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La caduta dell'impero americano PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
domenica 08 marzo 2020

La caduta dell'impero americano (La chute de l'empire américain) Canada 2018 Regia di: Denys Arcand Genere: Drammatico Durata: 129' Cast: Alexandre Landry, Maripier Morin, Remy Girard, Louis Morisette, Maxim Roy, Pierre Curzi, Vincent Leclerc.
Nelle sale dal:
24/04/2019
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 5,5
L'aggettivo ideale: Altalenante...

Pierre, laureato in filosofia e ultra trentenne che ha ormai accantonato le sue velleità accademiche, lavora come autista per unla_caduta_dellimpero_americano.jpg corriere. Durante una consegna assiste involontariamente a una rapina dove, al termine di una sparatoria, rimangono varie vittime e un paio di borse piene di banconote. Prima dell’arrivo della polizia Pierre, dopo vari ripensamenti, decide d’impossessarsi della refurtiva, portarla a casa e, una volta calmate le acque, decidere cosa farne. Unico problema: la refurtiva appartiene alla criminalità organizzata, per questo sulle tracce di Pierre iniziano a muoversi sia la polizia ma anche le vittime del furto.

La civiltà capitalista si scontra per la terza volta con il regista canadese e premio Oscar Denys Arcand che completa la sua opera di dissezione del mondo occidentale, incarnato dalla società dei consumi di matrice americana, per la terza volta e a distanza di tre lustri dall’uscita de “Le invasioni barbariche” e a oltre trent’anni da “il declino dell’impero americano”. Questa volta il regista originario di Deshambault se la prende direttamente con il capitalismo incarnato da coloro che a detta del corriere e dottore in filosofia Pierre Daoust rappresentano quanto di più obbrobrioso vi sia nella società contemporanea a iniziare da Donald Trump sino ad arrivare al ‘nostro’ Silvio Berlusconi, tutti rei di guadagnare eccessivamente rispetto ai loro sottoposti.

Rispetto alle precedenti due fatiche Arcand declina quest’ultima pellicola come una commedia intrisa di citazioni filosofiche e marxismo della prima ora.
Ove il determinismo al quale si è spesso sottoposti - difficile non notare fra le parole dell’ottimo Alexandre Landry, nel ruolo del professor e corriere Pierre Daoust, proprio le tracce di un destino già segnato per lui e per tutti – può trovare quale unica possibilità di fuga un inatteso colpo di fortuna incarnato nello specifico in una refurtiva sottratta a personaggi molto più cattivi e ingiusti di noi.
I protagonisti fra filosofia, ragionamenti economici, e una coppia d’investigatori che seguono le indagini con grande scrupolo, non riescono però ad andare oltre un finale conciliante e una morale ben distante dalle premesse iniziali.

 
Suits (Quarta Stagione) (dvd) PDF Stampa
Drammatico
Scritto da Francesca Caruso   
lunedì 02 marzo 2020

Titolo: Suits (Quarta Stagione)
Titolo originale: Suits (Season 4)
Caratteristiche del dvd in vendita dal 14 Dicembre 2016.

Film
Dopo aver visto Harvey e Mike consolidare la loro amicizia, risolvere i più disparati e complicati casi legali, che glisuits_4.cover.jpg si sono parati davanti, insieme come Batman e Robin, essere diventati indispensabili l’uno per l’altro, tanto da sentirne la mancanza al solo accenno di allontanamento, è arrivato il momento per Mike di lasciare lo studio Pearson – Specter per proteggere il suo segreto e lo studio da una possibile rivelazione che ne danneggerebbe i componenti. Questa quarta stagione vede Mike lavorare come un agente di investimento ed essere avversario di Harvey – dopo che quest’ultimo non ha accettato la proposta di acquisizione suggeritagli da Mike – in un caso di acquisizione in cui il “terzo incomodo” Logan Sanders sarà una spina nel fianco per Mike, lo stesso Harvey e … Logan vuole acquisire le Gillis Industries per smembrarle e rivenderle, Mike, di contro, promette a Walter Gillis di salvarne i posti di lavoro e non svenderle. A metterli maggiormente uno contro l’altro ci sarà anche un motivo personale, che li vedrà comportarsi in maniera irragionevole. In questa lotta all’acquisizione, Mike si troverà a fare ciò che deve, ma che non avrebbe mai pensato di arrivare a fare. Dopo essere quasi finito nelle fauci di uno squalo come lo è Charles Forstman - un aiuto insperato arriva da Louis Litt – si profila lo scoppio di una bomba proprio dietro l’angolo. Riusciranno Mike, Harvey e Jessica a risolvere l’ennesimo problema che rischia di metterli al tappeto? Ritrovare i due amici scontrarsi sul piano legale senza esclusione di colpi è qualcosa che potrebbe inizialmente destabilizzare e dispiacere lo spettatore, che per le prime tre stagioni li amati incondizionatamente uno al fianco dell’altro.
Ci si adatta presto, però, al nuovo intreccio narrativo, grazie – come sempre – agli ottimi dialoghi e allo sviluppo degli eventi, che conducono lo spettatore nell’arco di questi 16 episodi ad uno colpo di scena dopo l’altro, inaspettato e avvincente, rendendo questa quarta stagione entusiasmante e coinvolgente e permettendogli di conoscere più approfonditamente tutti i sei personaggi principali, ai quali viene lasciato lo spazio necessario. Louis Litt avrà un ruolo chiave: ci saranno alcune sequenze in cui sarà livido di rabbia come mai prima d’ora (e osservando la situazione dal suo punto di vista come dargli torto, se si considera anche il fatto che sia da sempre un uomo governato dalle emozioni). Inoltre si darà spazio a diverse relazioni di coppia: la relazione tra Mike e Rachel sarà per la prima volta messa a dura prova, i due affronteranno il primo grosso ostacolo alla loro felicità.
Vedremo una Jessica innamorata, in una relazione amorosa con tutti gli annessi e connessi e un Harvey arrivare a dichiarare i propri sentimenti per Donna, per poi fare marcia indietro. E Donna come reagirà? È una stagione davvero ricca di emozioni e sorprese, senza tralasciare l’intrattenimento e quel tocco di glamour che è insito in questa serie televisiva, a cui ci si è abituati fin dal grandioso episodio pilota.

