edson, un altro compagno di corso non simpatico ai tre. Quello che però all’inizio sembrava un semplice scherzo inizia a prendere una pessima piega e a sfuggir loro di mano.

Prima dell’avvento delle Fake News, sparse on line in pochi secondi, il trio composto da James Marsden, Lena Headey, Norman Reedus all’epoca poco più che ventenni e per quanto riguarda Reedus ben distante dai successi degli anni successivi grazie a The Walking Dead, cercarono di dare una spiegazione a quello che in seguito è diventata sia nel mondo del giornalismo ma anche in quella di ogni giorno, una facile deriva segnata da false notizie che di bocca in bocca possono velocemente sfuggire dalla mano di chi le ha create.

Date queste ottime premesse il primo film diretto dal documentarista e autore di serie come E.R., Davis Guggenheim è però sviluppato in maniera raffazzonata e non assistito da un gruppo di giovani attori fra i quali spicca solamente l’ormai esperto Eric Bogosian, attore di teatro noto per Talk Radio di Oliver Stone e qui nel ruolo di un docente di giornalismo involontario autore del casus belli. Il film si salva esclusivamente grazie a un finale a sorpresa.

Un vero peccato per un’idea ottima ma mal sviluppata e che alla fine può facilmente essere scambiata per una puntata di una qualsiasi serie televisiva contemporanea. 











 
Quando l'amore brucia l'anima. Walk The Line PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 02 ottobre 2020

Titolo: Quando l'amore brucia l'anima. Walk The Line (Walk The Line) USA: 2004. Regia di: James Mangold Soggetto: tratto dai Libri: "Man in Black" di Johnny Cash e "Cash: an Autobiography" di Johnny Cash e Patrick Carr Sceneggiatura: James Mangold, Gill Dennis Genere: Drammatico, Biografico Durata: 130' Cast: Joaquin Phoenix, Reese Whiterspoon, Ginnifer Goodwin, Robert Patrick, Dallas Roberts, Larry Bigby, Tyler Hilton, Walon Payne.

Nelle sale dal: 16/02/2006
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 7,5
L'aggettivo ideale: Biopic

Fra le pieghe della recitazione di Joaquin Phoenix e il sound country con venature blues e rock di Johnny Cash si annida una delle migliori, se non la walk_the_line.jpgmigliore, trasposizione cinematografica della vita di un famoso rocker on the road e al tempo stesso un modo per narrare anche cosa significasse crescere negli USA rurali nei primi anni ’40, luoghi over eri attorniato da una famiglia numerosa e senza fronzoli e che in te intravedeva il figlio sbagliato rispetto ad un fratello morto causa un tragico incidente.

Un figlio scaraventato molto velocemente nella vita faticosa dei campi di cotone successivamente spinto ad arruolarsi come volontario in aviazione e infine trascinato in un vortice di depressione, droga e  alcool che saranno lenite solo parzialmente dalla musica, quasi scoperta per caso e cavalcata per tutta la tua esistenza.

James Mangold ritornato recentemente alla ribalta grazie a due episodi della saga degli X-men e ultimamente per la narrazione della rivalità fra Ford e Ferrari in Le mans '66 - La grande sfida, modella una pellicola che ha tutti i prodromi del biopic, ovvero la caduta iniziale, la fulminazione lungo la via per Damasco e la carriera costellata di problemi personali e successi sul palco ma che nonostante questi stilemi prevedibili riesce a funzionare e catturare lo spettatore come poche altre.

Partendo da due biografie ufficiali de ‘L’uomo in nero’ e cucendole sulle spalle di Phoenix e Reese Whiterspoon, Mangold riesce a incollare i presenti alla poltrona grazie anche alla capacità dei due di saper donare a Cash e alla sua seconda moglie June Carter, anch’ella star del country, muscoli, recitazione e performance canore che non sfigurano minimamente al cospetto degli originali.

Il resto è storia della musica dei ‘50ies con fantasmi che s’annidano nella vita di Cash e il rockabilly che si mischia al country. Premio Oscar meritato per Reese Whiterspoon e colonna sonora fra le migliori mai pubblicate.

