|
Dylan Dog
Titolo originale: Dylan Dog: Dead of Night
USA: 2010. Regia di: Kelly Asbury
Genere: Thriller
Durata: 94'
Interpreti: Brandon Routh, Sam Huntington, Anita Briem, Taye Diggs,
David Jensen, Randal Reeder, Courtney Shay Young, Marco St. John,
Garrett Strommen, Kyle Russell Clements, Kimberly Whalen, Ashlynn Ross,
J. Omar Castro, Andrew Sensenig, Courtney J. Clark, Ted Ferguson, Dan
Braverman, Ladson Deyne, Peter Stormare, Kent Jude Bernard, Laura
Spencer, Shima Ghamari, James Hébert, Michael Cotter, Douglas M.
Griffin, Kyle Register, Kevin Fisher, Spencer Livingston, Laura Shipley,
Richard Landry
Sito web ufficiale: www.deadofnight-themovie.com
Sito web italiano: www.dylandogilfilm.it
Nelle sale
dal: 16/03/2011
Voto: 5,5
Trailer
Recensione di: Francesca Caruso
L'aggettivo ideale: Superficiale
Scarica il Pressbook del film
Dylan Dog su Facebook
Dopo tanti fumetti e graphic novel trasposti sul grande schermo si sentiva la mancanza del fumetto più amato d’Italia: Dylan Dog, secondo come vendite solo a Topolino.
Si è formata una produzione tutta statunitense per l’investigatore del soprannaturale, creato da Tiziano Sclavi nel 1986 e pubblicato dalla Sergio Bonelli Editore (entrambi omaggiati nel film con una citazione).
La storia del film ha inizio con il misterioso omicidio di un uomo. La figlia Elisabeth assume Dylan Dog al fine di scoprire quale strana creatura abbia ucciso il padre.
Dylan rifiuta l’incarico, ripromessosi di non avere più niente a che fare col mondo del soprannaturale. Dopo l’omicidio del suo assistente e migliore amico, Marcus, la questione cambia e l’investigatore ritorna sui suoi passi: si mette alla ricerca dell’assassino, desideroso di scoprire cosa si celi dietro. Torna alla sua vecchia vita fatta di licantropi, vampiri e zombie e ritrova vecchi amici e nuovi nemici.
Diretto da Kevin Munroe, il progetto ci ha messo dieci anni perché si concretizzasse.
Il regista ama molto i fumetti e le graphic novel, ha letto i primi sei numeri della serie tradotti in inglese, ma non ha avuto modo di visionare la versione italiana - almeno inizialmente. L’intento del regista è stato quello di mantenere la cifra stilistica del fumetto, consapevole che nella traduzione qualcosa si sia persa, “si è perso in profondità, la versione italiana è più specifica” spiega Munroe. Secondo il regista è inevitabile che ci sia una differenza tra i due media, soprattutto quando si traspone un’icona come lo è diventato Dylan Dog nei suoi 25 anni di vita, che ha visto aumentare i suoi lettori di uscita in uscita.
Ciò che si vede sullo schermo è frutto del lavoro degli sceneggiatori e del regista, ma ci sono anche scelte produttive.
Si è puntato molto sul genere che rappresenta: è un horror, con licantropi, vampiri e zombie, al quale si mescola il thriller e la commedia. C’è azione e dialoghi divertenti (tra Dylan e Marcus) in quello che è anche un giallo investigativo, ma non c’è la profondità del personaggio e quale sia veramente la profondità del rapporto che Dylan ha instaurato con i Non Viventi: queste peculiarità si lasciano solo intravedere. Il regista sarebbe interessato a fare un sequel in cui poter sviluppare quelle tipicità che fanno di Dylan Dog “l’Indagatore dell’Incubo”.
Sono state diverse le stesure dello script prima di giungere a quella definitiva e anche l’ambientazione è cambiata.
Non si sono potute fare le riprese a Londra, la location originale che Sclavi descrive nel fumetto, per motivi di budget, si è pensato così di cambiare il luogo della storia, trasferendola a New York.
In seguito si è optato per New Orleans perché “possiede quell’atmosfera autenticamente europea, è una cittadina che ha qualcosa di familiare allo spirito europeo” – ha dichiarato Munroe.
Per ciò che riguarda l’aspetto tecnico, il cineasta ha deciso di usare i classici effetti speciali per il trucco dei mostri, senza creare i personaggi al computer. Questa scelta è dovuta alla volontà di dare maggior autenticità ai mostri e far percepire la recitazione degli attori con meno filtri. Il desiderio di realizzare un film su Dylan Dog nasce dalla voglia di far conoscere questo bizzarro antieroe anche agli americani.
Dylan Dog è dotato di fascino, sarcasmo, non vuole essere un eroe, affronta il mondo a modo suo e si sente più a suo agio nel mondo del soprannaturale, in cui sa come muoversi e come rapportarsi, nonostante appaia strano, bizzarro, surreale e al di fuori di ogni logica. È un film che avrebbe dovuto osare di più.
|