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Giustizia privata
Titolo originale: Law Abiding Citizen
USA: 2009. Regia di: F. Gary Gray
Genere: Thriller
Durata: 108'
Interpreti: Jamie Foxx, Gerard Butler, Leslie Bibb, Bruce McGill, Colm Meaney, Viola Davis, Michael Irby, Regina Hall, Gregory Itzin, Michael Kelly, Christian Stolte, Josh Stewart, Annie Corley, Richard Portnow, Dan Bittner, Brooke Stacy Mills, Damien Colletti, Ryan Woodle, Emerald-Angel Young
Sito web: www.lawabidingcitizenfilm.com
Nelle sale
dal: 25/08/2010
Voto: 5,5
Trailer
Recensione di: Denis Zordan
L'aggettivo ideale: Implausibile
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Clyde Shelton (Gerard Butler) ha avuto la moglie e la figlia brutalmente uccise durante una rapina in casa. La polizia cattura gli assassini, ma la legge fatica ad incriminarli: il procuratore Nick Rice (Jamie Foxx), nel timore di essere costretto a rimettere in libertà gli omicidi, accetta la testimonianza del più vile dei due contro il complice, in cambio di un alleggerimento di pena.
A nulla valgono le rimostranze disperate di Shelton. Dieci anni dopo, l’uomo sfuggito alla condanna viene assassinato. Catturato, Shelton ammette di fronte a Rice di essere il responsabile, ma inizia a giocare un’imprevedibile partita al gatto col topo in cui sardoniche minacce e diabolici omicidi si alternano in una spaventosa escalation.
L’uscita in sala in Italia di Law Abiding Citizen (con il titolo Giustizia Privata) è prevista per fine agosto. Credo che possa bastare per sostenere che il film di Gray gode di scarsa considerazione: è ritenuto un intrattenimento d’azione di routine destinato a spettatori non troppo esigenti. In effetti, se si pensa che il regista è l’autore di pellicole quali Il Negoziatore, Il Risolutore e il remake modaiolo di The Italian Job, è difficile dare completamente torto al distributore. Quando però si vede il film, qualche domanda in più si è costretti a porsela.
Intanto, c’è da dire che nonostante l’apparente affinità, Law Abiding Citizen ha poco da spartire con mediocri titoli recenti quali Fuori Controllo (Edge of Darkness) o Harry Brown (ancora inedito da noi) che declinano ai tempi presenti il tema del giustiziere – in perfetto stile Death Wish - sciolto dalla legge; e questo semplicemente perché la sceneggiatura di Kurt Wimmer prende presto un’altra direzione, decidendo di dare spessore titanico al personaggio interpretato da Gerard Butler
La sua lotta contro i limiti e le storture di un sistema processuale che non riesce a far trionfare la giustizia quando rimanda in libertà gli assassini, diventa subito senza esclusione di colpi. Dal punto di vista della regia, sono questi i momenti migliori del film, non appena Gray ha la possibilità di cimentarsi nell’action e coreografare esplosioni improvvise, corse contro il tempo, situazioni adrenaliniche.
È però piuttosto chiaro che le mire dello script sono più alte, e confliggono con la bassa caratura del regista.
La sceneggiatura tenta di suggerire una provocatoria grandezza di Shelton, rendendolo ben di più che l’esemplare rappresentante di una rinnovata tendenza giustizialista (che ai tempi dell’ispettore Calla(g)han molti avrebbero detto fascista). Non esita a mettergli in bocca citazioni di Von Clausewitz ed echi biblici, raccontando la megalomania del personaggio al confronto con la normalità di Rice e suggerendo che egli goda di una sorta di ubiquità ed elabori spettacolari e ingegnosi omicidi, a cominciare da quello del complice, per il quale sembra essere riuscito addirittura a penetrare nel Braccio della Morte.
E qui originano tutti i problemi del film: che sembra troppo pensato, arrischiato e d’autore per assolvere al suo ruolo di ordinario divertimento d’azione, ma anche abbastanza cialtrone da sabotare senza appello le ambizioni di radicale critica individualistica al sistema insite nel copione. Law Abiding Citizen è un lavoro riuscito a metà proprio perché Gray non asseconda la sceneggiatura, tratteggia con poca efficacia le psicologie, non valorizza dialoghi e situazioni, si limita a illustrare senza particolare talento i momenti clou e gli snodi della trama (uno dei quali, nel finale, davvero clamoroso, che avrebbe avuto bisogno di sottolineature ben maggiori per ottenere il miglior risultato).
Certo, Law Abiding Citizen è meglio, per capirci, di quasi tutti i film di Tony Scott, e potrebbe pure funzionare in compagnia di popcorn e Coca Cola in un’afosa serata di fine agosto. Ma la sensazione che affidate ad un regista di polso le cose sarebbero andate diversamente rimane tutta, e l’implausibilità del film è il prezzo da pagare per non essere riusciti ad “agganciare” con costanza lo spettatore.
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