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Un nemico che ti vuole bene PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 05 febbraio 2019

Titolo: Un nemico che ti vuole bene
Titolo originale: Un nemico che ti vuole bene
Italia, Svizzera 2018 Regia di: Denis Rabaglia Genere: Commedia Durata: 97'
Interpreti: Diego Abatantuono, Antonio Folletto, Roberto Ciufoli, Annabella Calabrese, Gisella Donadoni, Massimo Ghini, Paolo Ruffini, Ciro Esposito, Sandra Milo
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 04/10/2018
Voto: 6
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Gradevole...
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Un nemico che ti vuole bene su Facebook

un_nemico_che_ti_vuole_bene.jpgDurante una notte piovosa il professor Stefanelli soccorre lungo la strada un ragazzo ferito.
Il giorno seguente Salvatore, questo il nome del ragazzo, volendosi sdebitare, proporrà al professore di uccidere il suo peggior nemico non appena sarà riuscito a capire di chi si tratta.

Da I Bastardi di Pizzofalcone fino al grande pubblico dei cinema, questo il percorso di Antonio Folletto, alias Salvatore, capace di adeguarsi al suo nuovo ruolo di sicario desideroso di sdebitarsi nei confronti dell’astrofisico Enzo Stefanelli, riuscendo inizialmente a sconvolgergli la vita spianando un revolver e costingendolo a estrargli un proiettile e successivamente infiltrandosi nella sua variegata e stravagante famiglia, composta da una moglie che ancora frequenta il suo ex marito, ormai divenuto un suo amico intimo.

Un fratello missionario in Brasile, due figli con il desiderio di perpetrare frodi informatiche e cercare di diventare star della lirica e una madre che lo reputa il peggiore dei suoi mali.
La produzione Italo - Svizzera e la sceneggiatura del film diretto da Rabaglia mettono di fronte Abatantuono, con la sua solità abilità guascona, nei panni di un professore disilluso dalla professione e dalla vita, e un giovane sicario che con il suo modo di fare molto diretto saprà aprirgli lo sguardo sul mondo e su chi lo popola, nel tentativo di spronarlo a cercare un bersaglio per la sua possibile vendetta.

Un cast splendidamente assortito, fra cui spicca Sandra Milo nel ruolo della madre di Enzo e Roberto Ciufoli, in quello del fratello missionario, oltre a una serie di colpi di scena e risate, completano una pellicola, basata su una sceneggiatura dell’autore polacco Krzysztof Zanussi e che purtroppo si sporca solamente sulle ultime curve a causa di un finale accomodante e che invece avrebbe potuto facilmente virare su una conclusione molto più dark e convincente.

Trailer

 
City of Lies - L'ora della verità PDF Stampa
Thriller1
Scritto da Ciro Andreotti   
venerdì 01 febbraio 2019

Titolo: City of Lies - L'ora della verità 
Titolo originale: City of Lies
USA, Gran Bretagna 2018 Regia di: Brad Furman Genere: Thriller Durata: 112'
Interpreti: Johnny Depp, Forest Whitaker, Toby Huss, Dayton Callie, Neil Brown Jr., Louis Herthum, Shea Whigham, Xander Berkeley
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 10/01/2019
Voto: 5,5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Confuso...
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City of Lies - L'ora della verità su Facebook

city_of_lies__lora_della_verit.jpgA Los Angeles l’ex detective della omicidi Russell Poole riceve la visita di Darius Jacskon, giornalista del canale ABC che desidera indagare assieme a lui in merito ai vecchi casi di assassinio dei rapper Tupac e Notorious B.I.G. Entrambi sono certi che le versioni ufficiali dei due omicidi siano state frutto della corruzione della polizia.

Due vecchi casi di cronaca, gli omicidi delle due super star del rap: Notorius B.I.G. e Tupac s’intrecciano con la vita di due uomini gravati dai loro problemi di bilancio personale e professionale. L’ex detective Russell Poole, impersonato da Johnny Depp, dotato di un fare calmo e inquisitorio, in grado di non abbandonare su uno scaffale una vecchia serie d’ incongruenze che lo hanno visto protagonista di una delle sue ultime uscite lavorative.

