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L'ipnotista PDF Stampa E-mail
Valutazione utente: / 57
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Scritto da Daria Castelfranchi   
martedì 09 aprile 2013

Titolo: L'ipnotista
Titolo originale: Hypnotisören
Svezia: 2013. Regia di: Lasse Hallström Genere: Thriller Durata: 122'
Interpreti: Tobias Zilliacus, Mikael Persbrandt, Lena Olin, Helena af Sandeberg, Jonatan Bökman, Oscar Pettersson, Eva Melander, Anna Azcárate, Johan Hallström, Göran Thorell, Jan Waldekranz, Emma Mehonic, Tomas Magnusson, Nadja Josephson
Sito web ufficiale:
Sito web italiano:
Nelle sale dal: 11/04/2013
Voto: 7
Trailer
Recensione di: Daria Castelfranchi
L'aggettivo ideale: Tenebroso
L'ipnotista su Facebook

lipnotista_leggero.pngTratto dall’omonimo romanzo dell’autore Lars Kepler, arriva al cinema un thriller 100% made in Sweden. Lasse Hallström - regista di Chocolat e Le regole della casa del sidro, per citarne due piuttosto noti al pubblico - abbandona Hollywood e torna nella sua madrepatria per dirigere un cast di attori svedesi, in primis Lena Olin, Tobias Zillicus e Mikael Persbrandt.

Josef è l’unico testimone di un’orribile carneficina: la sua famiglia è stata sterminata ma anche lui è in fin di vita e non può essere interrogato dalla polizia.
L’ispettore Joona Linna decide allora di rivolgersi ad un famoso ipnotista che, ricorrendo alla sua tecnica, potrebbe riuscire a far parlare il ragazzo.

Colpi di scena e tensione alta per tutto il film, sebbene il ritmo sia meno sincopato rispetto alle produzioni hollywoodiane e si adegui alla rilassatezza tipica della cinematografia svedese. Lo stile arioso di Hallström si riconosce fin da subito e le riprese aeree dei sobborghi innevati di Stoccolma, sono al tempo stesso affascinanti e minacciose.

L’atmosfera tetra e tesa fa da sfondo all’intera narrazione e col passare dei minuti assistiamo al disfarsi dei rapporti tra marito e moglie, alla rivelazione scioccante che porta ispettore e ipnotista sulle tracce dell’assassino e allo psicodramma conclusosi con il feroce massacro.
Il regista conduce abilmente la sua macchina da presa tra gli angusti e inquietanti corridoi dell’ospedale, sopra i laghi ghiacciati, nella casa di Erik e Simona, riuniti dalla tragedia.

Non il thriller convenzionale che Hollywood ci ha abituati a vedere ma un’indagine che si tinge di rosso e che svela, sequenza dopo sequenza, personaggi, moventi, drammi psicologici, siano essi delle vittime o dei carnefici. Fluido dal punto di vista tecnico e visivo, il film scorre piacevolmente, per quanto si possa dire di un thriller introspettivo, e regala qualcosa di diverso, girato in maniera diversa, scritto in maniera diversa.
Lontano dalle pellicole ansiogene made in Hollywood, L’Ipnotista è consigliato a chi vuole vedere qualcosa di più interiore e a chi ha apprezzato l’atmosfera, gli ambienti, i personaggi schivi e l’aurea tenebrosa di Uomini che odiano le donne.
Quello di Niels Arden Oplev s’intende.

 
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