HOME arrow RECENSIONI:
Domenica 17 Ottobre 2021
Cinemalia Menù
HOME
RECENSIONI:
PROSSIMAMENTE:
LE NOSTRE RECENSIONI:
IN DVD:
GLI INEDITI
CULT MOVIE
I FILM NELLE SALE
ARTICOLI CINEMA:
CINEMA & CURIOSITA':
IL CINEMA ASIATICO
LIBRI & CINEMA
COLLABORA CON NOI:
CONTATTI:
STAFF:
NEWS & RUMORS:
SERIE TV:
HOME VIDEO:
News
uomo-invisibile-160x600.png
Informativa sui Cookie
Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies che ci permettono di riconoscerti. Scorrendo questo sito o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'utilizzo di cookies. Informativa
Cerca in Cinemalia
Anteprima TFF
Kimyona Sskasu - Uno strano circo (2005)
Noriko No Shokutako - Noriko's Dinner Table (2005)
Jisatsu Saakuru - Suicide Club (2002)
Tsumetai Nettaigyo - Pesce freddo (2010)
Ai No Mukidashi - Love Exposure (2008)
Chanto Tsutaeru - Be sure to share (2009)
Ekusute - Hair extension (2007)
Koi No Tsumi - Colpevole d'amore (2011)
Libri & Cinema
Prima Persona Singolare NEWS
L’ombra del sicomoro
Libri … che passione!
Assolutamente musica
Nero su Bianco
Se i gatti scomparissero dal mondo
Stanley Kubrick
La strana storia dell’isola Panorama
L’assassinio del commendatore - Libro secondo
Il bacio in terrazza
Il caso Fitzgerald
L’assassinio del commendatore
I dieci amori di Nishino
Le avventure di Gordon Pym
Kurt Vonnegut, Harrison Bergeron, USA 1961
Il circolo Pickwick
Fino a dopo l’equinozio
Un canto di Natale
Ranocchio salva Tokyo
Bruno Giordano. Una vita sulle montagne russe
La versione di C.
I quarantuno colpi
La ragazza dell’altra riva
Peep Show
Il Paradiso delle Signore
La passione del dubbio
Il fatale talento del signor Rong
Il labirinto degli spiriti
Il mestiere dello scrittore
Nero Dickens – Racconti del mistero di Charles Dickens
L'informatore
Via dalla pazza folla
richard_jewell_banner.png
Ultime recensioni inserite ordinate per data
Honey boy PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 05 giugno 2020

Honey boy (Honey boy) USA, 2019 Regia di: Ladj Ly Genere: Drammatico Durata: 93' Cast:Shia LeBeouf, Lucas Hedges, Noah Jupe, Clifton Collins, FKA Twigs, Laura San Giacomo, Maika Monroe, Natasha Lyonne, Martin Starr.
Nelle sale dal:
20/10/2019
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 7,5
L'aggettivo ideale: Catartico...

Otis Lort, stella dodicenne di una sitcom per ragazzi, vive assieme a suo padre James in un motel alla periferia di Los Angeles.
James è un exhoneyboy.jpg veterano del Vietnam, disintossicatosi da poco e che impartisce al figlio lezioni di vita basate sul sopruso. Una volta cresciuto Otis diventa una persona problematica al centro di numerose risse e vittima di un incidente stradale causato dall’alcool, per questo verrà mandato in terapia dove per motivi medici gli viene ordinato di scrivere e descrivere il legame che lo univa al padre.

Shia LeBeouf, promessa ormai ultra trentenne del cinema d’oltreoceano, adatta i propri ricordi d’infanzia da bambino prodigio del canale Disney Chanel, cercando di spiegarci le ragioni delle sue ripetute ricadute adulte nel mondo della violenza e nell’abuso di sostanze alcooliche, donando un soggetto intimo e frutto di mesi di terapia riabilitativa alla regista Israelo-americana Alma Har'el alla quale pone come unica condizione, per poter narrare la storia di Otis e James, che fosse lui a impersonare il ruolo di James, alter ego di suo padre, clown da rodeo, veterano del Vietnam, dedito a stupefacenti e a suo modo innamorato del figlio Otis, stella dodicenne per la tv dei ragazzi e ormai in rampa di lancio per una fulgida carriera.

Nel viso di James, un LeBoeuf alla sua miglior prova intimista, c’è sempre un misto di falsità mista a odio e amore, nei confronti di un figlio che ha avuto più successo di lui e che per questo si può permettere di pagarlo per accompagnarlo sul set.

