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Attenti al Gorilla (dvd) PDF Stampa
Commedia
Scritto da Luca Orsatti   
mercoledì 22 maggio 2019

Titolo: Attenti al Gorilla
Titolo originale: Attenti al Gorilla
Caratteristiche del dvd in vendita dal 09 Maggio 2019.
Acquista l'edizione dvd al miglior prezzo!

Film
Un avvocatucolo incapace, lasciato dalla moglie, ottiene la sua rivincita sul lavoro, in una causa contro lo zoo locale.attenti_al_gorilla_dvd.jpg Il giudice stabilisce che il gorilla va rimesso in libertà e lo affida proprio all’avvocato, che se lo mette in casa.
Cosa succederebbe se ti mettessi in casa un gorilla? Equivoci a non finire, giochetti di parole, blando animalismo superficiale e lieto fine a seguire....
"Attenti al Gorilla" è una pellicola dalla scarsa consistenza, basata su un’idea abbastanza curiosa, ma certo non accattivante a sufficienza per crearle attorno cento minuti di film. Una commedia che rispecchia a perfezione lo stato del cinema italiano contemporaneo: malato e neppure tanto cosciente di esserlo.
Frank Matano non è Vittorio Gassman e proprio per questo va benissimo come protagonista in un’opera di siffatta risma; Cristiana Capotondi è l’adeguata partner sul set; in ruoli laterali o minori troviamo poi Lillo (Pasquale Petrolo, senza Greg qui), Ernesto Mahieux, Diana Del Bufalo e Francesco Scianna. Dopo il buon risultato sia in termini di incassi che di critica ottenuto pochissimi mesi prima con Sono tornato (2018), non è chiaro cosa possa aver spinto Luca Miniero a rimettersi tanto di fretta al lavoro, specie con un progetto strampalato, nel senso peggiore, e dozzinale (nell’unico senso possibile) come questo; il regista è peraltro anche coautore di soggetto e sceneggiatura insieme a Giulia Gianni e Gina Neri. Ah, sì: il colpone di scena centrale, come dimenticarlo? Il gorilla “parla” con la voce di Claudio Bisio, sfruttando il medesimo espediente al centro di Senti chi parla (Amy Heckerling, 1989), uscito trent’anni esatti prima o, se si vuole, degli ancora più vecchi film di Francis il mulo parlante....

Video
Prodotto e distribuito da Warner Home Video, "Attenti al Gorilla" viene presentato nel formato cinematografico di 2,35:1 anamorfico. La confezione è una semplice Amaray, carina graficamente ma priva di Artwork interno.
Il dvd gode di un quadro video di ottima qualità e, grazie ad un Bitrate medio particolarmente generoso che si attesta oltre gli 8,20 Mbps/sec, le immagini risultano sempre estremamente brillanti, luminose e ricche di molteplici dettagli. Ottimi i colori dai toni particolarmente decisi. Anche le riprese con scarsa luminosità non risultano mai impastate e riscono a regalarci un quadro video più che dignitoso. Perfetti gli incarnati resi sempre in modo naturale. Un ottimo dvd!

Audio
Comparto audio adeguato per il genere di film.Troviamo una traccia Dolby Digital 5.1. squillante, ricca di dettagli e adeguata al tipo di prodotto. Ottima la pulizia del suono che ci permette di godere di dialoghi cristallini per tutta la durata del film, non facendoci perdere nessuna battuta. Interessanti i discreti effetti di ambienza che si possono percipire nelle varie scene e buona la riproduzione della colonna sonora.

Extra
Comparto extra dignitoso, troviamo oltre all'immancabile Trailer (non menzionato nella fascetta) un interessante "Backstage" (07,21) dove il regista e il cast ci parlano del film e dei personaggi che lo compongono.

