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Bombshell. La voce dello scandalo PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
domenica 10 maggio 2020

Bombshell. La voce dello scandalo (Bombshell) USA 2019 Regia di: Jay Roach Genere: Drammatico Durata: 119' Cast: Nicole Kidman, Charlize Theron, Margot Robbie, John Lithgow, Allison Janney, Malcolm McDowell, Mark Duplass, Alice Eve.
Nelle sale dal:
17/04/2020
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 6,5
L'aggettivo ideale: Avvincente...

bombshell_la_voce_dello_scandalo.jpg

Nel 2016 tre giornaliste denunciarono il comportamento sessista e manipolatorio di Roger Ailes, dirigente di FOX e molto vicino alla famiglia Murdoch, accusandolo di molestie e di un clima maschilista teso a penalizzare la carriera delle donne all’interno del network.

Il mondo recente del cinema USA ispirato a eventi realmente accaduti si sposta dalle aule dei tribunali ai più attuali temi riguardanti le molestie in ambito lavorativo gettando ben più di uno sguardo all’interno di uno dei più influenti network dell’orbe e narrando gli eventi che spinsero tre sue protagoniste a denuciarne il CEO e consulente Roger Ailes, impersonato da John Lithgow, abile caratterista di tv e cinema, e creatore di un clima di maschilismo che sfociò in un caso di molestie sessuali intentato ai suoi danni.

Gretchen Carlson, Megyn Kelly e Kayla Pospisil. Rispettivamente Nicole Kidman, capace d’incarnare una voce fuori dal coro repubblicano del network, attaccando pubblicamente il futuro presidente Trump per via di molte sue affermazioni controverse rivolte all’universo femminile.
Charlize Theron, anche lei estremamente efficace nell’ impersonare una giornalista che non ha voluto piegarsi alle linee editoriali del canale e per concludere Margot Robbie, giovane aspirante giornalista vittima di evidenti approcci sessuali indesiderati

La pellicola di Jay Roach, noto per i suoi esordi come regista delle prime due pellicole dedicate a Austin Powers, ma ormai sempre più direzionato verso film dai contenuti molto differenti, non scorre di certo veloce, ma la trama è avvincente e fedele alle ricostruzioni fornite in aula mentre didascalie, personaggi e testimonianze si susseguono con pervicacia.

Quello che a fine visione si ricava è un sistema corrotto dal suo interno non solo in termini di prostrazione e opinione riguardante il mondo femminile ma di come l’uso dei media possa facilmente fare variare gusti e opinioni anche politiche del comune cittadino.

 
Il giurato PDF Stampa
Thriller1
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 07 maggio 2020

Il giurato (The Juror) USA 1996 Regia di: Brian Gibson Genere: Thriller Durata: 116' Cast: Alec Baldwin, Demi Moore, Joseph Gordon Levitt, Anne Heche, James Gandolfini, Tatt Craven, Tony Lo Bianco, Todd Susman.
Nelle sale dal:
24/04/1996
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 5
L'aggettivo ideale: Altalenante...
Soggetto e sceneggiatura:
liberamente ispirato al romanzo omonimo di "Geoge Dewes Green"

Anne, madre single appassionata di scultura lignea, viene selezionata come giurata per il processo al boss di cosa nostra Louie Buffano. Avvicinatail_giurato.jpg da un estraneo che afferma di avere acquistato le sue opere presso una galleria d’arte, Anne scoprirà ben presto che in realtà l’uomo è un sicario della famiglia Buffano che da lei pretende che riesca a convincere la giuria della non colpevolezza del boss in cambio della vita di suo figlio Oliver.

Demi Moore e Alec Baldwin sono i protagonisti di un thriller che vede nell’appena quindicenne Joseph Gordon Levitt una possibile vittima della mafia e al tempo stesso la causa scatenante di tutto quel che avverrà nella vita di Anne, una Moore appena trentaquattrenne che impersona una donna decisa, appassionata del suo passatempo di scultrice e anche molto abile nel scegliere una parte che le permetta di recitare contestualmente i ruoli di madre dedita alle sorti del figlio, infiltrata della polizia e personaggio sexy

Mentre Baldwin per una volta impersona un ruolo da cattivo, ovvero un pericoloso sicario di cosa nostra e coprotagonista di una pellicola che si trascina verso un finale sufficientemente scontato e con tanto di trasferta in centro America, per la precisione in Guatemala.

