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Paranoid Park
Titolo originale: Paranoid Park
USA, Francia: 2007. Regia di: Gus Van Sant Genere: Thriller Durata: 85'
Interpreti: Taylor Momsen, Jake Miller, Daniel Liu, Gabe Nevins, Lauren
McKinney, Winfield Jackson, Joe Schweitzer, Grace Carter, Scott Patrick
Green, John Michael Burrowes
Sito web: www.paranoidpark-lefilm.com
Nelle sale dal: 07/12/2007
Voto: 7
Recensione di: Ciro Andreotti
Alex, un sedicenne di Portland appassionato di Skate board, conduce una vita tranquilla fra la scuola, le amicizie e “Paranoid Park”: la pista di skate più famosa della città. Una sera, nei pressi di Paranoid Park, accidentalmente uccide una guardia giurata e invece di costituirsi sceglie di cancellare le prove dell’incidente…..
Ad alcuni anni di distanza da Elephant Van Sant decide di tornare a narrare le evoluzioni, in tal caso su rotelle, di un gruppo di teen agers made in USA e ora, come allora, non è certo mosso dalla ricerca di giudizi e approvazione benevole da parte dei media. Nel caso della precedente pellicola a ispirarlo fu la strage del liceo di Columbine. Qui invece la rilettura di un breve romanzo di Blake Nelson, il quale decise di impiegare il mondo dello skate board per narrare le apatiche giornate di un gruppo di adolescenti di un Liceo qualunque della città di Portland. Skate quindi visto come ancora di salvezza, quale motivo di aggregazione nel vuoto pneumatico nel quale scivolano le vite di questi sedici diciassettenni. Il regista di Will Hunting procede per detrazioni successive: riprende il romanzo di Nelson, lo priva della sequenzialità cronologica degli avvenimenti, avvolge e riavvolge la trama a proprio piacimento. Avvolgendo le paure, i tormenti e i rimorsi di Alex.
Al tempo stesso priva i protagonisti di espressioni di qualunque genere l’omicidio: seppur accidentale, così come una lezione di trigonometria o di scienze sono viste con la medesima e lucida apatia.
Inquietano di più sia l’apatica indolenza nella quale navigano questi ragazzi, molto di più della tragedia di una vita spezzata per sbaglio, sia l’omologazione: di abbigliamento, idee, di espressione nella quale si depositano le vite di Alex & C. dimenticati dal mondo degli adulti (visti sempre sullo sfondo, mai ripresi in primo piano, sempre come personaggi secondari e assenti anche nelle riprese) e per nulla interessati a quel che li circonda.
Premiato e osannato a Cannes Van Sant fa quindi e ancora parlare di sé, pur non desiderando esprimere giudizi morali né sul protagonista, né sullo spaccato di gioventù “iper-vitaminizzata” e “ipo-vitalizzata” che ci offre. Il film può piacere come essere liquidato senza pietà alcuna.
Da vedere se si desidera osservare un vero “maestro”; capace di far “non recitare” un manipolo di sedicenni alle primissime armi, reclutati per l’occasione su internet e senza che i suddetti facciano trasparire la benché minima emozioni: “Geniale”.
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