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Cafarnao - Caos e miracoli PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Stefano Priori   
martedì 16 aprile 2019

Titolo: Cafarnao - Caos e miracoli 
Titolo originale: Capharnaüm
Libano, USA 2018 Regia di: Nadine Labaki Genere: Drammatico Durata: 120'
Interpreti: Zain Alrafeea, Yordanos Shifera, Boluwatife Treasure Bankole, Kawsar Al Haddad, Fadi Youssef
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 11/04/2019
Voto: 5
Recensione di: Stefano Priori
L'aggettivo ideale: Surreale...
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Cafarnao - Caos e miracoli su Facebook
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cafarnao_caos_e_miracoli.jpgA Beirut una città fantasma, così ce la mostra la Regista Libanese Nadine Labaki, tutto è Caos. La crudezza delle immagini che la scenografia supporta, ricorda il ruolo del reporter di guerra. In questa esemplificazione, la regista ci mostra il degrado in cui la popolazione e i protagonisti vivono, che sembra essere più uno stigma che una fase introspettiva.
Forse un film documentaristico avrebbe reso con più forza le stesse immagini.

E' un film con un altissimo ritmo di immagini e di sequenze. E la macchina a mano genera dopo un'ora e mezza, una certa nausea. Un film necessita più di poesia che di durezza, la sceneggiatura invece ci racconta il disagio di Zain, un bambino 12 enne, che chiede al giudice all'inizio del film, di condannare i suoi genitori per averlo messo al mondo.

Questo aspetto epico non ci convince come dato di fatto, perchè sotto questa condanna ricadrebbe l'intera Beirut. E la Regista Libanese, mostra nella prima parte del film, degli spezzoni di filmati, più che una sceneggiatura completa. Zain a casa sua, prima di entrare in carcere, vive solo un disordine affettivo e umano. Risulta fortemente scontata la visione dei bambini che giocano con fucili di legno, come lo è la visione di Assad 30 enne, che vuole prendere in sposa la sorella di Zain, Sahr ancora bambina.

Queste circostanze, ci sembrano poco convincenti e mostrano come dato della realtà Araba, promiscuità, inganno, e coercizione sui bambini, come unico dato di fatto. Zain difende se stesso dall'inizio alla fine del film, dalla crudezza della realtà che incontra e da un alone impermeabile, che sembra essere solo una vista infernale. Nasce una domanda, ma la realtà che Nadine Labaki ci mostra è realistica o la realtà è uno stigma usato per le ragioni intinseche del film? Il popolo Arabo è davvero solo questo? Quello che ne viene fuori è imbarazzante.

Dopo la partenza solitaria di Zain in pullmann, lo spettatore vive un momento poetico. Zain sulla ruota panoramica guarda il mare dall'alto. Poi il rapporto prolungato di Zain con la ragazza madre Etiope e suo figlio Yonas mostra ancora dei tratti poetici che danno alla seconda parte del fim una sua scorrevolezza. Ma cosa dire a Nadine Labaki. Perchè incentrare la sceneggiatura su un bambino che a 12 anni diventa subito adulto nel film e nella vita, con una coscienza oltremodo irreale. Tecnicamente un uso diverso della macchina da presa avrebbe imposto più credibilità all'intero film.

Credo che su Zain la regista abbia esercitato una violenza inconscia per ottenere il meglio da lui, che risulta certamente molto bravo ma che è allo stesso tempo caricato di una responsabilità enorme.
L'uso di una Steadycam sarebbe stato più opportuno per raccontare il film. In fondo a me il film non dispiace nello stile, ma appare alquanto ancorato a una visione occidentale del mondo Arabo. Il finale poi è disancorato da ogni logica sequenziale filmica, le immagini risultano movimenti di camera a mano esagerati, che raccontano la realtà in un senso poco credibile. In realtà tutto è caos.

Trailer

 
Seal Team (Prima Stagione) (dvd) PDF Stampa
Azione
Scritto da Luca Orsatti   
domenica 14 aprile 2019

Titolo: Seal Team (Prima Stagione)
Titolo originale: Seal Team (Season 1)
Caratteristiche del dvd in vendita dal 10 Aprile 2019.
Acquista l'edizione dvd del film al miglior prezzo!

