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Straight Outta Compton PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
mercoledì 28 novembre 2018

Titolo: Straight Outta Compton
Titolo originale: Straight Outta Compton
USA 2015 Regia di: F. Gary Gray Genere: Drammatico Durata: 147'
Interpreti: Rebecca Olejniczak, Alexandra Shipp, Paul Giamatti, Keith Stanfield, Aldis Hodge, O'Shea Jackson Jr., Orlando Brown, Allen Maldonado, Jason Mitchell, Corey Hawkins, Neil Brown Jr.
Sito web ufficiale:
Sito web italiano: www.straightouttacompton-film.it
Nelle sale dal: 01/10/2015
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Corposo
Scarica il Pressbook del film
Straight Outta Compton su Facebook

straightouttacompton_leggero.pngA metà degli anni ’80, a Compton, in uno dei luoghi più violenti degli Stati Uniti, cinque ragazzi provenienti dal ghetto diedero vita ai N.W.A. gruppo rap capace di tradurre in musica esperienze personali piene di violenza, povertà e segregazione. Ad affiancarli Jerry Heller, agente musicale che immediatamente si accorse del talento del gruppo.

Ascesa nell’empireo della musica rap, probabilmente la più rappresentativa generata dalla comunità di colore a partire dagli ’80, di un manipolo di DJ e rimatori con i mitra. Già perché nessuno dei protagonisti è del tutto immune dall’essere quello di cui canta fra faide iniziate per le strade della città degli angeli e terminate lungo i palchi di ogni angolo degli States.

La pellicola di Felix Gary Gray, regista con una carriera in perenne bilico fra l’action - movie e il thriller, per una volta trae spunto dalla vita degli adolescenti di uno dei ghetti di Los Angeles, la piccola Compton con le sue 90.000 anime, per altrettante storie piene di disperazione e soprusi perpetrati giornalmente dalle forze dell’ordine.

Dr. Dre, Ice Cube, Dj Yella, e Eazy - E e MC Ren hanno rappresentato nella prima metà degli ’80 la rivincita proveniente dal basso. Al tempo stesso il film non disdegna di narrare anche i profondi litigi in termini contrattuali che hanno spaccato amicizie fraterne e un successo che avrebbe potuto essere ancora più fragoroso. Pellicola fortemente voluta da due dei componenti dei defunti N.W.A.: Ice Cube, che nella pellicola è interpretato magistralmente da suo figlio O'Shea Jackson Jr e Dr. Dre, che nel film ha le sembianze di Corey Hawkins, e che alla fine rappresenta un’agiografia del genere dal quale ogni protagonista esce ancora più legittimato nelle proprie scelte.
Film fiume, nel quale la parte recitativa ha il sopravvento su una trama a volte scontata. Oltre al figlio di Ice Cube e a Hawkins spicca il solito eccellente Paul Gaiamatti nel ruolo del manager, truffatore e amichevole, Jerry Heller e Jason Mitchell in quello del rapper Eazy – E.

Film indimenticabile e imperdibile per chiunque ami il rap e i biopic. Per chi ama in maniera viscerale le storie al limite, che partono dal ghetto e che al ghetto potrebbero tornare molto rapidamente. Da vedere per capire meglio uno spaccato sin troppo reale della storia (recente) dei nostri cugini a stelle e strisce.

Trailer

 
La notte del giudizio PDF Stampa
Thriller1
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 26 novembre 2018

Titolo: La notte del giudizio
Titolo originale: The Purge
USA, Francia: 2013. Regia di: James DeMonaco Genere: Thriller Durata: 85'
Interpreti: Lena Headey, Ethan Hawke, Rhys Wakefield, Max Burkholder, Edwin Hodge, Tony Oller, Adelaide Kane, Tisha French, Tom Yi, Nathan Clarkson, Alicia, Vela-Bailey, John Weselcouch, Dana Bunch, Tyler Jaye, David Basila, Peter Gvozdas, Chester Lockhart
Sito web ufficiale:
Sito web italiano: www.lanottedelgiudizio.it
Nelle sale dal: 01/08/2013
Voto: 6
Trailer
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Buono a metà....
Scarica il Pressbook del film
La notte del giudizio su Facebook

lanottedelgiudizio_leggero.pngNel 2022 il governo degli Stati Uniti è riuscito ad arginare il dilagare della violenza grazie alla “notte del giudizio”, un evento che legalizza per dodici ore ogni crimine senza che i colpevoli debbano temere conseguenze penali o interventi da parte di mezzi di soccorso o forze dell’ordine.
Questa folle soluzione è riuscita ad azzerare quasi del tutto il crimine nei restanti giorni dell’anno ma al prezzo di una vera caccia all’uomo dal quale rimangono escluse le persone più facoltose perché in grado d’isolarsi nelle loro ville.

