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Scritto da Andrea Raimondi   
domenica 06 maggio 2007

A history of violence
USA: 2005. Regia di: David Cronenberg Genere: Thriller Durata: 90'
Interpreti: Sharon Stone, David Morrissey, Charlotte Rampling, David Thewlis, Hugh Dancy, Anne Caillon
Sito web: www.historyofviolence.com
Voto: 7
Recensione di: Andrea Raimondi

ahistoryofviolenceleggero.jpgNelle campagne dell’Indiana, la famiglia di Tom Stall conduce un esistenza ordinaria ma serena come nessun altra: il capofamiglia possiede una piccola tavola calda nella cittadina poco distante dove è conosciuto e rispettato da tutti. La bella moglie Edie è un noto avvocato locale ma soprattutto l’amorevole madre di Sarah e Jack. Jack, è vero, ha qualche problemino con i bulli della scuola ma in qualche modo riesce a venirne a capo con quel poco di ironia e intelligenza che manca ai suoi amichetti. Tuttavia, un fatto casuale e violento, all’ improvviso sconvolge la tranquillità della famiglia Stall: due individui cercano di rapinare il baretto di Tom e far fuori una delle cameriere ma l’oste, con un insospettabile fare da marine, li sistema in quattro e quattr’otto spedendoli dritti all’altro mondo. Quel fatto di sangue è tuttavia sufficiente per fare di Tom un eroe in tutta la nazione. Ma quando il circo mediatico messo in piedi dalla tivvù sembrava quietarsi, ecco che al locale di Tom compare un losco figuro, un minaccioso boss della mala di Philadelphia, venuto a chiedere vendetta scambiando il proprietario per qualcun’altro che tempo addietro gli aveva cavato un occhio ! Sulle prime sembra un malinteso ma il capoccia e i suoi sgherri non mollano la presa tanto che Edie ricorre ad azioni legali affrontando inoltre a muso duro lo scocciatore senza però ottenere nulla di concreto. Ma non è il boss ad essersi sbagliato quanto l’insospettabile marito a nascondere un passato violento e mai rivelato: il buon capofamiglia, infatti, è stato un sanguinario e anarchico sgherro della mala di Philly che, dopo una strenua lotta con se stesso, decise di cambiare vita andando ad abitare in campagna e sposando la bella Edie. Così, dopo aver fatto fuori i tre scagnozzi con l’aiuto del figlio, a Tom non rimane che vuotare il sacco e raccontare tutto a moglie e figli che la prendono malissimo. Prima di fare pace con i propri famigliari, c’è però ancora un fantasma del passato venuto a chiedere il conto: è quello del fratello Richie, un ricco malavitoso che a causa delle intemperanze di Tom, ora si trova nei guai con i pezzi grossi della mala. Il piano di Richie è semplice: chiamare Tom a Philadelphia e farlo fuori. Ma Tom ha sette vite e, ancora una volta, riesce a fare piazza pulita e tornare sano e salvo a casa dove moglie e figli, nonostante tutto, sono di nuovo pronti ad accoglierlo in famiglia.
E' un film che parte col piede giusto: lo spettatore è proiettato in uno scenario pacifico e tranquillo in cui, però, sa che prima o poi succederà qualcosa di sconvolgente. Ma non sa quando né come e proprio per questo è tenuto magistralmente sulle spine da regista e attori, ottimi nei loro ruoli. Però, dopo il primo fatto di sangue, il racconto degenera e il protagonista veste i panni abusati del Rambo di turno, dimostrando di nascondere una temibile macchina da guerra sotto i semplici panni del provincialotto. Quindi da pellicola sottilmente psicologica, dramma sociale e famigliare, il film diventa all'improvviso un episodio con protagonista Steven Seagal... . Alla fine, però, secondo me il regista si riabilita almeno in parte perché ci risparmia il temutissimo finalone buonista, in cui tutto torna come prima, anzi meglio di prima. Dopo lo sterminio a casa del fratello, infatti, Tom esce nel giardino della villa quando è ormai mattina; si avvicina al laghetto e si lava la faccia quasi in un gesto simbolico: è a questa insolita fonte battesimale infatti che il protagonista idealmente si lava via una volta per tutte i peccati della vita passata prima di tornare ancora in famiglia. Giunto a casa dopo una decina di ore d'auto, lo stremato Tom trova i famigliari a tavola ancora increduli e affranti per il dolore e la delusioni provate. Però, nonostante tutto e non senza un grande sforzo, i tre decidono di riammettere Tom tra loro e, sempre simbolicamente, è la più piccola Sarah che, alla vista del padre, gli sistema il piatto al suo solito posto a tavola garantendo così una continuità che sembrava in larga parte minacciata.

 
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