 
7 ore per farti innamorare PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 29 settembre 2020

7 ore per farti innamorare (7 ore per farti innamorare) Italia 2020 Regia di: Giampaolo Morelli Genere: Commedia Durata: 104' Cast: Giampaolo Morelli, Massimiliano Gallo, Serena Rossi, Diana Del Bufalo, Gianni Ferreri, Fabio Balsamo, Antonia Truppo. 
Nelle sale dal: 
26/03/2020
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 6,5
L'aggettivo ideale: innamorato...

sette_ore.jpg

Giulio, giornalista esperto di economia e prossimo al matrimonio con Giorgia, sua fidanzata e collega storica, scopre che questa lo tradisce con il suo capo e per questo decide di cambiare vita iniziando a lavorare per una rivista di gossip. Al tempo stesso Giulio inizia a seguire le lezioni di Valeria, esperta di seduzione e con la quale intreccerà una collaborazione professionale. 

Giampaolo Morelli, attore originario di Napoli, città splendidamente esaltata dalla fotografia firmata da Duccio Cimatti che ce ne dona scorci d’immensa bellezza, trae spunto dal suo romanzo omonimo del 2013, dismette, anche se per poco, gli occhiali da sole che lo hanno reso famoso nei panni del ‘braccio maldestro della Legge’, ovvero L’Ispettore Coliandro, e confeziona una seconda prova in cabina di regia, ma la prima a dirigere un lungometraggio, che si perde solamente sulle ultime curve, portando sì il cast verso una conclusione prevedibile ma altresì smarrendosi nei meandri di un finale scontato che sino a quel momento era stato evitato grazie alla coralità delle varie interpretazioni, preziosa in questo senso la partecipazione di Vincenzo Salemme al solito ispirato in un ruolo capace di esaltarne la vis comica e di Massimiliano Gallo che invece ha preferito abdicare alle sue capacità di attore brillante.

Il film per quanto prevedibile e pur non narrando nulla di nuovo, riesce a far sorridere per merito di una trama mai volgare, non certo scontata, fatta eccezione, come già detto, per il finale e anche grazie a un cast nel quale si staglia anche la figura da coprotagonista di Serena Rossi.
Vedremo se in un futuro Morelli vorrà mettersi nuovamente alle spalle di una macchina da presa cercando magari di narrare storie differenti e con finali ben più convincenti, ma per adesso comunque godiamoci questa sua commedia brillante assolutamente da non cestinare. 

 




 
Il diritto di opporsi (dvd) PDF Stampa
Drammatico
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 29 settembre 2020

Titolo: Il diritto di opporsi
Titolo originale: Just Mercy
Caratteristiche del dvd in vendita dal 10 Settembre 2020.

Film
Walter McMillian, un boscaiolo di Monroeville, in Alabama, viene arrestato con l’accusa di aver assassinato una diciottenne all’interno il_diritto_di_opporsi_dvd.jpgdi una lavanderia. A difenderlo, dopo che i primi processi lo avevano spinto nel braccio della morte, se ne occupa un giovane avvocato idealista proveniente da Harvard.
Scoprire che in una società elitaria e soprattutto in alcune sue aree, la giustizia funzioni a strappi e sussulti, colpendo in molte occasioni prima di tutto il colore della pelle dell’imputato non è certo una novità. Scoprirlo attraverso le scelte di vita di un giovane avvocato con le fattezze di Michael B. Jordan, amante della giustizia e idealista quanto basta per arrivare ad un’assoluzione per buona parte dei propri clienti, tutti assistiti rigorosamente pro-bono, prova come il sistema contenga falle evidenti.

Alla sua quarta pellicola, ma al suo primo blockbuster, Destin Cretton firma una sceneggiatura a quattro mani assieme Andrew Lanham, riuscendo ad rielaborare l’omonimo romanzo dell’avvocato Stevenson, riguardante il caso McMillen e l’impatto che per lui ebbe l’essere arrivato dal nord in uno degli stati più rurali e pieno di preconcetti di tutta la nazione. Il percorso di Stevenson nella comunità di Monroe fu difatti costellato di avvertimenti, minacce, di sguardi torvi dei locali contro la sua persona portandolo a radicalizzarsi ancora di più della correttezza delle sue idee. Jordan e Foxx lavorano spalla a spalla in un crescendo di evidente pathos, riuscendo a confezionare un legal-drama pieno di energia con un evidente messaggio anti pena capitale.