Notare come il film diretto da Brian Gibson non vada però minimamente confuso con uno dei numerosi legal thriller che anche oggi fanno capolino nel cinema d’oltreoceano.

Al contrario la sceneggiatura basata sul romanzo omonimo di Geoge Dewes Green vorrebbe partire dalla manipolazione di una giuria e quindi da un processo, per poi allontanarsene e parlare di temi come la paura indotta in una persona e di come questa sia impiegabile per modificarne le scelte.

Nel complesso un cast stellare, da sottolineare anche la presenza di un giovane James Gandolfini, che però non permette al film di essere ricordato con particolare entusiasmo anche a causa di una trama molto frammentaria.

 
D.N.A. decisamente non adatti PDF Stampa
Commedia
Scritto da Ciro Andreotti   
domenica 03 maggio 2020

D.N.A. decisamente non adatti (D.N.A. decisamente non adatti) Italia 2020 Regia di: Lillo & Greg Genere: Commedia Durata: 85' Cast: Pasquale Petrolo, Claudio Gregori, Stefano De Sando, Gianni Fantoni, Chiara Sani, Marco Marzocca, Max Paiella, Anna Foglietta.
Nelle sale dal:
30/04/2020
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 5,5
L'aggettivo ideale: Tiepido...

Ezechiele e Nando sono due compagni di classe delle elementari. Il primo un ragazzo studioso e successivamente diventato docente universitariod-n-a-decisamente-non-adatti.jpg con un carattere chiuso e vittima dei soprusi di chiunque, inclusi moglie e figli. Il secondo il prepotente della scuola che una volta cresciuto è divenuto un criminale dedito alle estorsioni.
A cambiare il destino di entrambi ci penserà il progetto al quale lavora Ezechiele, ovvero uno scambio cromosomico di carattere che trasformerà Nando in un uomo meno rozzo e più sofisticato ed Ezechiele in una persona risoluta e ai limiti della violenza.

Lillo & Greg, comici sulla breccia dagli anni anni ’80, inizialmente autori musicali e successivamente in bilico fra teatro, radio, cinema (ma diretti da altri) e conduzioni televisive, portano in sala la loro comicità aiutati in cabina di sceneggiatura da Edoardo Falcone e finalmente in solitaria alla regia per poter esaltare, per loro stessa ammissione, le doti comico istrioniche che erano state eccessivamente ingabbiate nei loro passaggi cinematografici precedenti.
Vittime di regie che non riuscivano a ricavare il meglio di due talenti dove il nonsense è pura arte.

Detto questo il loro primo tentativo cinematografico trae linfa vitale dal tema classico dell’esperimento scientifico che porta allo scambio d’identità, necessario per generare situazioni surreali molto care al duo romano.
Affiancati da un cast di comici di livello, fra i quali appare il sodale di tante incursioni teatrali e musicali, Max Paiella, nel ruolo di un teppista, collega di Nando e capace di esprimersi solamente per gesti e mugugni, e di un’Anna Foglietta che è la reincarnazione di Virginia Raffaele, per una volta non scomodatasi per unirsi ai due colleghi Lillo e Greg, e che si divide abilmente in tre, prima nel ruolo di una moglie disattenta nei confronti del mite Ezechiele, poi di un travestito che allieta le serate solitarie di Nando, e infine di una libraia appassionata di poesia e convenevoli.

La pellicola però, al netto di battute che rispecchiano l’animo yiddish del duo romano, non riesce a riprodurre se non a sprazzi le abilità dialettiche che lo ha reso celebre, a dimostrazione di quanto possa essere difficile trasporre sul grande schermo una comicità difficile da imprigionare in una sceneggiatura. Ci sono riusciti solamente in alcune occasioni Aldo, Giovanni e Giacomo, dopo molte pellicole e alcuni fallimenti.

Dimenticatevi quindi i Lillo & Greg visti a teatro, al termine di spettacoli carichi d’ironia, quelli degli sketch radiofonici e televisivi o delle canzoni demenziali in stile rockabilly, in questa loro prima regia l’intravedrete solo a sprazzi nell’attesa di potersi rifare in un prossimo futuro.