Film
Seal Team, creata da Benjamin Cavell, è una serie che ruota intorno alle pericolose missioni del Team Bravo,seal_team_dvd.jpg un’unità d’elite dei Navy SEAL: sotto la guida del comandante in capo speciale Jason Hayes, la squadra affronta le minacce che potrebbero abbattersi sul loro Paese, progettando piani e incursioni piene di rischi in ogni parte del mondo e, tornati a casa, affrontano il peso dell’uniforme che indossano insieme alle loro famiglie.... È una serie d'azione, di unione, e ci fa vedere come i soldati tra loro si danno forza per affrontare le tragedie che incontrano quotidianamente sul loro cammino.
Sono più di semplici colleghi o amici, sono una vera e propria famiglia.
Una famiglia che anche se non di sangue è reale.
Ci insegna anche che chi si arruola nell’esercito, lo fa per dedizione e amore verso il proprio Paese e sono disposti a correre qualunque sacrificio, anche la morte. Hanno degli ideali e per loro ogni missione ha un unico obiettivo: non fallire. Molte volte quando tornano dalle famiglie, in realtà, sono ancora aggrappati ai ricordi delle missioni appena compiute; dove, hanno rischiato di morire o hanno perso un loro compagno. Ritornare alla vita di tutti i giorni non è mai facile per loro, soprattutto inserirsi nuovamente nel nucleo familiare, dopo magari mesi e mesi di assenza.
Menzione d’onore, va per me, assolutamente, ad un importante membro del team: il cane che accompagna i nostri soldati in tutte le missioni, andando in avanscoperta, rischiando per primo la sua vita per salvare i suoi compagni umani da eventuali pericoli!
seal_team_3.jpgSerie tv ben realizzata e interessante, con episodi singoli autoconclusivi, anche se c’è comunque in sottofondo una storia con un filo conduttore.
Visivamente la serie impressiona: i colori sono taglienti, tanti chiaroscuri in cui sguazzano alla perfezione i flash degli M4 e dei laser di puntamento, più gli scorci di paesaggi lontani dal portellone spalancato di un elicottero da combattimento.
Uno dei punti di forza maggiori è la cura dei dettagli, sia nelle azioni, che in tutto quello che circonda o ricopre i protagonisti. Gli equipaggiamenti provengono dalla quasi sterminata marea di marchi e modelli utilizzati dai veri operatori, aspetti che un occhio esperto coglie al volo riconoscendo lo sforzo compiuto nella ricostruzione storica, e che uno spettatore occasionale apprezza inconsciamente mentre si gode una scena palesemente ben fatta.
Non per nulla il successo mediatico e la copertura pubblicitaria della serie gode dell’effetto volano delle ditte sponsor di ogni fotogramma: accanto alla pubblicità della casa cinematografica, si associano le case di equipaggiamenti e accessori, molte davvero di nicchia anche per il mercato militare, che fanno rimbalzare sui social, IG in primis, i fotogrammi in cui campeggia il proprio prodotto.... Non per nulla forse l’unica pecca sono quei frame che strizzano l’occhio per i millisecondi giusti al mondo delle inquadrature pubblicitarie. Ma sono inezie. Seal Team è la serie che aspettavamo......

Elenco episodi:
1) Tip of the Spear - [Obiettivo di alto valore]
2) Other Lives -  [Altre vite]
3) Boarding Party -  [Centaurus]
4) Ghosts of Christmas Future - [Fantasmi di un Natale futuro]
5) Collapse - [Collasso]
6) The Spinning Wheel - [La ruota della vita]
7) Borderlines - [Confini]
8) The Exchange - [Lo scambio]
9) Rolling Dark - [Cassa di birra]
10) Pattern of Life - [Il reclutatore]
11) Containment - [Contenimento]
12) The Upside Down - [Il recupero]
13) Getaway Day - [L'imboscata]
14) Call Out - [L'uomo misterioso]
15) No Man's Land - [Terra di nessuno]
16) Never Get Out of the Boat - [Mai scendere dalla barca]
17) In Name Only - [Schiavitù]
18) Credible Threat - [Minaccia credibile]
19) Takedown - [La cattura]
20) Enemy of My Enemy - [Nemico del mio nemico]
21) The Graveyard of Empires - [La tomba degli imperi]
22) The Cost of Doing Business - [Il prezzo da pagare]

Video
Prodotto da Paramaut Pictures e distribuito da Universal Pictures la serie tv viene presentata, per il nostro mercato, solo in dvd senza contare sul supporto in alta definizione. I 22 episodi sono divisi su sei dischi in un cofanetto classico formato da un'amaray trasparente con un semplice artwork interno dove sono impressi tutti gli episodi e la loro breve trama. La serie è presentata con un formato video di 1.78:1 anamorfico. A livello tecnico la qualità dell'immagine è sufficiente ma non riesce a raggiungere le caratteristiche di altre edizioni analizzate in passato. Con tutta probabilità la causa è da imputarsi a un Bitrate medio particolarmente basso che oscilla dai 2 i 3 Mbps.
Il quadro video è fondamentalmente privo di macro difetti ma le immagini risultano abbastanza morbide e portate a nascondere i vari particolari. I contrasti sono nella media e il punto di bianco risulta ben bilanciato, permettendo di esaltare le scene più luminose. Colori naturali.