Questo primo episodio della “notte del linciaggio pubblico”, successivamente declinata in quattro film e ora diventata anche una serie TV, rappresenta nella mente del suo ideatore, lo sceneggiatore e regista James DeMonaco, una sorta di catarsi da tutti i mali della nazione.

In un’America che si proietta nella sua deriva più violenta, e forse non troppo distante dall’attualità, l’unica soluzione pensata dai nuovi padri fondatori, come sono definiti i membri del governo, è una notte di liceità per tutto quel che viene reputato un reato nel resto dell’anno. Ogni crimine rimarrà impunito e le vittime saranno necessaria per permettere ai sopravvissuti di vivere serenamente fino alla notte del giudizio successiva.

Ethan Hawke si cala nella parte del protagonista; un venditore di sistemi di sicurezza arricchitosi grazie alla deriva catartica degli ultimi anni. Un uomo che come ogni anno blinda la sua villa con i medesimi mezzi che rivende a famiglie facoltose come la sua, in una differenza di classe capace di salvare i ricchi a discapito dei più poveri.
Un’ interpretazione che è la perfetta sintesi di ansia, di pathos e solamente alla fine di una presa di coscienza forse tardiva.
Tre stati che una volta mischiati hanno permesso al protagonista de “L’attimo Fuggente” di candidarsi agli MTV awards del 2014.

DeMonaco scrive e dirige con maestria, trasformando il film in una riedizione in chiave moderna dei classici del cinema horror, ma al tempo stesso creando un limite evidente in una pellicola che è inizialmente guidata da un’idea molto interessante ma sviluppata in maniera insufficiente. Un film capace di lanciare una serie di osservazioni sulla necessità del popolo di sfogare la propria sete di violenza concentrandola in appena dodici ore, e che avrebbe dovuto essere approfondita maggiormente e non certo abbandonata.

Trailer

 
Riverdale (Prima Stagione) (dvd) PDF Stampa
Thriller
Scritto da Luca Orsatti   
lunedì 26 novembre 2018

Titolo: Riverdale (Prima Stagione)
Titolo originale: Riverdale (Season 1)
Caratteristiche del dvd in vendita dal 14 Novembre 2018.

Film
Prendete i protagonisti degli albi a fumetti Archie Comics, prendete la loro ridente cittadina nel Massachussets,
riverdale_dvd.jpgcondite con un pizzico di spin-off "Gli strani misteri di Archie" e declinate tutto a "Twin Peaks": avete tra le mani "Riverdale". Una serie tv interessante, fatta di bei personaggi e situazioni intriganti.
Un teen drama con elementi Mystery, una fusione tra "Beverly Hills", "Dawson's Creek" e l'opera di David Lynch e Mark Frost "Twin Peaks". Riverdale non è la prima serie live-action tratta dal mondo di Archie: in passato c'era stato già "Sabrina, vita da strega" e un film-tv con protagonista proprio Archibald Andrews. Ma "Riverdale" riazzera tutto, prende i personaggi e le loro caratteristiche più note e li immerge in un posto di provincia con un lago, circondato da boschi, che ha un diner, un liceo, un ritrovo per motociclisti, famiglie potentissime, la stazione dello sceriffo, i binari di un treno, tanto junkfood e molta musica....
Vi ricorda qualcosa? È il 4 luglio: i due gemelli Blossom, Cheryl e Jason, approfittano del giorno di festa per fare un gita in barca. Tornerà indietro solo la ragazza, mentre Jason sparisce nel nulla....
Qualcuno ha sentito uno sparo, qualcun altro ha visto qualcosa.
Ma, per motivi più o meno leciti, nessuno può esporsi troppo. E Jason? Beh, capitano della squadra di football, ragazzo modello, amato da tutti: ucciso non si sa da chi, non si sa perché. Mentre la polizia indaga, a rilento, escono via via nuovi elementi. Ma non è tanto il giallo il motore portante di quest'opera: nessun tormentone tipo "chi ha ucciso Jason Blossom?" riecheggia come uno slogan. Perché la tragedia è semplicemente il via alla storia, una storia fatta di relazioni tra liceali. Ecco, qui siamo più dalle parti di Dawson's o Beverly Hills. Troviamo pure Luke Perry, un tempo lo strafigo delle serate anni '90 su Italia 1, oggi uno stanco manovale della middle-class e padre del protagonista Archie. Ma, di contro, abbiamo anche Mädchen Amick, ossia la Shelly Johnson cameriera di Twin Peaks: lì stupenda ragazza e poi milf e madre di Becky; qui milf e madre della protagonista Betty. E la cameriera resta scoperta? No, dal mondo delle serie tv abbiamo Marisol Nichols, che in Riverdale è l'elemento alla Dallas/Dinasty: tanti soldi, un marito in carcere, e qualche strano affare da portare a termine. Ed è madre della protagonista Veronica.
Archie, Betty e Veronica. Chi conosce un po' i fumetti, la serie va avanti dal 1941!, sa che questo triangolo è il perno su cui si basa l'intera faccenda. E la serie Riverdale non è da meno: è un elemento che funziona, e funziona sia nei fumetti sia in tv, come ci ha insegnato Dawson's Creek. Il triangolo dunque smuove le acque dei vari episodi, e anche se resta furbescamente spesso sottotraccia, è chiaro che si tratta delle fondamenta di tutta l'impalcatura.
"Riverdale" è stato accostanto a "Twin Peaks" dal suo stesso creatore, Roberto Aguirre-Sacasa. Ma non è certo come "Twin Peaks", limitandosi ad accostarsene solo in superficie. Ed è un bene: in molti hanno provato a scimmiottare il lavoro di Lynch e Frost, impossibile da replicare. Quindi, godiamoci anche un presente che però conserva lo stile retrò, godiamoci boschi e licei, questioni di droga e di corna, assassini, misteri. Ma lasciando da parte elementi particolari e velleità artistiche. E, proprio per questo e perché ha un ottimo cast e personaggi ben costruiti che "Riverdale" funziona alla grande!

