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NCIS (Quindicesima Stagione) (dvd) PDF Stampa
Azione
Scritto da Luca Orsatti   
venerdì 28 giugno 2019

Titolo: NCIS (Quindicesima Stagione)
Titolo originale: NCIS (Season 15)
Caratteristiche del dvd in vendita dal 26 Goiugno 2019.
Acquista l'edizione dvd del film al miglior prezzo!

Film
NCIS è una serie televisiva che ha come protagonista una squadra anticrimine che si occupa di casi riguardanti lancis_15.jpg Marina Militare degli Stati Uniti. I personaggi sono profondamente cambiati con il passare delle stagioni e questo ha migliorato e dato un'ulteriore spinta alla serie stessa. Ogni stagione conta numerosi episodi collegati da un filo conduttore, ma in realtà ogni episodio è autoconclusivo, quindi non serve seguirli tutti con continuità. Anche se ne perdete uno riuscite a seguire lo svolgimento della trama di ogni puntata.
La squadra anticrimine è composta da personaggi molto particolari, ognuno caratterizzato da una personalità più o meno stravagante. Come genere assomiglia molto alla serie di C.S.I., quindi se siete appassionati di storie criminali sicuramente la apprezzerete. Questa nuova stagiona riparte da dove era terminata la precedente, infatti avevamo lasciato in bilico il destino di Gibbs e McGee, intrappolati nella giungla del Paraguay, dopo essere stati catturati da un gruppo di ribelli durante una missione. E nel primo dei nuovi episodi la squadra sarà ancora alla loro ricerca, ma essendo trascorsi già due mesi il tempo per ritrovarli vivi potrebbe essere finito. Oltretutto, avendo agito senza autorizzazione da parte del governo, gli agenti saranno estromessi dalle ricerche.
Ma l’omicidio di un ex trafficante di droga si rivelerà inaspettatamente collegato al traffico illecito di uranio e porterà Bishop e gli altri a scoprire dove sono Gibbs e McGee. Ci imbatteremo nel tentativo del Direttore Leon Vance di convincere Gibbs a far entrare nella squadra il profile Jacqueline Sloane mentre il Dottor Donald Mallard ritorna in Inghilterra per una serie di letture, lasciando Jimmy Palmer a capo dell'obitorio. La squadra perderà un elemento acquistato appena una stagione fa: Alexandra Quinn, interpretata da Jennifer Esposito, uscirà di scena perchè decisa a fare la mamma a tempo pieno, ma al suo posto ci sarà l’ingresso di un nuovo importante personaggio femminile. Si tratta di Jacqueline “Jackie” Sloane, una psicologa forense a cui presterà il volto Maria Bello (vista in ER – Medici in Prima Linea e ne Le Ragazze del Coyote Ugly), che potrebbe avere un ruolo fondamentale nella vita dello stesso Gibbs.La mancanza di Anthony Dinozzo, uscito di scena al termine della tredicesima stagione, non smetterà di farsi sentire e nei nuovi episodi la sua assenza risalterà per un ritorno importante, quello di suo padre (Robert Wagner). Inoltre un nuovo caso porta gli agenti Nick Torres ed Ellie Bishop ad avvicinarsi, mentre un vecchio nemico prende di mira Abby Sciutto e l'agente dell'MI6 Clayton Reeve, portando la squadra verso conseguenze disastrose..

Video
Prodotto da Paramaut Pictures e distribuito da Universal Pictures la serie tv viene presentata, per il nostro mercato, solo in dvd senza contare sul supporto in alta definizione. I 24 episodi sono divisi su sei dischi in un cofanetto classico formato da un'amaray trasparente con un semplice artwork interno dove sono impressi tutti gli episodi e la loro breve trama. La serie è presentata con un formato video di 1.78:1 anamorfico. A livello tecnico la qualità percepita è elevata, infatti ci troviamo di fronte un quadro ricco e appagante che, grazie a un Bitrate Medio che si attesta sui 7 Mbps., ci regale sempre immagini definite e luminose. Il quadro video è compatto e fondamentalmente privo di macro difetti e ci permette di cogliere molti particolari durante la visione. I contrasti sono buoni e il punto di bianco risulta ben bilanciato, permettendo di esaltare le scene più luminose. Colori naturali.

Audio
Sono presenti quattro tracce audio in formato Dolby Digital 5:1. di ottima fattura. La qualità è elevata e la resa complessiva percepita durante la visione risulta interessante, riuscendo a creare un coinvolgente campo sonoro che avvolge lo spettatore. Sempre all'altezza l'uso del canale centrale che permette di ascoltare dialoghi chiari anche nelle scene dove l'azione è più concitata. Promosso!

