|
Il caso Thomas Crawford
Titolo originale: Fracture
USA, Germania: 2007. Regia di: Gregory Hoblit Genere: Thriller Durata: 113'
Interpreti: Anthony Hopkins, Ryan Gosling, David Strathairn, Rosamund
Pike, Embeth Davidtz, Billy Burke, Cliff Curtis, Fiona Shaw, Bob
Gunton, Josh Stamberg, Xander Berkeley, Zoe Kazan, Judith Scott, Gary
Cervantes, Petrea Burchard
Sito web: www.fracturemovie.com
Nelle sale dal: 02/11/2007
Voto: 7
Recensione di: Carlo Zacchi
Quando il brillante e infallibile Thomas Crawford (Antony Hopkins) scopre che la moglie Jennifer (Embeth Davidtz) ha una relazione extraconiugale, non ci pensa due volte e la uccide. Fin qui tutto normale, un classico del thriller, ma molto presto la polizia scoprirà che niente è quello che sembra. Il tenente Rob Nunally (Bill Burke) tra i primi ad entrare nella casa Crawford rinvenendo il corpo avrà subito in mano la confessione dell’omicida. Solo che il corpo che giaceva a terra in una pozza di sangue era quello di Jennifer, la sua Jennifer. I due erano gli amanti che il pomeriggio stesso Thomas aveva sorpreso assieme. La donna a terra non è ancora morta, così Nunally fa entrare i colleghi e inizia una zuffa con il presunto assassino senza fare molta attenzione alla scena del crimine. E qui la passione acceca la giustizia, cosicché il male trova il trucco e mischia le carte in tavola.
Di fatto Thomas Crawford verrà arrestato e processato per direttissima. C’è una confessione firmata. Tutto sembra facile, anche per un giovane e rampante avvocato, Willy Beachum (Ryan Gosling), che in rappresentanza dello Stato fiuta una vittoria facile e un futuro di successo presso uno studio legale privato. Anche per lui c’è di mezzo una bella donna (Rosamund Pike), avvocatessa sensuale e di successo. Ma anche qui l’avidità indebolirà l’intelletto e il male troverà la libertà impunita.
Due uomini quindi attratti dal potere, dal possesso delle cose e delle persone e due donne, belle, attraenti e decise a contendere tale potere. Questo il motore del thriller montato dal regista Gregory Hoblit (Sotto corte marziale, 2002), dove la sfida per il successo passa per un duello di intelligenze senza tregua. Astuzia, etica, morale, cinismo, tutto è valido pur di dimostrare la propria superiorità. In aula la battaglia sarà a colpi di battute e frasi a effetto, mentre nell’animo dei due brucia l’orgoglio di chi non ha mai perso: Beachum a vinto 97 processi su 100, Crawford è un ingegnere di successo. Ma l’etica alla fine sarà un’arma decisiva e solo uno dei due sarà in grado di impugnarla.
Un classico ‘courtroom thriller’, costruito in dialoghi serrati, soprattutto in aula, dal ritmo sincopato, decisamente rallentato in alcuni punti ma tenuto in equilibrio con un paio di colpi di scena niente male, soprattutto nei venti minuti finali. Enorme il peso di Hopkins (Guerra e pace, 2007) nella riuscita del film, col suo humor legnoso e dalla recitazione triste capace di esplodere in una maschera maligna e superba. Decisamente meno nella parte il giovane e promettente Gosling (Stay, 2005), troppo frivolo e non abbastanza centrato sul personaggio che sembra sempre sul punto di sfuggirgli. Probabilmente anche per una sceneggiatura, curata da Daniel pyne (The Manchurian candidate, 2004) mancante della suspense necessaria e leggermente troppo fragile nella parte centrale, che neanche il commento sonoro di due maestri compositori come Jeff Danna (Tideland, 2005) e Mychael Danna (Little Miss sunshine, 2006) riescono a sostenere in diversi punti. Un film questo di Hoblit senza lode ma abbastanza ben fatto per fare box office e che tanto deve ringraziare Hopkins per i 25 minuti di presenza filmica che valgono tutto l’oro dell’incasso
|