Lunedì 24 Febbraio 2020
Cinemalia Menù
HOME
RECENSIONI:
PROSSIMAMENTE:
LE NOSTRE RECENSIONI:
IN DVD:
GLI INEDITI
CULT MOVIE
I FILM NELLE SALE
ARTICOLI CINEMA:
CINEMA & CURIOSITA':
IL CINEMA ASIATICO
LIBRI & CINEMA
COLLABORA CON NOI:
CONTATTI:
STAFF:
NEWS & RUMORS:
SERIE TV:
HOME VIDEO:
Recensioni Blu Ray
il_mostro_della_laguna_nera_160x600.jpeg
Informativa sui Cookie
Per migliorare la tua navigazione su questo sito, utilizziamo cookies che ci permettono di riconoscerti. Scorrendo questo sito o cliccando qualunque suo elemento acconsenti all'utilizzo di cookies. Informativa
Cerca in Cinemalia
Anteprima TFF
Kimyona Sskasu - Uno strano circo (2005)
Noriko No Shokutako - Noriko's Dinner Table (2005)
Jisatsu Saakuru - Suicide Club (2002)
Tsumetai Nettaigyo - Pesce freddo (2010)
Ai No Mukidashi - Love Exposure (2008)
Chanto Tsutaeru - Be sure to share (2009)
Ekusute - Hair extension (2007)
Koi No Tsumi - Colpevole d'amore (2011)
Libri & Cinema
gemini_man_banner_728x140.jpeg
1992 PDF Stampa E-mail
Scritto da Chicco D'Aquino   
domenica 18 giugno 2017

1992, Ita 2015

Nei primi anni novanta l'Italia fu attraversata da un'azione giudiziaria volta a  risanare il Paese da  corruttele e soperchierie. L'ondata (dai risvolti gattopardeschi poi), sarà ben presto utilizzata a fini elettorali da “inediti” soggetti politici.
1992 cerca di catturare le atmosfere, gli umori, i conflitti di chi ha partecipato a quella fase  nascente e poi rapidamente caduta nell'oblio.
1992_leggero.pngPrimo capitolo della trilogia della seconda Repubblica, la fiction ambientata nell'Anno Domini 1992 intercetta un momento cruciale, pone le fondamenta degli  anni a venire, anticipandone gli esiti, spartiacque di facciata tra un sistema agonizzante e il “nuovo” già vecchio.  Tangentopoli, con i suoi personaggi da operetta e  la crisi dei partiti è la cartina tornasole delle dinamiche di un sistema in caduta libera, anticamera di altre e ben più corpose contraffazioni della realtà politica.


Con l’arresto di Mario Chiesa, presidente del Pio Albergo Trivulzio, uomo di Craxi che lo definì un “mariuolo”, come vertice di un meccanismo spartitorio legato agli appalti (e legittimato da ogni forza politica) si apre la stagione degli arresti eccellenti, tessere di un domino ramificato e onnipresente. Il  pool di mani pulite rappresenta, pur tra mille strumentalizzazioni, il tentativo di porre fine, o almeno di limitare lo strapotere della politica nel campo degli affari, legando a filo doppio imprenditoria, industria e mercato. La mazzetta come emblema della corruttibilità dell’uomo medio, alla ricerca spasmodica di favori, clientele, raccomandazioni, a volte solo”aiutini” che hanno da sempre ostacolato il merito svincolato da appartenenze politico, di ceto, di classe etc, vincolandolo all’immagine da repubblica delle banane è l’apoteosi simbolica e fattuale del degrado purtroppo continuo del modus vivendi italico. Entrare nelle grazie di chi “conta” spesso ha rappresentato per un certo modello sociale il viatico, il passpartout per salire la scala gerarchica o semplicemente sopravvivere) scalzando i paria, i non rappresentati, gli outsider.


Gli esiti li conosciamo, con l’affermazione della finta meritocrazia berlusconiana come carattere nazionale, raffigurazione reale delle energie antidemocratiche sdoganate in nome della libera impresa in libero mercato. Piero Gobetti & Co si rigirano nella tomba e non ringraziano.
La fiction nata da un’intuizione di Stefano Accorsi e diretta da Giuseppe Gagliardi, cui seguirà 1993 e 1994 ha il merito di mettere in luce tutto ciò, con un metro narrativo incalzante basato sulle vicende di diversi gruppi sociali incarnati da singoli personaggi, emblematici del periodo. Le musiche azzeccate risintonizzano con gli anni 90, tra rock melodico e punk pre-commerciale.
I personaggi sono ben tratteggiati, con una punta forse di stilizzazione eccessiva ma nel complesso più che credibili.Veronica Castello interpretata da una efficace Miriam Leone è la soubrette disposta alle umiliazioni più feroci in nome della carriera, Leonardo Notte, un Accorsi  credibile e impeccabilmente realistico, dal ritratto psicologico tra i più interessante è il post settantasettino riconvertitosi alle chimere dell’ideologia di mercato, sodale di Berlusconi di cui proporrà la famosa ascesa in campo contro la “gioiosa macchina da guerra” di occhettiana memoria. Qui l’intreccio tra fiction e realtà è ben saldo, condito con le vite private dei protagonisti tra cui, oltre a un efficace Antonio Gerardi nei panni di Antonio Di Pietro, spicca l’agente di polizia Luca Pastore, alias Domenico Diele, afflitto da più che motivati risentimenti nei confronti dell’industria farmaceutica.

Guido Caprino dà convincentemente  il volto a Pietro Bosco, leghista e parlamentare per caso. Una menzione particolare merita Tea Falco, qui nei panni della miliardaria Beatrice Mainaghi, donna che si scopre forte e risoluta dopo la tempesta.
E’curioso notare come quattro nomi di personaggi rimandino ad atmosfere favolistiche, infantili. Il Bosco..la Notte..il Castello..il Pastore quasi ad evocare  e rappresentare una dimensione extrastorica, un baloccamento onirico   nascosto tra i più profondi recessi dell’animo umano. Una sorta di miserevole mondo incantato dove le relazioni sono sempre uguali a se stesse e alla fine non trionfano i buoni sentimenti ma la corsa spregiudicata al potere come sostituto adulto e patologico alla fascinazione favolistica.  La Milano da bere  è tratteggiata con una buona dose di verosomiglianza,  pur non avendo pretese storiografiche, né inediti schemi interpretativi. Siamo all’interno di una commedia umana, spensierata e superficiale, cinica e conformista che ancora oggi, nella vita reale,  fa capolino tra  dichiarazioni roboanti e retoriche del solito leader demagogico e l’infinita pazienza di chi, reso ebbro e sconsolato da parole e provvedimenti antipopolari, continua la propria frammentata e orgogliosa rivoluzione personale nella fatica di ogni giorno.

Chicco D'Aquino

 
Pros. >

 

Ultime Recensioni...
feed_logo.png twitter_logo.png facebook_logo.png  
Ultimi Articoli inseriti
Il Cinema Asiatico
Gli articolii più letti
Archivio per genere