Extra
Comparto extra più che soddisfacente, con tanto materiale da visionare.
"Far piovere" (2,34)
"Amici e Nemici" (8,02)
"Una chiaccherata con Mark Harmon e Joe Spano" (5,13)
"NCIS La Stagione 15" (24,09) Lunga featurette con interviste a produttori, attori e regesti che ci illustrano l'evolversi della 15 stagione.
"Salve Jack Sloane: Marina Bello entra a far parte del Cast" (9,47) Featurette sul nuovo personaggio di Marina Bello.
"David McCallum risponde al questionario di Proust" (6,20)
"NCIS Fa 15:
Effetti Speciali
(4,18)
Effetti Visivi
(3,41)
Stunts
(2,11)
Attraverso la telecamera
(2,50)

 
L'ombra del diavolo PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
mercoledì 26 giugno 2019

Titolo: L'ombra del diavolo 
Titolo originale: The Devil's Own
USA 1997 Regia di: Alan J.Pakula Genere: Drammatico Durata: 107'
Interpreti: Brad Pitt, Harrison Ford, Margaret Colin, Rubén Blades, Treat Williams, George Hearn, Mitch Ryan, Natascha McElhone, Julia Stiles
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 26/03/1997
Voto: 5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Grossolano...
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L'ombra del diavolo su Facebook

lombra_del_diavolo.jpgFrank McGuire, terrorista dell’IRA fra i più pericolosi in circolazione, fugge dalla natia Belfast per rifugiarsi oltreoceano a casa di Tom O'Meara, poliziotto di origini irlandesi e di pattuglia nelle strade di New York.
Tom, assieme alla moglie e alle sue tre figlie, accoglie Frank nella propria casa intravedendo in lui un amico sincero e forse quel figlio maschio che non è mai riuscito ad avere.
Frank frattanto userà la copertura offertagli dalla famiglia O'Meara per acquistare armi di contrabbando e fare ritorno a Belfast.

Un cast stellare e un regista alla sua ultima pellicola (Pakuala scomparve poco dopo la fine delle riprese) non riescono ad approfondire adeguatamente il tema della guerra armata dell’esercito Irlandese, come invece era riuscito al meno recente Nel nome del padre o a The Boxer, entrambi diretti da Jim Sheridan.

In questo caso è l’ambientazione livida, in bilico fra Europa e nuovo mondo ed il rapporto quasi figliare fra i due co protagonisti che permeano un film che dalla lotta armata prende quasi immediatamente le distanze mantenendone però viva, ma sottotraccia, la vicenda.

Gordon Willis riesce ad aggiungere alle riprese una fotografia capace di esaltare le strade della Grande Mela solcate in auto da Harrison Ford nel corso dei suoi snervanti turni di pattuglia.
Al tempo stesso quel che immediatamente pare però mancare è una solida sceneggiatura, presente ma oltre modo debole, a causa d’incomprensioni fra i tre autori al punto che ad inizio riprese non erano ancora riusciti a completarne la stesura.

Solamente la bravura di Pitt e ovviamente di un Harrison Ford, che di rado avevamo visto così determinato nel sentirsi tradito da un amico del quale si fidava quasi ciecamente, riescono a salvare una vicenda inizialmente carica di numerose promesse ma persa fra i meandri di errori grossolani.

 
Juliet, naked – tutta un’altra musica PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 21 giugno 2019

Titolo: Juliet, naked – tutta un’altra musica 
Titolo originale: Juliet, naked
USA, Regno Unito 2018 Regia di: Jesse Peretz Genere: Drammatico Durata: 105'
Interpreti: Ethan Hawke, Chris O'Dowd, Rose Byrne, Kitty O'Beirne, Alex Clatworthy, Lily Brazier, Ko Iwagami, Lily Newmark, Denise Gough
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 06/06/2019
Voto: 6
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Agrodolce...
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Juliet, naked – tutta un’altra musica su Facebook

juliet_naked_tutta_unaltra_musica.jpgDa fondatore dei ‘The Lemonheads’, gruppo rock della scena underground di Boston, a regista di una pellicola ispirata dalla musica di un immaginario Folk-singer scomparso dalla scena mondiale dopo un solo LP, il passo, per Jesse Peretz, non è poi stato troppo breve, fra alti e bassi prima di toccare con mano la possibilità di girare finalmente un film di cassetta con una sceneggiatura basata su un romanzo di uno degli autori più ‘musicali’ del pianeta.

Non dimentichiamoci che Hornby, qua alla sua sesta uscita cinematografica, aveva in passato donato al mondo di celluloide il suo High Fidelity. In tal caso la vita del rocker americano Tucker Crowe, impersonato da un debitamente invecchiato Ethan Hawke, è quanto di più simile alla routine nella quale può perdersi ognuno di noi con i propri riti quotidiani, fra i quali si possono annoverare la TV, la spesa al supermercato e un figlio preadolescente da crescere.