Un figlio al quale, con freddo cinismo, sottopone schiaffi, offese e intimidazioni psicologiche come senso di rivalsa. Dall’altro lato Noah Jupe riesce a non farsi schiacciare da una prestazione tanto efficace riuscendo a cancellare quasi del tutto la pur ottima prova di Lucas Hedges (altra ottima prova per il protagonista di Manchester By The Sea) nel ruolo di Otis ma cresciuto e ormai ventenne.
Jupe sfruttando i dialoghi fra padre e figlio dona altrettanto pathos a un adolescente cresciuto troppo in fretta. Stella in ascesa pronta a esplodere precocemente, per colpa di un’infanzia trascorsa con un cattivo modello genitoriale, una madre assente e una scuola frequentata quando capita.

Un viaggio quindi nei ricordi catartici di uno dei migliori attori della propria generazione, una pellicola ai margini della città degli angeli, perfetta anche per capire come, e per quale motivo, spesso le giovani promesse siano incapaci di rialzarsi in età adulta.

 
I miserabili PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 01 giugno 2020

I miserabili (Les Misérables) Francia, 2019 Regia di: Ladj Ly Genere: Drammatico Durata: 119' Cast: Damien Bonnard, Alexis Manenti, Djibril Zonga, Issa Perica, Al-Hassan Ly, Steve Teintcheu, Almamy Kanouté, Jeanne Balibar, Jaihson Lopez, Luciano Lopez, Raymond Lopez, Nizar Ben Fatma.
Nelle sale dal:
19/05/2019
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 7
L'aggettivo ideale: Intenso...

L’agente Stéphane Ruiz, appena arrivato nella Brigata anti-criminalità di Montfermeil, viene affiancato a Chris e Gwada, agenti esperti che pattuglianoi-miserabili.jpg da molti anni le strade del quartiere. Da subito Ruiz s’accorge che le tensioni fra le varie minoranze e la polizia potrebbero facilmente sfociare in violenza.

A oltre vent’anni da L’odio il cinema d’oltralpe fornisce una nuova perla che attraversa le banlieue della metropoli fermandosi per in un piccolo sobborgo di una capitale in festa per i mondiali appena vinti, unica fonte d’unione per una nazione divisa in quartieri borghesi e dormitorio, e luogo letterario narrato da Victor Hugo nel suo romanzo più celebre.

Lo sceneggiatore Ladj Ly, nato e cresciuto da genitori originari del Mali, proprio a Montfermeil e che quindi ben conosce le tensioni presenti nel territorio, trae spunto da un suo cortometraggio del 2017 per narrare eventi normali per chi vive la periferia di Parigi, ma riuscendo comunque a mantenere sempre molto alte la tensione e l’attenzione di chi osserva pur stereotipando personaggi che vanno dal poliziotto sbruffone a quello di colore in cerca del dialogo con le bande del luogo, dall’ultimo arrivato, inevitabilmente vittima dei colleghi più esperti, fino agli abitanti del quartiere che cercano di accettare la coesistenza con altre minoranze e con una polizia sgradita e sempre troppo dedita a soprusi necessari per il mantenimento dell’ordine.

Rispetto all’opera di Kassovitz il primo lungometraggio di Ly si differenzia sia per presentare tutti i punti di vista presenti e perché risulta una via di mezzo fra un mockumentary e il cinema noerealista in cui non si riesce a trovare un protagonista univoco, anche se l’ottimo Damien Bonnard si staglia fra colleghi avvezzi alla violenza e autoctoni poco disponibili, in cui gli eventi degenerano in scontri di piazza causati da una normale routine e dove, a visione ultimata, si fanno sempre più vere le parole tratte dal romanzo di Hugo: “non ci sono né cattive erbe né uomini cattivi.
Ci sono solo cattivi coltivatori”.

 
Quadrophenia PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 28 maggio 2020

Quadrophenia (Quadrophenia: A Way of life) Gran Bretagna, 1979 Regia di: Franc Roddam Genere: Drammatico Durata: 112' Cast: Phil Daniels, Leslie Ash, Philip Davis, Mark Wingett, Sting, Ray Winstone, Garry Cooper, Gary Shall, Toyah Wilcox.
Nelle sale dal:
14/09/1979
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 7
L'aggettivo ideale: Pedagogico...

Londra anni ’60. Jimmy Cooper vive con i genitori e la sorella in una casa alla periferia della città e lavora come fattorino di un’agenzia pubblicitaria.quadrophenia.jpg
I suoi soli interessi sono stordirsi con le anfetamine, bere, curare la sua lambretta e il suo guardaroba e trascorrere tempo assieme ai suoi amici Mods. Il ritrovo annuale per la festività per il Bank Holiday offrirà ai Mods di regolare finalmente i conti con i rivali Rockers, un altro gruppo di ragazzi dediti al mito delle motociclette e affascinati da una vita al limite.