E Darius Jackson, il mastodontico Forrest Whitaker troppo spesso dimenticato dal cinema che conta ma ancora una volta in grado di confezionare una prova maiuscola capace di rubare la scena al suo sodale in giacca, baffi e cravatta; nel ruolo di un uomo che come Russ è altrettanto disilluso e che per un breve lasso di tempo ebbe la sua fama grazie ad un reportage riguardante la scomparsa dei due artisti di colore e la conseguente faida fra i rapper delle due coste.

Fin qui il film di Brad Furman, noto per una serie di film diretti fra gli anni duemila e oggi, parrebbe funzionare alla perfezione ma è proprio in questo didascalismo degno di un documentario televisivo che si smarrisce una pellicola che perde l’interesse dello spettatore dietro una narrazione piena di eventi raccontati in un continuo pingpong temporale, introdotto da didascalie, e a causa della contestuale presenza di troppi personaggi che affaticano la comprensione di una vicenda che vuole ribadire come le indagini sui due omicidi siano state dirottate per ragioni ‘superiori’.

Dall’altro lato i due protagonisti non si spostano eccessivamente dalla semplice indagine, non abbandonandosi a rivelazioni personali e a considerazioni che vadano oltre il loro desiderio di giustizia. Film consigliato quindi per gli appassionati dei Biopic e di musica in genere. Altro consiglio spassionato: munitevi di un blocknotes per prendere appunti. Vi tornerà utile.

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Cocaine - La vera storia di White Boy Rick PDF Stampa
Drammatico1
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 22 gennaio 2019

Titolo: Cocaine - La vera storia di White Boy Rick 
Titolo originale: White Boy Rick
USA 2018 Regia di: Yann Demange Genere: Drammatico Durata: 112'
Interpreti: Matthew McConaughey, Jennifer Jason Leigh, Bruce Dern, Rory Cochrane, Eddie Marsan, Piper Laurie, Bel Powley, Brian Tyree Henry, RJ Cyler, Brad Carter
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 07/03/2019
Voto: 6
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Incompiuto...
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Cocaine - La vera storia di White Boy Rick su Facebook

cocaine_la_vera_storia_di_white_boy_rick.jpgNel 1984 Ritchie Wersh, un quattordicenne che vive alla periferia di Detroit, assiste suo padre nella vendita di armi acquistate presso le fiere, il tutto per poter aprire una videoteca e cambiare finalmente vita.
Una sera Ritchie vende due fucili a Johnny Curry, boss locale del narcotraffico, che immediatamente gli propone di entrare nella sua gang. Al tempo stesso Ritchie è seguito anche dalla polizia che lo vorrebbe usare come infiltrato nell’organizzazione di Curry.

La vita del più giovane infiltrato e narcotrafficante della east - coast fa da sfondo alla motorcity degli ‘80ies. White Boy Rick - questo il nickname con il quale era conosciuto questo adolescente proveniente da un quartiere costituito esclusivamente da prefabbricati in legno - prese la palla al balzo prima per salvare la vita al padre derelitto, impersonato da Matthew McConoughey che per l’ennesima volta presta viso e corpo ad un personaggio ai margini, spiantato e abbandonato dalla moglie e per il quale solamente il figlio Ricky è pronto a dargli credito, diventando informatore controvoglia al soldo della DEA, per poi scegliere di diventare in via definitiva un narcotrafficante per tirare fuori la sua famiglia da una situazione d’indigenza che fin troppe volte s’è intravista nelle pellicole d’oltre oceano.

La vita di Ricky Wersh, che ha il viso del giovane ed omonimo Richie Merritt, alla sua prima prova sul grande schermo, è narrata in maniera lenta e al tempo stesso è meticolosamente costruita come una caduta nel vortice della droga e della vita di strada, con l’intermezzo salvifico di una possibile redenzione subito abbandonata, ma anche con un rapporto famigliare che si cementa quando tutto parrebbe girare per il meglio a casa Wersh.