Perfino Annie, la quarantenne australiana Rose Byrne, che vive in un piccolo paese della costa inglese e che da sempre è certa di essere fonte di noia per chiunque la incontri, potrebbe avere una vita più affascinante rispetto a quest’ex prodigio del palco del quale è da sempre innamorato il suo fidanzato storico Duncan, l’attore britannico Chris O'Dowd, docente di college e con il quale Annie divide una casa adibita ad altare dedicato al Dio Tucker Crowe.

Sarà il ritrovamento di un CD d’inediti dello stesso Tucker, dal titolo Juliet Naked, che scatenerà la curiosità di Annie nei confronti delle teorie critiche presentate da Duncan e che porteranno la pellicola a esplorare, con approccio minimalista, proprio la vita di ogni giorno di due opposti geografici, Tucker e Annie, che s’incontreranno scoprendo di essere molto più simili rispetto a quello che entrambi potessero pensare.

Il film di Peretz alla fine riesce a colpire nel segno grazie alla perfetta scelta musicale, diversi i pezzi suonati dallo stesso Hawke, ma non graffia sino in fondo, lasciando in sospeso per colpa di un finale che non convince del tutto, con temi agrodolci (il senso del tempo che passa e la fissazione per miti sempre più sbiaditi) che non riescono comunque a salvare una pellicola che stenta a decollare lasciando l’impressione di occasione perduta.

 
Tron PDF Stampa
Fantascienza
Scritto da Ciro Andreotti   
mercoledì 19 giugno 2019

Titolo: Tron 
Titolo originale: Tron
USA 1982 Regia di: Tron Genere: Fantascienza Durata: 100'
Interpreti: Jeff Bridges, Bruce Boxleitner, David Warner, Cindy Morgan, Barnard Hughes, Dan Shor, Peter Jurasik, Tony Stephano, Craig Chudy, Vince Deadrick Jr.
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 24/12/1982
Voto: 7,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Sincero...
Scarica il Pressbook del film
Tron su Facebook

tron_1982.pngIn una decade pesantemente segnata da tutto quello che ruotava attorno al mondo dell’informatica e alle prime linee di programmazione, il cinema seppe incarnare le esigenze degli adolescenti, non necessariamente nerd, dell’epoca con pellicole che più o meno direttamente sapevano attingere alle nuove scienze e professioni che stavano nascendo all’ombra della Silicon Valley.

Il regista Steven Lisenberg seppe incarnare queste prime necessità con un film cyberpunk e digitale che a distanza di varie decadi rappresenta ancora un crocevia nella visione hollywoodiana del mondo dei videogames.
Quasi impossibile credere che senza Tron oggi avremmo avuto la saga di Prince of Persia e Resident Evil con la sostanziale differenza che la pellicola del regista Newyorchese fu ispiratrice di videogiochi e non si verificò, nel suo caso, il contrario.

La storia prende il via quando un post adolescente e programmatore di successo, spodestato da un ex amico e collega che lo ha estromesso dall’azienda che aveva contribuito a creare, si trova improvvisamente risucchiato all’interno di un sistema operativo da lui ideato.
Un sistema che si è ramificato in ogni angolo del mondo virtuale e in grado quindi di dominare ogni aspetto della vita del mondo degli umani, per l’occasione ribattezzati con il neologismo di ‘creativi’. La destinazione pensata dal Master Control Program, questo il nome del sistema operativo progettato da Kevin Flynn, è quella di uccidere il proprio ‘creativo’ tramutandolo nel protagonista di uno dei numerosi videogames che popolano qualunque sala giochi. Al tempo stesso Kevin vuole sia ritornare nel mondo reale ma anche trovare quelle prove che dimostrerebbero come sia stato truffato.

Ricordato per gli effetti di computer grafica, ai quali contribuì anche un giovane Tim Burton, la pellicola risulta essere una storia lineare ma anche popolata da numerosi colpi di scena, con alleati sia nel mondo dei videogiochi, fra cui spicca il fuoriclasse Tron, sia nel mondo reale; e nemici capaci di annidarsi dietro ad ogni angolo per impedire a Kevin e ai suoi sodali di trovare quelle prove necessarie per smascherare l’ex amico Ed Dillinger. Completano la trama un giovane Jeff Bridges nel ruolo di Kevin Flynn, che ancora oggi a distanza di anni ricordiamo come il protagonista di questo cult movie che diede il via anche ad altre iniziative, fra cui un sequel altrettanto fortunato, uscito nel 2010, e ovviamente numerosi videogames che completarono un mondo che funge ancora da prodromo per tutti i film di questo genere.