Inno generazionale scritto da Pete Townshend nei primi anni ’70 e opera rock che inizialmente riguardava le quattro personalità che componevano il gruppo degli Who, oltre che un inno della subcultura Mod che da quasi due decadi, e partendo dalla Terra d’Albione, aveva invaso prima gli Stati Uniti e di lì a breve, in una seconda ondata favorita proprio dalla storia di un giovane fattorino Londinese, avrebbe trovato nuova linfa vitale anche nel nostro paese.

Il merito difatti della pellicola di Franc Roddam, futuro ideatore del format MasterChef, è stata quella non di rappresentare il canto del cigno di uno stile di vita, ma bensì il perpetuarsi di questi nel corso del tempo. Quadrophenia seppur datato e figlio di un’epoca nel corso della quale abbigliamenti e gusti musicali potevano facilmente identificare i giovani, già afflitti da divergenze di opinioni e ideali con i loro genitori, ancora oggi viene rivisto in continuazione da orde di appassionati di sub culture, da amanti del cinema, della musica, e ovviamente dai Mods più incalliti, divenendo quello che Easy Rider è per la cultura hippy.

Una sceneggiatura lineare modificata rispetto all’opera rock per risultare meno onirica e più ancorata a vicende comuni, vede nel protagonista, impersonato da Phil Daniels il deus ex machina della narrazione.
Scelto per il ruolo grazie a una carriera teatrale di tutto rispetto, nonostante gli appena venti anni, e che invece lo ha visto in seguito sempre ricordato per il ruolo di Jimmy Cooper subendo la medesima sorte toccata anche a Mark Hamill con Star Wars. Differente invece la sorte toccata al giovane Sting, protagonista di una breve apparizione nel ruolo di Ace, il più carismatico dei Mods, e che di lì a breve avrebbe iniziato una radiosa carriera non cinematografica ma musicale come frontman dei Police.

A fine pellicola, o alla fine della sua ennesima visione, Quadrophenia è certamente inquadrabile come ben più di un apprezzabile film ma bensì come la perfetta commistione di musica e tendenze culturali, spaccato della condizione giovanile dei ’60 e di riflesso dei ’70 e osservatorio privilegiato su un mondo che ha saputo rigenerarsi dalle proprie ceneri.

 
Parasite PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 19 maggio 2020

Parasite (기생충 Gisaengchung) Corea del Sud 2019 Regia di: Bong Joon-ho Genere: Drammatico Durata: 111' Cast: Song Kang-ho, Sun-kyun Lee, Yeo-Jeong Cho, Choi Woo-Sik, Hyae Jin Chang, Park So-dam.
Nelle sale dal:
07/11/2019
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 7
L'aggettivo ideale: Radicale...

A Seoul la famiglia Ki-taek abita in uno scantinato dove in quattro, genitori e due figli, si arrangiano per racimolare soldi da aggiungere al loro esiguoparasite.jpg sussidio di disoccupazione. Quando Min-Hyuk, studente e amico di Ki-Woo, gli offre la possibilità di prendere il suo posto come tutor d’inglese della figlia di una facoltosa famiglia.
Il ragazzo non si fa sfuggire l’occasione iniziando a progettare come migliorare la situazione economica anche dei genitori e della sorella.

Un inizio lento in una progressione incessante verso uno dei primi successi internazionale del cinema asiatico e per la precisione sud coreano, non dimentichiamoci che recentemente, nel 2018, fu il nipponico Un affare di Famiglia che strinse la palma d’oro al festival di Cannes.

La pellicola di Bong Joon-ho deus ex machina del successo dell’ultima sfortunata stagione cinematografica segnata dal covid19, è stata difatti premiata sia al botteghino ma anche al settantaduesimo festival di Cannes, vincendo anch’ella l’ambita Palma D’oro, oltre a ben quattro statuette Oscar, fra cui quella per il miglior film.

Il regista originario di Taegu già in precedenza aveva sfornato buoni successi come Memories of Murder, Okja e Snowpiercer, pellicole nelle quali determinismo e distanziamento erano fonte di riflessione, caratteristiche che in tal caso vengono ulteriormente esasperate fino a generare un allontanamento dello spettatore sia dalle ragioni dei vinti, l’unitissima famiglia Ki-Taek, personaggi sui quali si pongono le prime riflessioni per un mondo geograficamente a noi distante e segnato da un sottoscala ove i quattro risiedono, vittime di un girone dantesco nel quale l’ammassamento è lo stigma.
Ma anche dalle ragioni dei ricchi e vincenti, la famiglia Park, protetti da un silenzio ovattato rappresentato dalla splendida villa con giardino di loro proprietà.

