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I cacciatori – The hunting party PDF Stampa E-mail
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Scritto da Dario Carta   
sabato 26 aprile 2008

I cacciatori – The hunting party
Titolo originale: The hunting party
USA, Croazia, Bosnia: 2007 Regia di: Richard Shepard Genere: Thriller Durata: 95'
Interpreti: Diane Kruger, Terrence Howard, Richard Gere, James Brolin, Jesse Eisenberg, Olja Hrustic, Goran Kostic, Mark Ivanir, Hélène Cardona
Sito web: www.theeyethefilm.com
Nelle sale dal: 30/04/2008
Voto: 6,5
Recensione di: Dario Carta

thehuntingparty_leggero.jpgIl famoso reporter Simon Hunt,(Richard Gere) ed il suo inseparabile compagno,l'operatore televisivo "Duck",(Terrence Howard),hanno condiviso innumerevoli avventure sulle scene delle più tribolate situazioni di guerra.
Il loro lavoro li porta nel cuore della guerra civile della ex Jugoslavia,ove,come sempre a rischio della vita,mettono la loro esperienza al servizio dell'Informazione.
Ma Simon,durante un servizio televisivo in diretta da un villaggio bosniaco, teatro di una ennesima strage,subisce un crollo psicologico e le conseguenze si presentano nell'immediato.
A differenza del suo compagno Duck,che procede tra lusinghe e successi nella sua professione,Hunt viene estromesso dalla scena lavorativa esclusiva e retrocede nei retrobottega della sua attività. I due si ritroveranno più tardi a Sarajevo,a guerra finita e Simon,apparso inaspettato davanti ad uno sbigottito Duck,gli proporrà uno scoop senza precedenti. Egli conoscerebbe,infatti,il nascondiglio della "Volpe",il criminale di guerra più ricercato al mondo,condannato per crimini contro l'umanità e gli fa la sconcertante proposta di braccarlo e catturarlo. Il film si ispira ad una esperienza realmente vissuta e raccontata in un articolo pubblicato su Esquire dallo stimato giornalista Scott Anderson di ritorno da un suo viaggio in Bosnia:"What I Did On My Summer Vacation" - (Quello che ho fatto nelle mie vacanze estive).
L'adattamento cinematografico,prende la forme di una brillante avventura,con un misto di ingredienti bizzarri e noir.
Nel corso dei primi minuti,la narrazione fuoricampo di Duck,che introduce e spiega i fatti,aiutano lo spettatore ad inserirsi subito nella trama.
Ed è facile,perchè gli eventi sono proposti con buona fluidità ed interessante movimento.
E' spiegata bene e senza troppi gorgoglii,la caduta di Gere e l'ascesa del suo collega,proponendo simboli che spiegano,senza perdersi troppo in giro,quello che sta succedendo (nelle mani di Duck appare una chitarra,al posto della onnipresente cinepresa).
La scena iniziale della battaglia,prepara chi guarda,a capire in quale contesto inserire le proprie emozioni e le poche immagini delle devastazioni che seguono,sono sufficienti a preparare lo scenario emotivo.
Ai due amici ritrovati,si affianca un terzo collega,Benjamin (Jesse Eisenberg),un novellino,fresco di studi,che però crea un perfetto equilibrio nel gruppo.
Il giovane apparentemente perfetto nella sua astratta preparazione,il fallito che ansima per tornate a galla e il professionista arrivato,formano un composto che darà una schietta e brillante organicità all'intero film.
Dice Scott Anderson:"Questa, non sarebbe una lezione di storia o un trattato politico,ma il racconto di tre personaggi alla ricerca di sè stessi,un film 'on the road',disegnato sullo sfondo di un Paese che fatica a uscire dalle conseguenze di una guerra sanguinosa".
E tra le righe di una trama avventurosa e thrilling, si insinua il bel gioco di squadra dei tre personaggi, che.con i loro aspetti caratteriali,conferiscono dinamismo e luce alla storia.
Qua e là compaiono personaggi naif dal comportamento pittoresco(uno fra tanti,l'ufficiale ONU preda di una ossessione da complotto cospirativo).
Immagini divertenti(il muro semidistrutto con dipinta,a caratteri e colori della Coca Cola la scritta "Enjoy Sarajevo" e scene venate di ironia,non tolgono il passo a punte di tensione e ad alta drammaticità.
Gere recita con maestria,altalenandosi tra maschere di buffa commedia e picchi di ansia.
Il film cavalca forte,spinto da un vento che offre tensione e sorriso,scoprendo il fianco anche a colpi di scena.
"The Hunting Party" narra di un viaggio di tre persone più o meno accomunate nello stesso proposito:quello di catturare il cattivo.
Ma"La morale del film -dice il regista Shepard -è quella di non puntare l'indice solo contro i cattivi,ma quella di guardare anche alla Comunità Internazionale,dagli Stati Uniti,all'Europa e all'ONU e chiedersi perchè non hanno catturato questi maxi ricercati.Il fatto che queste persone siano ancora alla macchia dopo oltre dieci anni,è un insulto alla memoria delle vittime del genocidio bosniaco".
Simpatica è la sottile allusione: HUNT è il cognome di Simon,in inglese traduce "caccia"(alla "Volpe"?) ed il titolo può essere tradotto:"Festa di caccia".

 
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