Video
Il cofanetto dvd “Suits 4”, che contiene tutti i 16 episodi della stagione su quattro dischi, è prodotto e distribuito dalla Universal Pictures Home Entertainment e viene presentato nel formato anamorfico 1.78:1. Un ottimo lavoro è stato fatto dal direttore della fotografia Dan Stoloff, che ha curato un totale di 48 episodi tra il 2013 e il 2017. L’incarnato dei volti è naturale e l’atmosfera che si respira nello studio trasuda eleganza e fascino, dovuta ad una commistione di fattori: dalla scelta degli abiti e degli accessori all’arredamento, dagli attori alla fotografia, c’è un equilibrio perfetto, o che rasenta la perfezione, qualità che si è affinata nel corso delle tre stagioni precedenti.
La durata complessiva dei 16 episodi è poco più di 11 ore. Il cofanetto è confezionato in un’Amaray trasparente e possiede un Artwork interno, in cui è presente un’immagine di Harvey e Mike (presa dal photo shooting di questa quarta stagione) da un lato e la sinossi di ciascun episodio dall’altro.

Audio
Il comparto audio di “Suits 4” è essenziale e soddisfacente: possiede il Dolby Digital 5.1 per l’Italiano, per l’Inglese ed è provvisto dei sottotitoli in Italiano. I dialoghi sono puliti e ben calibrati, gli effetti sonori e ambientali sono resi adeguatamente rispetto a ogni scena. La colonna sonora è ricca e variegata, segue la scia ben delineata delle stagioni precedenti, con un totale di 63 canzoni, che sanno puntualizzare di volta in volta il giusto tono della narrazione. Il doppiaggio italiano è come sempre impeccabile.

Extra
l cofanetto dvd è provvisto di contenuti speciali, quali le scene eliminate e le “Gag Reel”. Buon divertimento!

Francesca Caruso
 
Villetta con ospiti PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
domenica 01 marzo 2020

Villetta con ospiti (Villetta con ospiti) Italia 2019 Regia di: Ivan Di Matteo Genere: Drammatico Durata: 88' Cast: Marco Giallini,Michela Cescon,Massimiliano Gallo, Erica Blanc, Cristina Flutur, Bebo Storti, Vinicio Marchioni.
Nelle sale dal:
30/01/2020
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 6
L'aggettivo ideale: Incompleto...

In una piccola comunità del nord est si muovono personaggi dall’apparenza specchiata ma con molti scheletri nei rispettivi armadi.villetta_con_ospiti.jpg Un imprenditore fedifrago e sua moglie, vittima della depressione, un medico che lucra sui propri pazienti, il prete del paese con molto da nascondere e un poliziotto che porta a termine loschi traffici con i criminali rumeni del luogo.
Le rispettive debolezze usciranno allo scoperto la notte quando tutti saranno chiamati a gestire un incidente pieno di risvolti morali.

Di Matteo e la moglie Valentina Ferlan, collaboratrice fidata in cabina di sceneggiatura, ci mettono nuovamente di fronte a noi stessi e per la precisione al finto perbenismo nel quale spesso annega l’esistenza della parte più produttiva del paese, ovvero il nord-est, scelto da regista per via del concetto di difesa del territorio e dei beni materiali accumulati al termini di numerosi sacrifici.