 
Rabbia Furiosa - Er canaro PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 21 maggio 2019

Titolo: Rabbia Furiosa - Er canaro 
Titolo originale: Rabbia Furiosa - Er canaro
Italia 2018 Regia di: Sergio Stivaletti Genere: Drammatico Durata: 120'
Interpreti: Virgilio Olivari, Luis Molteni, Riccardo De Filippis, Romina Mondello, Rosario Petix, Gianni Franco, Marco Felli, Romualdo Klos, Eleonora Gentileschi
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 07/06/2018
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Poderoso...
Scarica il Pressbook del film
Rabbia Furiosa - Er canaro su Facebook

rabbia_furiosa_er_canaro.jpgFabio è appena uscito da Re Bibbia quando ad aspettarlo trova Claudio, piccolo boss del Mandrione al posto del quale Fabio ha scontato la pena senza fiatare.
Appena tornato a casa Claudio fa trovare all’amico il suo vecchio negozio di toelettatura per cani perfettamente ristrutturato, in cambio Fabio si occuperà di medicare gli animali da combattimento di proprietà di Claudio.
Tutto pare tornato come prima, compresa la vita famigliare e lo spaccio di stupefacenti, ma Claudio, che regolarmente irride Fabio, non sa che in lui sta crescendo una terribile sete di vendetta.

Il creatore di effetti Sergio Stivaletti fa centro al terzo colpo, come il numero delle sue pellicole, ma al tempo stesso sbaglia i tempi di distribuzione della sua ultima fatica uscita in contemporanea con il pluripremiato Dogman e tratta dal medesimo fatto di cronaca che a metà degli ottanta scosse le cronache di nera.

Il regista in tal caso decide di rimanere però maggiormente ancorato sia al fatto di cronaca invece che al senso di solitudine e abbandono nel quale può precipitare il singolo, sorte toccata a Marcello Fonte nella pellicola di Garrone, ma anche al genere da lui prediletto: quello splatter che ha saputo dargli fama negli effetti visivi per il cinema horror, unito a personaggi ben approfonditi a cominciare dall’ex carcerato Fabio, che ha le sembianze di Riccardo De Filippis, noto al grande pubblico per aver dato il volto a uno dei protagonisti di Romanzo Criminale. Un uomo desideroso di ricostruirsi una vita fino a quel momento gettata via, carico di voglia di riscatto ma anche di sete di vendetta, così come pieno di amore sia per la famiglia che per i suoi amici a quattro zampe.

Al suo fianco si snoda una trama fatta di combattimenti clandestini e un finto amico bipolare, vittima dell’abuso di droghe e di una sete di potere che incontra nel mite Fabio la sua nemesi. Ogni tassello progressivamente s’incasella sino all’ultima inquadratura con una deriva omicida che nulla lascia alla fantasia di chi assiste inorridito.
Pellicola dal retrogusto amaro e di certo da recuperare perché passata in sala senza lasciare quasi segno perché decisamente penalizzata dalla concomitanza di cui sopra. Piacerà molto a chi ama le ambientazioni di borgata e le favole horror (quasi) a lieto fine.

 
L’uomo della pioggia - The Rainmaker PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 20 maggio 2019

Titolo: L’uomo della pioggia - The Rainmaker 
Titolo originale: The Rainmaker
USA 1997 Regia di: Francis Ford Coppola Genere: Drammatico Durata: 135'
Interpreti: Matt Damon, Mickey Rourke, Danny DeVito, Danny Glover, Claire Danes, John Voight, Andrew Shue, Roy Scheider, Virginia Madsen
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 28/01/1998
Voto: 6
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Sincero...
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L’uomo della pioggia - The Rainmaker su Facebook

the_rainmaker1.jpgRudy Baylor è un neolaureato in legge in attesa di superare l’esame di stato per diventare avvocato. Desideroso di cominciare a lavorare in uno studio legale Rudy accetta l’offerta di Bruiser Stone, avvocato celebre ma legato al mondo criminale. Rudy viene affiancato nel suo lavoro da Deck Shifflet, tuttofare dello studio che ha numerose volte sbagliato l’esame di ammissione all’ordine e che per Bruiser svolge la mansione di procacciatore di casi, battendo il mondo ospedaliero. È proprio in una di queste battute di caccia alla clientela che i due incontrano Dot Black una donna con un figlio affetto dalla leucemia e al quale l’assicurazione sanitaria stipulata in passato, non vuole riconoscere alcun genere di risarcimento.

