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D.N.A. decisamente non adatti PDF Stampa
Commedia
Scritto da Ciro Andreotti   
domenica 03 maggio 2020

D.N.A. decisamente non adatti (D.N.A. decisamente non adatti) Italia 2020 Regia di: Lillo & Greg Genere: Commedia Durata: 85' Cast: Pasquale Petrolo, Claudio Gregori, Stefano De Sando, Gianni Fantoni, Chiara Sani, Marco Marzocca, Max Paiella, Anna Foglietta.
Nelle sale dal:
30/04/2020
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 5,5
L'aggettivo ideale: Tiepido...

Ezechiele e Nando sono due compagni di classe delle elementari. Il primo un ragazzo studioso e successivamente diventato docente universitariod-n-a-decisamente-non-adatti.jpg con un carattere chiuso e vittima dei soprusi di chiunque, inclusi moglie e figli. Il secondo il prepotente della scuola che una volta cresciuto è divenuto un criminale dedito alle estorsioni.
A cambiare il destino di entrambi ci penserà il progetto al quale lavora Ezechiele, ovvero uno scambio cromosomico di carattere che trasformerà Nando in un uomo meno rozzo e più sofisticato ed Ezechiele in una persona risoluta e ai limiti della violenza.

Lillo & Greg, comici sulla breccia dagli anni anni ’80, inizialmente autori musicali e successivamente in bilico fra teatro, radio, cinema (ma diretti da altri) e conduzioni televisive, portano in sala la loro comicità aiutati in cabina di sceneggiatura da Edoardo Falcone e finalmente in solitaria alla regia per poter esaltare, per loro stessa ammissione, le doti comico istrioniche che erano state eccessivamente ingabbiate nei loro passaggi cinematografici precedenti.
Vittime di regie che non riuscivano a ricavare il meglio di due talenti dove il nonsense è pura arte.

Detto questo il loro primo tentativo cinematografico trae linfa vitale dal tema classico dell’esperimento scientifico che porta allo scambio d’identità, necessario per generare situazioni surreali molto care al duo romano.
Affiancati da un cast di comici di livello, fra i quali appare il sodale di tante incursioni teatrali e musicali, Max Paiella, nel ruolo di un teppista, collega di Nando e capace di esprimersi solamente per gesti e mugugni, e di un’Anna Foglietta che è la reincarnazione di Virginia Raffaele, per una volta non scomodatasi per unirsi ai due colleghi Lillo e Greg, e che si divide abilmente in tre, prima nel ruolo di una moglie disattenta nei confronti del mite Ezechiele, poi di un travestito che allieta le serate solitarie di Nando, e infine di una libraia appassionata di poesia e convenevoli.

La pellicola però, al netto di battute che rispecchiano l’animo yiddish del duo romano, non riesce a riprodurre se non a sprazzi le abilità dialettiche che lo ha reso celebre, a dimostrazione di quanto possa essere difficile trasporre sul grande schermo una comicità difficile da imprigionare in una sceneggiatura. Ci sono riusciti solamente in alcune occasioni Aldo, Giovanni e Giacomo, dopo molte pellicole e alcuni fallimenti.

Dimenticatevi quindi i Lillo & Greg visti a teatro, al termine di spettacoli carichi d’ironia, quelli degli sketch radiofonici e televisivi o delle canzoni demenziali in stile rockabilly, in questa loro prima regia l’intravedrete solo a sprazzi nell’attesa di potersi rifare in un prossimo futuro.

 
The gambler PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 28 aprile 2020

The gambler (The gambler) USA 2014 Regia di: Rupert Wyatt Genere: Drammatico Durata: 111' Cast: Mark Wahlberg, Jessica Lange, Brie Larson, John Goodman, Micahel K.Williams, Sonya Walger, Emory Cohen, George Kennedy, Leland Orser, Anthony Kelley, Andre Braugher, Domenick Lombardozzi, Griffin Cleveland.
Nelle sale dal:
10/11/2014
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 5
L'aggettivo ideale: Debole...
Soggetto e sceneggiatura:
liberamente ispirato al romanzo "Il giocatore" di Fëdor Dostoevskijgambler_poster.jpg

Jim Bennett, un eminente docente universitario di letteratura, è anche un giocatore di poker compulsivo con molte migliaia di dollari da restituire a due strozzini in soli sette giorni, al termine dei quali la sua vita potrebbe cambiare per sempre.

