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Scritto da Mattia Nicoletti   
sabato 18 agosto 2007

Alla deriva
Titolo originale: Open Water 2: Adrift
Germania: 2006. Regia di: Hans Horn Genere: Thriller Durata: 95'
Interpreti: Susan May Pratt, Richard Speight Jr., Niklaus Lange, Ali Hillis, Cameron Richardson, Eric Dane, Wolfgang Raach, Alexandra Raach, Alfred Cuschieri, Kelly Wagner
Sito web:
Voto: 5,5
Recensione di: Mattia Nicoletti

alladeriva_leggero.jpgUn gruppo di ragazzi, compagni di college, si ritrova per un'uscita in barca a vela. È come rivivere i vecchi tempi, anche se il tempo è passato. Qualcuno ha avuto figli, altri si sono messi insieme, altri ancora continuano a inseguire questa o quella bella ragazza. L'amicizia, però, anche quando dura negli anni, può scricchiolare quando è messa alla prova da situazioni limite.
E il mare, quando si confronta con l'uomo, non è mai da sottovalutare.
Della tensione di Open Water non rimane nulla. Perchè Alla deriva si presenta come seguito del primo claustrofobico (un paradosso dato che si svolge in mare aperto) film, proponendo altre situazioni e, naturalmente, altri protagonisti, mantenendo come luogo d'azione la distesa d'acqua. Il confronto a due con il buio mistero del mare e dei suoi abitanti si trasforma in una lotta per la sopravvivenza di alcuni esseri umani che, messi in difficoltà, mostrano tutte le loro debolezze. Relazionali, emozionali, primordiali. Il mare qui è qui un semplice soggetto passivo, che attende le mosse dei protagonisti, e il loro sfinimento. La tensione e la suspense sono generate da quella salvezza, la barca, che sebbene sia vicino ai personaggi appare irraggiungibile.
Il problema di Alla deriva è nella costruzione, negli accadimenti che ripercorrono lo stereotipo horror del gruppo di persone che trascorre il weekend nella casa nel bosco, La casa, Venerdì 13 per fare degli esempi che hanno fatto scuola, traslata qui in un'imbarcazione in mare aperto (altro paradosso. Il bosco è misterioso per la folta vegetazione che nasconde segreti, il mare è misterioso per il nulla a perdita d'occhio). Le situazioni che si presentano, diventano quindi ovvie e ripetute per la durata di quasi due ore.
La presenza di Eric Dane, Dottor Bollore di Grey's Anatomy, belloccio quanto poco espressivo, non riesce nell'intento di consegnare al pubblico un film, non inguardabile, ma che non supera di certo, per usare una metafora, il livello del mare.

 
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