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Non è un paese per vecchi PDF Stampa E-mail
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Scritto da Nicola Picchi   
venerdì 15 febbraio 2008

Non è un paese per vecchi
Titolo originale: No country for old men
USA: 2007. Regia di: Joel e Ethan Coen Genere: Thriller Durata: 122'
Interpreti: Tommy Lee Jones, Javier Bardem, Josh Brolin, Woody Harrelson, Kelly Macdonald
Sito web: www.nocountryforoldmen.com
Nelle sale dal: 22/02/2008
Voto: 8
Recensione di: Nicola Picchi

nonunpaesepervecchi_leggero.jpegLa prima cosa che salta all’occhio vedendo “Non è un paese per vecchi” è che si tratta di un film molto poco “coeniano”, nel senso che mancano completamente sia l’eccentrico humour dei fratelli Coen che le loro caratteristiche derive verso il grottesco, ma anche l’esibita e gelida cerebralità di film come “L’uomo che non c’era”.
Il film si mantiene rigorosamente fedele al bel romanzo di Cormac McCarthy, di cui conserva anche l’ellissi narrativa finale, ed i Coen riescono nella difficile impresa di trasferire sullo schermo la prosa scarna e disseccata dell’autore, spesso increspata da frasi dal sapore quasi biblico.
Il film è ambientato in Texas, al confine con il Messico, nel 1980. Llewelyn Moss, andando a caccia, si imbatte in una consegna di droga finita male: sul posto sono rimasti solo una decina di cadaveri, macchine crivellate dalle pallottole, un cane morto, un bel po’ di eroina ed una borsa con due milioni di dollari. Moss decide di approfittarne, ma naturalmente sia messicani che americani si metteranno sulle sue tracce per recuperare i soldi. Ma la cosa peggiore è che Moss verrà braccato da Anton Chigurh, un killer sociopatico con un personalissimo senso dell’umorismo, mentre allo sceriffo Ed Tom Bell non resterà altro che assistere, impotente, all’inevitabile carneficina a venire.
I fratelli Coen firmano un thriller nerissimo di rara asciuttezza, fin troppo rigoroso e senza una sbavatura, scandito da dialoghi ridotti all’osso, colonna sonora inesistente ed improvvisi scoppi di violenza. Moss e Chigurh, preda e cacciatore, disegnano itinerari astratti nel desertico panorama del New Mexico e, quando si incontrano, il silenzio è rotto solo dall’eco delle detonazioni.
Il pallidissimo Anton Chigurh di Javier Bardem è un’inarrestabile macchina di morte con un’assurda pettinatura anni ‘60, che decide il destino delle sue vittime con il lancio di una moneta per poi eliminarle con un’arma ad aria compressa, la stessa che si usa per macellare il bestiame. Llewelyn Moss è un uomo che cerca di cogliere al volo quella che considera l’occasione della sua vita, e Josh Brolin ne rende con misura il calmo furore e la determinazione a sopravvivere a tutti i costi, aderendo perfettamente al personaggio.
Lo smarrito sceriffo Ed Tom Bell, interpretato da un magistrale Tommy Lee Jones, è colui che commenta la vicenda, un riluttante spettatore annichilito dalla violenza e dall’avidità di cui si trova involontario testimone. Inutile dire che il punto di vista di Ed Tom è anche quello di McCarthy. Una riflessione quasi metafisica e priva di retorica su una (presunta) perdita dell’innocenza dell’America, sull’immanenza del male e sul baratro morale spalancato sotto i piedi di tutti noi.

L’America di “Non è un paese per vecchi” in realtà dimostra di non essere un paese per nessuno, compresi i cowboy fuori tempo massimo come Llewelyn Moss ed i nostalgici di una presunta “età dell’oro” come Ed Tom, secondo cui “Quando non si sente più dire Grazie e Per favore, vuol dire che la fine è vicina”.
I Coen si comportano di conseguenza e rinunciano agli stereotipi del genere, negando qualsiasi risolutiva catarsi allo spettatore e brutalizzandolo con un memorabile finale tronco, di quelli che restano nella memoria e che inducono chi guarda ad un’attività di questi tempi poco praticata: pensare.
Grande lavoro di tutto il comparto tecnico, dal montaggio, curato dai Coen sotto l’usuale pseudonimo di Roderick Jaynes, alla fotografia di Roger Deakins, che immerge i classici paesaggi americani in una sorta di straniante vuoto pneumatico, all’importantissimo sound design di Carter Burwell, entrambi loro collaboratori storici. Oltre alla straordinaria interpretazione dei tre attori principali, il film vanta un impagabile cameo di un ritrovato Woody Harrelson nel ruolo di un cowboy-dandy che risolve problemi, ed un’ottima interpretazione di Kelly Macdonald nella parte di Carla Jean, la moglie di Moss.
Da antologia dell’humour nero (ma post Breton) alcuni dialoghi tra Ed Tom ed il giovane Vicesceriffo, la conversazione tra Chigurh ed il gestore di una stazione di servizio e quella, agghiacciante, tra lo stesso Chigurh e Carla Jean, la moglie di Moss.
In definitiva, uno dei migliori film di questa stagione cinematografica, che sarebbe un peccato perdere.

 
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