Audio
Sono presenti quattro tracce audio in formato Dolby Digital 5:1. La qualità è molto buona e la resa complessiva riesce a coinvolgere durante la visione, creando un ottimo campo sonoro che avvolge lo spettatore. Sempre all'altezza l'uso del canale centrale che permette di ascoltare dialoghi chiari anche nelle scene dove l'azione è più concitata.

Extra
Comparto extra soddisfacente, suddiviso nel primo e sesto disco.
"Promo lancio" (2,34) (Disco 1) Featurette di puro stampo promozionale che ci introduce alla serie.
"Seal Team: Introduzione alla prima stagione" (21,20) (Disco 6) Interessante featurette, ricca di aneddoti, che ci racconta di questa prima stagione, attraverso interviste e dietro le quinte.
"Il cane caporale: Dita" (5,01) (Disco 6) Featurette incentrata sul cane Dita.
"Missione: Esplorazione del set" (5,24) (Disco 6) Il set dove sono stati girati gli episodi.
"Sul set" (2,40) (Disco 6)
"Papere" (2,33) (Disco 6)

 
In guerra PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 12 aprile 2019

Titolo: In guerra 
Titolo originale: En guerre
Francia 2018 Regia di: Stéphane Brizé Genere: Drammatico Durata: 112'
Interpreti: Vincent Lindon, Mélanie Rover, Jacques Borderie, David Rey, Olivier Lemaire, Rufin Sipi, Bruno Bourthol, Sébastien Vamelle, Jean-Noël Tronc, Valérie Lamond
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 15/11/2018
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Potente...
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In guerra su Facebook

in_guerra.jpgUna multinazionale francese dopo aver garantito la piena occupazione di tutta la forza lavoro decide all’improvviso di chiudere senza preavviso. Laurent Amédéo, uno degli operai, è anche il sindacalista che si siede al tavolo delle trattative nel tentativo di impedire questa decisione.

Vincent Lindon prosegue nella sua personale ricerca dal retrogusto antropologico e riguardante gli ultimi della specie.
Dopo aver sondato il tema degli immigrati e quelli di un uomo che pur di lavorare è disposto a essere guardia giurata all’interno di supermercato, questa volta l’attore francese, ancora una volta diretto dal regista Stéphane Brizé, letteralmente rappresenta una fascia, il mondo degli operai, impegnati in una lotta impari contro una multinazionale intenta a lasciare 1100 persone senza stipendio e nonostante le molte promesse spese in precedenza.

Lindon, ormai avvezzo a parti di tale tipo, riesce nuovamente incastonare il suo viso tagliato con l’accetta in quello di un operaio intento a dichiarare guerra al suo posto di lavoro aggiungendoci non solo le trattative che sfociano spesso in rivalità personali ma anche la vita privata di un manipolo di uomini con le loro speranze appese a un semplice filo.

Una pellicola candidata alla palma d’oro del festival di Cannes 2018, dal retrogusto amaro senza molte chiavi di lettura che vadano poco oltre il titolo. Un film che rapisce per la cruda realtà filtrata dalle finestre di una fabbrica e dalla vita di un gruppo di persone.

Trailer

 
Old man & the gun PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 12 aprile 2019

Titolo: Old man & the gun 
Titolo originale: Old man & the gun
USA 2018 Regia di: David Lowery Genere: Drammatico Durata: 93'
Interpreti: Robert Redford, Casey Affleck, Sissy Spacek, Danny Glover, Tom Waits, Ari Elizabeth Johnson, Tika Sumpter, Teagan Johnson
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 20/12/2018
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Ispirato...
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Old man & the gun su Facebook

old_man__the_gun.jpgForrest Tucker è un noto rapinatore seriale e ultra settantenne che assieme a due complici entra negli uffici bancari negli orari di sportello e li svaligia con fare galante e sempre senza l’uso di armi e violenza. Sulle tracce dei tre si mette il detective John Hunt, affascinato dalla figura di questo ladro gentiluomo ma comunque certo di volerlo arrestare.

Salutata l’ultima fatica di Clint Eastwood, tratta anche lei da una storia vera e piena di voglia di ricordi e di ripercorrere la carriera di una delle icone cinematografiche degli ultimi, questa volta a salutare forse definitivamente il palco, per dedicarsi esclusivamente al Sundance Film Festival, è il ragazzo della porta accanto ovvero Robert Redford, che oramai un ragazzo non lo è più, e attraverso le cui gesta siamo cresciuti a base di bravate come ne “La Stangata” o in “Butch Cassidy”, da cui proviene il nome del festival cinematografico, e di colpi di scena ai quali ci ha saputo abituare come ne “I tre giorni del condor”.