Al tempo stesso i due non riescono però ad aggiungere nulla di nuovo a una convinzione diffusa e ampiamente discussa nel corso di molti altri film del medesimo genere, a iniziare da Il buio oltre la siepe, più volte citato nel corso della pellicola a causa della location nel quale si svolse il romanzo di Harper Lee, sino ad arrivare a Mississippi Burning di Alan Parker. Alla fine è proprio questo il limite di una pellicola dal valore civile prezioso e potente e che non lascia di certo indifferenti gli spettatori, ma che rischia di smarrirsi nel mezzo di prodotti dal messaggio molto simile.

Video
Il film prodotto e distribuito da Warner Home Video, viene presentato nel formato cinematografico di 1:85:1 anamorfico.
La confezione presa in esame è una semplice Amaray, bella graficamente ma priva di Artwork interno. Il lavoro svolto in fase di encoding è pregevelo se pensiamo al tipo di supporto, infatti il dvd gode di un quadro video corposo. Le immagini risultano sempre limpide, luminose e ricche di tanti dettagli. I colori fedeli, compatti e estremamente relistici. Le riprese con scarsa luminosità risultano sempre all'altezza, senza mai avere cedimenti. Ottimi gli incarnati.

Audio
Comparto audio classico. Troviamo tre traccie in Dolby Digital 5.1.per Inglese, Italiano e Francese. Analizzando la pista sonora in Italiano constatiamo una buona dinamicità e una sufficiente ricchezza di dettagli in linea con il tipo di codifica. Campo sonoro sempre pulito che ci permette di cogliere ogni dialogo perfettamente e di cogliere anche i rumori più fini.

Extra
Comparto extra composto da un unica featurette intitolata "Making Mercy" (04:06)
Attori, produttori e troupe ci parlano del loro rapporto sul set e con il film.

 
Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn (dvd) PDF Stampa
Azione
Scritto da Luca Orsatti   
lunedì 28 settembre 2020

Titolo: Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn
Titolo originale: Birds of Prey and the Fantabulous Emancipation of One Harley Quinn
Caratteristiche del dvd in vendita dal 10 Settembre 2020.

Film
Warner continua con la sua opera di “revisione” dell’Universo DC cinematografico, iniziata di fatto con Wonder Woman e proseguitabirds_of_prey_e_la_fantasmagorica_rinascita_di_harley_quinn_dvd.jpg poi con Aquaman e Shazam!. Non un vero e proprio reboot, ma un cambio di rotta piuttosto evidente, reso necessario dopo lo scarso successo al botteghino di Justice League. Via i toni cupi tanto cari a Zack Snyder e dentro una visione più colorata e leggera dei personaggi provenienti dai fumetti (ovviamente Joker non va considerato, essendo un film totalmente scollegato da qualsiasi progetto narrativo condiviso).

In quest’ottica s’inserisce Birds of Prey e la fantasmagorica rinascita di Harley Quinn, un film che vuole riabilitare e rilanciare definitivamente l’iconico personaggio interpretato dalla sempre più brava Margot Robbie. Cancellato con un colpo di spugna Suicide Squad del 2016, siamo pronti a gettarci in una nuova era, che vedrà la nostra folle (anti)eroina provare a rifarsi una vita dopo la traumatica rottura con il Joker (che verrà nominato più volte, ma non vedremo mai nel corso del film, almeno questo ve lo posso anticipare). Harley si rende conto di essere dannatamente sola: non avendo più il rispetto e la protezione che comportava la sua relazione con il pagliaccio re del crimine, nessuno è più disposto a perdonare i suoi colpi di testa. Mezza Gotham la vuole morta, non ha più soldi, né amici. Harley è sola, costantemente in pericolo.

Non può e non vuole fidarsi di nessuno. Se nel titolo italiano c’è la parola Rinascita, quello americano (Birds of Prey and the Fantabulous Emancipation of one Harley Quinn) parla di Emancipazione, perché è esattamente di questo che tratta il film, scritto e diretto da due donne (ovvero Cathy Yan e Christina Hodson): emancipazione della protagonista nei confronti del suo ingombrante ex fidanzato; emancipazione di questo stesso film dagli stilemi a cui siamo abituati per i film di Batman (in fondo siamo pur sempre nella sua città, non dimentichiamocelo mai); emancipazione dai classici film di supereroi. Insomma, Harley e il suo film sono liberi di fare quello che vogliono, come vogliono.