Aspramente criticato dalla sorella del vero protagonista, a causa della descrizione dei rapporti famigliari, il film del francese Yann Demange diventa non solo una pellicola di genere drammatico ma un vero spaccato sociale e una sorta di docu - drama dove il determinismo è il Deus ex machina che sovraintende la vita di potenti e proletari.
Obiettivo centrato però solo a metà, a causa di una trama che non fa altro che limitarsi a narrare una storia in quasi totale assenza di alti e bassi e senza che alla fine si riesca ad immedesimarsi minimamente con nessuno dei protagonisti.

Trailer

 
Suits (Settima Stagione) (dvd) PDF Stampa
Drammatico
Scritto da Francesca Caruso   
lunedì 14 gennaio 2019

Titolo: Suits (Settima Stagione)
Titolo originale: Suits (Season 7)
Caratteristiche del dvd in vendita dal 12 Dicembre 2018.

Film
Eccoli uniti più che mai, Jessica, Harvey, Mike, Louis, Donna e Rachel, tutti insieme per l’ultima volta, in questasuits_7.cover.jpg settima appassionante stagione di “Suits”. Dopo Jessica Pearson saranno Mike e Rachel a salutare i loro colleghi e amici e tutti gli spettatori. Per tutti gli appassionati di questa serie Tv, fin dalla primissima puntata, questo saluto - più del precedente – lascia tristi e svuotati. Per chi ha amato il rapporto unico di fratellanza e amicizia, di lealtà e ammirazione, di sostegno e fiducia tra Harvey e Mike, che hanno saputo essere anche divertenti, divertendo il pubblico – soprattutto nelle prime tre serie capolavoro – finisce un’era. La forza di “Suits” non sta tanto nei casi legali presi in carico dallo Studio, ma nell’aver saputo mettere insieme questi personaggi unici e originali. Jessica, Harvey, Mike, Louis, Donna e Rachel sono un connubio artistico perfetto nel rendere lo spettatore entusiasta di ciò che sta guardando minuto dopo minuto. Le situazioni potenzialmente inverosimili diventano pertinenti e credibili in una sceneggiatura che ha saputo cogliere anno dopo anno il cambiamento e la maturazione dei rispettivi personaggi in maniera coerente, in una serie dove non mancano i colpi di scena, le attese, l’ilarità e valori importanti come la lealtà, l’amicizia, l’amore, la rivalità, il lavorare al meglio delle proprie capacità, l’aiutare il prossimo, il sacrificarsi per qualcuno. In questa settima stagione Mike si dividerà tra il trattare i casi pro-bono, aiutato da Oliver della Clinica Legale, e quelli di diritto societario. Un caso scelto da lui e un caso scelto da Harvey, questo è l’accordo tra i due, che però viene meno a causa di un detenuto morto in prigione in circostanze sospette. Il padre del ragazzo chiede aiuto a Mike per ottenere giustizia, ma essendoci un conflitto di interessi con un cliente della Specter–Litt, l’avvocato è costretto a lasciare il caso, dichiarando per iscritto che non se ne occuperà. Così chiede a Oliver di seguirlo, ma quando questi scopre che ci sono casi correlati di parecchi detenuti in diverse prigioni, Mike lavorerà di nascosto da Harvey per capire cosa c’è dietro. Questa è solo una delle storie raccontate in questi 16 episodi, in cui si affrontano tematiche sociali, senza tralasciare un velo di leggerezza, con le battute ilari e dal tempismo perfetto di Louis Litt. Louis, seguendo la sua logica, fa ridere di gusto. È unico nel suo genere tanto in quello che dice quanto in quello che fa – sicuramente lo si ricorderà anche quando la serie sarà terminata. Negli episodi che precedono l’epilogo si comincia ad avvertire già un po’ di nostalgia e tristezza. Ci sono delle frasi dette dai personaggi che annunciano l’addio imminente e anche se è un breve momento, ciò ricorda allo spettatore che inevitabilmente ci si dovrà salutare. Nonostante ciò fino all’ultimo minuto “Suits 7” è uno spettacolo che va gustato episodio dopo episodio, nell’attesa che l’ottava stagione soddisfi le alte aspettative della new entry.