Remake a distanza di oltre quarant’anni della pellicola firmata nel 1974 da Karel Reisz, 40.000 dollari per non morire, interpretata da James Caan nel ruolo del docente apprezzato dai suoi studenti e che è stato questa volta impersonato dal dimagritissimo, per l’occasione, Mark Whalberg, nel ruolo di un giocatore compulsivo che anela l’autodistruzione e che dietro l’apparenza di una esistenza al limite cela anche quella di stimato docente di letteratura.

Bennet è il rampollo di un’agiata famiglia che ha in Jessica Lange una madre con seri problemi di alcoolismo, e che è afflitto una depressione latente che soffoca in partite suicide e conoscenze che lentamente lo trascineranno sull’orlo del baratro, non senza un aiuto molto consapevole da parte dell’ex rapper Marky Mark, che calato in un ruolo in cui deve discernere di letteratura di matrice anglosassone e capacità di scrittura non sembra trovarsi minimamente a suo agio.

Menzione speciale per John Goodman nel ruolo di uno strozzino dal cuore d’oro, appassionato di scotch e saune, ma nel complesso la rivisitazione del romanzo di Fëdor Dostoevskij portata in pista da Rupert Wyatt, noto al pubblico per il pluripremiato Prison Escape, rappresenta un’occasione sprecata per trattare meglio sia il tema della dipendenza da gioco sia il thriller dietro la quale si cela la restituzione del denaro da parte del professor Bennett, così come anche una storia d’amore fra lo stesso Bennett e un’allieva molto promettente impersonata da Brie Larson.

 
Runner, runner PDF Stampa
Azione
Scritto da Ciro Andreotti   
mercoledì 22 aprile 2020

Runner, runner (Runner, runner) USA 2013 Regia di: Brad Furman Genere: Azione Durata: 91' Cast: Ben Affleck, Justine Timberlake, Gemma Artenton, Antony Mackie, Oliver Cooper, Christian Gorge.
Nelle sale dal:
24/10/2013
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 5
L'aggettivo ideale: Aninimo...
Soggetto e sceneggiatura:
Brian Koppelman, David Levien

Richie Frust, ambizioso studente di Princeton, per potersi pagare la retta universitaria spinge i suoi compagni di college versorunner_runner.jpg portali di poker on line a fronte di pagamenti da parte di questi ultimi.
Una volta scoperto e messo all’angolo dal rettore del college, Richie si trova costretto a giocare online tutto il suo capitale per poter pagare le ultime tasse universitarie.
Sconfitto da un avversario che suppone sia un baro, Richie decide di andare in Costa Rica per incontrare Ivan Block, proprietario del portale e domandargli il rimborso dei soldi persi.

Pellicola trascurabile firmata da Brad Furman che dopo una carriera passata a firmare corti, sceneggiature e videoclip, torna dietro la macchina da presa per portare in scena l’amicizia e il conflitto fra due sex symbol - il film piacerà forse al pubblico femminile - come Ben Affleck, nella parte di un ricco affarista in odore di arresto e reduce dalla trionfale notte degli Oscar per Argo, premiato con tre statuette; e Justin Timberlake, nel ruolo di un ragazzo brillante ma senza denari, figlio di un giocatore di poker ostracizzato da qualunque casinò degli States e che in Ivan Block troverà un mentore e un amico, oltre che una fonte di denaro potenzialmente infinita ma non certo la risposta ai suoi interrogativi esistenziali riguardanti il rapporto con il padre e il proprio futuro.

Non basta neppure la presenza della splendida Gemma Artenton, ovviamente in perenne bilico fra i due coprotagonisti, come si conviene alla più scontata delle sinossi, a giustificare una sceneggiatura e un film che a parte location paradisiache non offre molto nemmeno agli amanti del tavolo verde e del poker in particolare, lambito solo marginalmente nella trama e citato nel titolo causa la mano vincente omonima.

 
Il fuoco della vendetta PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
domenica 19 aprile 2020

Il fuoco della vendetta (Out of the furnace) USA, UK, 2013 Regia di: Scott Cooper Genere: Drammatico Durata: 116' Cast: Casey Affleck, Christian Slater, Woody Harrelson, Wilem Defoe, Forrest Whitaker, Carl Clemons.
Nelle sale dal:
12/11/2013
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 7
L'aggettivo ideale: Profondo...
Soggetto e sceneggiatura:
Scott Cooper, Brad Ingelsby

A Braddock, in Pennsylvania, una piccola comunità rurale che vive all’ombra di una grande acciaieria, vivono Rodney, militareil_fuoco_della_vendetta.jpg distaccato in Iraq e con numerosi debiti di gioco, e suo fratello Russell, operaio come il padre e fidanzato con Lena.
Tutto pare scorrere normalmente fino a quando Russell non viene incriminato per omicidio stradale.