Video
Warner Home Video sceglie di uscire con la prima stagione completa di "Riverdale" solo in formato dvd e di non contare sul formato in alta definizione. La serie è presentata con un formato video di 1.78:1 anamorfico discreto, caratterizzato da una qualità video buona per il tipo di supporto. I 13 episodi sono divisi su tre dischi in un cofanetto classico formato da un'amaray trasparente con artwork interno minimale, dove sono impressi tutti gli episodi e la breve trama. A livello tecnico la qualità dell'immagine è valida e grazie a un Bitrate medio che si attesta sui 4,2 Mbps ci troviamo difronte un quadro video abbastanza pulito e privo di particolari difetti anche se le scene con scarsa luminosità non risultano particolarmente definite. I contrasti sono buoni con un discreto bilanciamento dei bianchi. Un dvd nella media, ma nulla di più.

Audio
Sono presenti quattro tracce: Dolby Digital 5:1 per la lingua originale e Dolby Digital 2:0 per l'Italiano, Tedesco e Polacco. La taccia in lingua originale è molto valida, dalla buona dinamicità e con un uso di tutti i canali proporzionato. La traccia italiana è di pura matrice televisiva e indicata per un ascolto attraverso una TV. Comunque i dialoghi risultano sempre chiari e la colonna sonora, che accompagna la serie, ha una buona resa.

Extra
Comparto extra buono, troviamo circa quaranta minuti di materiale da visionare!
"The new normal" (8,26) Featurette che ci parla dei personaggi dei fumetti a cui "Riverdale" si ispira.
"I got you" (0,45) Duetto musicale acustico.
"Riverdale: The ultimate sin" (8,55) Featurette che ci illustra le dinamiche che portano la cittadina di Riverdale nel caos più totale dopo la morte di Jason Blossom, scoperchiando il famigerato vaso di Pandora!
"Riverdale: Incontro al Comic-Con 2016" (7,45) Il cast e il team si riuniscono per parlare della serie ai fans durante il Comic-Con 2016.
"These are moments i remember" (1,47) Scena musicale.
"Le gag" (4,35)

 
Tito e gli alieni PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 19 novembre 2018

Titolo: Tito e gli alieni
Titolo originale: Tito e gli alieni
Italia 2017 Regia di: Paola Randi Genere: Commedia Durata: 93'
Interpreti: Valerio Mastandrea, Luca Esposito, Chiara Stella Riccio, Miguel Herrera, Clémence Poésy, Gianfelice Imparato
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 07/06/2018
Voto: 6,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Delicato
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Tito e gli alieni su Facebook

tito_e_gli_alieni.jpegDa quando ha perso la moglie ‘il Professore’, uno scienziato quarantenne di Napoli, si è trasferito a pochi passi dall’Area 51 alla ricerca di presenze aliene, ma le sue giornate trascorrono oziando su un sofà posto nei pressi del suo laboratorio.
Questo fino a quando Fidel, suo fratello ormai morto, non gli spedisce dall’Italia una videocassetta recante il suo ultimo saluto e la sua eredità.
L’uomo lascerà al fratello l’ingombrante presenza dei suoi due figli: l’adolescente Anita di 16 anni e il piccolo Tito di 7, che a breve lo raggiungeranno negli Stati Uniti.