In realtà la villetta del titolo potrebbe trovarsi ovunque esattamente come ovunque si sarebbero potuti trovare anche i protagonisti dei precedenti lavori del regista Romano, da La Bella gente sino a I nostri Ragazzi.
Proprio per questo un medico ben poco interessato ai propri pazienti, ma decisamente molto appassionato del suo conto in banca, impersonato da Bebo Storti, non fa decisamente gridare allo scandalo, così come il poliziotto di origini campane impersonato dal comico Massimiliano Gallo, per terminare con la facoltosa coppia d’industriali della viticultura, con figli a carico, una suocera che odia il genero (Marco Giallini) perché irrimediabilmente “terrone” e arricchitosi per via del matrimonio con la figlia e una moglie invece più dedita alla beneficenza che alla propria famiglia (Michela Cescon).

La capacità di Di Matteo è poi quella di riuscire a generare un cambio di registro in corso d’opera, trasformando quella che al inizio pareva una critica sociale, verso la finzione che ognuno si porta dietro giornalmente, in dramma, ed è forse proprio in questo che pecca la pellicola, a causa di una virata di genere troppo sbrigativamente liquidata per tornare alla teorica normalità di facciata di tutti i giorni.
Un peccato perché l’idea iniziale era decisamente e al solito interessante l’epilogo decisamente molto meno.

 
Joker (dvd) PDF Stampa
Drammatico
Scritto da Luca Orsatti   
giovedì 20 febbraio 2020

Titolo: Joker
Titolo originale: Joker
Caratteristiche del dvd in vendita dal 06 Febbraio 2020.

Film
Vincitore del Leone d’oro alla 76ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia e di due Golden Globe,packshot_-_dvd.png Joker ha conquistato anche la notte degli Oscar con due premi su ben undici candidature.... Todd Phillips, sceneggiatore e regista di commedie più o meno riuscite, per la prima volta si discosta dal genere per scrivere e dirigere un drama ispirato al personaggio dei fumetti DC creato da Bob Kane, Bill Finger e Jerry Robinson: il Joker. Il cambio di genere per Todd Phillips si rivela vincente e assieme a Scott Silver scrive il suo miglior film, un opera di taglio classico ma di grande intensità espositiva ed emotiva. Di taglio classico nel trattamento e nella sceneggiatura, nel modo di narrare, nella concentrazione dell’emotività e dell’evoluzione del protagonista ma allo stesso tempo una modernità che verrà concretizzata nella messa in scena. Arthur Fleck trova elementi in comune con Rupert Pupkin di Re per una notte nella voglia di sfondare come comico e con Travis Bickle di Taxi Driver nel suo isolamento dalla società, ma i diversi presupposti portano ad una caratterizzazione ed evoluzione identitaria. Il Joker di Phillips è una intensa storia di dolorosa solitudine, il mutamento di una persona già instabile che trascurato, schernito e tradito si lascia pervadere dal folle senso di vendetta verso la società che lo ha abbandonato. E affrescando la discesa di Fleck verso Joker Phillips porta in evidenza come le azioni disperate di un uomo possano diventare simboli di rivolte per le masse e la maschera del Joker, come quella di V in V per Vendetta, diventa un simbolo, giusto o sbagliato che sia.
I “Pilastri” di questo film sono due: uno è indubbiamente Joaquin Phoenix in una delle sue prove più intense e sentite, fin da subito si vede che l’attore è in parte. Il personaggio del Joker, e di conseguenza anche del suo alter ego Arthur Fleck, è un personaggio complesso e la sua natura può portare facilmente ad un eccesso nella performance (Vedi Leto in Suicide Squad). Phoenix invece porta sì al limite la recitazione ma senza superarlo, dalla quale esce con estrema intensità il dolore dato dalla sua condizione sia mentale che “ambientale”.
L’altro è la colonna sonora di Hildur Guðnadóttir che nella sua composizione esalta il disagio e il dolore di Arthur Fleck e il suo violoncello è penetrante quanto la risata di Phoenix. Phillips dirige consapevole di non un essere un virtuoso ma dirige con eleganza e con un buon senso dell’inquadratura, nel quale si muove bene sui piani.
La sua è di fatto una buona regia al servizio del racconto che si eleva però nel montaggio narrativo e nella buona fotografia di Lawrence Sher. Un storia di dolore raccontata ed interpretata con gran intensità, una film con momenti di pathos e tensione altissimi, ma non per questo esente da difetti, come il finale nel quale nonostante chiuda un intenzione artistica ben precisa perde l’impatto della risoluzione. Un finale più corto dell’effettivo sarebbe stato, a mio avviso, più efficace....