Il linguaggio è sboccato, l’azione e il divertimento (della stessa Margot Robbie) sono portati all’accesso: le due registe voglio uscire da ogni tipo di schema preimpostato, prendendo probabilmente spunto da pellicole come lo stesso Suicide Squad e magari anche Deadpool, mixandole insieme e dando loro quel tocco di follia in più indispensabile per un film come questo. Harley si ritroverà a combattere fianco a fianco a personaggi di cui non ha mai sentito parlare, si ritroverà in situazioni al limite dell’assurdo con un solo, grande sogno da realizzare: mangiare il panino dei suoi sogni. Proprio così. Perché per lei il mondo è un immenso luna park (e guardando questo film vi renderete conto che tutto sommato Martin Scorsese non sbagliava definendo i cinecomics dei parchi di divertimento), dunque perché non giocare con tutto? Molto buono il resto del cast, anche se un maggior background dei personaggi l’avrei apprezzato maggiormente. Chi sono dunque le Birds of Prey citate nel titolo? Certamente non un gruppo di supereroine, né propriamente delle criminali. Certamente sono delle fuorilegge: in modo assolutamente fortuito e decisamente non voluto da nessuna di loro, si ritrovano insieme la sexy e letale Black Canary (interpretata dall’incantevole Jurnee Smollett-Bell), la killer in cerca di vendetta Helena Bertinelli, la Cacciatrice (Mary Elizabeth Winstead), la poliziotta ribelle Renee Montoya di Rosie Perez e la giovanissima Cassandra Cain di Ella Jay Basco. Tutti ottimi personaggi, che purtroppo sono però solo accennati, funzionali a far emergere ancor di più Harley Quinn, vera protagonista di un film non proprio corale.

Il “nemico” designato è Maschera Nera, interpretato dal sempre bravo Ewan McGregor, anche se qui non offre l’interpretazione della sua vita. Probabilmente non è stato aiutato dalla scrittura del personaggio, che lo fa apparire (almeno nei modi) fin troppo simile al Joker e questo è un peccato. Ero seriamente convinto che con un attore di questo calibro ci saremmo finalmente trovati di fronte a un grande avversario, invece purtroppo così non è: non esagero dicendo che dimenticherete questo Maschera Nera venti minuti dopo essere usciti dal cinema. Peccato. Un po’ meglio è andato Chris Messina nei panni dello spietato Victor Zasaz, un villain convincente, che sfrutta bene tutte le sue apparizioni all’interno del film.La trama non brilla certo per originalità, ma diverte e tiene incollati allo schermo: fondamentalmente è tutto quello che sarebbe dovuto essere Suicide Squad, ma che non è stato. L’ironia e la voglia matta di Margot Robbie d’interpretare Harley sono palpabili ed è bello vedere un’attrice divertirsi così, senza freni, né limiti: Birds of Prey non vuole essere un film di supereroi, ma un gigantesco e irriverente cartoon, con esagerazioni, follie e azione a tutto spiano. La cosa che mi ha maggiormente colpito è quanta libertà riesce a prendersi questo film: se ne frega di tutto e tutti, racconta la sua folle storia e poi sparisce nel sorriso della sua protagonista.

Video
Il film prodotto e distribuito da Warner Home Video, viene presentato nel formato cinematografico di 2,39:1 anamorfico.
La confezione presa in esame è una semplice Amaray, bella graficamente ma priva di Artwork interno. Il dvd gode di un quadro video strepitoso, se pensiamo al tipo di supporto e, grazie ad un Bitrate medio che si attesta oltre i 6 Mmps le immagini risultano sempre limpide, luminose e ricche di tanti dettagli. I colori saturi sono un vero bombardamento sensoriale e trasmettono una girandola di emozioni. Le riprese con scarsa luminosità risultano sempre all'altezza, senza mai avere cedimenti. Ottimi gli incarnati.

Audio
Comparto audio classico. Troviamo tre traccie in Dolby Digital 5.1.per Inglese, Italiano e Tedesco. Analizzando la pista sonora in Italiano constatiamo una buona dinamicità e una sufficiente ricchezza di dettagli in linea con il tipo di codifica. Campo sonoro sempre pulito che ci permette di immergersi nelle nelle varie scene e di ascoltare dialoghi sempre chiari per tutta la durata del film.

Extra
Comparto extra composto da un unica featurette intitolata Birds of Prey: Birds of a Feather (8,30). La featurette ci parla del progetto e della realizzazione del film attraverso le interviste con regista, sceneggiatrice e produttrici.

 
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