Un film come se ne vedevano una volta, dove i buoni, o quasi, trionfano e le aziende che portano alla morte un povero ragazzo malato per colpe non sue sono costrette a risarcirlo.
John Grisham, padre dei Legal - Thriller d’oltre oceano, ex avvocato di grido prima prestato al mondo della narrativa e poi migrato in quello della ‘settima arte’, sforna il sesto libro della sua vasta produzione e genera un ennesimo caso letterario sempre (o quasi) simile a sé stesso.

Questa volta a dare voce allo scrittore originario di Jonesboro l’italo americano Coppola che abbandonate le scene de il Padrino, e le rivisitazioni del Dracula di Bram Stoker decide di immergersi nel mondo forense guidato da un giovane avvocato idealista, un insipido Matt Damon, e da uno scafato, ma onesto, tuttofare che usa la legge a proprio piacimento, Danny DeVito, che alla fine risulta essere la vera anima della pellicola assieme all’avversario in tribunale di Damon: il corrotto avvocato Leo Drummond, un John Voight calato in una parte decisamente molto al di sopra delle canoniche righe.

Esattamente come sopra le righe pare fin da subito Mickey Rourke, nel ruolo di un legale con gessati viola degni di un gangster e immediatamente imbrigliato da una sceneggiatura che non ne approfondisce sufficientemente il personaggio, creando un vero buco in una storia che avrebbe meritato di essere approfondita.
Film che si trangugia d‘un fiato vedendosi in tutta serenità, e già intuendo quale ne potrebbe essere l’epilogo, ma che al tempo stesso traccia un solco nella produzione di Grisham che per la prima volta porta sul grande schermo un’opera dove non sono presenti complotti più grandi ma solamente un caso da risolvere.

 
Ted Bundy - fascino criminale PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
mercoledì 15 maggio 2019

Titolo: Ted Bundy - fascino criminale 
Titolo originale: Extremely Wicked, Shockingly Evil and Vile
USA 2019 Regia di: Joe Berlinger Genere: Drammatico Durata: 110'
Interpreti: Lily Collins, Zac Efron, Angela Sarafyan, John Malkovich, Sydney Vollmer, Macie Carmosino, Ava Inman, Morgan Pyle, James Hetfield
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 09/05/2019
Voto: 6,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Meticoloso...
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Ted Bundy - fascino criminale su Facebook

ted_bundy_fascino_criminale.jpgNel 1969, in un bar di Seattle, una ragazza madre di nome Liz incontra un giovane studente di legge. I due iniziano a frequentarsi e Ted inizia ad aiutare Liz anche a crescere la figlia Molly. Dopo qualche anno Ted viene arrestato con l’accusa di essere un serial killer che ha assassinato numerose donne in diversi stati.
L’uomo davanti a ogni corte, e davanti alla sua ragazza, continuerà sempre a proclamarsi innocente.

La pellicola di Joe Berlinger non certo nuovo al mondo del crimine avendo diretto anche la recente serie documentaria dedicata alla figura dell’avvocato di Burlington, non vuole esplorare vecchi casi di cronaca archiviati sotto la nomenclatura di sparizione o omicidio, ma bensì la capacità di Bundy di proclamarsi innocente fino alla fine dei suoi giorni e come questa capacità innata gli sia valsa la scena nel corso di ogni processo che lo ha visto protagonista.

La mimica facciale e la sfrontatezza di Bundy diventano il marchio di fabbrica di un uomo sicuro delle proprie convinzioni e tesi e risultato della perfetta mimesi nella quale si muove Zac Efron che di Bundy riesce ad assumere sembianze, tic e camni di umore facendocelo ammirare attraverso la sua camaleontica capacità di essere il ragazzo della porta accanto.
L’ex giovane talento di high school muscial riesce a sfruttare la grande somiglianza fisica che l’accomuna al Bundy originale calandosi nella scena e occupandone angoli e anfratti e quasi cancellando gli altri coprotagonisti a eccezione di un giudice impersonato da John Malckovich, e una fidanzata che lo accompagnerà nel corso di oltre venti anni, fino agli ultimi giorni di vita.

