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Breaking Bad - reazioni collaterali PDF Stampa E-mail
Scritto da Ciro Andreotti   
martedì 19 novembre 2013

Breaking Bad – reazioni collaterali

Ideatore: Vince Gilligan
Musiche: Dave Porter
Nazione: USA
Anno: 2008 - 2013
Genere: drammatico - Thriller
Durata: 62 episodi da 45’ circa
Sito Internet: http://amctv.com/originals/breakingbad
Cast: Bryan Cranston, Aaron Paul, Anna Gunn, Dean Norris, Betsy Brandt, RJ Mitte, Bob Odenkirk, Giancarlo Esposito, Jonathan Banks
Il primo episodio è uscito negli Stati Uniti il 20-01-2008, in Italia il 15-11-2008
L'ultimo episodio è uscito negli Stati Uniti il 29 settembre 2013
Produzione: Gran Via Productions, Sony Pictures Television
Distribuzione: 
Voto: 10

La quinta e ultima stagione della serie televisiva Breaking Bad - Reazioni collaterali, composta da sedici episodi, è stata trasmessa dal canale statunitense AMC in due parti separate: i primi otto episodi sono andati in onda dal 15 luglio al 2 settembre 2012, mentre gli ultimi otto sono stati trasmessi dall'11 agosto al 29 settembre 2013.
In questa stagione vengono introdotti due nuovi personaggi ricorrenti: Lydia Rodarte-Quayle, interpretata da Laura Fraser, e Todd Alquist, interpretato da Jesse Plemons.
In Italia la prima parte della quinta stagione (episodi 1-8) è stata trasmessa da AXN dal 15 gennaio al 5 marzo 2013.
La seconda parte (episodi 9-16) dal 21 settembre al 9 novembre 2013 sempre su AXN.
In chiaro andrà in onda prossimamente su Rai 4.

Le tre regole di Breaking Bad

breaking-bad-leggero.pngWalter White, professore di chimica in un liceo di Albuquerque, il giorno del suo cinquantesimo compleanno viene ricoverato d’urgenza in ospedale dove gli viene  diagnosticato un tumore ai polmoni.
A causa delle costose cure mediche alle quali dovrà sottoporsi, e per non gravare sul bilancio famigliare, decide di sfruttare la propria abilità con la chimica per cucinare metamfetamine. Per tale ragione decide di unirsi a Jesse Pinkman, un ex allievo nel frattempo entrato nel mondo dello spaccio.
Per i due inizia un’esistenza fatta di sotterfugi cercando di non destare sospetti sulla ‘nuova vita’ di Walter e tentando di eludere il controllo di suo cognato Hank, un agente della DEA che da subito inizia a interessarsi ad un nuovo tipo di metamfetamine troppo pure per essere preparate da un chimico inesperto....