Video
Il cofanetto dvd di “Suits 7”, che contiene tutti i 16 episodi della stagione su quattro dischi, è prodotto e distribuito dalla Universal Pictures Home Entertainment e viene presentato nel formato anamorfico 1.78:1.
La fotografia conferma il suo alto livello. L’effetto giorno è perfettamente naturale, come pure l’illuminazione degli interni tanto in notturna quanto in diurna. Ben illuminato l’incarnato dei volti. La durata complessiva dei 16 episodi è poco più di 11 ore. Il cofanetto è confezionato in un’Amaray trasparente e possiede un Artwork interno, in cui sono presenti Harvey e Mike e la sinossi di ciascun episodio.

Audio
Il comparto audio di questa settima stagione di “Suits” è essenziale e soddisfacente: possiede il Dolby Digital 5.1 sia per l’Italiano che per l’Inglese, ed è provvisto dei sottotitoli in italiano. I dialoghi sono puliti e ben calibrati, gli effetti sonori e ambientali sono resi adeguatamente rispetto a ogni scena. La colonna sonora scelta per questa stagione rispetta il tono della narrazione. Le canzoni finali scelte per ogni episodio sono quelle che lasciano maggiormente una forte impressione, come per esempio “Human” cantata da Rag’n’Bone Man. Il doppiaggio italiano è impeccabile, come per tutte le precedenti stagioni di “Suits”.

Extra
Unico neo è la mancanza nel cofanetto dvd di contenuti speciali. Non sarebbe dispiaciuto potersi godere qualche intervista degli attori principali, o la galleria del servizio fotografico di questa stagione. Si vedrà con l’ottava stagione.

Francesca Caruso
 
Non ci resta che il crimine PDF Stampa
Commedia1
Scritto da Ciro Andreotti   
domenica 13 gennaio 2019

Titolo: Non ci resta che il crimine
Titolo originale: Non ci resta che il crimine
Italia 2018 Regia di: Massimiliano Bruno Genere: Commedia Durata: 102'
Interpreti: Marco Giallini, Alessandro Gassman, Edoardo Leo, Gian Marco Tognazzi, Ilenia Pastorelli, Massimiliano Bruno
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 10/01/2019
Voto: 5
Recensione di: Ciro Andreotti
L'aggettivo ideale: Citazionista...
Scarica il Pressbook del film
Non ci resta che il crimine su Facebook

non-ci-resta-che-il-crimine.jpgTre amici d’infanzia: Sebastiano, Moreno e Giuseppe, s’improvvisano guide nei luoghi che hanno resa famosa la Banda della Magliana. All’improvviso i tre si troveranno però catapultati nell’estate del 1982, con la nazionale impegnata nel mondiale di Spagna e molti problemi creati dall’inattesa conoscenza con ‘Renatino’ De Pedis e con la sua organizzazione criminale.

Dal titolo già s’intuisce il chiaro omaggio a “Non ci resta che piangere” con un salto temporale decisamente più recente, ma anche meno riuscito, rispetto a quello che proiettò nel 1492 la coppia Benigni e Troisi, e con un altrettanto evidente omaggio a pellicole e generi che maggiormente hanno saputo influenzare il cinema del Romano Massimiliano Bruno, a iniziare dalla trilogia di “Ritorno al Futuro” fino alla rivisitazione del genere poliziottesco, grazie a inseguimenti in auto uniti a musica funky in sottofondo.

La caratterizzazione dei vari personaggi è ben riuscita ma il prodotto finale non riesce a strappare più di qualche flebile risata e nonostante una trama che per quanto entri nel vivo in maniera troppo sbrigativa, sa comunque svilupparsi in modo organico.

La presenza di un cast che il cinema di casa nostra può ormai facilmente schierare senza particolari difficoltà non aiuta più di tanto: Gassman e un Edoardo Leo molto sopra le righe e rispettivamente nei ruoli di un marito impacciato e del temuto Enrico De Pedis, riescono a rubare la scena sia a Giallini che Tognazzi.
Promettente la solita Ilenia Pastorelli nel ruolo della donna del boss. Da notare che Massimiliano Bruno riserva per sé stesso, e nel gioco dei continui richiami meta cinematografici, il ruolo che in Ritorno al Futuro appartenne a Christopher Lloyd.

Trailer

 
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