A fine pellicola, e a seguito di alcuni inattesi colpi di scena, ci si troverà equamente distanti da entrambe le fazioni mentre tutto resterà invariato in una sorta d’immutabilità millenaria tanto cara alla cultura orientale. Pellicola molto interessante capace di lasciare il segno anche per le stagioni venture meritando di fungere da apripista per il recupero di tutta l’opera di Bong Joon-ho.

 
La dea fortuna PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
sabato 16 maggio 2020

La dea fortuna (La dea fortuna ) Italia 2019 Regia di: Ferzan Özpetek Genere: Drammatico Durata: 118' Cast: Stefano Accorsi, Edoardo Leo, Jasmine Trinca, Barbara Alberti, Serra Yilmaz, Filippo Nigro, Carmine RecanoLoredana Cannata.
Nelle sale dal:
19/12/2019
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 7
L'aggettivo ideale: Positivo...

L‘amore al tempo della malattia

A Palestrina, vicino Roma, si trova il Santuario della Fortuna Primigenia ove Arturo e Alessandro si conobbero molti anni prima.
A distanza di moltila-dea-fortuna.jpg anni i due ricevono la visita di Annamaria l’amica che li fece conoscere e che questa volta ha bisogno che per tre giorni i due ospitino i suoi due figli mentre lei sarà in ospedale per essere visitata a causa di forti emicranie.

Quando la coppia inizia a scricchiolare dopo anni di convivenza, e nonostante una rete di amicizie dalle maglie folte, è difficile che si possa riprendere nonostante un’abitudine generata da piccole consuetudini e il desiderio di fuga placato da aperture verso l’esterno, con tradimenti della durata di una sola notte.
A nulla pare servire anche il diversivo dato dalla presenza di due adolescenti figli di un’amica storica, che cede volentieri loro la prole certa che i due sapranno cavarsela egregiamente.

Özpetek incornicia ancora una volta la storia di una coppia e di una famiglia differente e al tempo stesso molto attuale, dove la cura degli interni, il legame fatto di amicizie e rapporti umani la fanno come sempre da padrone.

Una trama quindi comune ad altri sforzi del regista d’origine turca, a cominciare da Saturno Contro, ma una narrazione che ancora una volta riesce a stupire per come amicizia e amore possano essere declinati sempre sotto una nuova luce, difatti il vero distinguo in tal caso lo fa un’esplorazione dell’animo umano che passa attraverso lo sguardo non certo disincantato di due ragazzi cresciuti in situazioni di fortuna e che finalmente nella coppia composta d’Arturo e Alessandro trovano una famiglia capace d’accoglierli.

Menzioni particolari per Stefano Accorsi, capace d’incorniciare alla perfezione l’intellettuale con problemi d’insoddisfazione professionale e per Barbara Alberti, nel ruolo di una madre mefistofelica e molto ben caratterizzata.
Una pellicola che piacerà decisamente molto a chi crede in nuove possibilità e in un domani carico di nuove speranze.

 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Pross. > Fine >>

Risultati 46 - 54 di 4747

 

Ultime Recensioni...
Il giorno sbagliato
Quando l'amore brucia l'anima. Walk The Line
7 ore per farti innamorare
Donnie Brasco
La forma dell'acqua - The Shape of Water
Re per una notte
Il re di Staten Island
La casa dalle finestre che ridono
È per il tuo bene
La gente che sta bene
Festival
Il primo Natale
Odio l'estate
Empire State
La ragazza che sapeva troppo
The vast of night
Dark Places. Nei luoghi oscuri
Honey boy
I miserabili
Quadrophenia
Parasite
La dea fortuna
Bombshell. La voce dello scandalo
D.N.A. decisamente non adatti
The gambler
Runner, runner
Il fuoco della vendetta
Death sentence – sentenza di morte
L’uomo invisibile
La Notte ha Divorato il Mondo
Ora non ricordo il nome
Cattive acque
Animali notturni
Rosso mille miglia
Gioco d'amore
All eyez on me
Gli anni più belli
Lontano lontano
L'uomo dei sogni
Rocketman
RICERCA AVANZATA
feed_logo.png twitter_logo.png facebook_logo.png instagram.jpeg
paypal-donazione.png
Ultimi Articoli inseriti
Il Cinema Asiatico
Gli articolii più letti
Archivio per genere