A prestare il viso a Liz Kendall, che con Bundy pensò concretamente di costruirsi una famiglia fino a rimanere attanagliata da mille dubbi ai quali si dovette arrendere non prima di una catarsi fatta di una lenta autodistruzione, è la trentenne attrice britannica Lily Collins. Insuperabile alla stessa maniera le ricostruzioni d’ambiente, basti ammirare le immagini finali di repertorio. E la colonna sonora che accompagna ogni cambio di scena.

Film che quindi riesamina un vecchio caso ma senza analizzarne cause e conseguenze ma solo esplorando una storia di cronaca nera confezionata con dovizia e priva della benché minima sbavatura il tutto visto, vissuto e narrato da parte della più subdola delle vittime di Bundy: la sua ragazza Elizabeth.

 
La felicità è un sistema complesso PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 09 maggio 2019

Titolo: La felicità è un sistema complesso
Titolo originale: La felicità è un sistema complesso
Italia 2015 Regia di: Gianni Zanasi Genere: Commedia Durata: 117'
Interpreti: Valerio Mastandrea, Hadas Yaron, Giuseppe Battiston, Filippo De Carli, Camilla Martini, Maurizio Donadoni, Teco Celio, Daniele De Angelis, Maurizio Lastrico, Paolo Briguglia, Domenico Diele
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 26/11/2015
Voto: 5,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Frammentario...
Scarica il Pressbook del film
La felicità è un sistema complesso su Facebook

la_felicit__un_sistema_complesso_leggero.pngEnrico è un tagliatore di teste sui generis che dopo aver intrecciato amicizia con manager incompetenti, o eredi incapaci, li persuade a cedere le proprie quote per cercare una strada più consona alle proprie aspirazioni, lasciando perdere il lavoro in azienda.
La vita di questo ‘scienziato dell’eliminazione’ inizia a cambiare quando lungo la sua strada si presentano Achinoam, ragazza israeliana, aspirante suicida ed ex fidanzata di suo fratello, e i due eredi adolescenti di una multinazionale ad un passo dalla chiusura.

A sette anni da Non Pensarci, e a sei dalla omonima serie apparsa su FOX, il modenese Zanasi veste nuovamente Valerio Mastandrea dei panni del disadattato ma in tal caso non certo carico d’insuccesso, scanzonato, ma professionista serio e particolare, creatore di un lavoro socialmente utile unito a un vuoto e a una vena di profonda malinconia interiore.

Un attore dei giorni nostri e un abile trasformista capace di mimetizzarsi in ogni situazione per fare desistere gli incapaci e salvaguardare posti di lavoro che altrimenti sparirebbero come cumuli di neve al sole.
Zanasi ancora una volta infila nel vaudeville della vita dei suoi protagonisti, fra i quali appaiono nuovamente Teco Celio e Giuseppe Battiston, nei ruoli di padre e figlio manager predatori e comici già visti nella precedente pellicola, tutto quello che caratterizza il suo cinema fatto di riflessioni in salsa comica.

Il risultato è una presa di coscienza insperata che assume le sembianze di una potenziale suicida israeliana, l’attrice Hadas Yaron, e di una coppia di adolescenti, gli esordienti Filippo De Carli e Camilla Martini, improvvisamente catapultati nel mondo degli adulti per cercare di salvare l’azienda di famiglia da una fine indegna.

Favola moderna nel corso della quale Mastandrea porta in scena il proprio personaggio con mestiere e senza particolari sbavature. Una favola il cui contenuto è fin troppo affine con Troppa grazia, ultima recente fatica di Zanasi.
Film che alla stessa maniera funziona a metà. Carico di buoni sentimenti e incapace di andare oltre una bella confezione iniziale.

 
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