 
The gambler PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 28 aprile 2020

The gambler (The gambler) USA 2014 Regia di: Rupert Wyatt Genere: Drammatico Durata: 111' Cast: Mark Wahlberg, Jessica Lange, Brie Larson, John Goodman, Micahel K.Williams, Sonya Walger, Emory Cohen, George Kennedy, Leland Orser, Anthony Kelley, Andre Braugher, Domenick Lombardozzi, Griffin Cleveland.
Nelle sale dal:
10/11/2014
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 5
L'aggettivo ideale: Debole...
Soggetto e sceneggiatura:
liberamente ispirato al romanzo "Il giocatore" di Fëdor Dostoevskijgambler_poster.jpg

Jim Bennett, un eminente docente universitario di letteratura, è anche un giocatore di poker compulsivo con molte migliaia di dollari da restituire a due strozzini in soli sette giorni, al termine dei quali la sua vita potrebbe cambiare per sempre.

Remake a distanza di oltre quarant’anni della pellicola firmata nel 1974 da Karel Reisz, 40.000 dollari per non morire, interpretata da James Caan nel ruolo del docente apprezzato dai suoi studenti e che è stato questa volta impersonato dal dimagritissimo, per l’occasione, Mark Whalberg, nel ruolo di un giocatore compulsivo che anela l’autodistruzione e che dietro l’apparenza di una esistenza al limite cela anche quella di stimato docente di letteratura.

Bennet è il rampollo di un’agiata famiglia che ha in Jessica Lange una madre con seri problemi di alcoolismo, e che è afflitto una depressione latente che soffoca in partite suicide e conoscenze che lentamente lo trascineranno sull’orlo del baratro, non senza un aiuto molto consapevole da parte dell’ex rapper Marky Mark, che calato in un ruolo in cui deve discernere di letteratura di matrice anglosassone e capacità di scrittura non sembra trovarsi minimamente a suo agio.

Menzione speciale per John Goodman nel ruolo di uno strozzino dal cuore d’oro, appassionato di scotch e saune, ma nel complesso la rivisitazione del romanzo di Fëdor Dostoevskij portata in pista da Rupert Wyatt, noto al pubblico per il pluripremiato Prison Escape, rappresenta un’occasione sprecata per trattare meglio sia il tema della dipendenza da gioco sia il thriller dietro la quale si cela la restituzione del denaro da parte del professor Bennett, così come anche una storia d’amore fra lo stesso Bennett e un’allieva molto promettente impersonata da Brie Larson.

 
Runner, runner PDF Stampa
Azione
Scritto da Ciro Andreotti   
mercoledì 22 aprile 2020

Runner, runner (Runner, runner) USA 2013 Regia di: Brad Furman Genere: Azione Durata: 91' Cast: Ben Affleck, Justine Timberlake, Gemma Artenton, Antony Mackie, Oliver Cooper, Christian Gorge.
Nelle sale dal:
24/10/2013
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 5
L'aggettivo ideale: Aninimo...
Soggetto e sceneggiatura:
Brian Koppelman, David Levien

Richie Frust, ambizioso studente di Princeton, per potersi pagare la retta universitaria spinge i suoi compagni di college versorunner_runner.jpg portali di poker on line a fronte di pagamenti da parte di questi ultimi.
Una volta scoperto e messo all’angolo dal rettore del college, Richie si trova costretto a giocare online tutto il suo capitale per poter pagare le ultime tasse universitarie.
Sconfitto da un avversario che suppone sia un baro, Richie decide di andare in Costa Rica per incontrare Ivan Block, proprietario del portale e domandargli il rimborso dei soldi persi.

Pellicola trascurabile firmata da Brad Furman che dopo una carriera passata a firmare corti, sceneggiature e videoclip, torna dietro la macchina da presa per portare in scena l’amicizia e il conflitto fra due sex symbol - il film piacerà forse al pubblico femminile - come Ben Affleck, nella parte di un ricco affarista in odore di arresto e reduce dalla trionfale notte degli Oscar per Argo, premiato con tre statuette; e Justin Timberlake, nel ruolo di un ragazzo brillante ma senza denari, figlio di un giocatore di poker ostracizzato da qualunque casinò degli States e che in Ivan Block troverà un mentore e un amico, oltre che una fonte di denaro potenzialmente infinita ma non certo la risposta ai suoi interrogativi esistenziali riguardanti il rapporto con il padre e il proprio futuro.

Non basta neppure la presenza della splendida Gemma Artenton, ovviamente in perenne bilico fra i due coprotagonisti, come si conviene alla più scontata delle sinossi, a giustificare una sceneggiatura e un film che a parte location paradisiache non offre molto nemmeno agli amanti del tavolo verde e del poker in particolare, lambito solo marginalmente nella trama e citato nel titolo causa la mano vincente omonima.

 
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