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Aquarius PDF Stampa E-mail
Scritto da Ciro Andreotti   
giovedì 22 dicembre 2016

Aquarius

Titolo Originale: id.
Ideatore:  John McNamara
Musiche: W. G. Snuffy Walden
Nazione: USA
Anno: 2015 - 2016
Genere: drammatico - thriller
Durata: due stagioni per un totale di 26 episodi da 45’ circa l’uno
Sito Internet: www.nbc.com/aquarius
Cast:  David Duchovny, Grey Damon, Gethin Anthony, Emma Dumont, Claire Holt, Michaela McManus, Brían F. O'Byrne
Uscita: il primo episodio è stato trasmesso negli Stati Uniti il 28 maggio 2015. In Italia il primo episodio è andato in onda sul canale a pagamento Sky Atlantic il 14 ottobre 2015.
Produzione: Tomorrow Studios, McNamara Moving Company, King Baby Productions
Distribuzione: NBC (negli USA). Sky Atlantic (in Italia)
Voto: 6

Aspettando Cielo Drive

aquarius-serie-tv-leggero.pngNell’America puritana della seconda metà dei ’60, e per la precisione fra le pieghe di una Los Angeles in piena crisi Hippy, si aggirano l’agente della omicidi Sam Hodiak e i suoi fantasmi personali, fra un figlio disertore, siamo in zona Vietnam, non dimentichiamocelo, e  una vecchia amica con tanto di figlia problematica a seguito.
La sedicenne Emma ha difatti smarrito la via della ragione per seguire un musicista a capo di una comune: Charles Manson.

Cancellata dopo solo due stagioni, Aquarius è un prodotto accattivante a metà, perché riesce a catturare parte delle tensioni dell’era dell’acquario fatta di droghe più o meno leggere, di musica surf - rock e Black Panthers, di tensioni sociali consumate ai margini della città con tanto di poliziotti tabagisti e infiltrati e con mogli di colore a carico.
Al tempo stesso non convince proprio il protagonista principale, impersonato da David Duchovny, il quale pare la brutta copia dello scrittore Hank Moody di Californication o in alternativa un agente FBI non a caccia di fenomeni paranormali e in completa assenza di Gillian Anderson, stiamo ovviamente parlando di X-Files. L’idea alla base della serie sarebbe accattivante, ovvero incatenare il ricordo di Charlie Manson alle costole di un’America del periodo dorato.
Una nazione che si professava guida per l’occidente, contro lo strapotere rosso e vietnamita, ma che ora, solo ora, a distanza di quasi 50 anni può girarsi e finalmente prendersi la sua dose di giudizi anche e soprattutto negativi.

Fra una trama che procede fra due piani narrativi: I singoli casi da risolvere per Sam e il suo sodale Brian Shafe, con lo sfondo di una nazione e di una società che stanno velocemente cambiando; e l’inseguimento continuo nei confronti di Charles Manson, si arriva alla fine della seconda stagione con un senso di inadeguatezza per una serie tv che avrebbe potuto offrire di più ed essere meglio sfruttata e approfondita e non sembrare tutto tranne che una pessima copia di un poliziesco ambientato negli anni duemila.

Ciro Andreotti

 
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