Due fratelli differenti per trascorsi, l’operaio e mite Russ e il nervoso Rodney, soldato reduce da quattro missioni in Iraq che lo hanno irrimediabilmente segnato, attraversano la piccola comunità di Braddock, uno dei mille paesi lungo le strade degli States dove si vive all’ombra di una sola fonte di sostentamento, l’acciaieria locale, e dove la vita scorre lenta come se si fosse perennemente immersi in un tempo sospeso.

I fratelli Baze sono le due facce della stessa medaglia al punto che tutto quello che parrebbe immutabile può cambiare da un momento all’altro e alla fine le sorti dell’uno diventano la maledizione dell’altro fino a uscire da quella fornace, traduzione letterale del titolo originale, in cerca di una vendetta che non può di certo pareggiare i conti ma che viene vissuta come liberatoria.

Cast spettacolare per una pellicola colpevolmente passata in sordina nelle nostre sale. Bale, e il minore dei fratelli Affleck, sanno offrire prove di primissimo livello e intensità, capaci di essere espressive anche solo grazie ai loro silenzi, così come Willem Defoe nel ruolo di un allibratore dal cuore troppo tenero e Woody Harrelson in quello di un organizzatore di incontri clandestini di lotta del tutto imprevedibile.

Completa il cast il mastodontico Forrest Whitaker, nel ruolo di un poliziotto zelante. Il film fa inevitabilmente correre la memoria a Il cacciatore, di Michael Cimino, causa la locale acciaieria, la passione ancestrale per la caccia agli animali selvatici e quel mondo che ruota intorno a quelle piccole comunità lontane dai centri di potere, ma dove si può respirare la parte più vera del grande mostro a stelle e strisce.
La seconda pellicola del regista e attore Scott Cooper, subentrato a Rupert Sanders poco prima dell’inizio delle riprese, non ha assolutamente l’ambizione di riuscire a replicare il successo di quella di Cimino, ma riesce comunque nell’impervio tentativo di trasformarsi in un thriller e in un dramma di grande spessore.

 
Tornare a vincere PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 16 aprile 2020

Tornare a vincere (The Way Back) USA 2020 Regia di: Gavin O'Connor Genere: Drammatico Durata: 135' Cast: Ben Affleck, Al Madrigal, Michaela Watkins, Janina Gavankar, Hayes MacArthur, Rachel Carpani, Malene Forte, Lukas Gage.
Nelle sale dal:
Solo per il mercato Home Video

Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 5
L'aggettivo ideale: Scontato...
Soggetto:

Il quarantenne Jack Cunningham, operaio edile, divorziato ed ex stella del basket, viene contattato dal suo vecchio liceo per tornare_a_vincere_-_dal_23_aprile_in_digitale_-_poster.jpgsostituire il coach della squadra di pallacanestro vittima di un improvviso attacco cardiaco. Jack dopo il liceo ha abbandonato il basket e per lui questa potrebbe essere un’occasione per un nuovo inizio.

Ben Affleck, esattamente come Jack Cunningham, cerca di trovare un nuovo inizio per una carriera composta da alcuni alti, l’Oscar per Will Hunting - Genio ribelle e il successo di Argo, e una vita alla deriva a seguito di divorzi, litigi continui con la bottiglia e flop al botteghino.

Il personaggio alcolista disegnato dalla sceneggiatura dello stesso Gavin O’Connor, a quattro mani con Brad Ingelsby, pare scritta su misura per fare da terapia per il suo amico attore già diretto nel recente passato.

Purtroppo la pellicola non regge all’urto di troppi argomenti posti sul fuoco trascinandosi con tutti i prodromi della storia piena di redenzione con molte cadute provenienti da un passato fatto di una carriera sportiva carica di successi e la fine nell’oblio di una vita fatta di fallimenti rovinosi, nonostante però la bravura dell’attore originario di Berkeley, e non Boston come molti pensano, sul finire ci si accorge come sia soprattutto la vita del protagonista che diviene centrale rispetto alla narrazione toccando numerosi nervi scoperti, come il rapporto con la moglie e la bottiglia, ma senza approfondirne alcuno.

Nulla aggiunge il rapporto instaurato solo superficialmente con i giovani membri della squadra di basket liceale, esattamente come il suo passato sportivo.
Da vedere solamente per assistere a una buona prova di Affleck senza affezionarsi però troppo alle vicende umane di mister Cunningham.

 
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