Chi non ama le storie intrise di sentimenti e colpi di scena difficilmente potrà amare Breaking Bad; chi invece ha passato l’ultimo lustro attendendone l’uscita di ogni nuovo episodio non riuscirà facilmente ad accettare che Walter e Jesse divengano un pallido ricordo sedimentato nella propria memoria.
Breaking Bad già dal titolo evidenzia le proprie caratteristiche, le reazioni collaterali alle quali ci si riferisce non sono solo chimiche ma di vita; ‘una prima regola’ racconta di un uomo normale, con una moglie e un figlio ormai grande, che un giorno scopre  di doversi curare per evitare una morte praticamente certa. Se fossimo oltre oceano, nella ‘vecchia Europa’, il servizio sanitario potrebbe offrirgli quelle cure di cui necessita, trovandoci ad Albuquerque, New Mexico, la ‘prima regola’ costringe il mite uomo a tramutarsi in uno dei più spietati produttori di droga lungo la linea di confine con il Messico, lasciandoci con un dubbio che non riesce a trovare risposta: “Se Walter non si fosse ammalato cosa sarebbe accaduto?”.
Una ‘seconda regola’ è la quasi totale assenza di un ‘duplice registro narrativo’ capace di imprigionare a un primo livello gli episodi della medesima stagione seguendo un medesimo tema, e ad un secondo livello unendo fra loro le varie stagioni sempre per mezzo di un unico continuum.
Nel corso dei cinque anni il serial ideato da Vince Gilligan, già ideatore della pluridecorata serie: X-Files, ha infatti adottato quasi esclusivamente un solo registro narrativo declinato però in differenti modi, ovvero capace di enfatizzare i diversi cambi di stati d’animo dei due protagonisti e dei loro comprimari.
L’apparentemente mite Walter, personaggio costruito sulle spalle solide di Bryan Cranston, lentamente perde le insicurezze dei primi episodi assumendo sempre più le sembianze di Heisenberg, soprannome che lo identifica come il miglior creatore di meth del New Mexico, capace di diventare un criminale spietato e quindi trasformandolo in un nuovo tipo di ‘villain’, capace di fungere da spartiacque fra un’era televisiva che si può definire ‘pre - Walter White’ e una ‘post - Walter White’.
Diventando lo Zenit e il Nadir della razionalizzazione del male, in grado di mascherare dietro alla malattia scelte difficilmente condivisibili. Alla stessa maniera il piccolo delinquente ai margini portato sullo schermo da Aaron Paul, anche lui capace di catturare l’attenzione del pubblico con cinque stagioni che gli hanno fruttato numerosi Emmy Awards, risulta essere molto meno freddo e calcolatore del proprio collega, ma invece capace di una serie di sentimenti di amore e amicizia che più di una volta vengono espressi nel corso del serial.
Quello che gli unisce è la loro quasi totale complementarietà, ovvero l’essere le due facce della medesima medaglia; l’uno senza l’altro non avrebbero senso di esistere, inizialmente uniti per convenienza, poi per amicizia, infine separati da un odio che affonda le proprie radici nel corso degli eventi narrati.

Fra i comprimari che hanno accompagnato i due protagonisti nel corso delle cinque stagioni, e per i quali vale la ‘seconda regola’ sono da ricordare:  Skyler, la moglie di Walter, che diventa lentamente complice del marito e che dovrà affrontare momenti di crisi personali dettati dal timore di venire scoperta e dall’arrivo di una nuova figlia.
Hank, cognato di Walter, per il quale all’inizio del serial si prova un banale disprezzo a causa del suo essere troppo ‘burocrate’ arrivando perfino a stimarlo per via della sua rettitudine, in un cambio di giudizio che consente allo spettatore di fare a sorpresa il tifo per lui. E infine Saul Goodman, l’avvocato faccendiere che sin dall’inizio assiste i protagonisti perché si possano barcamenare al meglio nel “difficile mondo degli affari”.
Stiamo parlando in tal caso di un personaggio losco e comico al tempo stesso per il quale si sta attrezzando uno spin-off che dovrà cercare di catturare l’attenzione degli ‘orfani di Breaking Bad’.

Date queste premesse, a questo punto è sufficiente che prendiate una location di confine desertica, molta azione, una manciata di colpi di scena, dei personaggi ben delineati e una solida capacità narrativa unite il tutto alle due  regole succitate, mixate il tutto con sapienza e pathos e quello che otterrete è forse il miglior serial capace di incollare alla Tv milioni spettatori, ai PC milioni di peer-to-peer pronti per i download pirata.
Capace di mobilitare orde di fans che desiderano visitare la villetta della famiglia White ma soprattutto capace di cambiare le vere abitudini degli spacciatori di meth ai confini con il Messico,  spinti a cercare di colorare le scaglie del loro prodotto di un blu troppo vivo e innaturale per non richiamare la ‘terza regola di Breaking Bad’: quando la finzione scenica riesce a condizionare perfino la realtà criminale possiamo probabilmente dire di trovarci di fronte a un capolavoro di rara efficacia.

Ciro Andreotti

 

 
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