In tal caso Redford affida la sua probabile ultima prova al regista trentottenne David Lowery capace di donargli un ruolo ispirato alla reale vita di Forrest Tucker, un plurievaso che sempre senza colpo ferire aveva saputo svaligiare numerose banche.
Redford si limita a svolgere un compito che per lui risulta molto semplice riuscendo a recitare con una grande naturalezza che si accomoda al fianco di quella dei suoi due sodali, rispettivamente Danny Glover e il cantante Tom Waits, che ancora una volta sconfina con estrema bravura nel mondo della celluloide. Quella di Redford è un’ultima prova fra le cui pieghe si cela non solo la fuga dalla giustizia, rappresentata dal premio Oscar Casey Affleck, nel ruolo di un detective quarantenne in cerca di nuovi stimoli professionali, ma la vita stessa che lentamente scivola via e per la quale solo l’arrivo di un inaspettato nuovo amore, Sissy Spacek nel ruolo di una donna in difficoltà, e una caccia che nessuno dei presenti vorrebbe portare a termine, la fanno da padrone.

Da vedere per ammirare per un ultima volta l’attore originario di Santa Monica. Ovviamente se amate i thriller confezionati con poche valide idee, e per vedere quella grande provincia americana incastonata spesso nei film d’oltreoceano e in tal caso resa ancora più bella grazie a una fotografia di eccellente qualità.

Trailer

 
Storia di un fantasma PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Chicco D'Aquino   
lunedì 08 aprile 2019

Titolo: Storia di un fantasma 
Titolo originale: A Ghost Story
USA 2017 Regia di: David Lowery Genere: Drammatico Durata: 87'
Interpreti: Casey Affleck, Rooney Mara, Will Oldham, Sonia Acevedo, Rob Zabrecky, Liz Franke, Carlos Bermudez, McColm Cephas Jr., Grover Coulson, Daniel Escudero, Kimberly Fiddes, Augustine Frizzell, Brea Grant
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: Inedito
Voto: 7
Recensione di: Chicco D'Aquino
L'aggettivo ideale: Malinconico...
Scarica il Pressbook del film
Escape Room su Facebook

Storia di un fantasma, di David Lowery, Usa 2017

storiadiunfantasma.jpgIl pensiero occidentale, sostanzialmente illuminista ma fagocitato da secoli dalla versione teologica ultramondana, e rimasta immutata dai tempi di San Tommaso, ha da sempre escogitato artifici culturali e comportamentali per scacciare la paura della morte.
Una vasta letteratura ha trattato la rimozione della scomparsa del corpo fisico, dalla psicanalisi, Freud in testa, all'etnologia (celebre Sud e magia di De Martino) e all'antropologia, tra i molti gli studi di Evans Pritchard sul concetto di razionalità nei popoli preindustriali. Non da oggi, arginare e esorcizzare l’horror vacui sembra essere lo scopo principale dell’azione umana, compressa tra tempo di lavoro e tempo libero.

Nascono mode e tendenze, consumi e bisogni che innegabilmente migliorano, almeno nelle società opulente, la qualità della vita ma nel contempo la deprivano di quei fondamenti di cui è composta l’esistenza. In controtendenza e con indubbio coraggio è uscito nelle sale statunitensi nel 2017 Storia di un fantasma del regista e sceneggiatore David Lowery.

Classe 1980, Lowery ha alle spalle una lunga trafila fatta di cortometraggi e di alcuni buoni film, tra cui Il Drago invisibile e il recente Old man & the gun con protagonista il monumentale Robert Redford. Il fantasma del film è un trentenne perito tempo prima in un incidente che fa visita con il classico lenzuolo bianco alla casa dove vive la moglie. Qui ne osserva l’evoluzione malinconicamente, stando con lei (ovviamente a sua insaputa),vorrebbe confortarla e coccolarla ma l’unica cosa che può fare è restarsene in piedi e vivisezionarne ogni gesto,atteggiamento,emozione.

Ne fuoriesce un ritratto tenero e malinconico di un'entità da sempre temuta (per chi crede) o sbeffeggiata (dagli scettici e iperazionalisti), un mix tra realismo magico e disperato attaccamento alla vita, aldiquà materiale in salsa spirituale.
Il soprannaturale, che tanto ha agitato le menti dei più prolifici autori noir (su tutti Egar Alan Poe, si veda i Vivi e i morti) qui rappresentato con levità ma anche nella sua crudezza, l'impossibilità di comunicare con il mondo dei vivi, è esemplificato dalla dimensione quasi onirica, drammatica, altamente simbolica.

Lontano anni-luce dalle laccature manieriste tipo The others o Il senso senso, narrazioni aperte al mistero e alla sorpresa (ma anche a furbe operazioni commerciali) Storia di un fantasma è la proiezione, desiderio iperegoico di una collettività a fine corsa e disarmata (e disamorata di sé), preda di incubi decisi altrove, algide scansioni di algoritmi comportamentali.
In definitiva, un film da vedere sicuramente e...con qualche luce accesa in più!

Trailer

 
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