 
Pet Sematary PDF Stampa
Horror 1
Scritto da Anna Maria Pelella   
martedì 11 giugno 2019

Titolo: Pet Sematary 
Titolo originale: Pet Sematary
USA 2019 Regia di: Kevin Kolsch, Dennis Widmyer Genere: Horror Durata: 120'
Interpreti: Jason Clarke, Amy Seimetz, John Lithgow, Jeté Laurence, Hugo Lavoie, Lucas Lavoie, Obssa Ahmed, Alyssa Brooke Levine, Suzy Stingl, Maria Herrera, Kelly Lee
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 09/05/2019
Voto: 4
Recensione di: Anna Maria Pelella
L'aggettivo ideale: Inutile...
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Pet Sematary su Facebook

petsematary2019.jpgLuis Creed si trasferisce con la famiglia in una nuova casa e comincia a lavorare come medico nell’ospedale della cittadina di Ludlow. Esplorando le vicinanze della casa, sua figlia Ellie scopre un luogo di sepoltura per animali…

Secondo tentativo di portare sullo schermo l’omonimo romanzo di Stephen King, dopo quello di Mary Lambert nel 1989, questo Pet Sematary denuncia da subito un cambio sostanziale alla trama del libro. Cambio in sé immotivato, dal momento che non apporta nessuna reale modifica ai fatti raccontati e neppure accresce la comprensione delle dinamiche narrate.

Il romanzo è arcinoto e la trama anche, quello che però forse alcuni non sanno è che questo romanzo rappresenta uno spartiacque sostanziale nella produzione letteraria di King.
Se prima il Re affidava le sue storie più nere e senza speranza esclusivamente al suo alter ego Richard Bachman, dopo Pet Sematary comincia ad affiancare alla sua usuale produzione di romanzi sostanzialmente rassicuranti, in cui il Bene finisce quasi sempre per trionfare sul Male, un nuovo filone di storie più dure e con finali meno scontati.

Tenendo attivo lo stratagemma di usare uno pseudonimo per raccontare le sue storie più cattive, King ha da qui in poi cominciato a firmarne alcune anche col suo vero nome. Il tutto è stato in pratica indotto da un contenzioso, di cui molto si scrisse ai tempi, con la sua casa editrice la quale deteneva i diritti di tutti i suoi romanzi completi e a cui King si era rifiutato di cedere questo.
La casa editrice vinse la causa e King si dovette adattare all’idea di lasciar uscire un romanzo che egli stesso definì successivamente come “intollerabilmente orroroso” oltretutto con un claim che lo definiva “il romanzo che persino Stephen King aveva paura di pubblicare”.
Detto questo occorre infine fare presente allo spettatore che questo non è certo il più riuscito dei romanzi di King e nemmeno quello meglio trasposto. Ma è misteriosamente quello che al momento si è scelto non solo di riportare ancora in scena, ma addirittura di cambiarne la trama originale senza che questo apporti nessun vantaggio alla trasposizione, che riteniamo essere molto meno ispirata di quella precedente, la quale dopotutto vantava una sceneggiatura ad opera dello stesso King, né alla trama in sé.

La tensione presente nel romanzo è qui stranamente assente, il tutto è narrato con una regia televisiva senza estro e meno che mai passione. Didascalico e poco avvincente, il film si trascina di sequenza in sequenza come fosse un compito svogliatamente messo insieme col fine di richiamare le giovani generazioni che non avevano avuto ancora la fortuna di vedere trasposizioni del Re molto più intense di questa.
Soltanto la bravura di John Litgow sostiene, e solo in parte, il peso dell’inutile mole di spiegazioni inflitte allo spettatore da una sceneggiatura priva totalmente di misteri e di qualsivoglia spessore narrativo. La reale motivazione che si cela dietro le scelte del protagonista, un appena sufficiente Jason Clarke, viene lasciata misteriosamente in secondo piano, sostituita malamente da uno scambio sull’ateismo degno di un programma televisivo per bambini.

La sensazione complessiva con cui lo spettatore esce dalla sala è che si sia scelto una bella storia, con un certo potenziale, e poi si sia fallito in pieno nella capacità di immaginarla. Come se King non fosse stato sufficientemente chiaro, cosa peraltro palesemente non vera, sulle motivazioni dei suoi personaggi e sul potenziale esplosivo della sua storia.
Resta quindi aperto il quesito sulla reale necessità di riproporre un remake di quella che ai tempi risultò essere un’onesta rappresentazione che, pur non esente da difetti, rimane tutto sommato ancora oggi più godibile di questa.

 
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