L’indipendente e quarantottenne Paola Randi scrive una pellicola di fantascienza con pochi semplici accorgimenti e lavorando prevalentemente sui sentimenti dettati dai rispettivi nuclei famigliari e dai ricordi che questi riescono a suscitare, con un Valerio Mastandrea nel ruolo di un uomo stranito dall’improvvisa morte della moglie, una scomparsa per la quale ancora non riesce a darsi pace; e con due giovani protagonisti alla loro prima pellicola, rispettivamente Chiara Stella Riccio nel ruolo di Anita e Luca Esposito in quello di Tito.

Protagonisti anch’essi, e loro malgrado, fuori dal mondo sia in termini geografici, perché improvvisamente catapultati a migliaia di chilometri di distanza dall’Italia in una terra desertica, dai tratti ‘lunari’, arsa dal sole del Nevada e con pochi punti di riferimento: Stella, assistente del loro zio, impersonata dall’attrice e modella Clémence Poésy; e proprio uno zio che non vuole avere nulla a che fare con le loro esistenze.

La morale di una favola, che si riesce a rialzare nelle battute finali, dopo aver mischiato, a tratti anche in maniera sconclusionata, le carte di differenti generi: dalla commedia, al dramma, passando per la fantascienza, incarnata dal giovane Tito e dalle sue ‘percezioni aliene’, sta nel desiderio continuo di ogni protagonista di ritrovare e non abbandonare né le proprie storie ma nemmeno i propri ricordi, cercando di arginare quel senso di perdita che ci attanaglia nel momento in cui un affetto ci lascia.

 
Perfetti sconosciuti PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
lunedì 12 novembre 2018

Titolo: Perfetti sconosciuti
Titolo originale: Perfetti sconosciuti
Italia 2016 Regia di: Paolo Genovese Genere: Commedia Durata: 97'
Interpreti: Giuseppe Battiston, Anna Foglietta, Marco Giallini, Edoardo Leo, Valerio Mastandrea, Alba Rohrwacher, Kasia Smutniak
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 11/02/2016
Voto: 8
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Raffinato
Scarica il Pressbook del film
Perfetti sconosciuti su Facebook

perfettisconosciuti_leggero.pngUna commedia girata in interno e degna di una pièce teatrale, con la meglio classe recitativa, o quasi, del cinema di casa nostra. La pellicola di Paolo Genovese rappresenta ancora oggi un caso su celluloide che a quasi due anni dall’uscita in sala non ha terminato di rifrangere la sua lunga onda sulle rive dei botteghini, pur con una situazione iniziale già intravista varie volte, ovvero la cena innocua o riparatrice capace di svelare risvolti inattesi.

Il regista romano riesce a incasellare la sua ennesima disquisizione su una società perennemente a caccia di certezze famigliari (una famiglia quasi perfetta, Tutta colpa di Freud) oppure con sguardi non certo tristi verso l’adolescenza ormai passata da qualche stagione (Immaturi e Immaturi - il Viaggio) aggiungendo per una volta una nota acre fin dalle prime battute di un film che piace, si assapora lentamente, esattamente come le riprese che lo contraddistinguono e si sa apprezzare anche a distanza di qualche tempo.

Uno storico gruppo di quattro amici, rappresentanti le differenti tipologie di medio borghese di casa nostra, con differenti percorsi personali e professionali, con differenti storie e convinzioni sociali alle spalle, e le rispettive mogli, divenute col tempo amiche inseparabili, s’incontrano per una cena a casa di Rocco ed Eva, lui chirurgo estetico e lei psichiatra in perenne conflitto con Sofia, la loro figlia ormai diciassettenne. Fra una portata e una battuta viene proposto un gioco che dovrebbe sancire l’amicizia fra i commensali. Nel corso della serata, e per dimostrare che nessuno dei presenti ha nulla da nascondere, è posto l’obbligo di rispondere ai cellulari in vivavoce e aprire ogni genere di messaggio di fronte a tutti.

Le conseguenze saranno disastrose, generando molti dubbi fra coloro che pensavano di conoscersi da una vita. Chiave di lettura del film le parole di Rocco, che identifica il cellulare alla stregua di una ‘scatola nera’ della vita di ognuno. Pellicola che pur con un cast di attori che sarebbe perfetto per una commedia di sana marca italiana sa fare riflettere sul significato di quel che rechiamo nella nostra sfera più intima, rappresentata a tutti gli effetti dal simbolo tecnologico che portiamo in tasca.
Tutti frattanto si cedono il passo senza sbavature e con prove che non esaltano l’uno per penalizzare l’altro, generando anche inevitabili spunti di riflessione riguardanti l’identità di chi abbiamo di fronte, ovvero se un amico oppure un perfetto sconosciuto.

Pronti numerosi remake sia in chiave europea che non, ma con la certezza che non sarà assolutamente semplice eguagliare la bravura e la bellezza di un prodotto così cerebrale e raffinato.

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