Video
Il film prodotto e distribuito da Warner, viene presentato nel formato cinematografico di 1,85:1 anamorfico.
La confezione presa in esame è una semplice Amaray, bella graficamente ma priva di Artwork interno. Il dvd gode di un quadro video discreto, se pensiamo al tipo di supporto e, grazie ad un Bitrate medio corposo di oltre 6,5 Mbps, le immagini risultano gradevoli, sufficientemente luminose e abbastanza dettagliate. Naturali i colori dai toni caldi. Le riprese con scarsa luminosità risultano leggermente impastate, ma nel complesso riscono a regalarci un quadro video dignitoso. Buoni gli incarnati resi sempre in modo naturale.

Audio
Comparto audio nella norma.Troviamo quattro traccia Dolby Digital 5.1. per l'inglese, italiano, francese e tedesco. Analizzando la pista sonora italiana constatiamo una buona dinamica e una ricchezza di dettagli adeguata al tipo di film. Campo sonoro pulito che ci permette di ascoltare dialoghi chiari per tutta la durata dello spettacolo. Interessanti i discreti effetti di ambienza che si possono percipire nelle varie scene e buona la riproduzione della colonna sonora.

Extra
Comparto extra sufficiente. Troviamo una breve featurette dal titolo "Please Welcome... Joker!" (2,39') focalizzata sulla scena in cui il protagonista fa il suo ingresso nello show di Murry. L'extra va a sottolineare la grande prova di Joaquin Phoenix. Il regista ci spiega la grande capacità interpretativa di Joaquin.

 
Gli uomini d’oro PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
mercoledì 19 febbraio 2020

Gli uomini d’oro (Gli uomini d’oro) Italia 2019 Regia di: Vincenzo Alfieri Genere: Commedia Durata: 107' Cast: Fabio De Luigi, Giampaolo Morelli, Gianmarco Tognazzi, Giuseppe Ragone, Edoardo Leo, Mariela Garriga, Matilde Gioli.
Nelle sale dal:
07/11/2019
Recensione di: Ciro Andreotti Voto: 7
L'aggettivo ideale: Spedito...

Luigi, impiegato postale originario di Napoli e trapiantato a Torino, appassionato di donne e della bella vita, è a un passo dallagli_uomini_doro.jpg tanto agognata pensione anticipata che gli consentirà di recarsi a vivere definitivamente in Costa Rica. Quando la riforma Dini vanificherà i suoi sogni, Luigi inizierà a progettare un colpo al furgone porta valori che guida abitualmente. Per portare a termine il suo piano Luigi domanda aiuto al suo amico Luciano, ex postino in pensione. Ad Alvise, un collega con famiglia a carico, e a Lupo, ex pugile che lavora come esattore per il sarto d’alta moda Boutique, stilista di giorno e usuraio di notte.

Da un fatto di cronaca degno di un thriller di Jeffery Deaver, ma realmente accaduto a metà dei ’90 nella italianissima Torino, Vincenzo Alfieri, idolo delle web series, attore, regista e sceneggiatore tutto fare del mondo della celluloide, ricava una perla di rara brillantezza offrendo al pubblico un manipolo di attori solitamente comici prestati per quest’ occasione al mondo del thriller.
Riuscendo a colpire con efficacia il bersaglio della tensione palpabile sin dalle prime battute e fino ad ottenere una meritata candidatura al premio Caligari del Festival di Berlino 2019.
Confezionando una storia suddivisa in tre capitoli, esattamente come i tre protagonisti della narrazione, che s’intersecano fra loro come già avevano saputo fare John Houston e Stanley Kubrick nei loro Giungla d’asfalto e Rapina a mano armata, capostipiti degli heist movie costruiti seguendo il processo dell’analessi che obbliga il pubblico a ricavarne un quadro d’insieme solo a visione ultimata.

Tutti si muovono in una Torino plumbea seguendo un copione fatto di progettazione del colpo intercalata a tensioni personali e progetti che verranno realizzati, forse e solamente a rapina ultimata.

Fra i protagonisti si staglia con decisione un Fabio De Luigi che abbandona ancora di più degli altri la sua maschera da buontempone indossando i panni di un impiegato delle poste con famiglia a carico e altrettanto carico di tensione a causa di una precaria condizione di salute.
Una pellicola che non scorre veloce a causa dei continuo riavvolgersi della trama ma che inchioda alla poltrona lo spettatore fino alle ultime curve di un colpo del quale non ci si dimentica tanto facilmente.
Se vi è piaciuto vi consigliamo anche la visione di Qui non è il paradiso, firmato ad inizio anni 2000 da Gianluca Tavarelli e basato sui medesimi fatti di cronaca rigorosamente nera.

 
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