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Disturbia
Titolo originale: Disturbia
USA: 2007. Regia di: D.J. Caruso Genere: Thriller Durata: 104'
Interpreti: Shia LaBeouf, Carrie-Anne Moss, David Morse, Sarah Roemer,
Matt Craven, Cathy Immordino, Jose Pablo Cantillo, Aaron Yoo, Elyse
Mirto
Sito web: www.disturbia.com
Voto: 7
Recensione di: Piergiorgio Ravasio
Distribuito inizialmente in America con lo scopo di promuovere l’immagine del nuovo astro nascente Shia LaBeouf, “Disturbia” è riuscito letteralmente a conquistare il pubblico americano e ad incantare i botteghini d’oltre oceano.
Idolo delle adolescenti di questi tempi, ma omai proiettato verso l’olimpo delle star hollywoodiane, il protagonista (che ricordiamo per i recenti “Bobby” diretto da Emilio Estevez e “Guida per riconoscere i tuoi santi”, pellicola molto quotata in vari Festival e prossimamente in “Indiana Jones 4”) è il caso del momento. Scoppiato letteralmente
sulla scena, è diventato uno degli attori più popolari e richiesti dal mercato; merito, sicuramente, anche del suo ruolo da protagonista nel blockbuster estivo “Transformers”.
Il thriller che il divo in erba ci regala ora lo vede nei panni di Kale: un adolescente molto introverso, soprattutto a seguito della prematura scomparsa del padre. Un’imprevista reazione di violenza verso uno dei suoi insegnanti lo costringe in casa per qualche mese con legato alla caviglia un sistema di rilevazione elettronica che permette alla polizia di registrare eventuali allontanamenti dalla propria abitazione.
Avendo a disposizione parecchio tempo, Kale dà vita ad una sorta di Real TV, improvvisandosi “Grande Fratello” ed iniziando ad osservare (o forse è il caso di dire “spiare”) l’intero vicinato.
Si troverà così alle prese con un vasto assortimento di individui: un marito infedele, un uomo solitario e taciturno, un gruppo di ragazzini che si dilettano nella visione di film per adulti e la bella ragazza di turno, che tutti sognano, appena arrivata nel circondario.
La sua preoccupazione principale, tuttavia, è scoprire la verità in merito al suo vicino di casa: il silenzioso e riservato Signor Turner (il David Morse guardia carceraria de “Il miglio verde”e protagonista della serie televisiva “Dr. House”).
Un uomo solitario che abita nella casa di fronte, apparentemente un vicino ideale. Un prato e un’abitazione estremamente curati; l’immondizia mai accumulata. Insomma: una bella casa, una bella macchina e tutto ciò che si può desiderare nella vita.
Unico neo la sua automobile (che sembrerebbe essere proprio quella del serial killer a cui si dà la caccia) e i suoi tratti fisici, dipinti dai principali network televisivi, che paiono essere quelli del pericoloso assassino.
Incupito e chiuso all’esterno, Kale finisce per spalancare le finestre della sua abitazione, che diventano i suoi occhi verso il mondo esterno.
Non volendo pensare ai suoi sentimenti perché il dolore è troppo intenso (oltre alla morte del genitore il ragazzo si trova con una madre – la splendida icona di “Matrix” Carrie-Anne Moss – oppressa dal dolore e che poco lo conforta), il ragazzo si rivolge all’esterno, iniziando ad esplorare il dolore degli altri e i rapporti che nascono e
si dissolvono. E nel mezzo di questa osservazione si rende conto che ci potrebbe essere un assassino tra di loro.
Thriller con una buona dose di suspence, dove le belle ville con i prati curati tipici della zona residenziale della città possono rappresentare il luogo ideale per nascondere un serial killer, “Disturbia” è un film che, raccontandoci di gente che osserva, che guarda le cose e le situazioni, ci rimanda con la mente ad uno dei capolavori del passato quale “La finestra sul cortile” di Alfred Hitchcock. E con questo occhio sempre aperto sul vicinato, lo sceneggiatore rende la trama particolarmente avvincente nel suo genere, convogliando l’attenzione non tanto sulla questione se esista o meno un serial killer, bensì sulla descrizione delle personalità di questo eterogeneo gruppo di teenager (Kale e i suoi amici), intorno ai quali ruota la storia.
Un gruppo di ragazzi molto diversi dallo stereotipo dell’eroe tradizionale che vuole dare la caccia al cattivo di turno. I personaggi appaiono sicuramente interessanti perché riconoscibili; persone che normalmente non hanno nulla di eroico: c’è un ragazzo con dei problemi, agli arresti domiciliari, con un eccentrico come migliore amico (dalle maniere gioviali, solari ed innocenti e che incarna la vena umoristica della pellicola) e una potenziale fidanzata bella e incompresa.
Il lato affascinante della vicenda è rappresentato proprio da questo spirito di osservazione e dalla naturalezza dei comportamenti umani proprio allorquando non si è coscienti di questa situazione (Kale spia la ragazza che abita vicino a lui mentre nuota e spia il tizio che potrebbe essere un serial killer, scopre cose che riguardano i suoi vicini di casa e che probabilmente non dovrebbe sapere). Il regista D.J. Caruso (che recentemente ha diretto l’ingegnoso “Rischio a due”, interpretato dal premio Oscar Al Pacino e da Matthew McConaughey in una storia dai ritmi frenetici ambientata nel mondo del gioco d’azzardo) dimostra di sapersela cavare bene con questo esperimento di esplorazione voyeuristica, unita ad uno stile di narrazione variegato che passa dall’intrattenimento quasi comico a scene di buona suspence.
In un’epoca dove la generazione odierna dei ragazzi vive in prima persona la rivoluzione nella comunicazione, Kale sembra proprio essere il prototipo del ragazzo comune per il quale la passione per i videoclip e per i media in genere diventa per lui l’unico modo per interagire col mondo esterno. Destinato prevalentemente ad un pubblico adolescenziale “Disturbia”, pur non offrendoci nulla di innovativo nel genere, risulta essere sicuramente un’appassionante e sincera commedia adolescenziale che riesce a divertire ed anche a turbare quanto basta catturando l’attenzione del pubblico in sala, merito di qualche colpo di scena collocato al momento giusto.
Un film che ruota attorno all’osservazione indisturbata; attività che rivela aspetti piuttosto inquietanti della nostra vita quotidiana.
Gente che guarda, che fotografa e che riprende la vita degli altri pur di soddisfare quel gusto morboso tipico del genere umano.
Adolescenti (e non solo) tormentati dalla routine quotidiana e che, nell’era del digitale e della tecnologia, non possono fare a meno di ricorrere all’uso di strumentitecnologici per spiare i propri vicini, studiare le loro abitudini, immaginare cosa succede all’interno della loro privacy domestica.
Ma anche se tutto ciò che accade può sembrare innocente ai nostri occhi, ricordiamoci bene che l’inquilino della porta accanto potrebbe anche non essere proprio come ce lo immaginiamo.
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